La strada per Istanbul narra l'avventura in bici di Emilio Rigatti e dei suoi illustri amici Francesco Tullio Altan e Paolo Rumiz, pellegrini a pedali da Trieste a Istanbul attraverso i Balcani.Un percorso di oltre duemila chilometri dall'Italia all'antica Bisanzio, attraversando i paesi della ex Jugoslavia, la Bulgaria e, infine, la Turchia. Incontri, disavventure, paesaggi, alberi, cibi, alberghi improbabili e divertimento sono gli ingredienti di questo grande tour che, nonostante l'età non più verde dei partecipanti, restituisce il sapore di un'impresa da adolescenti.Un romantico diario, ma anche un'utile guida per chi vuole ripetere l'impresa.
Un insegnante (Emilio Rigatti), un disegnatore (Altan) e un giornalista (Paolo Rumiz) partono da Trieste per raggiungere Istanbul in bicicletta. 2000 km in 18 giorni attraverso Slovenia, Croazioa, Jugoslavia, Bulgaria e Turchia. Questo tipo di libri di solito non sono il mio genere preferito, ma questo mi ha incuriosita e ho voluto leggere le impressioni di queste persone che hanno raggiunto Istanbul in bicicletta e confrontarle con le mie, anche se io ad Istanbul ci sono andata con un semplice volo aereo. Mi ritengo soddisfatta della lettura. L'unico appunto negativo che posso fare su questo libro è che ci volevano più foto. Queste tre persone hanno avuto l'opportunità di vedere posti bellissimi, qualche immagine in più non guastava...
Sono arrivata a leggere questo diario di viaggio vent'anni dopo la sua pubblicazione, con il rischio che molti dei luoghi, dei paesaggi, dei momenti raccontati appartengano a un mondo che nel frattempo è enormemente cambiato. Nondimeno mi sono innamorata di questo racconto, delle sensazioni quasi fisiche che trapelano da ogni pagina (la fatica, lo smarrimento, la meraviglia, la gratitudine, persino i momenti di ilarità che ti fanno scoppiare a ridere sul divano!). Meraviglioso.