Ritorna un classico di Bohem il meraviglioso racconto di Max Bolliger,illustrato da Štěpán Zavřel.Sulla sponda di un fiume abitano due famiglie di contadini, una sulla riva sinistra e l’altra sulla riva destra. Fra le famiglie non scorre buon sangue e spesso litigano fra loro.Un giorno, quando le acque del fiume si sono abbassate, i bambini non resistono alla tentazione e lo attraversano. Finalmente possono vedersi e giocare insieme. Ma quando torna la pioggia l’acqua del fiume sale di nuovo. I genitori, vedendo i figli così tristi, cominciano a riflettere...
Molto carine le illustrazioni. Anche la storia, seppur breve, lascia un messaggio positivo: farsi la “guerra” a vicenda non porta a niente, mentre l’incontro di due parti opposte (costruendo ponti) arricchisce e rende la vita meno noiosa. Come spesso accade, purtroppo, un po’ troppo breve. Si poteva sviluppare di più per far vedere la bellezza e le possibilità che nascono dall’ “incontro” con l’altro.
Quando ero piccola, Zavřel era un illustratore molto popolare. Forse dipendeva dal fatto che abitava appena oltre confine, a Sarmede (TV). Oppure perché il Circolo Culturale Menocchio aveva tradotto i suoi libri nei vari dialetti friulani della zona. Se ne trovavano parecchi in giro e, forse, ne avevo uno anch'io, quello da saltimbanco, che però dev'essere andato purtroppo perso.
Così, ieri è arrivato questo. Ed è stato come fare un viaggio nella mia infanzia. I disegni di Zavřel mi sono ancora molto familiari. Aveva un modo molto particolare di disegnare, con le forme molto rotonde e i colori brillanti.
La storia è molto carina. Due famiglie, che un po' si odiano, vivono separate da un fiume, una sulla riva destra e una sulla riva sinistra. Ed entrambe sono invidiose dell'altra famiglia, per la loro posizione. I genitori si insultano, mentre i bambini si conoscono, diventano amici e imparano un sacco di cose. E finalmente si trova una soluzione.
È l'unico che ho trovato in giro, scritto sia nel friulano di Cimolàis, sia in quello di Claùt. Dove sono? Beh, arrivate fino a Montereale Valcellina, attraversate il paese e prendete la strada per il Cadore. Occhio che l'han riempita di Velo OK, però. Beh, andata oltre Andrèis e Barcìs. Passate oltre la circonvallazione di Contròn (sempre attenti ai Velo OK, che son cattivi!) e dopo aver fatto ancora qualche chilometro tra le montagne e in parte al fiume, arriverete ad un bivio: dritti si va a Claut, a sinistra si va per Cimolais. Facile, no? ^__^
NB: gli accenti li ho aggiunti io per aiutare nella pronuncia.
Per ragioni temporali, questo libro non è stato scritto con la grafia ufficiale. Inoltre, si doveva anche riprodurre i suoni particolari di queste varianti, come il -TH- che non è presente in friulano.
Bella, alla fine, la trascrizione della favola in tedesco, inglese, francese, sloveno, spagnolo, sardo e ladino.