Cinque donne, tre generazioni, le vicende della loro famiglia che attraversano la Storia dell’isola di Cipro a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, un racconto di una di queste cinque donne che svela solo dopo moltissimi anni molti segreti che riguardano anche e soprattutto i tre giovani dell’ultima generazione e non mancano i colpi di scena. Ciascuno di loro al termine di questa lunga narrazione si ritrova cambiato, catapultato in una nuova prospettiva di se stesso e pronto per ripartire a ricostruire la propria vita, partendo dal vero sé. È per questo che il titolo dell’edizione del romanzo, ancora una volta risulta lontano dall’originale e oltremodo fuorviante!
Non è un romance, come ci si potrebbe aspettare, e per fortuna dico! L’amore c’è, naturalmente, ma è quello viscerale di una madre per le proprie figlie, di una nonna per le proprie nipoti, di una domestica che entra a far parte di questa famiglia come fosse lei la madre, la sorella, la figlia.
Mi è piaciuto leggere la storia di queste donne forti nella loro indissolubile unione, libere da pregiudizi, aperte alla modernità quando il mondo ancora non era del tutto pronto a una donna indipendente e che poteva fare a meno della figura maschile (che in questo romanzo risulta inetta), però se devo essere sincera leggendo questo romanzo mi sono venute in mente le storie della Allende o della Fallaci e questo mi è sembrato un po’ una brutta copia. Troppo lento, troppo ripetitivo, troppo poco pathos e drammaticità, poca freschezza nello stile narrativo, a tratti l’ho trovato pure noioso; si salva un po’ la parte finale per il colpo di scena e per le riflessioni finali sei tre ragazzi.
Nel complesso gli do la sufficienza, se non altro per l’ambientazione e per un pezzo di Storia che forse è stata dimenticata, ma nulla di più