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Spiriti - Bere molto consapevolmente

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Qualunque cosa abbiate bevuto fino a oggi, o evitato di bere, o mai pensato di assaggiare approcciandovi al vasto panorama delle bevande alcoliche, dimenticatela. Dimenticate tutto ciò che sapete sul whisky, sul tequila col verme, sullo shot di rum al miele che il barista sotto casa vi ha offerto; mettete da parte l’immagine della bottiglia di vermouth impolverata che giace sugli scaffali nella cucina di vostra nonna. Questo libro è un racconto di spiriti, che si snoda tra i tecnicismi della distillazione, e la testimonianza dei personaggi che in un modo o nell’altro hanno fatto la storia degli alcolici. Una ricognizione sul mondo dell’alcool da bere, ma anche una raccolta di aneddoti emotivi sulla merceologia del bar e sulla spiritualità che ogni prodotto si porta dietro, tra miti e leggende.

250 pages, Paperback

Published January 1, 2022

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Displaying 1 - 1 of 1 review
Profile Image for Valerio Spisani.
215 reviews31 followers
October 19, 2022
Ho sempre trovato azzeccato il nome che effequ ha dato alla sua collana di saggistica: Saggi Pop infatti profuma di fresco, di cosa nuova e di leggerezza, i libri che ne fanno parte vanno a trattare gli argomenti più disparati, dai videogames - uno dei miei preferiti rimane sempre Vivere mille vite. Storia familiare dei videogiochi di Lorenzo Fantoni - al femminismo e sono generalmente ad alto tasso di digeribilità, andando a parare da tutt'altra parte rispetto al serioso accademismo di professori barbuti e barbosi con la fiatella. Spiriti - Bere molto consapevolmente non fa certo eccezione, anzi, trovo che sia uno dei casi in cui la definizione di "saggio pop" calzi meglio in assoluto; insomma, se non è pop la cultura del bere cos'altro mai potrebbe esserlo (ok, in effetti tutto quello che ci circonda potenzialmente é pop, vabbè)? Nello specifico, qua si parla prevalentemente di distillati: si parte dal vermouth - che distillato non è - e si chiude alla grande con il re degli spiriti, ovvero il whisky. Le parti tecniche sono ridotte al minimo mentre il resto è un avvincente racconto che gira intorno a quello che si trova nelle bottiglie che vediamo sempre alle spalle dei bartender; la scrittura di Daniela Garcea è viva e coinvolgente, la passione non manca e le parole vanno giù come una sorsata del miglior prosecchino. Ogni tanto viene sfatato qualche luogo comune - tipo il cetriolo nel moscow mule, NO - e in particolare ho apprezzato il capitolo posto in chiusura, in cui si parla di quella roba puzzolente di patriarcato e mansplaining (perchè chi è dietro al banco sa sempre cosa volete bere, specie se siete donne), e cioè che bere bene sia una cosa DA UOMINI, mentre alle donne va bene il brachetto e magari una strizzatina d'occhio, già che ci siamo. Più passa il tempo e più mi rendo conto che avere più consapevolezza di quello che si beve e si mangia è utile ma soprattutto dilettevole, se poi ci sono libri come questo a darci una mano e indirizzarci verso la retta via del bere bene, allora ciao vado a prendere l'aperitivo.
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