Viveva ancora nelle Favelas quando gli donarono una bambina."È tua", così gli era stato detto. Poi ha perso tutto.Mikel Alves è l’erede della 28HS, la più pericolosa gang di El Salvador. All'età di sedici anni sparisce nel nulla, impara a vivere nel buio e ad amare le catene che lo tengono legato alla parete della sua grotta. Diventa un animale selvaggio, dimentica la civiltà, ma sopravvive e non si arrende. Torturato e umiliato dai suoi nemici, paga il prezzo di essere un principe, di possedere un regno e una principessa. Quando Mikel tenta di riprendere in mano la sua vita, si rende conto di essere rimasto intrappolato nel suo inferno personale. Per ricominciare, sarà costretto a portare via con sé uno dei suoi nemici Megan Lima. L'odio di Megan ha radici profonde. Lei deve rifiutarlo, disprezzarlo, tenerlo lontano. Qualsiasi cosa, pur di non cedere al nemico. Due gang contrapposte che cercano di imporre la loro supremazia, una lotta continua tra ragione e istinto, passione e potere. Per Megan è immorale, per Mikel è essenziale. Un romanzo oscuro, una storia d’amore violenta, due personaggi che superano tutti i limiti.
Ha studiato danza e recitazione ed è laureata in Economia e gestione delle imprese turistiche. Ha iniziato a scrivere da bambina, quando ha ricevuto in regalo il suo primo diario segreto e, da quel momento, la scrittura è diventata parte della sua vita.
Marilena si è superata con questo libro. Crudo, per alcune scene oserei dire splatter, ma perfettamente coerente dalla prima all'ultima pagina. La storia di Mikel e Megan, due degli esponenti delle gang più feroci del Sudamerica, coinvolge dal prologo e non si riesce a mollare il libro nonostante spesso venga da chiudere gli occhi o stringere i denti per la violenza di alcune scene. Un dark originale come pochi pur mantenendo lo schema classico di questo tipo di romance, perché stavolta i ruoli sono invertiti. Invertiti, perché è un uomo a essere sottoposto alle angherie, ai soprusi, alle torture e alle violenze di ogni genere che gli vengono inflitte dai suoi aguzzini, ma non è assolutamente Megan l'artefice di queste torture, sarebbe stato troppo banale, anzi lei è la sua solitudine, colei che lo ha aiutato ad andare avanti nei lunghi anni di prigionia. Non vorrei dire davvero nulla per non togliere la sorpresa, sappiate solo che quando Mikel finalmente libero incontrerà Megan, non andrà esattamente come lui sognava.
«Fa male?», chiede. «Cosa?», ribatto scettica. «Rivedermi». «Perché dovrebbe?» «Perché a me fa malissimo rivedere te». Mi supera con una spallata e si allontana. Ora sì che fa male.
L'autrice è stata brava a tessere una tela dove tutti i personaggi hanno i loro ruoli e i loro spazi, dove non c'è posto per la morale e i sentimentalismi, e ognuno di essi si muove in un ambiente che per loro è naturale: come per noi può essere naturale litigare per una partita di calcio, nelle Gang di El Salvador si fanno saltare teste, ma non come metafora, a colpi di machete! I personaggi sono brutali e tali rimangono, senza assurdi e repentini cambi di personalità. Ma, in tutto questo mondo infestato di sangue e violenza c'è posto anche per qualcosa di positivo, di dolce, di puro ed è bello immaginarlo.
Ma anche chi porta sangue è fatto di sangue, carne ed emozioni. E anche chi dorme con una pistola sotto il cuscino, vive comunque una vita fatta di amori, passioni e famiglia. L’amore è forse diverso?
INCREDIBILE, STRAORDINARIO, MOZZAFIATO Per me sono 5 stelle più la corona 👑 dell’indimenticabile.
“Ma anche chi porta sangue è fatto di sangue, carne ed emozioni. E anche chi dorme con una pistola sotto il cuscino, vive comunque una vita fatta di amori, passioni e famiglia. L’amore è forse diverso? No, l’amore è l’unica cosa che rimane uguale per tutti.”
Mikel Alves e Megan Lima sono due anime affini legate dal destino e dalla mano dell’uomo, mano che cercherà comunque di dividerli in ogni modo. Entrambi figli e capostipiti di due diverse gang di El Salvador, avranno nella vita gli stessi oneri, ma non gli stessi onori. Mikel è un uomo a cui è stato sottratto tutto, onore, dignità, libero arbitrio e libertà, ma soprattutto la sua umanità, tenuto segregato per dodici anni all’interno di una grotta, senza acqua ne cibo, senza pulizia, senza aria ne luce, seviziato, massacrato, incatenato e torturato, obbligato a diventare un animale nel più stretto senso del termine. Megan, a cui sono stati strappati da piccola gli affetti più cari, diventa una donna spietata e vendicativa, obbligata, anche se non costretta, a vivere in un mondo che non le appartiene fino in fondo e a rinunciare a quella vita “normale” che tutte le ragazze della sua età sognano, ma non perde mai fino in fondo la sua sensibilità. Non voglio dilungarmi troppo sulla trama perché toglierei a chi vuole leggere questo capolavoro tutto il gusto, ma voglio concentrarmi sui sentimenti che questo libro mi ha trasmesso. È stato per me un pugno allo stomaco...la Barbagallo me lo ha fatto entrare sapientemente sotto pelle e mi ha fatto vivere tutte le sofferenze di Mikel come se fossero state le mie. Avete mai guardato un cucciolo maltrattato negli occhi? Io si e negli occhi di Mikel ho rivisto lo stesso strazio. Il suo senso di inadeguatezza, la sua paura di tornare a vivere una vita civile, di non saper amare, di essere un inetto me lo hanno fatto profondamente amare e mi hanno fatta piangere tutte le sue lacrime. Quindi si, per me questa storia entra di diritto tra gli indimenticabili perché quando un libro riesce, nonostante la violenza, a suscitare in me emozioni così forti, significa che ha toccato un pezzetto della mia anima ed ha svolto egregiamente il suo compito!
“Sii sempre libero di scegliere. Sii sempre libero di amare. Sii sempre libero di essere te stesso. Non permettere mai a nessuno di essere la tua voce. Tu ce l’hai, usala.”
Per me 10⭐ un libro bellissimo, ti tiene incollata fino alla fine. Lui è meraviglioso nonostante le crudeltà che ha subito è riuscito a trasmettere il suo grande amore. Lei super combattiva. Brava Marilena continua così spero di leggere presto altri tuoi libri
6 STELLE - INDIMENTICABILE <3 Da anni ormai si scontrano due Gang, le più famose e le più temute di El Salvador: la 28HS e la Dorada. Entrambe vogliono il potere e, per riuscire a conquistarlo, una delle due deve essere abbattuta. La Dorada è capeggiata dai fratelli Lima, Luis e la nostra terrificante Megan. Megan e Luis apparentemente sembrano voler raggiungere gli stessi obiettivi, ciò che li distingue sono le modalità. Megan Lima è la donna più temuta di El Salvador. È forte, invincibile, un'eroina che ha dovuto cucire da sola le proprie ferite interiori dopo la morte dei suoi genitori. Suo fratello Luis era destinato a prendere il posto di suo padre e nemmeno in quel frangente era pronto ma ha dovuto trasformarsi in una bestia per coprire quel ruolo. Peccato che tutti la pensano diversamente: è Megan Lima la vera bestia della Gang, così ostinata e determinata, agghiacciante e che mette i brividi con un solo sguardo, uno sguardo che mette in ginocchio RECENSIONE COMPLETA:https://loveisinthebookblog.blogspot....
Ho letto tutti i libri di Marilena Barbagallo e quindi sapevo bene che mi aspettava un'altra storia strepitosa e non sono stata per niente delusa! Mikel Alves è l’erede della 28HS, la più pericolosa gang di El Salvador. Mikel è cresciuto in un ambiente pieno di sangue e supremazia in cui il più forte vince, il debole perde. Tra gang è essenziale far vedere chi ha il coltello dalla parte del manico. Quando Mikel è ancora un bambino, gli viene dato in dono una bambina: Megan Lima, figlia di una gang rivale. All'età di sedici anni, Mikel scompare, nessuno sa dove sia, nessuno sa che fine abbia fatto. Mikel passa dodici anni nelle mani dei nemici. Si, avete letto molto bene: dodici. Dodici anni incatenato al muro di una grotta, nudo e privo di qualsiasi umanità. Ho fatto molta fatica a leggere le scene più cruente, Mikel ha dovuto subire le torture più impensabili ed atroci. Mi sono chiesta più volte come abbia fatto ad uscirne intero, se così si può dire. Perché Mikel è spezzato dentro, qualcosa in lui si è rotto e non c'è niente che possa sistemarlo. Una scena che mi ha fatto davvero molta tenerezza è quella di lui che conserva le sue catene come fossero sue amiche. Mikel è un personaggio complesso: è pieno di tagli interiori ed esteriori e l'unica cosa a cui si appiglia è Megan, nonostante lei è la sua nemica. Gang è una lettura molto dura, cruenta ma semplicemente fantastica. Le scene più forti sono tante ma servono a dare spiegazioni sul carattere di Mikel e Megan, sul luogo da dove vengono, sulle gang. Gli scontri tra loro due mi hanno fatta impazzire letteralmente, non riuscivo a staccarmi dalla lettura. Megan è un personaggio incredibilmente forte, è una donna che ha alle spalle un vero e proprio impero e un fratello da tenere a bada. Ho ammirato la sua forza, Megan è un meraviglioso cigno nero. Astuta e bellissima, sa farsi strada tra i nemici e ancor di più tra gli amici. Suo fratello, Luis, è una vera bestia e direi che è l'antagonista più azzeccato che ci sia. Non mi sta simpatico, ma devo ammettere che non l'ho nemmeno odiato come dovevo. Mikel e Megan hanno un trascorso insieme che nemmeno loro conoscono, fino a quando non si rincontrano. Questo è un libro pieno di colpi di scena, di sentimento. In tutti i libri che ho letto fino ad ora, tutti hanno qualcuno su cui contare, Mikel invece non ha nessuno. Quando torna a casa, nessuno è davvero felice che lui stia bene. Tutti miravano a prendere il suo posto a capo della gang, nessuno pensava di tendergli una mano…
Leggere la Barbagallo è sempre fonte di emozione e adrenalina, i suoi personaggi sono tutti al cardiopalma. Megan viene "donata" a Mikel fin da bambina, secondo piani astuti e ben orchestrati dai loro genitori quando vivevano ancora nella Favelas. Mikel, sedicenne, viene fatto prigioniero per 12 assurdi anni, da Luis, uomo crudele, il peggiore tra i peccatori senz' anima. Lo costringe all' umiliazione del corpo e alla brutalità, in modi riprovevoli e malati, si perché la bestia non è il prigioniero ma il suo carnefice. Mikel diventa un animale selvaggio ma non si piega con la mente che, per mantenere integra, coinvolge con piani accurati di vendetta. È una storia dark, non convenzionale, contorta e aggressiva, come richiede il genere, ma la luce c è e si presenta con le vesti dell' amore, quello totale, di carne e di sangue, quello che supera il rancore, la vendetta, i piani stabiliti, le regole della Gang. L' autrice ha la straordinaria capacità di far vivere le emozioni dei protagonisti, ti trascina nella grotta e ti fa assistere alle sevizie ma anche alla rivincita del giovane Mikol, martoriato, deriso ma non piegato. Due ragazzi, capi di Gang rivali, manipolati fin da ragazzini ma che alla fine si sono presi tutto, anche la rivincita su loro stessi
Non è facile scrivere il mio pensiero su Gang, questo perché non credo di poter trovare e usare le parole giuste. Si vede che il modo di scrivere di Marilena Barbagallo è differente confronto le ultime uscite, ma devo dire che il tutto è comunque molto scorrevole, ben scritto ma soprattutto strutturato in maniera incredibile. Ma non è un segreto che l’autrice ami sconvolgere, stravolgere e infine rimettere tutto in quadro non dimenticando nemmeno un dettaglio. La storia di Mikel e Megan è particolare, non si tratta di un semplice dark romance, non si tratta di amore proibito, o di scene forti – è tutto questo insieme, sia chiaro – ma anche di sentimenti sopiti, di scoperte, di alta tensione. Le scene forti non mancano, alcune potrebbero anche far storcere il naso, ma tutto ha un senso, tutto trova una quadra e anche se odierete la maggior parte dei personaggi, comunque vi ritroverete a smaniare il lieto fine, vi troverete ad appassionarvi, vi affezionerete ai protagonisti. Personalmente Mikel e Megan li ho adorati, sono stati tutti gli altri il problema. Se cercate una storia forte, che vi trasmetti tanto e che vi tenga incollati alle pagine, non potete perdervi questo romanzo, io ho perso il conto di quanto poco ci ho messo a leggerlo e soprattutto di quante sottolineature ho riportato nel testo!
Chi mi conosce sa che le italiane le prendo con le pinze e con distanza di sicurezza. Premesso questo, posso dire che il libro mi e' piaciuto, porta a casa il risultato per godibilita' e fluidità. Diciamo che come vibes dark ci siamo , come introspezione dei personaggi faccio chapeau all'autrice e anche se alcuni elementi mi hanno un po' estraniato ( ma la colpa e' mia, perché puntigliosa) apprezzo la scelta di non essere cosi verbosa e altisonante come alcune sue colleghe. Il libro e' incisivo dove serve , crudo come piace a me , complimenti alla penna .
Proprio una storia ben fatta, nonostante la lunghezza si legge meravigliosamente, senza punti morti. La Barbagallo è stata brava a giostrare le varie situazioni senza esagerare, ma allo stesso tempo non andandoci leggera. Consigliatissimo a chi ama le storie oscure.
Meraviglioso! Storia emozionante, forte, che ti entra dentro. Piena di principi.. lealtà, rispetto, devozione, resilienza. Megan e Mikel mi mancheranno molto. Assolutamente consigliato!
Eccomi qua di nuovo care le mie Impertinenti, per parlarvi dell’ultimo lavoro di una delle mia autrici preferite, Marilena Barbagallo.
“Come si lascia una gang? “Ci sono regole per entrare, regole per restare, ma non esistono regole per uscire… Quando entri in una gang, la tua vita è già scritta: finisci in galera, o muori.” “E se si rimane vivi?” “Nell'attimo in cui entri una gang, sei già morto.”
Ed eccovi presentato Mikel Alves, erede di una delle gang più violente di San Salvador, la 28HS. E poi c’è la Dorada di Luis e Megan Lima. Sono rivali. Si odiano. Vogliono uccidersi... E Mikel ha 12 motivi in più per volerlo fare, uno per ogni anno rinchiuso in una grotta, incatenato, picchiato, torturato… È stato liberato, il destino ha già scelto. Ma siamo in guerra e amare il tuo nemico è vietato.
Marilena l’adoro, non usa mai frasi fatte, ma ha la capacità di creare ogni volta personaggi che ti entrano dentro, nel sangue, nel cuore e nelle vene.
“La solitudine è il mio specchio, non la tradirei mai. L’accoglierei sempre. Mi dice dove sbaglio, mi insegna a rimediare, colma tutte le mie mancanze nutrendo la mia immaginazione. Mi rene creativo e sveglio. Mi aiuta a non spegnermi. E mi da il suo tempo, il dono più prezioso, quella cosa che là fuori manca, quello che tutti cercano di fermare disperatamente.”
Cosa fareste dopo che per dodici anni aveste vissuto al buio, nudi e legati dentro una grotta? Mikel torna dall’inferno e per lui tutto è nuovo, tutto è cambiato, deve riadattarsi alla vita. Lui è l’erede di una gang che è cambiata, tutti lo guardano con sospetto, lo credono pazzo, un selvaggio, un primitivo. Lui brama vendetta, la vuole, la reclama, e ha un piano… Ma il suo piano è nulla davanti ad un destino che ha già mosso i fili in modo diverso da come voleva. Il mezzo per la sua vendetta è Megan Lima: capo della Dorada, che lo odia, lo odia talmente tanto da volerlo uccidere.
Lei ha un scudo, l’armatura vestita per anni, il cuore della sua gang, il palliativo al fratello, che è spietato, subdolo, si diverte a far soffrire, sadico... E lei fa una vita che non avrebbe voluto, costretta ad essere quello che la città in cui è nata reclama.
Questo libro in alcuni punti è davvero cruento, racconta una realtà difficile: se nasci in una gang la tua vita deve essere devota ad essa.
Sono salita su una giostra dell’orrore dove ho provato mille sensazioni, in cui più di una volta mi è scesa qualche lacrima. Perché c’è violenza, tanta violenza… Ma poi ci sono loro: Mikel e Megan che valgono tutto, loro senza saperlo sono tutto. E Gang è soprattutto il loro viaggio, e se lo leggerete ne farete uno tra i più belli e allo stesso tempo uno tra i più cruenti della vostra vita.
Ho amato Mikel per tutte le sue fragilità, per le sue paure ed insicurezze, per la sua sincerità. Megan l’ho adorata per la sua forza, il suo essere una vera guerriera, per il suo cuore. Ho amato i loro sguardi, ogni loro gesto anche il più violento. Grazie Marilena. Grazie di cuore di nuovo, mi hai donato un altro tuo capolavoro, e due personaggi che ho adorato e porterò con me per sempre.
Impertinenti non lasciatevelo sfuggire!! Bacini Marty.
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Questa è una storia dalle molteplici R: rispetto, romance, rapporti, rimorsi, rimpianti, rancore, regina… resilienza. Marilena Barbagallo è brava nel creare una trama dove tutti i protagonisti, tutti principalmente negativi, si ritrovano a dover fare i conti con le conseguenze dei propri comportamenti, con una morale latente e sentimenti offuscati. Megan, la protagonista femminile si fa largo grazie al nome che porta e al carattere deciso. È manipolatrice, ferrea anche se all’interno dell’armatura di cui si veste sente il peso della solitudine che la circonda. Membro d’onore di una delle famiglie a capo di una sanguinaria gang agli occhi di tutti è la vera regina anche se nella sua anima comincia a prendere piede il rimorso per le cattiverie che infligge. Rispetto è invece ciò che deve riacquistare Mikel Alves l’uomo che ha passato 12 anni al buio in una grotta, prigioniero umiliato e beffeggiato proprio dalla famiglia di Megan. La resilienza lo ha aiutato però; Mikel ha subito torture, violenze di ogni tipo, si è piegato ai Lima ma non si è mai spezzato. Accomunati da un incontro fortuito e dall’emarginazione che li distingue (una profonda e cosciente, l’altra coatta e obbligata) i due creano un legame. Un legame che supera l’odio tra le loro gang, che supera il risentimento del passato. Un accordo da mantenere e la scoperta delle dinamiche che hanno portato le gang a farsi la guerra porta avanti una trama intrecciata ma non troppo dove in primo piano resta il rapporto tra i due. Due gang opposte, rivali e sanguinose che come in un plot degno di Shakespeare, a un livello splatter nettamente superiore, si inseguono alla ricerca dell’annientamento dell’altro. Mikel e Megan sono due pedine piuttosto ingombranti di una scacchiera che li vede giocatori astuti, rancorosi, paradossalmente sedotti uno dall’altro ma mai nemici: un amore odio composto da rese battaglie dove però il limite del dolore non viene mai superato. Odiare Megan per Mikel è impossibile, annientare Mikel per Megan è irrealizzabile. Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
“Mani state ferme, perché non potete toccarla. Denti mordetemi le labbra, perché non posso dirle quanto è meravigliosa. Cuore cacciala via, perché prenderebbe troppo spazio e di me non rimarrebbe più nulla.” “Ogni volta che sorgerà il sole, avrò un pensiero per te. Ogni volta che calerà la notte, sarai tutte le mie stelle. Ti chiedo solo una cosa… Se ti mancherò, non pensarmi. Cercami. Io sarò sempre lì, così come il sole è sempre lì al mattino e come le stelle sono sempre in cielo la notte.”
Mikel Alves è a capo di una delle gang più feroci di San Salvador la 28HS. Megan Lima, insieme al fratello Luis, è a capo della Dorada la gang rivale della 28HS. L’odio che alimenta la rivalità tra queste due famiglie è feroce e radicato al punto tale che Luis Lima rapisce Mikel e per dodici anni lo tiene segretamente prigioniero, incatenato come un animale, in una grotta. In questo libro c’è molta violenza cruda, spietata, macabra, talmente brutale ed efferata da sembrare addirittura improbabile, ma c’è anche in contrapposizione tanta dolcezza e tanto sentimento. Mikel è stato segnato profondamente dalla prigionia. La solitudine, le umiliazioni, le torture patite lo hanno piegato, lo hanno marchiato ma non lo hanno distrutto e quando ritorna nel suo mondo è ancora più forte, perché quella grotta gli ha donato un’anima. Megan era la principessa di casa, destinata a vivere lontana dagli affari di famiglia, ma l’odio e la morte le hanno rubato l’infanzia e lei è stata costretta a diventare la regina incontrastata della sua gang. È una donna forte, autoritaria, carismatica, è temuta e rispettata da tutti ma nonostante ciò, non ha perso il suo cuore è solo che deve tenerlo nascosto. La grotta è il luogo del loro incontro, è il luogo in cui sboccia un sentimento potente, il luogo in cui avviene la loro rinascita. Questa è la storia di un amore che nasce dall’odio, dalla morte e dalla sete di vendetta e che, per sopravvivere, passa sopra all’odio, alla morte e alla sete di vendetta.
“Ma anche chi porta sangue è fatto di sangue, carne ed emozioni. E anche chi dorme con una pistola sotto al cuscino, vive comunque una vita fatta di amori, passioni e famiglia. L’amore è forse diverso? No, l’amore è l’unica cosa che rimane uguale per tutti.”
Può una storia così violenta, cruda e brutale essere allo stesso tempo dolcissima ed emozionante? Può un personaggio negativo, oscuro e spietato essere allo stesso tempo luminoso e puro? Ebbene sì. Perché la dolcezza, l’amore e la venerazione che Mikel prova per Megan fanno di lui un uomo unico che mi ha fatta commuovere fino alle lacrime.
È difficile per me parlare di Gang perchè mi ha regalato tante emozioni che mi hanno fatta sentire viva e sono state tutte contrastanti ma belle allo stesso tempo. La scrittura dell'autrice si conferma ancora una volta d'impatto e i protagonisti sono riusciti a entrarmi dentro in una maniera assurda. La storia è cruda,ci sono scene raccapriccianti però la amerete se siete fan dei dark, ma non potrete far a meno di amare lui, Mikel, il ragazzo della grotta.. la sua sofferenza,ciò che ha subito l'ho percepito tutto ed è stato come ricevere un pugno allo stomaco ogni volta che leggevo di lui. Il suo senso di inadeguatezza,la sua paura di non riuscire ad amare,ma allo stesso tempo ho percepito la sua rinascita, la sua forza di combattere e di riprendersi ciò che è suo,ciò che gli è appartenuto e che gli appartiene di diritto. Megan dall'altra parte si è vista strappare ciò che le era più caro già da piccolina, la vendetta è stato il sentimento che l'ha tenuta in vita, ma non poteva sapere che il ragazzo che ha aiutato, che ha visto in quella grotta fosse l'artefice della sua sofferenza. Quella grotta è stata l'inferno ma allo stesso tempo per loro era come una bolla, l'allontanarsi da una civiltà dove devono tenere fede ai loro impegni,obbligati a rispettare le regole delle gang a cui appartengono... Ma cosa accade quando poi si trovano nella vita reale? Come potranno fare uno a meno dell'altra? Come si può cancellare dalla mente le torture subite? Gang è una storia che mi porterò sempre dentro e sicuro Mikel e Megan non li dimenticherò mai.
Questo libro vale più di 5 stelle. Davvero bello dopo Ricky Salvo Krum Amir non credevo possibile che mi sarei affezionata a lui Mikel. Un ragazzo molto provato per il suo vissuto, un ragazzo che ha saputo cogliere il buono anche dal buio di una grotta. Lui e Megan erano destinati da piccoli, ma poi per la sete di potere di persone senza scrupoli, sono stati divisi. Lei cresciuta nell' odio, lui imprigionato per 12 anni. Ma il destino si mette in mezzo li fa incontrare di nuovo facendo si, che quel filo che li univa li ricongiungesse. La circostanza di prigionia di lui e la figura di salvatrice di Lei li porteranno ad un odio e amore a volersi uccidere tra di loro. Ma si sa se il destino ha deciso per loro tanti anni fa nulla può separarli Consigliatissimo
Cosa succede quando la persona più sbagliata a questo mondo è anche quella più giusta? Marilena Barbagallo con il suo stile unico e impeccabile è riuscita a creare una storia indimenticabile, con due personaggi potenti e fragili allo stesso tempo. Una storia cruda sia per l’ambientazione che per gli argomenti trattati ma capace di toccare profondamente il cuore di chi legge! Review to come on Aroundbooksbyvanessa
Sono stata ad ascoltare il silenzio insieme a lui, nell’oscurità di una grotta avvolta dall’odore acre della terra. Ho ascoltato i suoi pensieri e il rumore freddo, delle catene che lo tenevano legato, come un animale selvaggio. Ho odorato il lezzo del suo corpo sporco e malnutrito. E ho pianto… ho pianto lacrime inarrestabili per quella luce forte e coraggiosa che intravedevo ancora, attraverso i suoi occhi, intrisi della stessa oscurità che lo avvolgeva. La grotta ritorna più volte nei pensieri di Mikel, quasi come un’alcova della sua esistenza. Ha imparato a convivere con la sua solitudine prendendola di petto, per poi farsela amica. Il silenzio è l’unico suono che è riuscito a percepire, e che lo ha mantenuto in vita. L’assenza apparente di umanità, che l’ha costretto per dodici anni a vivere legato, malnutrito, cibandosi di soli sogni, lo ha forgiato di una forza straordinaria per sopravvivere alla crudeltà e alle torture dei suoi nemici. L’unico spiraglio di luce che ho intravisto fra quelle fredde mura, è stato quello di una ragazza spaventata, che con una torcia in mano, lo ha sorpreso, impaurito, nutrito, accarezzato e poi salvato.
“È solitudine e follia. È isolamento e fantasia. È fuoco e gelo. È vuoto ed eco. È tutto ciò che ho vissuto in questi anni. Tutto inglobato in un’unica visione, Lei in ginocchio. Ai miei piedi. Per me.
Me che sono niente e nessuno”
Vi potrei raccontare della favola del principe ranocchio, in cui un principe viene trasformato in un ranocchio a causa di un incantesimo e che solo un bacio di una principessa potrebbe spezzare il sortilegio. Oppure potrei rammentarvi il mito della caverna di Platone, legato alla scoperta della realtà e delle cose che ci circondano, da cui la metafora sugli uomini che preferiscono rimanere avvolti dalle tenebre dell’ignoranza e dell’abitudine, piuttosto che affrontare la verità, e intraprendere il cammino della conoscenza. Mikel Alves è stato rapito dal suo regno, da ragazzo imprigionato ne è uscito, uomo. Non ha scelto lui, di vivere nell’oscurità e nel silenzio. Ma è in quella stessa oscurità che tanto temeva, che ha trovato la vera umanità, una realtà che la sua famiglia gli avrebbe negato. Il principe che possiede un regno e che viene salvato dalla principessa, la sua più acerrima nemica. Questo è Gang la storia o la metafora che ha scritto in modo magistrale Marilena Barbagallo. Una storia che si snocciola fra presente e passato. Il presente di un uomo, o animale quale è diventato, che cerca in tutti i modi di riprendere la sua umanità, negatagli dal nemico. E come prima cosa si riappropria dei suoi averi, come un principe che rivuole indietro le sue ricchezze. Oro e nero sono i colori che si mescolano nel suo sguardo, alla vista della sua nemica. Oro, come il colore che ora riveste il corpo di quell’angelo che l’ha salvato. Megan Lima è la donna potente che gli è stata donata per contratto, ma che lui vuole non solo per diritto, ma anche per vendetta. Nero, come l’emblema della sua gang, nel quale ora non riesce a identificarsi, dopo tanti anni di assenza. La maturità acquisita, è quella di un uomo che vuole giustizia e che il peso della sua prigionia e delle violenze subite, lo hanno virtuosamente rafforzato. Mikel si ritrova in mano la sua principessa che ora vuole ucciderlo, mentre lui non riesce a fare a meno di considerarla come la salvatrice che lo ha nutrito e custodito, come un piccolo animale. Megan è la donna vissuta fra le regole della sua gang. Una bambina cresciuta fra killer e delinquenti che hanno sporcato di sangue i suoi sogni. Una regina di un regno con regole e sistemi che ha dovuto amministrare come se fossero i propri. Ma la vista di quel ragazzo-animale che ha salvato, ora vestito nei panni neri del suo più grande nemico, destabilizza ogni sua convinzione facendo uscire la vera Megan, quella che vorrebbe essere, quella che si ama di più.
“Fa male”, chiede.
“Cosa?”, ribatto scettica.
“Rivedermi”.
“Perché dovrebbe?”
“Perché a me fa malissimo rivedere te.”
Mi supera con una spallata e si allontana. Ora si che fa male.
Ora, è la Megan del passato che cerca in quegli occhi, che ancora celano l’oscurità, il ragazzo che aveva paura di essere toccato. Presente e passato che si confondono, uno l’antitesi dell’altro. La vendetta che si cela nei loro volti e il cuore che tradisce sentimenti di compassione, di amore ma soprattutto di orgoglio verso il nemico, che è riuscito a rimanere vivo nonostante la solitudine. Megan e Mikel sono due anime destinate a stare insieme da sempre, che hanno vissuto il dolore in modo diverso, ma che solo fra il silenzio e l’oscurità hanno trovato la loro vera umanità. Una continua lotta per spogliare quelle convinzioni che sono diventate regole. Un’alchimia che è nata dal cercare calore e dall’avere bisogno di offrirlo. Loro sono l’emblema dell’amore puro, che può esistere e resistere nonostante l’odio e la vendetta. Loro sono la scelta della libertà di vivere nonostante le leggi imposte, la crudeltà e le barriere. Loro sono sé stessi, solo quando sono insieme. Loro, solo insieme, possono essere il re e la regina del loro regno. continua su https://www.vanitiromancebook.com/boo...
SUPERBO... COME SOLO UN LIBRO DELLA BARBAGALLO PUÒ PERMETTERSI DI ESSERE. Questo non è un romanzo per tutti. Nossignore. È una storia cruda. Brutale. Intensa. Dolorosa. Disperata. È un pugno in pieno stomaco che si alterna a un sorriso sognante e a una lacrima di commozione. È rabbia. È odio profondo. Ma è anche una passione travolgente. Un perdono sofferto. E una splendida rivalsa. Mikel è un personaggio così incantevole nella sua profonda fragilità, da lasciarti ogni volta a bocca aperta, soprattutto quando mostra una dolcezza che ti spiazza e ti fa innamorare di lui ogni istante di più. Ma la sua è una vulnerabilità che, al momento opportuno, sa anche trasformarsi in forza bruta e nel coraggio di un leader che prende in mano ogni situazione nel migliore dei modi. Ma vorrei parlare anche di Megan...la bellissima regina di ghiaccio, la leonessa che graffia e morde senza pietà, la donna imperturbabile che si lascia travolgere da una passione senza precedenti e il cui cuore si lascia segnare da attimi di tenerezza che non si sarebbe mai aspettato. Meraviglia. Pura meraviglia. Insomma... Questo libro è stato un vortice di emozioni che ti risucchia al suo interno e non ti permette di uscire più. Nemmeno alla fine del libro. Nemmeno quando leggi la parola epilogo e in cuor tuo speri che non finisca davvero e che la Barbagallo ci regali altre pagine impetuose da assorbire con la mente, con i sensi e con il cuore.
Nudo e crudo come solo la Marilena Barbagallo sa scrivere! Un romanzo intenso, dalle sfumature dark e violente! Insomma, è sottinteso che ho amato alla follia la storia di Mikel e Megan. Come sempre complimenti a Marilena per tutto il contorno, cioè la storia delle famiglie, le gang, le varie vicende... Perfette! Se amate romanzi dark, dovete assolutamente leggere questo!
Un romanzo unico che arriva dritto al cuore, avrei voluto che questa storia non finisse mai. È intensa, drammatica, ricca e lascia un messaggio profondo che fa riflettere. 5 stelle non bastano e solo chi lo ha letto può capire cosa cela questa trama con due protagonisti non convenzionali che cercano la libertà e che la trovano grazie al motore che vince su tutto... quello dell’amore che irrompe prepotentemente tra le pagine e ti accompagna. Una storia che non dimenticherò grazie a due protagonisti d’eccezione. Complimenti alla Barbagallo che scrive per emozionare e lo fa con tutti i crismi. Gang è un balsamo per chi ama questo genere di storie.
RECENSIONE DI CLAUDIA VOTO: 5+ RECENSIONE Gang: s. f. inv. Gruppo organizzato di malviventi.
Questa la concisa spiegazione che ne dà lo Zanichelli, ma se vogliamo comprendere bene cosa significhi realmente questo termine, cosa voglia dire farne parte, esserne un affiliato, dobbiamo leggere le parole rilasciate da Mikel a un giornalista: “Come si lascia una gang?” “Ci sono regole per entrare, regole per restare, ma non esistono regole per uscire … Quando entri in una gang, la tua vita è già scritta: o finisci in galera, o muori.” “E se si rimane vivi?” “Nell’attimo in cui entri in una gang, sei già morto.” Mikel Alves è l’erede di una delle gang più feroci di San Salvador, quella 28HS che è la diretta concorrente della Dorada, i cui capi sono Luis e Megan Lima; assieme ad altre bande si contendono il controllo del territorio e si dividono i proventi di ogni attività illecita che gestiscono. Ma cosa hanno in comune queste due potenti famiglie? E cosa li divide con tanto odio e rancore? Eppure un tempo lontano non era così, poi una tragedia ha cambiato tutto e da quel momento nulla è stato più come prima e la vita di Mikel, allora sedicenne, ha subito un arresto.
Per dodici anni ha vissuto in una grotta, alla catena, torturato e umiliato dai suoi nemici, che lo hanno privato di tutto, ma non della dignità; nondimeno ha saputo conservare un’innocenza che neppure la sua vita nella gang prima, e la prigionia poi, hanno corrotto. In questi lunghi anni ha imparato ad apprezzare il silenzio, ad ascoltare, per percepire anche il più lieve rumore, il più tenue odore; ha affinato la capacità di intuire, quasi legge nel pensiero delle persone che si trova di fronte. Ha capito il valore della solitudine, la cerca, la brama. “La solitudine è il mio specchio, non la tradirei mai. L’accoglierei sempre. Mi dice dove sbaglio, mi insegna a rimediare, colma tutte le mie mancanze nutrendo la mia immaginazione. Mi rende creativo e sveglio. Mi aiuta a non spegnermi. E mi dà il suo tempo, il dono più prezioso, quella cosa che là fuori manca, quello che tutti cercano di fermare disperatamente.” Il ritorno alla vita normale non è per niente facile e gli sta costando molto: è disturbato dai rumori, dai suoni e perfino dalla musica, la luce eccessiva lo ferisce e preferisce i luoghi in penombra, nascosti. Le relazioni e l’interazione con gli altri esseri umani richiedono fatica; dormire in un letto è fuori discussione, mangiare normalmente sembra impossibile. Gli anni nella grotta lo hanno segnato indelebilmente, nel fisico, ma anche nello spirito: vive e sente come un animale; anche nella manifestazione della sua sessualità la parte più istintiva e selvaggia prevale. Eppure mai lo abbandonano un riserbo e una dignità che stringono il cuore: Mikel è complesso e meraviglioso, forte e dolce come pochi. L’autrice ha saputo creare un capolavoro di uomo, piegato ma mai vinto: la sua fragilità è la sua forza. Dà grande valore alla libertà, proprio perché per tanto tempo ne è rimasto privato, concede a tutti una possibilità di scelta. È convinto di essere brutto e che nessuna lo vorrà; è talmente sfregiato e deturpato dalle torture, che è certo di fare ribrezzo alle donne. La descrizione di quello che il ragazzo prova nella grotta, al cospetto della donna che gli fa visita, la vergogna per la sporcizia che lo ricopre e per l’odore che emana, mi ha toccato il cuore e il suo è un personaggio che ho adorato dall’inizio alla fine del romanzo…
Megan è il cuore della famiglia Lima: laddove il fratello è assolutamente spietato, in lei sopravvive un certo riguardo e un alito di rimorso ogni tanto si fa strada in lei. Rimorso per quello che la vita l’ha costretta a fare, rimpianto per non essere nata in un posto e in una famiglia diversi. Certo non è una donna dolce o sottomessa, anzi, è una predatrice abituata a detenere il comando, a non abbassare mai gli occhi davanti a chicchessia e a prendersi il suo piacere quando e con chi vuole. Non sopporta che le vengano dati degli ordini e odia a morte gli Alves, in particolare Mikel, che le ha distrutto la vita. Eppure il loro incontro fin dal principio tocca corde che le sono sconosciute e il desiderio che ha di confortarlo stupisce lei per prima. Lo vorrebbe morto, ma non ha il coraggio di premere il grilletto. “La verità è che mi confonde, mi mette alla prova e lascia emergere la parte migliore di me, quella che non è mai emersa in tutta la mia vita se non con lui.” Per quanto si ostini a contrastare i sentimenti che le ispira Mikel, Megan sa bene che l’unica persona che l’ha sempre rispettata, l’unica che le ha sempre dato la possibilità di scegliere, è proprio lui. Anche nel sesso, spettacolare peraltro, il rispetto di Mikel per Megan è totale: le permette di decidere di tirarsi indietro, la tratta con dolcezza e le concede tutto lo spazio e il tempo di cui ha bisogno. Perché Megan è terrorizzata dai sentimenti che comincia a nutrire per lui e l’odio, che sente di dover provare per colui che le ha rovinato la vita, cede sempre più il passo a un sentimento a lei sconosciuto, ma potente e bellissimo.
Solo Mikel conosce la vera natura di Megan, solo lui è in grado di farla affiorare; e la ragazza trova in lui quel rifugio che non ha mai avuto, un posto sicuro e felice in cui sentirsi libera, non condizionata dal suo passato e dal nome della famiglia. Anche mentre si toccano, capisce che non si tratta solo di sesso, ma di quell’amore che fino a quel momento non ha mai provato per un uomo. “Spiegami la differenza tra fare l’amore e fare sesso!” dice … “Questa è la differenza, Megan. Fai sesso, godi, ti liberi e te ne vai. Fai l’amore, godi, ti liberi e resti. Resti per continuare a fare l’amore con gli occhi, con le parole, con le mani.” Mikel conquista Megan, ma il suo desiderio di vendicarsi, di riscattare quegli anni in cui ha vissuto come una bestia, il bisogno profondo ed egoistico (per sua stessa ammissione) di farla pagare con la vita a chi lo ha rinchiuso come un animale, è talmente radicato e forte che lo porta a perdere proprio la persona che ama di più.
Ho pianto, non mi vergogno a confessarlo, leggendo la lettera di addio che Mikel scrive a Megan; le parole sono pura poesia per le orecchie della ragazza e Mikel le regala qualcosa di molto prezioso e che lei non ha mai avuto nella sua vita: la libertà. È questo un concetto importante e fondamentale per Mikel, che ne ha provato la privazione sulla propria pelle, e, da vero uomo qual è, ne fa dono alla sola e unica donna che gli ha preso il cuore, colei che lo ha salvato e redento.
Questo è un libro forte, cruento e crudo, ma mi ha colpito come una bomba; in Gang non ci sono le mezze misure: quando ti dici “No, non può succedere, non può farlo…” Sbadabam! Succede… Ma anche le scene più scabrose, più violente e perverse, sono narrate con una tale maestria, che quello che ti resta non è il disgusto per ciò che hai letto, ma l’emozione vissuta dal personaggio in quel momento: sei lì, soffri con lui, ti contorci in preda al dolore che prova o ti agiti in preda alla sua passione. Devo confessare che alcuni passaggi sono stati davvero forti per me: l’iniziazione di Megan e quel che ne consegue in particolare mi hanno straziata, ma comunque non sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine, perché l’autrice ha questa capacità, di smuovere emozioni profonde, di spremere lacrime e provocare angoscia, per poi accarezzarti con la dolcezza e l’umanità di un Mikel che ancora una volta si dimostra un grande uomo. Perché solo un grande uomo avrebbe trovato le parole giuste per confortare, lenire e consolare. Questo è un libro di speranza, ci insegna che si può cambiare, trascendere un ostacolo, andare oltre: Mikel e Megan sono nemici, schierati su due versanti opposti e in apparenza inconciliabili, ma fortunatamente sanno superare le costrizioni e i condizionamenti delle loro vite e proprio per questo hanno la possibilità di dare libero sfogo all’amore che provano l’uno per l’altra.
Nelle pagine finali l’autrice confessa di aver provato moltissime emozioni durante la stesura del romanzo; da parte mia posso senza ombra di dubbio affermare che per me è stato lo stesso. Ho pianto e gioito con e per Mikel e Megan, sono stata travolta dalla loro storia, ho provato brividi e ricevuto pugni nello stomaco, mi sono commossa come poche volte nella lettura di un libro e soprattutto sono stata completamente conquistata dalla bellezza terrificante di Mikel: non tanto in senso fisico, ma la sua dolcezza, la sua dignità, la sua fragilità e la sua forza e il profondo rispetto che dimostra a Megan resteranno a lungo nel mio cuore, rendendo lui e questo libro indimenticabile.
❝ Se ti mancherò, non pensarmi. Cercami. Io sarò sempre lì, così come il sole è sempre lì al mattino e come le stelle sono sempre in cielo la notte.❞
Scrivo questa recensione con le lacrime agli occhi. La storia di Mikel e Megan è molto forte, brutale, dura e cruda. Una storia che ti colpisce dritto in pieno stomaco, ti fa venire i brividi, ti distrugge completamente per gli eventi drammatici raccontati. Ti fa sentire impotente di fronte alla crudeltà umana. Ti fa disperare, ti fa arrabbiare, ti fa urlare di dolore ... e infine ti fa commuovere.
Mikel Alves non ricorda più il colore del cielo. Ha imparato ad amare il buio. Ha imparato ad amare le sue catene. La grotta è la sua casa. Per dodici lunghissimi anni la grotta diventa il suo inferno personale. L’hanno torturato. L’hanno umiliato. L’hanno calpestato. L’hanno distrutto strappandogli l’anima, riducendo il suo corpo in brandelli. Hanno provato a piegarlo ma non sono mai riusciti a spezzarlo veramente.
Fino al giorno in cui lei, Megan, lo trova. In quella grotta lontano da tutto e tutti, in qualche modo le loro anime si uniscono; e lei decide di liberarlo. Loro non sanno chi sono in realtà l’uno per l’altra. Ma sono nemici. Capi di due gang rivali che cercano di imporre la loro supremazia. Una volta queste due potenti famiglie erano unite da un accordo. Megan Lima è stata promessa in sposa a lui, ancor prima di nascere. Ma poi una tragedia ha cambiato tutto. Ed ora fra le due gang scorre un odio profondo. Quando Mikel tenta di riprendere in mano la sua vita, si rende conto di essere rimasto intrappolato nel suo inferno personale. Tutto quello che vuole è riprendersi Megan e vendicare i suoi aguzzini. Megan è una donna forte, testarda e indomabile. È senza cuore, perché le hanno insegnato a non provare sentimenti ed emozioni. Indelebilmente compromessa dal veleno che le scorre nelle vene. L'odio che prova nei confronti di Mikel ha radici profonde. Lei deve rifiutarlo, disprezzarlo, tenerlo lontano. Qualsiasi cosa, pur di non cedere al nemico.
«Se non sopporterai il mio passaggio, basterà dirmi di smettere e io smetterò».
Mikel e Megan sono un’unica anima incorporata in due corpi. Uniti sono forti, uniti sono l’uno l’estensione dell’altra. Sono due calamite potenti che si attraggono, perché sono sempre stati destinati a stare insieme. La loro vita è fatta di tragedie, morte e sangue. Entrambi hanno subito le peggior cose. Entrambi hanno pagato un prezzo troppo caro. Entrambi hanno sofferto, terribilmente. Sono due personaggi che non si possono non amare. Perché entrambi hanno saputo rialzarsi. Hanno lottato. Si sono ritrovati e si sono amati.
Il loro è un amore che non rompe, ma sana. Un amore che non piange, ma asciuga tutte le lacrime; un amore che non toglie il respiro in quanto è ossigeno stesso.
Ed io mi ricorderò per sempre del ragazzo della grotta. Di quel ragazzo che non voleva dire il suo nome, che non voleva lasciarsi pulire. Che non ha mai chiesto aiuto. Che non ha mai supplicato di essere liberato. Che indossava solo cicatrici, ma che le teneva addosso con una dignità disarmante. Mi ricorderò sempre di lui che è sempre rimasto al suo posto, fiero, forte nella sua debolezza e soprattutto limpido. Anche se aveva paura, anche se provava dolore e vergogna. Vero come pochi uomini potranno mai essere.
«C’è una cosa che mi ha colpito quando eravamo nella grotta. Non mi hai mai chiesto di liberarti, nemmeno una volta. Perché?» «Perché con te ero già libero. E poi non volevo perderti»
Recensione del Blog Leggi Mangia Viaggia a cura di Angel
Devo anticiparvi che ho una profonda ammirazione per questa autrice, ho amato tutto ciò che ha scritto, ogni volta per me leggere i suoi scritti è un profondo privilegio e anche con questo ultimo romanzo mi ha spiazzata, stregata e conquistata. Sono ancora totalmente avvolta dalla bolla Mikel e Megan, sento un profondo vuoto ora che ho girato l'ultima pagina. Questo è stato un romanzo che mi ha donato talmente tante emozioni che esprimerle ora per voi mi crea fatica, ma ci provo con tutta me stessa e sincerità come sempre. Marilena Barbagallo ci porta a El Salvador, dove è in atto una guerra tra gang, le più famose, crudeli e potenti. Mikel Alves , figlio del capo della gang "28 HS" viene rapito dalla faida avversaria la" Dorada"; questo avviene quando aveva solo sedici anni, tenuto segregato in una grotta. Per dodici lunghi anni viene torturato, umiliato, lasciato a soffrire le pene dell'inferno. Quella grotta diventa la sua casa, i muri il suo riparo, il buio e il silenzio suoi amici e le catene che lo tengono prigioniero, sue sorelle; cresce e vive come un animale, fino al momento in cui Lei lo trova! Lei che quando gli fa visita nella grotta lo custodisce e prova dolore per lui. Lei che lo nutre, lava e cura le ferite. Lei che gli insegna cosa è una carezza. Lei, alla quale lui permette di vedere nel profondo dell'anima di questo " ragazzo della grotta", rimasto solo per così tanto tempo che ha imparato ad amare la solitudine. Tra loro le cose cambieranno quando Mikel viene liberato, fuori per lui è tutto nuovo, abituato in quella grotta che ormai era casa, vivere da uomo diventa complicato... A Presto Angel