David Mazzucchelli has been making comics his whole life. Known chiefly for his collaborations - with Frank Miller on seminal Batman and Daredevil stories, and with Paul Karasik on an adaptation of Paul Auster's novel, City of Glass - he began publishing his own stories in 1991 in his anthology magazine, Rubber Blanket. Since then his short comics have been published in books and magazines around the world. Asterios Polyp is his first graphic novel, and has won the Los Angeles Times Book Prize and been listed as a New York Times notable book.
Tre storie di tormento e ossessione, nevrosi e maniacalità, la più lunga intitola la raccolta ed è anche la più bella, la più risolta. Il protagonista è un ragazzo che vive nel seminterrato di un palazzo, di cui è il custode. È maniacalmente preso da un tentativo-esperimento: costruire un mappamondo (di circa due metri di diametro) nel quale la Terra è rappresentata realisticamente, alla perfezione. Si tratta chiaramente di una ricerca fallita in partenza, di un tentativo donchisciottesco di governare l’ingovernabile (i confini tra gli stati mutano, il pianeta è in continuo movimento eccetera): ma, soprattutto, la difficoltà principale è tradurre su una superficie bidimensionale una realtà tridimensionale. A questo primo spunto narrativo è intrecciato il secondo: il ragazzo vede-spia la ragazza che abita di fronte (finestra sul cortile). I due si conoscono, iniziano a frequentarsi, hanno una storia, e la mappa della Terra si confonde con quella dei sentimenti.
La mappa della Terra si confonde con quella dei sentimenti.
Come in Asterios Polyp, il racconto è ricco di echi e spunti (filosofia, psicologia, ovviamente geografia…): costruire il mappamondo perfetto, la mappa perfetta, diventa il tentativo di dominare l’incontrollabile, che è come razionalizzare il sentimento, a cominciare da quello amoroso. E infatti, il corpo della ragazza amata, nell’immagine più grande della storia, si confonde con meridiani e paralleli, diventa mappamondo, seni e gambe, montagne e confini…
Il ragazzo si pone domande non semplici: qual è il modo più rapido per raggiungere un punto, come spostarsi da A a B, cosa esiste prima di A e dopo Z? La conclusione è che su una sfera partendo da un punto, se si procede abbastanza a lungo, prima o poi si ritorna al punto di origine. Sta parlando del percorso su una sfera, ma anche naturalmente della sua parabola di vita: era solo e tale tornerà.
I disegni sono bicromi, i colori cambiano da storia a storia, il nero ovviamente predomina. Il segno è netto, espressionista.
Tre racconti illustrati. Due sono poco più che esercizi e divertissement (che a mio avviso sarebbero potuti restare nella cartellina dell'autore). Quello più corposo che dà anche il titolo alla raccolta è molto più denso ed interessante, con diverse ottime intuizioni, ma anche con uno sviluppo ed un finale poco convincenti. Mazzucchelli è più bravo di così.
Pensavo fosse amore e invece era un calesse... La metafora di tre vite diverse che vivono delle loro fobie è decisamente labile. Capisco il non arricchire troppo le storie per mantenere quell'aura di sussurrato ma non sbandierato ma in questo caso l'autore non ha proprio aperto bocca! A della grafica davvero stupenda corrisponde una stupefacente mancanza di storia. Se lo si prende come un libro da guardare va benissimo, per il "da leggere" invece proprio non ci siamo.