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Contessa

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La psicosociologa Elena Miuti lotta con un profondo disagio psichico e fisico. A differenza di quanto accade a chiunque altro, però, la sua ossessione depressiva la vede insieme paziente e terapeuta. Nel vano tentativo di raggiungere uno stato di quiete, la protagonista addomestica la propria dipendenza dall’alcol e la dolorosa consapevolezza della precarietà umana. È un percorso in cui difficilmente è dato trovare una risposta ai propri quesiti. Alla malattia di Elena, che si nutre di sensibilità e contezza, non c’è cura né riscatto. La rassegnazione può forse essere d’aiuto, ma si tratta soltanto di un palliativo. Le carenze affettive, l’impassibilità, le angosce antiche e sempre nuove sono un’arma che Elena adopera con gli amanti di turno, in un continuo scambio di ruoli che la vede vittima e carnefice. Tra lunghe sedute di analisi, amplessi e psicofarmaci, il romanzo muta presto in farsa. È una tragedia dall’andamento comico i cui personaggi sono animati e scossi da una comune forza, che li tiene in vita e li consuma, segnando la loro sorte: il disagio esistenziale.

240 pages, Paperback

First published January 1, 1976

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About the author

Ottiero Ottieri

38 books3 followers
Ottiero Lucioli Ottieri della Ciaja, noto comunemente come Ottiero Ottieri, è stato uno scrittore, sociologo e traduttore italiano.
Nato a Roma nel 1924, ha cominciato a scrivere a quattordici anni, sulla terrazza di un alberghetto a Villabassa, descrivendo le Dolomiti.
Per un certo periodo si dedicò alla letteratura greca traducendo (e pubblicando giovanissimo presso l’editore Capriotti), l’Agamennone di Eschilo, preceduto di un saggio introduttivo. Dopo la laurea ha seguito un corso di perfezionamento in letteratura inglese.
Nel 1948 si trasferì a Milano. Fa l’analisi con Cesare Musatti, frequenta la sede del PSI e collabora all’“Avanti”, psicoanalisi e politica sono gli strumenti per entrare nella vita. Viene assunto dalla casa editrice Mondadori. Fra le opere principali: Memorie dell'incoscienza, 1954; Tempi stretti, 1957;
Donnarumma all'assalto, 1959; L'impagliatore di sedie, 1964; I divini mondani, 1968; Il campo di concentrazione, 1972; Di chi è la colpa, 1979; Il divertimento, 1984; Improvvisa la vita, 1987; Una tragedia milanese, 1998.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Simona~ pagine_e_inchiostro.
681 reviews15 followers
June 1, 2023
Recensione a cura della pagina Instagram pagine_e_inchiostro:
Contessa é la storia di Elena Miuti Iotta, la cui 0ssessione depressiva fa di lei sia una terapeuta che una paziente.
Al fine di raggiungere uno stato di quiete, per non porsi continuamente il perché della sua esistenza, Elena si abbandona all’ebrezza dell’alc0ol, agli illusori e patinati salotti mondani e agli affetti superficiali di molti amanti.
Elena é vittima e artefice del suo triste destino: una vitalità triste, un vuoto di senso, un disagio esistenziale.

Con un flusso di pensieri, interrotto da rotture e sospensioni, Ottieri descrive a pieno la crisi nevrotica degli anni di Piombo: il suo é un racconto sociale, ma anche storico. Sono gli anni dello sviluppo selvaggio, dell’alienazione umana, dell’industrializzazione e della perdita di senso. Il racconto é quello di un periodo di tensione mondiale, ma lo stile é stranamente comico: trag3dia e s0fferenza sono veicolati a dimostrare che chi possiede denaro annega nel tedio e nel d0lore come chiunque altro. E che chi ha tutto, a volte non ha niente.

Si tratta certamente di un romanzo ostico, dal forte stampo filosofico, a cui bisogna dedicare grande attenzione, al fine di ottenere una piena comprensione. Per me é stata una sfida tra le righe, una strada in salita. Al termine, mi sento consapevole di aver letto qualcosa di cerebralmente impegnato, ma sono anche certa che mi sia sfuggito il senso emozionale di questo scritto che, evidentemente, non era ciò che cercavo.

🪞 “Contessa, che é mai la vita?
É l’ombra d’un sogno fuggente.”
Profile Image for Anna Russo.
122 reviews8 followers
August 30, 2024
"Non provo. Se Pietro mi lasciasse, non mi ucciderei ma passerei per una trafila di dolori che non so tollerare. Non tollero poi la lotta contro il dolore, peggiore del dolore".

Questa è Elena Miuti che, per paura del rifiuto, rifiuta lei per prima e per paura dell'abbandono, abbandona (ripetutamente e con stile) i numerosi amanti di cui si circonda per evitare di iniziare l'unica storia (quella con Pietro) che davvero le interessa. Non pensando mai, neppure per un attimo, di ritornare dal marito e dal figlio, sballottato, quest'ultimo, nei collegi per ricchi di mezza Europa.

Un inetto donna, finalmente. E raccontata con respingente, spigolosa ironia: che non venga mai in mente al lettore di provare simpatia per lei!
Una psicosociologa (impegnata nella stesura di un saggio impossibile sulla coerenza) la cui bellezza, più volte sottolineata, si esaurisce nelle lunghissime gambe, unico gigantesco dettaglio, ripetuto gigionescamente e che ne costituisce l'intero ritratto.

Depressa, alcolizzata, disperata. Dottore e paziente al contempo, frigida e cerebrale come l'esatto rovescio della sensuale e torbida Elena Muti dannunziana, dove ci porta?
Direttamente sul lettino dello psicanalista, in una clinica psichiatrica di lusso, a Zurigo. Insieme a lei sul lettino c'è un intero ambiente sociale. La Milano delle feste altoborghesi, delle vacanze di lusso, mondana e alcolica, marxista ma sfacciatamente ricca, disinvolta e superficiale nelle relazioni e perciò profondamente disperata. Gli anni Settanta si sentono tutti nella prosa e nella, benché rapida, descrizione di luoghi e situazioni, eppure il romanzo compie il miracolo di tenere il lettore fermo sulle sue pagine, seppure con dispetto, con disappunto.

Gli incontri amorosi di Elena con i suoi amanti raccattati in giro sono terribili: l'erotismo è spento sistematicamente da un linguaggio clinico e tanto ironico da sfiorare il grottesco.
Molto più calore c'è invece nel rapporto con i malati psichiatrici della clinica di K. Tra schizofrenici, nevrotici, disperati, Elena ritrova una capacità di apertura all'altro, di comprensione e una autenticità impossibile fuori, tra i sani.
Lo consiglio a quei lettori che, come me, hanno bisogno di recuperare un rapporto più critico e meno emotivo con i libri e la lettura
Profile Image for Serenka.
1 review
May 2, 2025
Io personalmente l’ho amato molto. Spesso penso alla protagonista. L’ho trovata affascinante, contestualizzata in un preciso periodo storico, quasi troppo contemporanea, in crisi con se stessa senza trovare una via d’uscita valida. Penso che il famoso claim della Cynair “il logorio della vita moderna” si avvicini molto alle dinamiche della protagonista. Trovo curioso che un personaggio femminile così descritto arrivi dalla penna di uno scrittore. È un libro interessante.
Profile Image for Stefano Stanga.
57 reviews
September 21, 2024
Mi spiace dare questo giudizio perché in fondo "Donnarumma all' assalto" non mi era a tratti interessato ma qui non sono riuscito ad entrare nella storia. Peccato.
Profile Image for Angela.
53 reviews6 followers
April 10, 2023
Elena, brillante psicosociologa, vive la sua vita tra Milano  e Zurigo, tra la sua casa e la clinica psichiatrica dove in passato è stata ricoverata. A Milano tenta di scrivere un saggio su Pavese e sulla coerenza, si districa tra serate glamour, tra amori passeggeri, in notti ricolme di alcol che pullulano di triste vitalità e in giorni trascorsi a letto, che nascono e muoiono in un battito di ciglia. A Zurigo Elena pratica la sua seduta di psicoanalisi parlando delle sue storie, molte rimpiante ed impossibili, accenna ad un marito oltreoceano e ad un figlio in un college con cui ha scarsissimi rapporti, parla della sua inadeguatezza come madre, come scrittrice, come donna. In balia di un costante flusso di pensieri, Elena è fragile, vittima di se stessa ed al contempo artefice delle sue nevrosi, in un disagio esistenziale che Ottieri descrive con una prosa densa, a tratti complessa ma estremamente calamitante. Un romanzo degli anni '70, fotografia di un Italia in pieno boom economico, Ottieri, esponente della cosiddetta letteratura industriale, crea un'opera intensa, che finalmente Utopia editore ha pubblicato dandoci la possibilità di goderne ed apprezzarla.
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