Governi nazionali che si combattono a suon di meme, colpi di Stato in diretta YouTube, diplomazia dello shitposting, estremisti stragisti che trollano su Reddit, bovini a cui vengono applicati visori VR per aumentare la produzione di latte, disastri ambientali che diventano virali su Instagram e TikTok, «covfefe»… L’era in cui viviamo è diventata talmente assurda, grottesca, incomprensibile, da non poter più essere reale: l’unica spiegazione possibile è che siamo entrati in una «timeline sbagliata» – una sorta di linea temporale alternativa a quella «giusta» in cui le cose vanno come devono andare.
E invece la timeline sbagliata è proprio la realtà nella quale siamo immersi: nessuna allucinazione, nessun brutto sogno da cui un giorno finalmente ci sveglieremo.
In questo saggio al contempo surreale e terrificante, nato dal progetto di culto Iconografie del XXI secolo, Mattia Salvia spazia tra geopolitica e internet studies, filosofia dell’estetica e cronaca internazionale, per restituirci il ritratto di un mondo oramai fuori di senno, in cui persino le peggiori crisi globali vengono seppellite da un sinistro LOL.
In questo libro si parla di assurdo, quindi io farò qualcosa di assurdo: mi prenderò sul serio, tentando di recensire in modo serio.
Papà una volta ha detto a me e a mia sorella: “Voi siete nate nel posto giusto al momento giusto”. Ero alle elementari, parliamo di 2008-2011, e gli ho creduto totalmente. Un po’ perché quando hai 8 anni quello che dice il Padre è Verità, un po’ perché, be’, ci credevo veramente. Stavo bene, avevo i miei amichetti, feste, andavo a scuola, avevo libri, giochi, e cose come guerre o sconvolgimenti di qualunque tipo appartenevano alla Storia che mi insegnava la maestra.
Poi mi ricordo di essere in macchina, con la mia famiglia, fermi in un parcheggio. Papà guarda un video dell’affondamento della Costa Concordia. In diretta. Dal telefono. Ecco, questo mi ha sconvolto per vari motivi. Più superficialmente, era assurdo poter assistere a un avvenimento del genere dal telefono, era il primo smartphone che abbiamo avuto in famiglia. Poi, ovviamente sapevo che le navi affondassero, ma nel 2012? Una Costa Crociere? Una nave inaffondabile? Qui da noi? E qui cominciano a crollare le certezze.
Ed è di questo che parla “Interregno”. Dell’illusione che abbiamo avuto per un certo periodo, di un mondo unito, dell’occidentalizzazione che porta democrazia e pace ovunque, pace e prosperità per tutti; e, conseguentemente, del pugno allo stomaco che è osservare che noi, effettivamente, nella Storia ci siamo ancora in mezzo. Certo che chi come me è nato nell’anno notevole che è stato il 2001 già non partiva bene, ma immagino che un po’ tutti abbiamo avuto, per un periodo, questa sensazione di sicurezza e benessere. Del tipo, il brutto è già passato, adesso studiamo gli errori commessi da nonni e antenati ma d’ora in poi è tutta in salita. O comunque, una pianura tranquilla. E INVECE.
La Concordia, Trump presidente (in quel periodo vivevo più su Tumblr che nel mondo reale, quindi l’immagine che avevo degli USA era definita da quello. Diciamo che dire che mi aspettavo un risultato diverso sarebbe riduttivo), terrorismo, pandemie e guerre in Europa ci fanno parlare di “timeline sbagliata”. Si parla di questo, di come ci sembra di osservare un’assurdità dietro l’altra, non solo per gli avvenimenti in se ma anche per come sono comunicati. Una guerra di meme su twitter tra Russia e Ucraina come preludio di una guerra, un colpo di stato trasmesso in diretta streaming su facebook durante una lezione di aerobica, una battaglia in una centrale nucleare sempre in diretta streaming. È assurdo, no? Ho solo 21 anni, ma sto cominciando a pensare che mi ci dovrò abituare.
Il progetto Instagram di Iconografie del XXI sec è stato un colpo di genio e ha colto e raccolto un'estetica molto prima di tante altre pagine simili che ora esistono. Il passaggio al libro non regge però. Salvia ha purtroppo una scrittura da blogger; quando non ammicca invece è giornalistica, comunque mai troppo appassionante. E nonostante si faccia forza su citazioni e letture di saggi imporanti (Arrighi, Losurdo, ecc) alla fine la sensazione leggendo questo libro è di leggere cose già note, solo messe in ordine, e non scritte particolarmente bene. Tanta carne al fuoco, di sicuro tanta passione. Poco però che rimanga. Ho chiuso il libro con una sensazione di scontento. Scegliere foto dai feed di twitter e ripostarle è più facile che scrivere un libro, forse. O è quantomeno un esercizio diverso. A ognuno il suo. Comunque sempre evviva Not per le cose che prova a fare.
Un saggio che analizza, a mio avviso in modo assai intelligente, le grandi contraddizioni del presente al fine di rispondere ad una impellente domanda: viviamo nella timeline giusta o qualcosa ci ha catapultati in un universo parallelo condito di sfighe?
Ho apprezzato il linguaggio semplice, ma non banale, condito con riferimenti a testi e scrittori importanti.
Il “Realismo capitalista” di chi fa (o cerca di capire) i meme.
Una catartica analisi dei media, dei meme e degli spettri che tormentano il XXI secolo. Non sono d’accordissimo su alcune cose (es. secondo me non si tratta di “egemonia del diritto di parola, piuttosto di *protezione* del diritto di parola, una democrazia militante) però la lettura è stata comunque più che scorrevole e soprattutto necessaria. È stato bellissimo vedere le ideologie e i retroscena dietro ai meme, e non pensavo che avrei mai letto su carta stampata “stonk”! Salvia dà ordine all’assurdo e dà un senso a tutte le ore che ho passato su Reddit.
In piena lettura di questo libro sta accadendo questo: l'attivista di estrema destra americano Charlie Kirk è stato assassinato e reso martire dalle destre mondiali; Trump si regge in piedi solo con make-up e riti voodoo ultra-capitalisti; tutti i media stanno sorvolando sul Caso Epstein ed i relativi file che farebbero andare in galera la maggior parte dei componenti dell'elite mondiale; la Russia manda droni nello spazio aereo di Romania e Polonia mentre bombarda l'Ucraina; Israele continua il genocidio sul popolo palestinese con il tacito benestare dell'Occidente tutto (e con l'aiuto delle Big Tech come Google); in Nepal la GenZ ha fatto la rivoluzione tra selfie col parlamento in fiamme e bandiere di One Piece ed hanno eletto il nuovo primo ministro tramite una seduta su Discord. Che dire, non pensavo che l'avrei mai detto ma mi manca l'era Berlusconi.
Mattia Salvia riesce a spiegare benissimo cosa significa sentire di essere in una "linea temporale sbagliata", in cui il grottesco e il ridicolo (i meme, lo shitposting ecc) sono diventati determinanti per la politica, la comunicazione e il destino del mondo. Partendo dalle riflessioni di Fukuyama sulla fine delle grandi narrazioni (socialismo reale vs capitalismo ecc.) che hanno coinciso con la fine del secolo, siamo di fronte a un "ritorno della storia" inteso come valanga di eventi istantaneamente percepiti come di valore storico che ci piombano addosso costantemente, esasperati dalla comunicazione telematica e all'utilizzo ripetuto delle immagini tramite meme e contenuti virali.
I capitoli sono tematici e analizzano ognuno aspetto di questa realtà contemporanea partendo da immagini (screenshot, foto, meme ecc) che sono vere e proprie ICONE di questi ultimi anni.
Chi segue il progetto "Iconografie de XXI secolo" dell'autore, troverà ben poco di nuovo in questo libro, che però riesce a condensare poco più di 200 pagine, dandogli nomi e definizioni, questa sensazione collettiva di "piega sbagliata " presa dagli eventi globali grossomodo dopo l'elezione di Trump.
Una sorta di "Iconografie 2016-2022" che ha il grande pregio di essere un'ottima introduzione all'impatto reale della cultura di internet per chi non sta sempre su internet.
Un appassionante saggio sulle assurdità del mondo contemporaneo, dallo sciamano trumpista che assalta il Campidoglio alle mucche allevate con i visori per la realtà virtuale. Ogni capitolo affronta un tema specifico: tra gli altri, la spettacolarizzazione della guerra, l'estetizzazione dell'attivismo, l'uso del linguaggio memetico in canali e contesti inaspettati. Ogni argomento è trattato con chiarezza e capacità di selezione e analisi di immagini emblematiche (le Iconografie, appunto) che disegnano un'inquietante mappa del mondo attuale.
Dove si parla di sciamani con le corna, di mucche nel metaverso, di conflitti bellici Netflixiani, di donnole fulminate dentro i reattori del CERN, di Timelines sbagliate che forse sono quelle giuste, di fine della Storia che forse non è la fine della Storia. Il mondo contemporaneo raccontato come fosse il delirio allucinogeno di un Philip K. Dick, in un saggio fondamentale per una Teoria del Tutto socio-politica sull'Antropocene.
per vari motivi me l’ero lasciato dietro, e quando l’ho letto non avevo matite quindi non ho potuto sottolineare, ma riassume in una maniera che non so fare (bene) la fine della fine della storia per la nostra generazione. Traduce il meme, che come cosa è sempre un po’ cringe
Interessante analisi del presente attraverso le immagini che dominano il racconto degli eventi, soprattutto quando le immagini stesse influenzano o determinano gli eventi. Molto attuale
Molto, molto interessante, scorrevolissimo, godibilissimo. I meme sono sempre molto ben piazzati e anche i commenti personali. Forse avrei preferito delle conclusioni più lunghe.
ci sono capitoli un po' banalotti e sconclusionati ma ci sono anche capitoli con idee interessanti ed originali. tutto sommato una bella lettura che mi sento di consigliare.
Un ottimo modo per fare il punto della situazione (2016-2022) e scoprire che è peggio di quello che sembra ma che almeno stiamo vivendo un periodo incredibile.
“Il senso di Schadenfreude prende certamente di mira una precisa parte della società, quella che i movimenti populisti hanno chiamato l'1% o élite; ma la rabbia nei suoi confronti e il desiderio di vederla andare in rovina - al punto di essere disposti a pagare in prima persona - nasce da un senso profondo di tradimento. La coscienza collettiva occidentale ha amato la globalizzazione. L'età aurea del capitalismo è stata una nuova età aurea dell'Occidente, di nuovo destinato a dominare il mondo intero. La rabbia non è tanto contro la globalizzazione quanto contro chi la globalizzazione l'ha gestita, contro coloro che non hanno saputo impedire che il processo si invertisse di segno, contro chi non è stato capace di impedire che la prosperità che ci siamo goduti nei ruggenti anni Novanta del XX secolo cominciasse a svanire. Se pensiamo «dopo di noi, il diluvio» è proprio perché percepiamo che i tempi d'oro sono finiti, e se non possiamo riaverli indietro, tanto vale che non li viva nessun altro. Ridendo della Ever Given incagliata nel canale di Suez, esprimiamo fondamentalmente un desiderio: che l'economia mondiale crolli. Ma questo desiderio è anche una rivincita: sia sul giocattolo, sia sulle élite che ce l'hanno tolto.”
Un libro eccelente sia per la definizione di nuovi concetti e idee che ruolano a una velocità impresionante anche per la sua efemera esistenza nella attenzione globale, ormai dificile di fermarsi un pò e ricordare tutte le bombe che succedono ovunque a ogni minuto in quest'época d'informazione subita e precaria.