Premetto che non ho letto i precedenti volumi della serie, quindi per me si tratta del primo volume della saga delle Streghe di Villacorta. Tutti i libri si possono leggere separatamente, dato che sono autoconclusivi.
Recensione un po' spoiler!
Siamo nel XIV secolo, in un mondo molto simile all'Europa basso medievale, con un Imperatore e una Chiesa (tutti elementi approfonditi nei primi volumi). I protagonisti di questa storia sono una giovane maga, Mina, e un orco di nome Vlud. Due personaggi bistrattati dai loro simili, due emarginati che si ritrovano a dover collaborare.
Mina è una strega senza poteri, il che la rende bersaglio di angherie. Costretta a fuggire da Villacorta, impara a sopravvivere in strada, tra furti, inganni e incantesimi preconfezionati. Ma lei vuole diventare una vera Strega, e solo tramite un potente artefatto, un "amplificatore" magico, può sperare non solo di diventarlo, ma anche diventare reggente di Oanna, un regno abbandonato da più di ottant'anni e con un crudele passato. Per essere incoronati, è necessario partecipare ad un torneo di magia e vincerlo.
Ma tale oggetto mistico agognato dalla ragazza, lo Scudo di Yrama, viene venerato dagli orchi come una reliquia sacra: decisa a rubarlo, Mina si fa catturare volontariamente dagli orchi, che vogliono mangiarla. Ed è qui che fa la conoscenza di Vlud, un giovane orco vegetariano ostracizzato dalla sua gente a causa dell'aspetto "umano" e dall'incredibile intelligenza (gli orchi sono essseri poco svegli, paragonabili agli uomini primitivi). E cosa importante, Vlud ha imparato a leggere da autodidatta, il che fa di lui una vera mosca bianca.
I due, dopo uno scontro iniziale per lo Scudo, si ritrovano a collaborare (Vlud è stato esiliato proprio per aver "salvato" la ragazza ed essere diverso dai suoi simili) e Mina decide di tenerlo con sé, rendendolo un "cavaliere": ogni Strega ne possiede uno. Ma Vlud, anche se molto simile ad un grosso ragazzone umano, è un orco. Intelligente e con un senso di giustizia tale da renderlo più umano degli esseri umani, ma pur sempre un orco.
Nonostante queste "differenze", i due continuano la loro "collaborazione" per vincere il torneo e diventare reggenti. Ma c'è qualcosa di oscuro nel regno di Oanna, misteri e pericoli talmente potenti che nemmeno i reali di Villacorta sembrano in grado di risolvere. A cosa serve in realtà il torneo? A trovare candidati per la Reggenza o per qualcosa di diverso?
Devo dire che questo libro mi ha sorpresa molto, specialmente perché non sono una grande amante del fantasy. Ma Il Gigante e la Maga è sì un fantasy, ma non ha quell"'epicità" e gli elementi tipici imprescindibili (viaggio dell'eroe senza macchia e senza paura e via dicendo): i protagonisti sono due emarginati che lottano per trovare il proprio posto nel mondo, Mina è una falsa strega e Vlud un falso cavaliere. Due esseri diversissimi, che piano piano imparano a conoscersi e a fidarsi l'uno dell'altra, fino ad innamorarsi, nonostante la natura differente.
E devo dire che ho apprezzato molto questa scelta, una strega e un orco, come protagonisti. Il romanzo è classificato come romance, ma personalmente non l'ho trovato affatto "smielenso", tutt'altro: le scene "spicy" in realtà sono molto commoventi, perfette e nel contesto ben piazzate. Senza fare ulteriori spoiler, all'interno del libro c'è un colpo di scena molto thriller e macabro, che invoglia il lettore a continuare e capire cosa si cela dietro tutto.
Concludendo, un fantasy assolutamente godibile, con due personaggi particolari e con una trama intrigante. Consigliato anche a chi non ama molto i generi romance e fantasy.