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Partigiani della montagna: vita delle divisioni Giustizia e libertà del Cuneese

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Sessant'anni fa, a guerra appena finita, Giorgio Bocca ha scritto questo saggio sui partigiani delle montagne, in senso più lato sulla Resistenza. Un saggio che semplicemente vuol dire ai revisionisti dell'ultima ora: le cose sono andate esattamente così. Una minoranza di italiani, i soliti mille delle imprese disperate, ha raccolto dal fango in cui erano state gettate le stellette del popolo in armi e, senza eroismi e senza retorica, ha messo in piedi in venti mesi la Resistenza più forte in Europa dopo quella iugoslava. Quarantacinquemila partigiani caduti, ventimila feriti o mutilati, gli operai e i contadini per la prima volta partecipi di una guerra popolare senza cartolina precetto, una formazione partigiana in ogni valle alpina o appenninica, un comitato di liberazione in ogni città e villaggio, l'appoggio della popolazione, la cruenta, sofferta gestazione di una Italia diversa, la fatica paziente per armare e far vivere un esercito senza generali. E alla fine tutti a casa senza ricompense e privilegi.

179 pages, Paperback

First published February 1, 2004

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Giorgio Bocca

83 books6 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Stephen.
106 reviews2 followers
October 26, 2015
EN: A partisan-themed reflection on what ''being human' means. Worth reading if interested in the subject matter.

ITA: Come la maggior parte dei libri che narrano della guerra, anche 'I partigiani della montagna' cerca di farci ricordare cosa c'è nell'essere umani.

Devo dire che a volte l'ho trovato abbastanza lento, ma dobbiamo considerare che il libro é un 'saggio' sui partigiani, non un romanzo con una trama affascinante....l'obiettivo dell'autore non sembra mai essere di intrattenere il lettore, ma di informarlo.
É uno di quei libri che va letto lentamente, facendo del nostro meglio di apprezzare quanto possiamo dei fatti raccontati.

É uno di quei libri che ti ricordano che lo spirito umano é capisce di superare qualsiasi cosa..e credo che ogni tanto anche noi (fortunati) - che non abbiamo vissuto durante un periodo di guerra, dovremo ricordarci degli orrori che l'umanità ha subito.

Bocca scrive bene. Alcune delle scene nelle gelide montagne sembrano un dipinto, doloroso, freddo, a volte la solitudine degli uomini é palpabile.

L'unico libro con cui posso paragonarlo - purtroppo per Giorgio Bocca - é 'se questo è un uomo', di Primo Levi. Entrambi scrivono della seconda guerra mondiale, entrambi sono italiani, ma più importante é il fatto che entrambi considerano cosa significa essere umano.

Per qualsiasi persona che vorrebbe leggere qualcosa sui partigiani, consiglio vivamente questo libro. Chiaramente Bocca conosce bene la 'materia', e la miscela di prima persona / narratore fa in modo che il lettore non é semplicemente bombardato di numeri / fatti / luoghi.
Profile Image for Andreas Schmidt.
824 reviews11 followers
September 18, 2017
Un insieme di testi edito e pubblicato nel 1945. La prefazione lancia orrendi moniti alle forze moderne (2004), sui fascisti ritornati al potere. Da un lato è vero che l'Italia non ha avuto l'epurazione fascista. Sessanta anni dopo dire che i fascisti sono tornati mi sembra una caccia alle streghe. In particolar modo il "partigiano", che si autoglorifica come campione supremo della libertà, dice che nella realtà dei fatti i fascisti sono sempre rimasti in Italia, non sono mai stati commessi crimini da parte della resistenza (fatti smentiti solo sessanta anni dopo i silenzi e le omissioni del primissimo dopoguerra) e anzi tutto funzionava a regime. Dall'altra parte il fascista è ritornato ad essere il cittadino qualunque; del resto,la seconda guerra mondiale come guerra di ideologie ha darto torto al fascismo: la storia esige che gli sconfitti scompaiano. Dov'è la verità? La storia italiana ha dimostrato quanto il suo popolo sia in realtà molto propenso al perdono, al conservatorismo e alla continuità con il passato. E' una forza e un grave difetto. Io appartengo a una generazione nata 40 anni dopo la fine della guerra. Sono attivo come cittadino sessanta/settanta anni dopo, e ben memore degli errori di due generazioni fa, posso dire, come dice la Litizzetto, che ho questa pragmatica sensazione che fascismo/autoritarismo/lotta partigiana abbia un po' rotto i coglioni. Anche se è vero che l'Italia è al 68° posto nella classifica delle libertà nel mondo, basta strumentalizzare il passato. Vogliamo la libertà, ma anche guardare avanti. Basta all'italianità del conservatorismo del colpo al cerchio e alla botte, al perdono e alla continuità con il passato. Let's go forward, shall we?
Profile Image for Pavuluzza Gnucca.
187 reviews
October 11, 2022
Questo saggio/racconto è la testimonianza di un giovane Giorgio Bocca, partigiano dei gruppi Giustizia e Libertà che hanno operato nelle valli di Cuneo durante la Resistenza.
Il testo è interessante perché non solo ci mostra l'evoluzione storica delle formazioni partigiane in valle, ma soprattutto perché ci racconta lo spirito che ha contraddistinto la lotta partigiana, gli ideali che la alimentavano, la fiducia in un'umanità nuova.
A volte il libro può sembrare eccessivamente localistico, ma lo spirito è affine a quello che permea altri scritti che parlano della lotta partigiana, condotta su tutto il territorio del centro-nord.
La scrittura risente del tempo ed alcune espressioni sono un po' ingessate, ma la lingua è comunque curata e misurata.
58 reviews1 follower
November 4, 2024
la storia è qui. è questa.
l'unico mito fondativo di questa nazione di disgraziati è noioso da leggere. non abbiamo speranza.
Profile Image for Ile.
26 reviews1 follower
April 1, 2026
Non il migliore dei libri di Bocca sulla Resistenza, ma pur sempre un grande spaccato analitico di quel periodo.

Un must to ready per gli appassionati del periodo.
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