A quasi ottant’anni dalla caduta del suo regime, il fascismo non è mai morto, sepolto nelle pieghe più oscure della nostra società e negli angoli più reconditi della nostra coscienza nazionale, pronto a riemergere al momento opportuno. Negato e rivendicato allo stesso tempo, «con quell’orgoglio della vergogna – e viceversa – che è soltanto uno degli ossimori sui quali hanno proliferato», come ci ricorda Giuseppe Civati in questo pamphlet pensato per chi non vuole dimenticare e per chi non vuole rassegnarsi. Dalle relazioni pericolose con l’eversione e la violenza, agli autoritari che si ribellano all’autorità; dall’equivoco sul “fascismo degli antifascisti” pasoliniano, agli attacchi al sindacato e a Liliana Segre; dall’uso disinvolto di Salvini del linguaggio del duce e del regime alla memoria selettiva di Giorgia Meloni; dal negazionismo del clima a quello dei diritti. Questa nuova edizione 2022 contiene cinque capitoli e sessanta pagine in più in cui Civati smonta punto per punto l'armamentario di paradossi di cui si servono ogni giorno i tanti, troppi che "non sono fascisti ma". E che oggi, magari, si candidano a guidare il paese.
«Non sono fascisti, no. Ma nemmeno antifascisti. Anzi. Ecco, forse sono anzifascisti. Perché trascurano la questione gigantesca che è alla radice della nostra storia recente e insieme il sostrato del nostro diritto costituzionale. I costituenti reagirono alla dittatura e alle sue forzature e oscenità: l’antifascismo è Costituzione esattamente come il fascismo è incostituzionale. Le due cose si escludono, insomma. Dispiace per loro, ma l’hanno proprio pensata così, la Costituzione, come reazione al Ventennio, punto per punto, articolo per articolo.»
«Non sono fascisti, no. Ma nemmeno antifascisti. Anzi. Ecco, forse sono anzifascisti. Perché trascurano la questione gigantesca che è alla radice della nostra storia recente e insieme il sostrato del nostro diritto costituzionale. I costituenti reagirono alla dittatura e alle sue forzature e oscenità: l’antifascismo è Costituzione esattamente come il fascismo è incostituzionale. Le due cose si escludono, insomma. Dispiace per loro, ma l’hanno proprio pensata così, la Costituzione, come reazione al Ventennio, punto per punto, articolo per articolo.»
Giuseppe Civati, Dottore di ricerca in filosofia, già deputato e segretario di Possibile. Ha scritto numerose pubblicazioni tra cui Qualcuno ci giudicherà (Einaudi 2014) e Voi sapete (La nave di Teseo 2018). Per People ha curato Liliana Segre. Il mare nero dell’indifferenza (2019), Il piano Langer (2019), Una meravigliosa posizione (2020), Laico (2020) e L’ignoranza non ha mai aiutato nessuno (2021). Con Marco Tiberi ha scritto il romanzo Fine (2019).
Giuseppe Civati è un politico italiano, deputato dal 2013 al 2018. Nel novembre 2018 fonda, insieme a Stefano Catone e Francesco Foti, la casa editrice "People" con sede a Gallarate. L'intenzione è di pubblicare libri di argomento sociale.
Molto utile per fare un ripasso di alcuni avvenimenti decisamente fascisti in un Paese in cui ''il fascismo è morto da 70 anni" e di alcune dichiaraioni di politici che ''non sono fascisti ma''. Interessante la spiegazione dei Wu Ming dell'espressione, abusatissima dai fascisti, di Pasolini sul fascismo degli antifascisti.
Come un vero pamphlet politico che rispetti, questo libricino é diretto e brillante. Una lettura del genere é fondamentale per rimarcare la situazione attuale del nostro Paese e metterne in luce l'estremismo volutamente fascista ma mai dichiarato e mai chiamato come tale.
Incisivo, diretto, concreto. Certo non convincerà chi la pensa diversamente, ma a chi è sincrono a questo tipo di pensiero può offrire spunti interessanti di riflessione su un periodo molto recente della politica italiana; soprattutto si sofferma sui momenti bassi della destra contemporanea, e sui meccanismi di propaganda e gestione del consenso che tende ad utilizzare. Fresco e con molto mordente.
Interessante ma trovo che manchi un filo logico. Inoltre non mi piace il modo in cui è scritto: una scrittura colloquiale con punteggiatura non sempre corretta, per cui spesso dovevo rileggere le frasi per cercare di capire il senso.
" la Costituzione è antifascismo. Tutta quanta. I costituenti reagivano al ventennio precedente, al regime, alla dittatura. E il testo costituzionale passa attraverso la Liberazione per restituire al Paese la libertà che la dittatura aveva conculcato."
Avete presente il Memoriale agli ebrei assassinati d'Europa a Berlino? Quell'opera che illustra la modalità in cui un autoritarismo si insidia: partendo da un gradino e via via innalzandolo fino ad ottenere un muro che sbarra la strada della democrazia. In questo momento, in Italia, ci siamo abituati alla parola "fascista"; non ci sembra più un insulto poi così grave, mentre se proviamo a usare la parola "nazista" notiamo quanto forte sia. Non penso che sia perchè sottovalutiamo il fascismo, ma per semplice quotidianità: il gradino di cui vi parlavo prima.
Come ha affermato Travaglio in questi ultimi giorni, trovo riprovevole che la nostra Presidente del Consiglio non si definisca antifascista; ma ce ne dobbiamo davvero fare una ragione?
Il gradino si alza.
"l’antifascismo è Costituzione esattamente come il fascismo è incostituzionale"
In questi ultimi giorni - per non parlare di prima - la nostra democrazia ha subito brutti colpi, Meloni è andata a mettere mano al diritto all'aborto, al contradditorio giornalistico ed ora, in vista del 25 Aprile, abbiamo avuto anche la prima censura.
Il gradino sta iniziando a diventare un muro.
Questo libro è una raccolta di eventi riguardanti la destra italiana e mostra il fascismo - che tra le righe oramai più non è - che permea il governo tra dichiarazioni, comizi e slogan. Una storia che si ripete? Come Civati afferma:
"Sarà per eccesso di storia, di una storia troppo lunga, ma l'Italia ha un grave problema. Un'amnesia generalizzata. Conta solo ciò che sta accadendo ora. Tutto ciò che c'era prima non ci importa. Come se nulla fosse accaduto. Viviamo così, nella dimenticanza. Dimentichiamo e scordiamo, fuori dalla mente e lontano dal cuore, anche."
Cancellando e storpiando la storia creiamo il terreno fertile per rifare gli stessi errori; lo stiamo già facendo con il razzismo dimenticando la nostra vicenda coloniale.
Civati è un Umberto Eco junior e questo libro divulgativo racconta tutti i gradini a cui ci siamo e stiamo abituando, è molto scorrevole ed invoglia ad approfondire il tema con un ottima bibliografia.
Avevo dimenticato alcuni avvenimenti che si potrebbero tranquillamente definire fascisti accaduti in passato. Chiunque sia fascista e non si ritiene tale dovrebbe leggere questo libro, magari si renderebbe conto. Anche se purtroppo dubito che i fascisti si prendano la responsabile di qualcosa. Il riassunto perfetto di questo libro sarebbe
Metto 4 stelle solo perché ho appena saputo che ci sarà una nuova edizione E cavolo mi sa che mi perdo un sacco di belle cose. Belle per modo di dire insomma...