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Τα σπίτια της ανησυχίας

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"Έτσι είναι τα Σπίτια: Σε φέρνουν στον κόσμο και μετά σε αφανίζουν".
Υπάρχει ένα παλιό χωριό σκαμμένο στην πέτρα της ιταλικής ενδοχώρας, το όνομά του είναι Σπίτια. Από τις βουνοκορφές έως τα παλιά τείχη και τα λιθόστρωτα σοκάκια, φωλιάζει στην καρδιά της Μαρέμμα, χτισμένο πάνω σ' έναν κοιμισμένο γίγαντα. Όταν εκείνος αρχίζει να βρυχάται και στο χωριό επιστρέφει ένας άσωτος εγγονός, τα στόματα ανοίγουν και ένας χείμαρρος από ιστορίες απειλεί να παρασύρει τα πάντα στο πέρασμά του. Ένας άντρας σκοτώνει τον δίδυμο αδερφό του και παίρνει τη θέση του. Μια γεροντοκόρη αναπολεί τον χαμένο της έρωτα συντροφιά με τη σκυλίτσα της. Μια γυναίκα εξαφανισμένη πριν από σαράντα χρόνια ζει αλυσοδεμένη σε μια μυστική καταπακτή. Ο πότης εφημέριος κλέβει τις προσφορές των πιστών. Ο γιατρός σπρώχνει στον θάνατο τους απόκληρους του χωριού. Εργάτες, μεταλλωρύχοι, αγρότες, νοικοκυρές, χαμίνια και νάνοι σέρνονται σε μια δίνη ίδιων πάντα ημερών, ο καθένας και τα φαντάσματά του. Ο καθένας και το σκοτάδι του. Ένας μικρόκοσμος με κρυμμένα μυστικά, χαμένες προσδοκίες, δεισιδαιμονίες και ανομολόγητα εγκλήματα· περιουσίες που χάνονται, σχέδια για εκδίκηση που εξυφαίνονται· κάποιοι είναι έτοιμοι να παραδώσουν το πνεύμα, άλλοι πουλάνε τα παιδιά τους, ενώ την ίδια ώρα κάποιοι επιστρέφουν για να σωθούν, αναζητούν μια καινούρια ζωή, και μερικές φορές, απρόσμενα, αγαπούν - κι αυτό αλλάζει τα πάντα.
Συνδυάζοντας στοιχεία από αστυνομικό μυθιστόρημα, ψυχολογικό θρίλερ, γοτθική λογοτεχνία και σκοτεινό παραμύθι, ο Σάσα Νασπίνι ξεδιπλώνει αριστοτεχνικά την εποποιία ενός περίκλειστου κόσμου, που καταποντίζεται στο απόλυτο κακό, στα έγκατα της ίδιας της γης που τον γέννησε.
"Γιατί τα Σπίτια αναπνέουν. Ασθμαίνουν. Είναι ένα λαβωμένο ζώο".

592 pages, Paperback

First published February 1, 2018

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1099 people want to read

About the author

Sacha Naspini

25 books88 followers
Sacha Naspini was born in 1976 in Grosseto, a town in Southern Tuscany. He has worked as an editor, art director, and screenwriter, and is the author of numerous novels and short stories which have been translated into several languages. Nives is his first novel to appear in English.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,460 reviews2,434 followers
August 9, 2024
E POI È SUCCESSA LA VITA

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Le Case in Maremma (provincia di Grosseto).

Romanzo che parte corale, costruito su monologhi dedicati a personaggi diversi del borgo: il medico, il bottegaio, il barista, il minatore, le loro rispettive signore, l’albergatrice...
Ognuno racconta la sua storia gettando luce su quella degli altri. Più che a una polifonia, ho pensato a un canto (racconto) “a cappella”.
Qualche voce ritorna più volte, come quella di Adele o di Giovanna.
Man mano gli interventi di ciascuno diventano più corposi. Fino ai due finali, dedicati ai personaggi più giovani, alla grande storia d’amore.
E qui, la polifonia, o il racconto “a cappella” diventa in effetti una monodia. E il finale ribalta molto di quello che leggendo si è creduto: ragion per cui, mi astengo da qualsiasi spoiler.

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Le Case come viste da chi scrive.

Chi racconta è ancora vivente, il cimitero non è luogo cardine del racconto: ma viene comunque da pensare a una Spoon River di Maremma (e a “Il giorno del giudizio”, oppure, da quanto ho capito, ché non l’ho ancora letto, “Lincoln nel Bardo”).
Il libro maremmano dei vivi, ovvero, Samuele nel Bardo. Samuele è l’ultima voce del romanzo, l’ultimo a parlare: ma tutti hanno detto qualcosa di lui e della sua storia.

Nonostante racconti di un luogo che per sciacquare la coscienza a questo posto non basterebbe la lava dell’inferno. Ogni sasso è pregno di un male che ormai è sceso nel cuore della rupe…, Naspini ha empatia verso tutti i personaggi, li rende umani fino a farmeli amare uno per uno.

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I dintorni de Le Case.

A Le Case si fa ampio uso di bacco, tabacco e venere, ma anche molto di tranquillanti e sonniferi e calmanti e ansiolitici, somministrati dal medico locale, il dottor Emilio Salghini, il quale dice:
Le Case è un mostro che ingrassa a ogni nostro respiro, e allora io ne spengo uno per volta, fino all’ultimo, che sarà il mio. Le Case, quando ha fame, scuote la terra in cui è scavato per farci venire i sudori freddi e il cuore forte. Ma anche per lui è cominciata l’agonia, e di mese in mese le campane della chiesa alta suonano a morto. I codazzi dei funerali sono sempre più esigui, tra chi è già sottoterra e quelli bloccati a casa. Nel paese vecchio di tanto in tanto c’è una persiana in meno che la sera si illumina dalle stecche. E il respiro del mostro rallenta, rallenta… Sarà bello, un giorno, dargli il colpo di grazia con una bella pistolettata sparata nella bocca mia.

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Il mostro è il borgo, la terra che lo accoglie, quella Maremma che in Toscana viene nominata sempre con abbinamento aspro (Maremma maiala è il più comune).
Ma il mostro è anche sottoterra: nonostante il paese sia costruito sulla roccia, la terra non è così solida, si agita, rugge, scuote.
Le strade hanno anfratti, buchi, come le case, che nascondono aperture su celle, prigioni, stalle, minuscole casseforti, passaggi, spioncini…
Non a torto nella quarta di copertina si parla di gotico e favola nera: io aggiungerei che ci sono anche aspetti horror in questo thriller che è pure romanzo storico.

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La Maremma ha questo di tremendo: all’inizio si presenta con il muso bello, per entrarti nelle grazie. Poi non ti lascia più, mostrandosi per la belva che è. Un giorno ti accorgi che la provincia ti si è ficcata nelle vene e allora tenti subito un passo d’impulso per scrollartela di dosso. Ma ormai ti hanno legato le stringhe. Quel che ne ricavi è solo una botta di bazza sul sasso della chiesina.

La storia, o meglio, le storie delle Case sono belle e affascinanti: ma senza voce, delle storie mi interessa pochino, il modo di dire le cose è le cose, come direbbe proprio il Naspini.
E quindi, viva la voce di Sacha, così classica e letteraria, così viva e familiare. Soltanto così, il piccolo racconta il grande.

Non c’è niente di più profondo di quel che appare in superficie.

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Profile Image for Ubik 2.0.
1,074 reviews295 followers
June 1, 2022
Le Case, le pietre…

Arrivo buon ultimo o quasi a questo sorprendente romanzo, qualificato da molti come “corale” ma che corale lo è fino a uno certo punto, sia perché la definizione è riduttiva, incapace di cogliere le innumerevoli dimensioni del testo, sia soprattutto perché la polifonia delle voci del coro si rivela infine ingannevole dopo i vertiginosi salti di prospettiva che gli ultimi capitoli costringono a compiere, come uno sberleffo che l’autore si diverte a buttare in faccia a chi ha cercato di seguire una traccia razionale al racconto.

A tal proposito, e fatte le debite proporzioni, la vertiginosa parte finale del romanzo di Naspini mi ha fatto tornare alla memoria un’opera completamente diversa (o addirittura quasi opposta) per ambientazione, stile, struttura del racconto, personaggi: la “Trilogia della citta di K” di Agota Kristof; l’analogia risiede nella capacità di instillare nel lettore, col progredire della storia e dietro un’apparenza realistica, uno smarrimento simile, un effetto “montagne russe”, con l’introduzione quasi ad ogni capitolo di elementi perturbanti che capovolgono la prospettiva e quindi la realtà narrata e inducono a ridefinire o a rivoluzionare i punti fermi fin lì dati per acquisiti.

Come molti ho iniziato la conoscenza di Naspini a partire dal suo celebre “I Cariolanti”, travolgente e sgangherato nella sua originalità ma agrodolce per l’accumulo di stili un tantino sprecato e ostentato, immaginando ciò che quei materiali avrebbero potuto produrre tramite un maggiore equilibrio e controllo. La risposta è questo libro, dove la maturità acquisita in dieci anni e diverse prove narrative, ha determinato nell’autore un salto di qualità che avvince senza più riserve, con un dosaggio ben combinato di crudeltà e fatalismo, di spleen esistenziale e rabbia, di compassione e risentimento.

A questo punto ci starebbe un’analisi del borgo maledetto di “Le Case” vero protagonista della storia, con i suoi abitanti come figurine di un quadro di Bruegel, i racconti e i destini che si incrociano, il potere respingente ma ancor più attrattivo del paese dove si mescolano rancori, passioni, frustrazioni, tradimenti, invidie, in una parola il Malcontento. Ma tanti lo hanno già fatto e con approfondite analisi, cui non saprei aggiungere nulla.

Mi rimane la consapevolezza e il piacere connesso di aver trovato un autore italiano contemporaneo (uno dei pochissimi per quel che è il mio gusto…) all’altezza delle migliori aspettative e in crescita, alla cui bibliografia attingere con interesse e curiosità nei prossimi anni.
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews466 followers
August 27, 2019
Piccole storie ignobili

«La Maremma ha questo di tremendo: all'inizio si presenta con il muso bello, per entrarti nelle grazie. Poi non ti lascia più, mostrandosi per la belva che è. Un giorno ti accorgi che la provincia ti si è ficcata nelle vene E allora senti subito un passo di impulso per scrollartela di dosso.»



Le Case sono scatole cinesi in cui tutto si conserva lontano da sguardi indiscreti.
Le Case sono scatole sorpresa che contengono personaggi a molla, all'improvviso sbucano fuori e travolgono con le loro storie.
Le Case sono scatole come vecchie tv con il tubo catodico, trasmettono uno spettacolo il cui sfarfallio e la luce bluastra catturano come diorami.
Le Case sono una scatola a scacchi bianchi e neri che si apre rivelando tutti i suoi pezzi - Re, Regine, Cavalli, Torri, Alfieri e Pedoni: ciascuno ha la sua strada e il suo percorso, ma è difficile prevedere chi uscirà allo scoperto e farà la prossima mossa.
Le Case è una scatola fatta di pagine, basta aprirla e leggere la prima per iniziare la partita.

Naspini scrive un romanzo corale fra il gotico e l’arcano, che io definisco dark e basta, ma con tutte le venature possibili, dal viola al giallo al rosa antico, e una lingua piena di contaminazioni maremmane che coloriscono una scrittura che altrimenti si potrebbe definire classica.
A Le Case ogni personaggio racconta una storia e ogni storia ha una sua verità, anche quando la storia è una sola.



Sono uscita da Le Case quasi un mese fa, ed è quasi un mese che continuo a pensarci e a cercare di riannodare i fili: ora sono pronta per rientrarci, perché Le Case è uno spettacolo che va in scena solo per me».



«Ma Le Case è un posto che ti chiude l’anima. Le Case è un cuore nero piantato in mezzo al pancione di Maremma, che si traveste piena di sogni e dopo te lo ficca nel didietro a brutto muso.»
Profile Image for Evi *.
395 reviews308 followers
March 1, 2020
Credo non mi sia mai successo di leggere a breve distanza di tempo due libri dello stesso autore e trovarmi a valutarli entrambi 5 stelle.
Poche settimane fa ho letto l’ultimo romanzo pubblicato da Sasha Naspini Ossigeno (notevole), adesso un altro, più noto Le case del malcontento.
E’ un noir rurale ambientato a Le Case, uno spicchio di Maremma montana alle spalle di Grosseto da dove nelle giornate più luminose si riesce ad intravede la sagoma dell’Elba, un borgo che non brilla per simpatia dei suoi abitanti tutt’altro, chiusi in un isolamento geografico ma soprattutto umano, in una grettezza privata che non esita un attimo a trasformarsi in crudeltà nerissima.

Storia rebus o come quel gioco enigmistico di unire i puntini in cui si affollano tanti personaggi il medico, il bottegaio, la maga, il barista, il minatore, il pittore, l’albergatrice, legati tra loro per contiguità territoriale ma sembra anche per un atavico gene come del male, uniti in una predisposizione al male

Perché qui a Le Case c’è un male che va estirpato, e per farlo serve che i suoi prigionieri siano liberati come tanti uccellini chiusi in gabbia, lasciando vuoto questo guscio, lasciando buia ogni finestra e le case attraversate dai ragni

Ognuno spia l’altro e a sua volta viene spiato, tradisce e viene tradito, ruba, invidia, nasconde, intrallazza, discredita e viene screditato; Naspini mescola le carte, intorbida acque già profondamente torbide, cominciando il suo racconto dalla fine, riprendendolo nel mezzo per poi ricominciarlo laddove ha avuto inizio.
Un po’ complicato raccapezzarsi in questa linea del tempo incoerente che non segue il corso naturale delle cose, continuamente interrotta e sconvolta, ma che genera anche il fascino di una storia che risucchia nel suo gorgo malato, fino al vortice finale.
Profile Image for Malacorda.
598 reviews289 followers
October 22, 2021
Angolo di provincia, purgatorio senza sconti, paesino sperduto sui corni di Maremma, luogo morto dentro che finisce inevitabilmente per trattenere, o attrarre o richiamare persone già morte dentro. E anche fantasmi veri e propri.

Mi piace l'idea che Le Case sia una specie di mostro. Ma è lui a mangiare i suoi abitanti? O in realtà sono loro a sbranarlo a poco a poco?

Naspini ricostruisce un autentico microcosmo nei minimi dettagli e con assoluto realismo. Perdersi in questo microcosmo ha la stessa piacevolezza agrodolce del rigirare il dito nella piaga oppure del far battere la lingua dove il dente duole - un certo tizio, un po' più bravo di me con le parole, avrebbe osservato che qui i protagonisti, ed il lettore insieme con loro, arrivano spesso a sentirsi comfortably numb. Una delle ricostruzioni più perfette che abbia mai letto del micro-paesino abbarbicato sulle cime dell'appennino: quando si pensa alle case incastrate le une nelle altre, scavate nella roccia, incastrate a metà via tra un Lego e le scatole cinesi, si pensa subito ai Sassi di Matera, ma a guardare un po' più attentamente è tutta la dorsale appenninica ad essere fatta così, costellata di tante mini-Matera fin sui costoni più impensati. E' una storia corale, composta dalle voci degli stessi protagonisti che si raccontano, che si rivolgono idealmente l'uno all'altro, oppure che si rivolgono ai morti o agli assenti, e l'insieme dei racconti gira su sé stesso come un gioco dell'oca particolarmente acido e cinico. E realistico. Ma questa robusta dose di realismo va a sua volta ad innestarsi su una radice di fantasia che mescola sogno, stato comatoso e storie di fantasmi, un'aria vagamente dark che troverà maggior sviluppo e sfogo di man in mano che si procede verso il finale, quindi l'incastro delle scatole cinesi si ripropone anche sul piano trascendente.

Caratteristica per nulla secondaria è l'identificazione tra contenuto e contenitore: queste pagine raccontano non solo il microcosmo di cui sopra, ma nel frattempo inventano anche due o tre modi possibili in cui potrebbero essere state messe insieme.

La lettura parte con una certa solidità, robusta e asprigna proprio come un vino toscano: ma non bisogna farsi ingannare perché da un certo momento prenderà a virare parzialmente verso orizzonti inaspettati ed allora più che alla spirale del gioco dell'oca andrà ad assomigliare ad un 8 che come ben sappiamo si ripiega in sé stesso all'infinito.

...un posto strano, di cui lei si sbalordiva all'infinito. Allora andavo a scavare nella memoria alla ricerca di personaggi e vecchie storie che in un'altra vita avevo ascoltato da nonna Esedra o rubato in giro per le vie del borgo alto. [...] C'erano nani e assassini, briganti e pazzi. Amori tranciati sul più bello, mostri fatti di solitudine...

Il lettore ci sguazza e alla lunga comincia a chiamare tutti per nome.

Un gioco pericoloso, dove ci eravamo divertiti a muovere la catastrofe di certe vite, per come ne fioriscono nelle province profonde. "E' stato un richiamo", mi ritrovavo a pensare, e subito il sangue diventava di ghiaccio. Perché alla fine Le Case aveva risposto.

Gli amori sono parti essenziali di questo incastro di racconti: ci sono gli amorazzi con la minuscola, quelli più imbarazzanti, in cui lo sfogo delle carni è in tutto e per tutto quello delle bestie oppure del servo della gleba di epoca medioevale (che poi è parente stretto delle bestie); ma ci sono anche Amori con la A maiuscola sebbene nascosti sotto la polvere della quotidianità, e poi ce n'è un altro ancora che non appartiene a nessuna delle due categorie.

C'è il gioco degli scacchi che si fa metafora del paesino e dei suoi personaggi i quali si muovono come pedine nel racconto; ma è anche simbolo della ricerca disperata di un mondo alternativo, un mondo migliore, più eroico, o forse soltanto un mondo in cui poter avere una qualche voce in capitolo; ricerca di un passaggio che come come una sorta di "stargate" possa condurre in un altrove.

E se il paese è un purgatorio senza sconti, i luoghi di lavoro su cui gli uomini si affannano per una vita - le miniere e le carbonaie - sono autentici inferni senza speranza: il tema della miniera è solo apparentemente secondario.

Le Case ti chiede questo: o tutto o niente. Ogni angolo di Maremma è fatto così. Ti urla nel corpo, nel brutto e nel bello.

Se entri nelle grazie sbagliate, in questa terra non si muore una volta sola: te lo fanno digerire giorno dopo giorno.


Già il nome "Le Case" è perfettamente realistico. L'intero appennino è costellato di toponimi che si ripetono all'infinito e la cui semplicità, anzi banalità, non lascia neanche più di stucco: il Monchio, la Salita, la Discesa, la Svolta, la Malora, la Bandita (tutti rigorosamente sdoppiati in "superiore" e "inferiore").
Ed anche le attitudini dei personaggi, le loro paturnie ed i loro mugugni, sono perfettamente centrati:

Avevo l'indole della contadinotta: davanti c'erano tutte le possibilità, ma senza nessuno che mi instradasse non sapevo muovere un passo, mangiata dalla paura. Ogni giorno che passava era un giorno sciupato nell'immobilità dello spavento e nel logorio di una solitudine che cominciava a diventare un'altra pelle.

In tutti quei mesi avevo ricevuto un ninnolo unico, che valeva più di tutto l'oro e i pendenti del mondo: il rispetto. Lo stesso che una bestiola dell'entroterra di Maremma come me non aveva mai conosciuto. "Ecco cosa capita alla gente che mangia pane e ignoranza" mi dicevo. "Ti danno un tesoro e lo usi per sciacquarti il culo, buttandolo poi via con l'acqua sporca".


So bene di provare un'attrazione finanche un po' malsana verso i paesini fantasma che si affastellano silenziosi sotto il crinale, un po' come tanti altri hanno la manìa dei cimiteri. E proprio alla luce della mia manìa, confesso che leggere questo libro è stato a tratti come specchiarsi nell'abisso... una cosa vagamente disturbante ma di quel disturbo giusto che devono dare i giusti libri. Quattro stelle e mezza senza ombra di dubbio.
Profile Image for Vaso.
1,758 reviews226 followers
July 11, 2022
Στην επαρχία της Μαρέμμα στη γειτονική Ιταλία, υπάρχουν τα Σπίτια. Τα Σπίτια είναι ένα χωριό,που οι κάτοικοι του ως επί το πλείστον είναι άνθρωποι που παλεύουν να βγάλουν τα προς το ζειν. Η επιστροφή του Σαμουέλε όμως, σαν να ανοίγει τον ασκό του Αιόλου.

Με κεντρικό άξονα τα Σπίτια, ο συγγραφέας δίνει μέσω του βιβλίου του, τον λόγο σε καθενα από τους κατοίκους του κι εκείνοι με τη σειρά τους, μας διηγούνται την ιστορία τη δική τους μα και των γύρω τους. Οι περισσότερες αν όχι όλες, κρύβουν πόνο, πικρία, ζήλεια και φθόνο, εξαπάτηση και δείχνουν μέχρι που μπορεί να οδηγήσει η κακία τον άνθρωπο.

Ο Naspini μας γνωρίζει σιγά σιγά τους ήρωες του και ενώ το κακό κυριαρχεί σε αυτό το χωριό, είναι σαν να μην το βλέπει κανείς...είναι τόσο καλά κρυμμένο.

Δεν ωραιοποιει τις καταστάσεις ούτε τις δικαιολογεί..

Νομίζω ότι ο χαρακτηρισμός σκοτεινό, γοτθικό θρίλερ του ταιριάζει απόλυτα...

"Γιατί το να δίνεις πνοή στις λέξεις που φυλάς στην κοιλιά σου είναι σαν ν' ανοίγεις τα κλουβιά σε εκατό παλιοσκυλα που γαβγίζουν. Ξαλαφρώνεις, αλλά είναι μόνο για μια στιγμή. Μετά εκείνα τα θηρία ξανάρχονται να σου ρημάξουν το στομάχι από την αρχή."
Profile Image for Nood-Lesse.
427 reviews325 followers
June 3, 2023
Dama

Sasha Naspini non è un nome più adatto ad un tennista che a uno scrittore? Non so se giochi a tennis, sicuramente scrive in un buon italiano, ha una prosa solida, non vien da correggerlo leggendo come accade spontaneo con alcuni sui colleghi che sperimentano e poi mandano in stampa i loro discutibili risultati.
Da diversi anni vedevo rimbalzare il nome del tennista scrittore senza mai una stroncatura, anche quando le trame descritte erano poco convenzionali.
Sasha, nome russo, è probabilmente un giocatore di scacchi, il gioco ricorre spesso nella narrazione. Siccome io degli scacchi non conosco neppure le regole, vi dirò che a me il suo romanzo ha ricordato una partita a dama. Immaginate ventiquattro pedine di ognuna delle quali siano descritte le mosse. Immaginate che ogni pedina, dopo esser stata descritta, racconti in prima persona la sua esperienza di gioco e che essa si riveli diversa (inevitabilmente diversa) da come c’era stata presentata precedentemente. Ogni pedina ha un segreto sconosciuto alle altre, ma quale partita gioca? Quella che crede di giocare o quella che descrivono le altre pedine per lei? La nostra vita di pedine sulla scacchiera è una strana mescolanza di cosa ne pensiamo noi e cosa gli altri in merito. Per qualche insondabile motivo possiamo arrivare a dama e non dare un contributo significativo, oppure esser sacrificati in uno scambio e diventare gli eroi che hanno consentito la vittoria.

Le case sono un piccolo borgo della Maremma, il Naspo va di prima persona per ogni personaggio di cui narra. Gente gretta, egoista, malevola stritolata da invidia, frustrazione e ambizione, gente che digrigna i denti e sputa accidenti. Le case sono una Spoon River nera dei vivi anziché dei morti. Il Naspo è uno scrittore vero, ogni prima persona dà una propria versione, tutti concordano che il borgo è sinistro, ventoso, accidentato, tellurico. La maggior parte dei suoi abitanti sembra essere nata negli anni ’50, poi però ci sono excursus sulla lotta partigiana, si fa fatica a collocare temporalmente i personaggi che sono tanti e finiranno per essere troppi.

Quando il romanzo agonizza arrivano i punti di vista degli unici due giovani di questa vicenda: Eleonora e Samuele. I punti di vista sono estesi e ben scritti, solo che per essere amalgamati con i precedenti, per chiudere il cerchio che è diventato troppo largo, il Naspo mescola sogno e realtà con inserti di schizofrenia, coma superficiale e cronaca nera. Il finale ve lo risparmio. Me lo sarei risparmiato volentieri anch’io.

Sasha Naspini – Tennista? Scacchista? Sicuramente scrittore.
Profile Image for Nicoleta Balopitou.
165 reviews64 followers
June 27, 2022
Τα Σπίτια της Ανησυχίας είναι ένα βιβλίο από αυτά τα σπάνια, που πέφτουν στα χέρια σου ελάχιστες φορές στη ζωή σου. Ένα μυθιστόρημα που συνδυάζει όλα εκείνα τα στοιχεία που αγαπώ και που γνώριζα πριν ακόμη κυκλοφορήσει ότι είναι σαν να έχει γραφτεί για εμένα διαβάζοντας την περίληψή του σε ένα σάιτ που διαφημίζει τις νέες κυκλοφορίες και τα υπό έκδοση βιβλία.

Το μυθιστόρημα του Ιταλού συγγραφέα Σάσα Νασπίνι συνδυάζει σε μία πλούσια, πληθωρική, πολυπρόσωπη ιστορία όλα αυτά που υπόσχεται, το γοτθικό με το αστυνομικό μυθιστόρημα, το σκοτεινό παραμύθι με το ψυχολογικό θρίλερ, αλλά και την κοινωνική ματιά σε ένα βιβλίο που αποκτά φωνή μέσα από τους ιδιαίτερους χαρακτήρες του. Όλοι οι χαρακτήρες του βιβλίου μάς συστήνονται με τη σειρά αποκαλύπτοντάς μας ιστορίες από τη ζωή τους στα Σπίτια, ανομολόγητες αλήθειες, μυστικά που σοκάρουν με το αντίκτυπό τους στις ζωές των άλλων, με τη βία και το σκοτάδι να είναι αναπόσπαστα στοιχεία στην κλειστή κοινωνία του χωριού που φιγουράρει απειλητική πάνω στον βράχο της Μαρέμμα. Αιτία για να αρχίσει όλος αυτός ο χορός από εξομολογήσεις είναι ένας νεαρός, ο Σαμουέλε, φυγάς εδώ και πολύ καιρό από το χωριό, ένας ήρωας που από τον καιρό που τριγυρνούσε μικρός και μέχρι την φυγή του από τα Σπίτια ήταν σκυθρωπός και σκοτεινός, με το μυστήριο που τον περιέβαλλε ήδη από τότε να αποκτά μορφή θρύλου με τον ερχομό και την επανένταξή του στην περίκλειστη κοινωνία, αφού η άφιξή του συνοδεύεται από την βαριά σκιά ενός φόνου που φαίνεται να έχει διαπράξει ο ίδιος.

Τα Σπίτια της Ανησυχίας είναι ένα βιβλίο που σε βγάζει από την άνεσή σου τρίβοντάς σου στα μούτρα τις πιο άγριες πτυχές του ανθρώπινου είδους, είναι σαν τα Σπίτια να τροφοδοτούν τους κατοίκους τους ήδη από την γέννησή τους με ένα δηλητήριο που σκοτώνει σιγά σιγά ό,τι καλό φωλιάζει μέσα τους, αφού και ο πιο αθώος δεν μένει ανεπηρέαστος, με τα χρόνια στο χωριό να βαραίνουν αλλοιώνοντας χαρακτήρες και συνειδήσεις. Είναι σαν μία δίνη, σαν ένας άγριος άνεμος από τον οποίο ό,τι και να κάνεις δεν μπορείς ποτέ να του ξεφύγεις. Δεν είναι ένα βιβλίο όπου μπορείς να ταυτιστείς με τα πρόσωπα που σε πρώτο πρόσωπο σού σερβίρουν σε αφθονία τις αναμνήσεις, τις πίκρες, τις δυσκολίες, τις ζωές τους εν ολίγοις, με τον πιο απροσδόκητο και συναρπαστικό τρόπο, αλλά όσο γκροτέσκο και να σου φαντάζει όλο αυτό το σκηνικό, είναι τέτοια η δουλειά που έχει γίνει από τον συγγραφέα που εύκολα μπορείς να τους φανταστείς να στέκονται δίπλα σου, να αναπνέουν το ίδιο οξυγόνο με εσένα.

Είναι ένα βιβλίο για το οποίο μπορείς να μιλάς για ώρες και πάλι να μην έχεις πει τίποτα. Ο Σάσα Νασπίνι ροκάρει και γράφει ένα έπος στο οποίο πρωταγωνιστεί το ίδιο το τοπίο, το χωριό με την ευφάνταστη όσο και απλή και οικεία ονομασία Τα Σπίτια, αλλά και οι χαρακτήρες του που είναι όλοι τους αντιήρωες και με όση ίσως υπερβολή τους χαρακτηρίζει, άλλη τόση αληθοφάνεια εκπέμπουν.

Κάπου διάβασα ότι το βιβλίο θα γίνει σειρά για την ιταλική τηλεόραση, αλλά κατ' εμέ του αξίζει μία μεγαλύτερη παραγωγή και προβολή. Εν κατακλείδι, αυτό είναι το καλύτερο βιβλίο που έχω διαβάσει για φέτος και δύσκολα πιστεύω θα βρεθεί κάποιο άλλο να το ξεπεράσει. Αξίζουν πολλά μπράβο στις εκδόσεις Πατάκη και για την επιλογή, αλλά και για όλη την επιμέλεια της έκδοσης, είναι ένα βιβλίο που χαίρεσαι να το κοιτάς, να το κρατάς, να το μυρίζεις και να το διαβάζεις. Προτείνω σε όλους τους αναγνώστες να το διαβάσουν, ανεξαρτήτως προτίμησης είδους λογοτεχνίας. Η καλή λογοτεχνία εξάλλου είναι μία κι όταν ανακαλύπτεις τέτοια διαμάντια θεωρώ υποχρέωση να τα μοιράζεσαι και με άλλους.

ΥΓ. Είχα αγχωθεί για λίγο με το πώς μπορεί ο συγγραφέας να κλείσει το βιβλίο, αλλά και πάλι εξεπλάγην αφού οι τελευταίες σελίδες είναι "φωτιά", ό,τι πιο ανατρεπτικό έχω διαβάσει και κλείνουν ένα μεγάλο μυθιστόρημα με τον τρόπο που του αξίζει.
Profile Image for Έλσα.
638 reviews133 followers
May 18, 2023
Είναι ένα βιβλίο που απαιτεί υπομονή και προσοχή λόγω των πολλών ονομάτων και ιδιοτήτων. Παρ’ όλα αυτά δε με δυσκόλεψε αφού κρατούσα σημειώσεις. Επίσης, κάθε κεφάλαιο «κουμπώνει» με το επόμενο συνθέτοντας ένα ιδιαίτερο παζλ.

Βρισκόμαστε λοιπόν, σε ένα χωριό της Ιταλίας, μια κλειστή κοινωνία που αποκαλείται «τα σπίτια» Εκεί ζουν ελάχιστοι κάτοικοι : νοικοκυρές, ένας γιατρός, ένας εφημέριος, ένας ιδιοκτήτης μπαρ, ένας ιδιοκτήτης παντοπωλείου, μια χήρα, μια γεροντοκόρη, ένας αρχίατρος, ένας καπνοπώλης, ένας δικηγόρος, ένας αξιωματικός, συνταγματάρχης, η Εζέντρα κ.α. Στο χωριό ζει και το «τέρας», ο Σαμουέλε η επιστροφή του οποίου προκαλεί ανησυχία στους υπόλοιπους.

Το μέρος είναι ζοφερό. Νιώθεις μια μόνιμη καταχνιά να έχει πνίξει το χώρο. Διάχυτη είναι κ η θλίψη που ξεπηδά από το κάθε σπιτικό. Σε κάθε κεφάλαιο ο αφηγητής αλλάζει κ εμείς γνωρίζουμε την ιστορία κάθε οικογένειας.

Οι περισσότεροι τα βγάζουν δύσκολα πέρα, μεροκαματιάρηδες, η φτώχεια τους κυνηγά και η πείνα διαλύει το σώμα και την ψυχή τους. Όλοι έχουν μυστικά και κατατρύχονται από άσχημες πράξεις κ φαντάσματα. Ορισμένοι παραβαίνουν τον όρκο τους περί προστασίας των πολιτών κ τους δηλητηριάζουν θεωρώντας πως με αυτό τον τρόπο εξαγνίζουν την κοινωνία. Από την άλλη, άλλοι παραβαίνουν κ καταπατούν την πίστη τους στο Θεό κλέβοντας τους πιστούς.

Υπάρχουν και κάποιοι που θεωρούνται μιάσματα και θα πρέπει να «αποβληθούν» από τα « σπίτια» όπως η κοινωνία αποβάλλει αυτούς που είναι διαφορετικοί και συνάδουν με τα πρότυπα του μικρόκοσμου.

Όσο προχωράει η ανάγνωση τόσο ο αναγνώστης βυθίζεται στην ασχήμια αυτού του τόπου. Αν τα προηγούμενα είναι παραπτώματα τότε οι μοιχείες, οι βιασμοί, οι αδελφοκτονίες και οι δολοφονίες είναι εγκλήματα που όμως, κρύβονται από τους θύτες. Εκεί έγκειται η δυστυχία τους γιατί είναι εγκλωβισμένοι στα αμαρτήματά τους και ζουν καθημερινά με τους εφιάλτες τους σε αυτή την κόλαση.
Profile Image for Leonidas Moumouris.
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March 17, 2025
Μου πήρε λίγο να βγω απ'τα βάθη του σκοταδιού της ανθρώπινης φύσης μέχρι να πατήσω το finished στα Σπίτια Της Ανησυχίας.
Ένα βιβλίο που σε ρουφάει στην κυριολεξία καθώς ο όγκος του και το θέμα του, το καθιστά βαρύ. Μη παρεξηγηθω, διαβάζεται εύκολα. Μόνο που εδώ μέσα θα συναντήσετε όλο το κατακάθι των ανθρώπινων ενστίκτων.
Ένα χωριό που το υπέδαφος βράζει απ'τους σεισμούς και η επιφάνεια από μυστικά, ένοχα όλα τους.
Κάθε κεφάλαιο μια εξομολόγηση ενός κατοίκου, κάθε εξομολόγηση μια βρωμιά που όσο κι αν τη πλύνεις δεν βγαίνει.
Θα σας δυσκολέψουν τα ονόματα που είναι πολλά και με κάποιον τρόπο μπορεί να συνδέονται μεταξύ τους οπότε ή συγκεντρωθείτε ή κρατήστε σημειώσεις. Σε έναν τοίχο σε κάποιο δωμάτιο. Με βέλη που ενώνουν το ένα το άλλο. Όπως αυτά στις αστυνομικές ταινίες. Ξέρετε.
Profile Image for Ermocolle.
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May 4, 2023
"Eppure mi ci prende l'abbandono, Achille mio. Perché ci bracchiamo come animali, ognuno mangiato dai nervi dati dalle giornate, che qui a Le Case sembrano boati di niente. Il mondo va al trotto per la sua strada e noi tutti restiamo qui, dove per avere un sussulto bisogna che i massi tremino un momentino."

Accidenti che bel romanzo!

Tanti, tantissimi personaggi che raccontano e si raccontano lungo le strette strade di un borgo arroccato sulle colline della Maremma grossetana.

Una sorta di antologia di Spoon River nostrana dove la magia sta nel nascondere al lettore il personaggio principale per gran parte del romanzo.

Le vicende individuali si intrecciano con quelle del paese e per chi legge resta la voglia di procedere, incuriosito e teso nel cercare lo sbroglio di una matassa fatta di tanti generi letterari che poi convergono in una grande storia d'amore.
Profile Image for Laura Gotti.
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May 28, 2021
Non grido al capolavoro ma poco ci manca. Era da tempo che avevo questo libro in lista e non mi decidevo mai, mi tratteneva qualcosa. Poi sono partita e non ho più smesso. Non gli dò il massimo dei voti solo perché ho trovato il finale un po' eccessivo, voluto a tutti i costi per chiudere il cerchio, ma sono certa che, invece, qualcuno lo ha amato particolarmente.

La storia è semplice, il racconto di un microcosmo maremmano e i personaggi che lo abitano. I primi capitoli sono brevi, i personaggi vengono raccontati ma non senza addentrarsi perfettamente nei dettagli. Man mano che la storia prosegue si allungano i capitoli, le storie gli intrecci. È scritto davvero bene con una lingua che rispecchia la parlata e piena di vocaboli che mi hanno fatto scompisciare. A tratti divertente nella sua tragicità. Un romanzo complesso con un autore bravissimo a tenere tutto insieme senza mai perdere un colpo, senza perdersi e senza far perdere noi.

L'ho terminato stanotte ed era da un po' che non mi facevo più coinvolgere dalla trama di un libro. Devo recuperare altro di questo autore di cui non conosco nulla, nella mia beata ignoranza, ma sono felice di questa scoperta.

Ieri sera ho aperto il vino bianco sbagliato. Una schifezza. Dolciastro e molle, lo userò per i risotti. Ma sono scoppiata a ridere lo stesso perché, comunque, avevo un ottimo libro in accompagnamento.
Profile Image for Stefania.
47 reviews4 followers
May 21, 2018
Sacha Naspini e il suo Le Case del malcontento sono stati per me una fantastica rivelazione. Non conoscevo l’autore e non avevo mai letto nulla prima di questo romanzo, e adesso so che andrò a recuperare il più possibile, perché sono stata veramente conquistata dal suo stile brillante e coinvolgente.

Le Case del malcontento è un lavoro geniale, che, con una lingua che si sente parlare e di cui si riesce a cogliere ogni sfumatura, sorprende pagina dopo pagina, svelando segreti inimmaginabili, prendendo pieghe che più di una volta lasciano senza fiato, e portando alla luce ombre delle quali non si era nemmeno colta l’esistenza. E’ un romanzo lungo, quasi 460 pagine, che tiene sempre, non stanca mai, anzi, nella sua coralità, è un crescendo di rivelazioni, indizi, emozioni, che ti fanno entrare nel profondo di ogni protagonista portandoti ad amare ognuno e ciascuno per motivi sempre diversi.

Le Case è un vecchio borgo, incastrato tra le rocce della maremma toscana, è un intrico di vie, case, botteghe, bar, piazze, curve pericolose, tabaccai, partite a scacchi, bicchieri di vino, persiane chiuse, campanili, porte che nascondono stanze che rigurgitano solitudini brutte ed irrimediabili, un luogo che sembra respirare autonomamente, un battito sincrono con tutti i battiti dei suoi abitanti, un mostro che dorme e si alimenta nel sonno delle anime che stanno lì incastrate, fino ad arrivare al punto di implodere e fagocitare se stesso e tutti, è un posto che vive della sua tranquilla e silenziosa apparenza, ma che nasconde baratri maledetti che a guardarci dentro, come fa Naspini, ci si perde l’anima senza ritorno.

Pagina dopo pagina va in scena uno spettacolo fatto di tanti attori, ognuno con la propria trama, che si incrocia, si mischia e si abbarbica a quella di tutti gli altri, dando vita ad un’unica grande storia che si svela, scena dopo scena, lentamente, ma con il fragore di un boato inaspettato, ad un pubblico rapito e attonito.

Le Case del malcontento è un capolavoro di genio e meraviglia, allegoria di una vita costantemente in bilico tra la luce e il buio, tra ciò che si vede e ciò che, per paura, vogliamo tenere nascosto soprattutto a noi stessi, come quel mostro di cui, finché non si parla, non esiste veramente. Ma esiste. E’ lì che dorme. Fino a quando, un giorno, si sveglierà e ti mangerà in un solo boccone.

LE CASE DEL MALCONTENTO – SACHA NASPINI

edizioni e/o

PREZZO DI COPERTINA: € 18,50

https://lcomelibro.wordpress.com/2018...
Profile Image for Silvia.
303 reviews20 followers
April 19, 2023
4.5⭐ Un abisso arcigno ed assoluto, in bilico tra abominio ed umanità in un angolo "bizzarro" di Maremma, i registri linguistici sono calibrati su ogni personaggio con molta attenzione. Che bella scoperta ( con i miei tempi) questo Naspini.
Profile Image for Maria Sole Bramanti.
256 reviews5 followers
May 19, 2018
I toscani sono noir, c’è poco da fare. E Sacha Naspini, con il suo Le case del malcontento, è un fulgido esempio di questa noiritudine.

Il segreto di questo romanzo è nella sua epigrafe:

“Là fuori, oltre a ciò che è giusto e sbagliato, c’è una distesa. Ci incontreremo lì” (Gialal al-Din Rumi)

Naspini ci trasporta in quella distesa. Piano piano, come stille di rugiada che corrodono le nostre anime, lentamente, gli abitanti di Le Case ci trascinano nel loro oblio. E noi lettori non possiamo opporci. Siamo inermi, come “i soldatini degli scacchi”, mossi dalle mani di un autore che è pieno di grazia e perfido allo stesso tempo, come solo uno scacchista di talento sa essere. Novello Boris Spassky, Naspini ci muove sulla sua scacchiera, senza lasciarci scampo.

Perché “negli scacchi c’è dentro tutta la vita”. Come in questo romanzo. La vita con le sue ingiustizie e i suoi colpi di fortuna. La vita, quella con l’amore vero e con il sesso e basta, quella con la fortuna inattesa e con i rimpianti, quella con la forza di andare avanti nonostante tutto e con l’illusione di averlo fatto.

Nelle Case del malcontento sono in molti a parlare: ogni capitolo, un punto di vista diverso. Una trama che prende forma piano piano, quasi dal nulla, con personaggi che sono talmente originali da apparire estremamente reali (ma vi assicuro che avrei potuto scrivere l’esatto contrario, ovvero, personaggi talmente reali da apparire estremamente originali).

In definitiva, chi leggerà questo romanzo così cattivo, realistico, nero, disilluso, non potrà fare a meno di ritrovarci la parte più oscura di se stesso, ma anche quella più romantica. Solitudini perfettamente scandite dall’autore nel succedersi dei capitoli (quasi romanzi a sé stanti) portano noi lettori (o almeno hanno portato me) a osservare chi mi sta intorno con occhi differenti; perché le parole di Naspini palesano il mondo nero che abita dietro le facciate della case, dietro le espressioni della gente.

Detto questo, devo ammettere che a un certo punto questo romanzo ha preso una piega diversa da ciò che mi aspettavo. Non fraintendetemi, mi è piaciuto tantissimo e ne consiglio la lettura, ma dopo il capitolo dedicato alla Piera mi sarei aspettata una diversa evoluzione della storia. Ciò non toglie che tra queste righe ognuno può trovare tanto di sé, delle sue emozioni, della sua storia. C’è così tanto, qui dentro. Ecco. Forse troppo. Forse. Per quanto il finale sia, davvero, l’unico finale possibile.

In definitiva. Un autore che leggerò con voracità, perché la sua “poetica” sembra a me congeniale. Un libro, Le case del malcontento, che chiunque dovrebbe leggere, perché lo stile e la prosa di Naspini sono encomiabili, originali, belli.

Imperdibile.

Grazie a thrillernord.it
http://thrillernord.it/le-case-del-ma...
Profile Image for Sabrisab.
207 reviews64 followers
March 14, 2023
Molto particolare. La scrittura volutamente grezza per raccontare tanti personaggi diversi tra di loro che vedono solo il peggio gli uni degli altri. Alla fine la scrittura cambia, si ingentilisce per dire addio a tutti i protagonisti.
Bravo Sig.Naspini, di sicuro conoscero' anche Nives in futuro e visitero' villa del Seminario
Profile Image for Marialena {bookfoxy} .
300 reviews27 followers
October 24, 2022
Τα Σπίτια της ανησυχίας, είναι ένα βιβλίο που μας αφηγείται τις ζωές των κατοίκων ενός μικρού χωριού στην Ιταλία.

Ζωές που δεν είναι σε καμία περίπτωση ευτυχισμένες, αλλά ακριβώς το αντίθετο. Τίποτα δεν είναι όπως φαίνεται. Κάθε σπίτι κρύβει και από ένα σοκαριστικό μυστικό και βλέπουμε πως οι ζωές όλων πλέκονται σαν ένα κουβάρι από τραγικά λάθη, επιλογές, μυστικά, εγκλήματα.

Χωρισμένο σε μικρά αλλά και μεγάλα κεφάλαια, βλέπουμε τον κάθε χαρακτήρα να παίρνει τον λόγο και να μας αφηγείται τη ζωή του αλλά ταυτοχρόνως να ξεδιπλώνεται και ένα μυστήριο μαζί με την ιστορία. Το βρήκα αρκετά ενδιαφέρον στην αρχή γιατί από τις πρώτες σελίδες είχα μεγάλη περιέργεια για αυτούς τους ανθρώπους.

Δεν σας κρύβω ό,τι κάποιες ιστορίες με σόκαραν και σε πολλά σημεία μπερδευόμουν και χανόμουν είτε λόγω των πολλών ονομάτων και χαρακτήρων είτε λόγω των πολλών πληροφοριών και αυτή η πολυλογία με κούραζε κάπως.

Αυτοί είναι και οι λόγοι που δεν το απόλαυσα όσο θα ήθελα, όμως το προτείνω σε όσους θέλουν να περιπλανηθούν στα σκοτεινά Σπίτια της Μαρέμμα και να μάθουν τις τραγικές ιστορίες των κατοίκων της.

🦊 www.bookfoxy.wordpress.com
Profile Image for Chiara Carnio.
436 reviews14 followers
December 16, 2019
La particolarità di questo romanzo è la coralità, il borgo che viene raccontato, in soggettiva, dai vari personaggi che lo abitano: la cartomante, il barista, il bottegaio, il minatore, etc. Mi aspettavo, quindi, che le voci fossero diverse, invece ho notato registri tutti uguali tra loro, nessuno dei soggetti si distingue nel canto comune, e questo mi ha creato un po’ di confusione. Chi parla? La Giovanna? Ah no, aspetta è Alvise. Forse. E allora avanti e indietro per raccapezzarmi su chi mi raccontava lo sfogo, perché qui stanno tutti a togliersi macigni dalle scarpe, che non pensiate, eh, sputacchiando e anche sulle vite degli altri.
L’unica che si è distinta è la sordomuta, perché non parla (diciamo così) ma scrive e allora utilizza un linguaggio più pulito che si alza rispetto al brusio generale. Perché c’è da dire che nella scrittura del Naspini ho faticato parecchio ad entrare, tra un gossip e l’altro. Infatti ci sono ampie “venature dialettali”, ed alcune sono sfuggite alla mia kapraggine: un asterisuccio, una noticina, un glossarietto? No? Siamo Eco ne Il nome della rosa?
Poteva concludersi qui, ‘sto “cahier de doléances”, sarebbe stata una chiusa perfetta e invece no, lo piazza in mezzo e continua la manfrina fino ad un finale che… per caritàààààààà!!! “Mi è preso un senso di bestemmia”, per usare parole non mie, ma citando il Naspini medesimo. Ah Sacha: mvc… voglio dire, a me piacciono le narrazioni oniriche, ma solo se ti chiami Antonio. Tabucchi però. Per il resto puzzano da presa per il chiulo grande come Le Case.

Già al capitolo “47, morto che parla” - che non si intitola così, ma chi lo ha letto capirà - ho letto l’assurdo, tanto che, ad un certo punto ho sentito un “CRACK”. Al successivo capitolo sulla “cagnolina” ho sentito un altro “CRAAACK”. E mi si son definitivamente crepate. Le palle degli occhi.
Ho pensato fossero davvero tutti rintronati dalla nebbia fin dentro al cervello, lassù a Le Case; come in quel villaggio dell’altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, in cui fanno tutti di cognome Baù e sono suonati completi.
Che quello più illuminato dai fendi(nebbia) è il medico e ragiona in questi termini: “Le Case è un mostro che ingrassa ad ogni nostro respiro, e allora io ne spengo uno per volta, fino all’ultimo, che sarà il mio.” Per la serie che il più sano c’ha la rogna.

Vi starete chiedendo: “perchè stai qui a rompere, che tanto è piaciuto a TUTTI, con questa montagna di cretinate e non l’hai mollato?”. Eh, belli… io sono tenace, mi sono letta - per intero - Lamento di Petardo, Pastorale petardica, La petardo di Barney, credete che costui - con nomi usciti da Harry Potter (non è mia, questa, ma mi ha fatto schiantare) - mi abbia spaventato? Giammai!
E, infatti, appena avevo un minuto libero lo leggevo, ma non perchè non vedessi l’ora di finirlo, ma perchè non vedevo l’ora di finirlo e togliermelo dagli occhi, quelli di cui sopra. Mentre aspettavo l’illuminazione che mi è arrivata per tramite della Susanna: ho capito cosa non mi ha convinto. Grazie Susanna del Bel Sole!
Giusto un anno fa ho letto Luce d’estate ed è subito notte, di quel maledetto di Jon Kálmán Stefansson in cui racconta un paese attraverso la vita di chi ci è nato e cresciuto, di chi è partito e poi tornato, di chi ci è impazzito. Lì Jon è stato furbo, mica ha usato la prima persona appiattendo tutto. Ha creato un romanzo affascinante e poetico, sebbene rogne ce ne fossero anche lassù, in Islanda.
Profile Image for Francesca Montomoli.
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June 8, 2018
C'è un'umanità "brutta, sporca e cattiva", ma non priva a suo modo di tenerezze e pietà, che vive in questo paesino immaginario. Un paesino immaginario ritagliato a misura di territorio e attaccato con gli spilli della letteratura in mezzo ai tanti paesini veri di una Maremma che conosco. Sì, perché anch'io, come l'autore, sono maremmana e da Sticciano viene la famiglia di un mio zio, e dal Gabellino "ci passa la mi' sorella" coi ciuchini, tanto per dirne un paio.
Un libro per certi versi spietato, crudele senza efferatezza. Un ritratto senza fronzoli. Un distillato di sofferenze, arrese e a un tempo battagliere, concentrate in uno sputo di posto dimenticato da Dio e ripiegato su se stesso.
Mi ha evocato strane suggestioni, un po' da corte dei miracoli in veste novecentesca, un po' malapartiane, che in me hanno sopraffatto la trama, valida e tutt'altro che scontata, lasciando il posto al gusto di ascoltare il romanzo come si ascolta un'orchestra o un coro. Ognuno vive il suo personale orticello di verità e guarda e vede con occhi differenti lo stesso gesto: una carezza per alcuni, uno schiaffo per altri. Decine di punti di vista personali che pian piano, e senza fatica per il lettore, delineano il paese nel suo insieme.
Un romanzo da non divorare per non perderne i retrogusti, per lasciargli il tempo di graffiarci l'anima coi suoi spigoli e la sua ruvida poesia.
Un grande libro.
Profile Image for Εva.
161 reviews17 followers
August 5, 2022
Τίποτα λιγότερο από ένα καθαρό 5άρι για το συγκεκριμένο βιβλίο!

Ο Naspini δίνει φωνή στους κατοίκους των "Σπιτιών", ενός χωριού της ιταλικής επαρχίας Maremma, καταδικασμένου στη δυστυχία και τη στασιμότητα, με τον τρόπο που παρουσιάζεται. Ένα αντιπροσωπευτικό δείγμα των ανθρώπων αυτών (ο γιατρός, ο φούρναρης, η χαρτορίχτρα, ο παπάς, ο ιδιοκτήτης του τοπικού μπαρ, κ.ά.), μοιράζεται με τον αναγνώστη την προσωπική του ιστορία, τις μύχιες σκέψεις του, την άποψή του για τους συγχωριανούς του. Τα ίδια γεγονότα παρουσιάζονται από διαφορετικές οπτικές γωνίες και υπόκεινται σε διαφορετικές ερμηνείες. Η γλώσσα των αφηγητών είναι τόσο ζωντανή, που νομίζει κανείς οτι συνδιαλέγεται απευθείας μαζί τους. Αφορμή για αυτές τις εξομολογήσεις είναι η επιστροφή του Samuele, του "άσωτου υιού" του χωριού.

Πανταχού παρούσα είναι η ασφυκτική ατμόσφαιρα της κλειστής κοινωνίας, η οποία "καταπίνει" όσους έχουν ξεμείνει στα "Σπίτια", τα μυστικά, οι προκαταλήψεις, η κατεργαριά, οι δολοπλοκίες...και το κερασάκι στην τούρτα μια αριστοτεχνικά δοσμένη ανατροπή στο τέλος! Είναι δε τόσο καταιγιστική η πληροφορία στις 590 σελίδες του βιβλίου, που είμαι σίγουρη οτι πολύ σύντομα θα το ξαναδιαβάσω! Ένα μεγάλο μπράβο στις Εκδόσεις Πατάκη για την επιλογή!
Profile Image for Valentina Santini.
2 reviews1 follower
April 6, 2018
Nessuno scrive come Sacha Naspini. C'è la storia, che è immensa, complessa, con affondi potenti nell'animo umano. E c'è la scrittura, unica, insuperabile, bellissima. Nessuno scrive come Sacha Naspini.
Profile Image for Pietro.
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January 14, 2019
"Le Case è un mostro che ingrassa a ogni nostro respiro [...]. Le Case, quando ha fame, scuote la terra in cui è scavato per farci venire i sudori freddi e il cuore forte. Ma anche per lui è cominciata l'agonia, e di mese in mese le campane della chiesa alta suonano a morto. I codazzi dei funerali sono sempre più esigui, tra chi è già sottoterra e quelli bloccati a casa. Nel paese vecchio di tanto in tanto c'è una persiana in meno che la sera si illumina dalle stecche. E il respiro del mostro rallenta, rallenta..."

Le Case, un isolato paesino incastrato nella roccia della Maremma più sperduta, è la grottesca scenografia di questo dramma disperato, scarno, crudo, i cui attori mettono in scena, ogni giorno, un inquietante spettacolo di crudeltà e violenza che si intensifica sempre più, sullo sfondo di una trama sussurrata e raccontata a piccoli scorci attraverso il punto di vista di spettatori più o meno esterni alla vicenda.
Gli abitanti di Le Case sono gli ultimi rimasti, i superstiti, gli unici che non sono riusciti a lasciare l'opprimente clima di questo luogo, un luogo che non fornisce alcuna via di fuga. Rappresentano l'avanzo di una generazione ormai invecchiata e debole, confinata all'interno di un'incontrastata ignoranza che abbrutisce e di un'annichilente assenza di vita e vigore, svaniti entrambi con coloro che hanno avuto l'opportunità di fuggire da Le Case. Chi rimane, allora, è destinato ad appassire e ad incurvarsi fino alla morte sotto il peso di un passato ingiusto e traumatico, di un presente arido e di un futuro già segnato, costretti anche a sottomettersi alla furia e alla violenza fisica di un paese e un ambiente naturale, che, come fossero essi stessi dei personaggi, reagiscono e, a volte, comunicano con le persone. Fra le vie di Le Case non vi è altro che odio, e fra i suoi abitanti si è ormai consumato qualsiasi possibile legame affettivo; ogni traccia di amore si è estinta, troncata dalla morte, dalla malattia, dalla miseria, o dal tradimento. Lo stato di decadenza di questo luogo è ormai giunto al suo punto massimo e si dimostra irreversibile anche con l'inaspettato ritorno di un personaggio a tutti familiare: l'ingresso dell'elemento nuovo, infatti, non ribalta affatto la situazione, ma riconferma la malattia che già da prima stava consumando Le Case.
"Le Case del malcontento" è un romanzo che inorridisce e che apre una sanguinolenta ferita nella società moderna, vista come risultato di un secolo tormentato dalla miseria e dalla violenza, i cui rimasugli sono rimasti ostinatamente attaccati alla pelle dei molteplici personaggi, causandone il progressivo deterioramento. I limiti spaziali e la circoscrizione della vicenda ai soli e unici abitanti di questo paese non impedisce una lettura più universale dell'opera, lettura che, anzi, è largamente concessa dall'esagerazione volutamente enfatica (ma forse, in alcuni punti, eccessiva) delle dinamiche della narrazione e delle storie personali dei protagonisti. La prosa letteraria e allo stesso tempo rustica dell'autore eleva stilisticamente il romanzo, che diventa a quel punto un'opera notevolmente teatrale e, a tratti, poetica, pur mantenendo un crudo realismo e una violenza verbale pari a quelli della storia stessa, la quale è sia un colossale dramma umano che un degradante racconto di fame e rabbia.
Nonostante l'efficacia dello stile e la trama monumentale, però, una delle più evidenti problematiche di questo libro è la sua struttura, che risulta molto spesso poco funzionale e ripetitiva. A livello generale, pressoché ogni capitolo riguarda un singolo personaggio, con l'eccezione di due particolari punti di vista a cui sono dedicati alcuni capitoli in più; il rischio di un'operazione del genere, soprattutto se si ha per le mani un libro piuttosto lungo come questo, è che, man mano che si prosegue nella lettura, si perdano totalmente le tracce di alcuni personaggi. La ripetizione della stessa identica struttura, per quanto riguarda le vicende personali della maggior parte degli abitanti di Le Case (che hanno vissuto più o meno tutti delle esperienze molto simili), inoltre, rende la lettura in alcuni punti rischiosamente noiosa, soprattutto nella seconda metà del romanzo, nella quale si accavallano numerosi capitoli particolarmente corposi. Il romanzo, comunque, è essenzialmente la storia di un paese intero, perciò è comprensibile che ci siano così tanti personaggi; ma il numero delle pagine dedicate al passato di alcuni supera in maniera evidente quello delle pagine in cui si dà corpo alla trama; e questa risulta a fine lettura anche piuttosto breve, soprattutto se confrontata con la lunghezza del romanzo, che, ripeto, a me è sembrata eccessiva.
Sta di fatto che, tutto sommato, questo romanzo si è rivelato una lettura molto avvincente e dal grande impatto emotivo sul lettore; sicuramente una delle uscite più interessanti dello scorso anno in termini di letteratura italiana.
Profile Image for Federica D'Ascani.
Author 34 books79 followers
September 22, 2018
La scrittura di Naspini è sempre, sempre particolare, e non puoi leggere i suoi romanzi come se non avessi niente da fare: ci devi stare dentro, lo devi seguire. Ci vuole attenzione e, in questo caso, un po' di pazienza. Perché la trama si sviluppa pian piano, svelando personaggi che si intersecano con il frusciare delle pagine e che non sono quasi mai buoni. Umani, questo sì, e alcune volte fin troppo sinceri. D'altronde, ognuno nella propria testa è un individuo a tutto tondo, che si censura, ma poi mica tanto. E Sasha ha questa capacità di farti vedere il vero "io" delle persone, quello che preferisci non considerare. Perché fa brutto, perché certe volte è meglio un sorriso che il ghigno che quei denti bianchi nascondono.
La realtà de "Le Case" è la stessa che trovi ovunque. Forse meno nelle metropoli, ma di sicuro nei paesi. Mi sono tornati in mente i miei nonni e i loro parenti, quei cenoni di Natale in cui si rideva e si scherzava fino alle sei del mattino, ma che poi sfociavano in pettegolezzi lunghi un anno, giusto in tempo per la veglia successiva. E i personaggi di Naspini sono così, come il romanzo, come la vita che qui è intessuta e che cresce come gramigna.
Insomma, qua il malcontento c'è, è vero, ma per niente "scritto". Pulsa, emerge, fa riflettere. E anche un po' deprimere, a pensarci da vecchi coi ricordi di ragazzo.
Da leggere, ma con cautela. Della serie: una pillola al giorno, per non fare danno. Se ci riesci e non vai in overdose ;)
Profile Image for Giada.
209 reviews19 followers
November 26, 2020
Niente è come sembra. Dietro una porta chiusa non si conosce mai la verità. Sono forse queste le due frasi che riassumono il romanzo di S. Naspini. Si tratta di un libro crudo e realistico.
La storia degli abitanti delle Case mostra una realtà diversa da quella che è sotto gli occhi di tutti, ed è proprio questa la sua potenza. Non è forse così anche nella vita quotidiana?.
Profile Image for Γρηγόρης .
57 reviews14 followers
July 1, 2022
Έχω ένα κακό συνήθειο. Πριν καν ξεκινήσω να διαβάζω ένα βιβλίο, προσπαθώ να αποκρυπτογραφήσω τον τίτλο. Πάντα προσπαθώ να ψυχανεμιστώ πως κατέληξε στο εξώφυλλο, γιατί και τι λέει για το περιεχόμενο του βιβλίου που θα διαβάσω. Σπάνια λοιπόν, βγάζω νόημα! Μια όμως από τις φορές που τα κατάφερα, ήταν αυτό το βιβλίο. Όταν πρωτοδιάβασα τον αινιγματικό τίτλο «Τα σπίτια της ανησυχίας», άρχισα να σκέφτομαι «γιατί ανησυχία;» «τι συνέβη;» και άλλα τέτοια. Ήξερα ότι κάπου θα κρύβεται κάτι σκοτεινό, ένα μυστικό, κάτι πιπεράτο τέλος πάντων… Εντέλει ο συγγραφέας ξεπέρασε κατά πολύ τις προσδοκίες μου.

Βρισκόμαστε στην επαρχία της Ιταλίας, σε ένα μικρό χωριό με λιγοστούς κατοίκους. Μια κλειστή κοινωνία αποτελούμενη από τα «Σπίτια», όπου κάθε σπίτι και μια ιστορία. Ο Νασπίνι μας παρουσιάζει με έντεχνο τρόπο τις αφηγήσεις των κατοίκων του χωριού που η μια δίνει στην άλλη και στο τέλος μένει μια ενιαία πολυπρόσωπη ιστορία. Ένα παραμύθι. Οι κάτοικοι με αφορμή την άφιξη ενός δολοφόνου στο χωριό, βγαίνουν από τη βολή τους, έρχονται αντιμέτωποι με τον χειρότερο τους εαυτό και μοιραία, μοιράζονται και εκείνοι σκοτεινά και μεμπτά κομμάτια της ζωής τους προβάλλοντας το «τέρας» που ο καθένας κρύβει μέσα του στον Σαμουελε.

Η επιτυχία του βιβλίου έγκειται στις πολλές διαστάσεις που έχει. Εκθέτει κοινωνικές παθογένειες και τα μελανά σημεία της επαρχίας, ξεσκεπάζει τον - κατά περιπτώσεις- σκληρό και ώμο εαυτό των ανθρώπων σήμερα, προσφέρει την ατμόσφαιρα του θρίλερ και προβάλλει έναν κόσμο με μυστικά, εγκλήματα και πάθη, πέρα για πέρα πραγματικό. Όμως, κάπου ανάμεσα σε όλα αυτά, ξεπροβάλλει και ο έρωτας, το φως και η αγάπη που ακόμα και στα πιο άγονα σημεία, θα βρουν έναν τρόπο να ανθίσουν. Θα το θυμάμαι για καιρό αυτό το βιβλίο.
Profile Image for Anastasia.
64 reviews7 followers
January 25, 2021
Ho letto questo libro perché consigliato due volte nel podcast di Matteo B. Bianchi "Copertina".

Arrivata all'ultima pagina ho pensato subito ad un altro libro: L'incubo di Hill House di Shirley Jackson.
Le Case è un borgo antico che sembra assorbire tutti i dolori, le frustrazioni e la cattiveria di chi lo abita fino a diventare un personaggio a sé, anzi il personaggio che regge le file della narrazione.
Il libro è una narrazione corale costruita su un crescendo, all'inizio ci sembra di essere davanti ad un tranquillo borgo che vive di pettegolezzi, man mano queste voci di paese diventano segreti che arrivano a trasformarsi in eventi tragici. Ogni personaggio racconterà la propria storia e ci darà elementi per completare la narrazione di altri abitanti di Le Case, il tutto attraverso un linguaggio bene studiato tra italiano e dialetto della maremma che rende alla perfezione il personaggio e la sua condizione sociale.
Le vicende raccontate nelle prime pagine si sveleranno pian piano durante la narrazione dei diversi personaggi per poi completarsi nell'ultimo capitolo, come un grande puzzle che prende forma.
Consiglio questo libro a chi cerca il racconto di un universo completo, colpi di scena e personaggi complessi.

Profile Image for Giuseppe Lombardo.
Author 2 books4 followers
May 11, 2019
Un libro cattivo e al tempo stesso dolce, una collezione di solitudini - silenziose o assordanti - ritratte in un piccolo borgo. Ed è proprio il borgo, Le Case, ad avere una doppia vita: alla tranquillità apparente della routine quotidiana, descritta solo fra le righe, quasi impercettibile, fa da contraltare il torbido che anima le coscienze, le miserie e le contraddizioni di ciascun personaggio, dipinto con maestria sorprendente.
Naspini è eclettico, riesce a scavare nella profondità di ogni suo personaggio, uomo o donna che sia. È difficile non restare affascinanti anche dall'ultima comparsa di questo lungo racconto. L'affresco complessivo è una piccola opera d'arte.
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