“Eros é amore, ma cosa ama? Cose belle, suppongo. Nessuno ama le cose brutte.”
“Giusto.”
“E chi ama prova desiderio per ciò che ama, giusto?”
“Giusto.”
“Ma le persone desiderano ciò che non hanno.”
“Di nuovo, non posso che essere d’accordo.”
“Se Eros ama le cose belle, se desidera le cose belle, significa che non le ha. Eros non ha bellezza, quindi non può essere bello.”
“Stai dicendo che Eros é brutto e cattivo?”
“Non funziona così. Ciò che non é bello non deve per forza essere brutto. Eros sta a metà fra i due opposti, proprio come a metà fra mortali e immortali, fra uomini e dei. È un demone, figlio di Poros, l'espediente, e Penia, la povertà. È povero, come lo è la madre, e fa di tutto per ottenere ciò che vuole, come il padre. Fra le cose belle che gli mancano e che fa di tutto per avere, c'è la sapienza. Ovviamente non sto dicendo che sia ignorante. Non è nemmeno sapiente, però. È un filosofo, perché ama la sapienza e continua a cercarla.”
“Mi sembra un discorso meraviglioso ma non capisco che vantaggio porterebbe agli esseri umani, questo demone del desiderio.”
“Li aiuta a partorire nella bellezza.”
Questo libro mi ha cambiata, ha cambiato il mio modo di vedere, percepire ed affrontare determinate situazioni.
Mi ha ricordato perché mi piaceva tanto la filosofia, specialmente Socrate e Platone, mi ha fatto vedere Nietzsche sotto un punto di vista completamente ed ha confermato il fatto che a me Hegel non piacerà mai.
Questo sarà per sempre uno di quei libri che leggerò quando mi sentirò smarrita con la consapevolezza che troverò una risposta.