Nella “Presidenziale”, la sezione della polizia che si occupa della sicurezza di Mussolini, c’è un gruppo molto particolare chiamato “Squadra Fognature”, comandato a perlustrare il sottosuolo di strade e piazze su cui passerà il Duce, a caccia di eventuali bombe. Ed è durante una di queste perlustrazioni che agli inizi degli anni ’30 gli agenti della Fognature trovano le ossa dello scheletro di una donna, sgozzata e scarnificata.
Dieci anni più tardi, a Cattolica, il commissario Marino, segretamente e attivamente antifascista col nome di battaglia “Locàrd”, riceve le confidenze di uno degli ex agenti della Fognature: forse la morte della ragazza, e di tante altre, ha a che fare con la famiglia di Francone Brandimarzio, un ricco imprenditore che ha fatto fortuna nelle Colonie, e che adesso si è ritirato a Cattolica, insieme al figlio Attilio e a una giovane e affascinante ragazza eritrea.
Una famiglia all’apparenza irreprensibile, e soprattutto intoccabile, dal momento che foraggia gerarchi corrotti e ladri di regime, occultando e distribuendo fiumi di denaro sporco.
Il commissario Marino si rende conto che, oltre a smascherare un assassino seriale, questa indagine può mettere in grave difficoltà il regime, ma il filo su cui si muove è davvero sottile, e il rischio di cadere dietro l’angolo.
Carlo Lucarelli was born at Parma, the son of a physician. He was interested in literature and theatre when he was young, and studied Literature and History. Nowadays he lives in Mordano near Bologna.
Already in his years of study, during his research for his thesis subject he got in touch with the material for his first two books, which take place during the time of fascism and the years immediately after the war. In Italy he became well known quite soon because of these two books, and it was only a matter of time before he quit his academic activities and turned to his career as an author and all other sorts of activities, such as writing plays, film scenarios, radio-plays and, moreover, singing in a Post-Punk-Band called "Progetto K".
He is a frequently invited moderator on an Italian television programme about crime (Blu notte misteri d'Italia). As a journalist he works for several newspapers and magazines, such as il manifesto, Il Messaggero and L'Europeo. He has written more than twenty novels, including Almost Blue, (City Lights, 2001) and numerous short stories. Together with Marcello Fois and Loriano Macchiavelli he founded "Gruppo 13", a collective of crime-writers in the region Emilia-Romagna.
Favorito da un gatto che non ha il senso del Capodanno e che quando esce dal sonno notturno non sopporta di rimanere solo soletto in giro per la casa, ho finito questa mattina ad un orario che non voglio ricordare l’ultimo giallo di Lucarelli, aiutato – oltre che dalla sveglia felina – dalla scorrevolezza tipica delle storie e della scrittura del giallista parmigiano.
Bell’abissina segna il ritorno di Carlo Lucarelli all’ambientazione che mi ha regalato le migliori soddisfazioni: inevitabile che il ricordo torni al commissario De Luca del trittico Carta bianca – L’estate torbida – Via delle oche che me lo fece conoscere pubblicato da Sellerio, ma il protagonista dell’ultima fatica è altrettanto infisso nella mia memoria e risale al 1993, anno di pubblicazione di Indagine non autorizzata che vide la nascita del commissario Marino.
Bell’abissina riporta sugli scudi Marino e ne prosegue (certamente non conclude) la storia, in una Romagna del 1940 e un regime a cui il commissario silenziosamente si oppone, collaborando con Giustizia e Libertà ed avvertendo che la soluzione di un caso aperto tre anni prima con il ritrovamento di un cadavere a Roma possa assestare un colpo alla credibilità della politica in orbace.
La storia si sviluppa su tre epicentri (Roma, Asmara, Cattolica), si concentra su una serie di delitti seriali, offre protagonisti che diventano compagni di viaggio, avvince fino alle ultime pagine anche se – da antico frequentatore del genere e della biografia letteraria di Lucarelli – non sono rimasto fulminato dal finale.
Non c'è niente da fare, Lucarelli è bravo non solo a scrivere (non è il massimo, ma è bravo), ma anche a farti girare pagina. Il mistero alla base del libro si capisce e si risolve con facilità, ma quello che ti spinge ad andare avanti è vedere come si sviluppano le situazioni, se certe intuizioni che stai avendo mentre leggi sul comportamento dei personaggi saranno vere o se si sarà presa una cantonata, come va a finire per quel particolare personaggio, fosse anche solo di contorno... Cose come queste, che spingono un noir anche semplice come questo, sono veri "tools of the trade", come dicono gli anglofoni, e Lucarelli, fortunatamente per chi lo legge, li ha sempre avuti. Nota a margine: secondo me Marino, come personaggio, è inferiore a De Luca sotto tanti aspetti, ma è comunque riuscito. L'unica pecca reale che ho trovato, se proprio si deve andare a cercare il pelo nell'uovo, è che in almeno una situazione (forse anche due...) il romanzo è mandato avanti da un avvenimento che capita a fagiolo, e che nella vita reale avrebbe praticamente zero possibilità di realizzarsi, se non per casualità. Dato che la casualità nei romanzi non esiste, interventi di "deus ex machina" nello scritto non ci dovrebbero essere. Tolto questo, il romanzo è più che gradevole e appassionante, fidatevi.
Anno 1940: il maresciallo Marino inizia ad indagare sulla morte di alcune ragazze che hanno in comune solamente il fatto di avere dei difetti fisici. Durante l'investigazione conosce una bellissima donna abissina, che però è la migliore amica del principale indagato. Il tutto si svolge durante l'apice del fascismo in Italia, quando essere amico di una persona di colore era considerato un disonore. Come non bastasse, Marino è un antifascista sotto mentite spoglie. La trama del libro, e quindi lo svolgimento dell'indagine, è molto banale e si capisce subito chi sia l'assassino e anche il suo movente. Le scene d'azione non prendono il lettore. Tuttavia il libro si legge abbastanza piacevolmente, sia perchè è corto, sia perchè è molto interessante la spiegazione di come si viveva in Italia nel 1940, con tutte le implicazioni dovute al fascismo e al fatto che un militare doveva necessariamente aderire agli ideali del Duce. Riassumendo: una storia banale, impreziosita dallo sfondo storico-culturale.
Secondo me Lucarelli é proprio bravo a raccontare il periodo tra le due guerra e in particolare il regime fascista, con tutte le sue varie polizie e squadracce. Il commissario Marino non é De Luca, per caritá anche se l'ambientazione puó ricordarlo e parecchio, ma qui siamo davanti ad un poliziotto di Giustizia e Libertà, con la testa persa per una donna che non ha ancora un volto, ma forse una tonaca, e che ha un conto in sospeso con il regime, tutt'altra cosa dall'investigatore duro e puro di via delle Oche.
Avvincente e pieno di tensione sino all'ultima pagina. Il commissario Marino rischia grosso per smascherare un assassino "seriale". Marino non ostenta e agisce nel mondo partigiano sfruttando la sua posizione. La sua doppia attività lo porta a vivere sul filo del rasoio. Quando il regime copre le malefatte del potente di turno Marino deve agire rischiando grosso... Buona lettura
Non un Lucarelli in grandissima forma in questo breve giallo ambientato a Cattolica pochi mesi prima dell’entrata in guerra dell’Italia fascista. Il commissario aggiunto Marino, oltre che a fare parte di Giustizia e Libertà, non sembra granché come poliziotto. Commette tanti grossi e gravi errori che ti fanno chiedere come possa essere un personaggio credibile
Lucarelli timbra anche stavolta il cartellino con un ottimo esempio di narrativa moderna. Scrittura efficace, scorrevole, precisa e figurativa nelle descrizioni; la storia forse troppo breve è semplice, ma rende benissimo l'idea di quello che era il fascismo: un regime di ladri e razzisti.
Identifico quest'ultimo scritto si Lucarelli come un noir "storico". Romanzo che non pretende nulla ma che si legge volentieri per la trama che racconta di una Romagna allo scoppio della II Guerra Mondiale.
Lucarelli non si smentisce e torna con un giallo storico veramente carino, ben costruito, accurato e piacevole da leggere sia per l'ambientazione che per il mistero in sé. Il commissario Marino è ben costruito così come gli altri personaggi. Consigliato a tutti gli amanti del genere!
E Marino, come De Luca, torna dopo 20 anni! In entrambi i casi, i personaggi sono freschi uguali, forse lo stile è migliorato, più adulto, ma non è assolutamente una critica ai romanzi degli esordi. Grande l’idea di inserire un serial killer in un periodo storico dove la cronaca nera è limitata a 30 righe o soppressa del tutto, grandissima la motivazione per la vittima futura, non così scontata. E grande la Romagna sullo sfondo, la sambuca con le tre mosche.
Non avevo mai letto nulla di Lucarelli prima d'ora, e devo dire che questo primo suo romanzo è stato molto piacevole, e sicuramente ne leggerò altri. Il tema principale di questo romanzo è il Fascismo e come si viveva in quell'epoca; Lucarelli riesce benissimo a descrivere la vita in questo particolare periodo storico. La trama non è l'elemento principale di questo libro, è infatti molto semplice ma soprattutto realistica. Ed è proprio questa la forza del libro: nonostante la trama sia abbastanza "banale", ti tiene incollato fino alla fine, e ti accompagna in questo viaggio nell'Italia Fascista. Insomma, l'atmosfera del libro, il sentirti dentro all'epoca in cui è ambientato, è la forza di questo libro, cui va aggiunta una attenta caratterizzazione dei personaggi e un' ottima scrittura!