Acompañante de Colón en su segundo viaje a América, Las Casas se erigió en el gran defensor de los indígenas contra los excesos de los conquistadores. A su regreso a España, debió someterse a un severo proceso ante el emperador Carlos V.
Las Casas Lebens- und Wirkungsgeschichte hat mich schon früher fasziniert. Mit dem Buch ist er mir nochmals näher gekommen. Allerdings liegt mir der inbrünstige Stil des Autors ganz und gar nicht, selbst wenn er in die damalige Zeit gepasst haben mag.
De Dominikaanse priester Las Casas keert zich tegen de onderdrukking van de oorspronkelijke bevolking van het door Spanje beheerste Amerika. Het universalisme van het Christendom, gerepresenteerd door Las Casas, wordt tegenover een koloniale en racistische ideologie geplaatst, volgens welke de verschillende volkeren/rassen in een hiërarchie van heersers en dienaren is geschapen. Indirect klinkt daarin ook de kritiek van Schneider, een overtuigd Katholiek, op het nazisme, dat dominant was ten tijde van de publicatie van dit boek.
Come dice propriamente il sottotitolo, sono "scene dal tempo dei Conquistadores": c'è una trama e uno sviluppo (il domenicano Las Casas, il difensore degli indios, torna in Spagna per la disputa di Valladolid, che lo vede contrapposto al giurista Juan de Sepúlveda e che dovrebbe stabilire, di fronte all'imperatore Carlo V, se gli indios delle Americhe siano "schiavi nati", e quindi sia giusto per gli spagnoli sottometterli, o se siano nati liberi), ma in realtà poi i capitoli si reggono su momenti ed episodi, spesso rievocati nel ricordo, delle vite del frate protagonista o dell'anziano soldato e conquistador Bernardino de Lares (personaggio immaginario), dal loro primo arrivo in America al momento presente. Ma non è un "romanzo storico", poiché più che all'affresco di quei tempi l'autore è interessato a fare una riflessione sulla grazia, sulla possibilità di cambiare vita, su quale sia la missione di chi governa e sul primato della coscienza sulla politica. Vista l'epoca in cui il libro è stato scritto (siamo nel 1938, e l'autore, cattolico, fu un oppositore del nazismo), il suo messaggio cristiano di lotta contro la sopraffazione e la discriminazione, amore verso gli ultimi e coraggio nel pronunciare verità scomode, anche se contro le vie del mondo o il potere statale, certo assume ancora maggior peso.