In de sprankelende zomerroman De kleuren van de liefde van bestsellerauteur Cristina Caboni ziet Stella de wereld in technicolor. Elke kleur heeft een gevoel en een betekenis. Maar nu voelt ze zich verloren, en zelfs haar kleuren kunnen haar niet helpen. Totdat ze een koffer vol tekeningen vindt in het huis van haar oudtante en haar gevoel plotseling weer terugkeert. Ze weet dat ze moet uitzoeken wie de tekeningen heeft gemaakt, en stuit daarbij op een indrukwekkend familiegeheim…
In De kleuren van de liefde laat Caboni een waargebeurde geschiedenis fonkelend tot leven komen en combineert ze de warmte van haar eerdere romans met een aangrijpend historisch verhaal. Voor lezers van Rachel van Charante en Louise Fein is dit de perfecte, warme en emotionele familieroman.
Cristina Caboni lives in the province of Cagliari with her husband and their three children. In addition to devoting herself full time to writing, Cristina also works for the family beekeeping business, dealing with the care of queen bees, and also enjoys cultivating a variety of roses. The world of perfumes and natural essences has been a passion of Cristina's for a long time. Her debut novel, The Secret Ways of Perfume, is a tribute to the connection between scent, memory and emotion, and was a highly acclaimed bestseller in Italy before its publication in English.
Se si amano le storie appassionanti, intriganti, ricche di mistero e suspence fino alla fine… questo libro fa per voi. Un libro che mescola davvero tante tematiche tra di loro, creando una storia originale e intrigante sin dall’inizio… con Cristina Caboni è così. Secondo suo libro che leggo (l’anno scorso ho amato #Lacasadeglispecchi) seconda volta che amo la sua penna e le sue storie; in libreria mi aspetta #laviadelmiele che non vedo l'ora di leggere. La ragazza dei colori parla del potere dei colori, dell’importanza di portare avanti i propri sogni (in questo caso legati alla pittura), ma non solo… affronta anche l’argomento legato all’amore, il bisogno di amare, il rapporto genitori-figli, il dolore dovuto alla perdita di qualcuno caro, la follia di cambiare vita e iniziarne una nuova… e l’orrore dei campi di concentramento, la dura vita durante la guerra e le persecuzioni degli ebrei. Temi importanti e forti che mescolati creano una storia difficile da lasciare. Leggendolo sono diventata amica di Stella, una ragazza fragile quanto forte, fragilità dovuta al poco amore dato dalla sua famiglia, al bisogno di crearsi una corazza per nascondere i sentimenti e la paura… ma sua zia è sua zia, anzi prozia Letizia con cui ha un legame speciale sin da piccola. Letizia e Orlando, suo marito, sono due figure importanti fino alla fine, quando scoprirà una valigetta di disegni… qui inizia la sua avventura, anzi una delle tante avventure, ma resta a voi scoprirlo.
La verità è che ho letto questo libro in due momenti diversi. L'inizio non era riuscito a coinvolgermi abbastanza così l'ho accantonato per un pò. Quando l'ho ripreso in mano,ho superato la parte iniziale e sono stata completamente rapita dalla storia. Posso dire che rispecchia il romanzo ideale:la protagonista,Stella,si trova in un momento di difficoltà,non è felice. La sua storia, di crescita personale,di riscatto si intreccia ad un'altra,in parte vera,che l'autrice è riuscita perfettamente a romanzare. I colori sono il collante che tiene il tutto insieme, non sono solo sfumature ma emozioni,sensazioni. Uno stile che ci fa scivolare nelle pagine. Non vedo l'ora di leggere un altro libro di questa Autrice!
Un libro sulla ricerca di se stesse, della verità e della serenità. Una ricerca fatta di buio ed ombre ma illuminata dai colori.
Cristina Caboni con i suoi libri mi ha sempre toccato il cuore e l'anima e con "La ragazza dei colori" non ha fatto da meno. Una storia che ci mostra tante sfumature: del dolore e della gioia, dei segreti e delle verità, dell'amore, della paura e dei sensi di colpa ma anche, e soprattutto, della speranza.
Una storia che parte da una tela rovinata, strappata, scura, quella di Stella, la nostra protagonista. Una tela che lei saprà tingere, colore dopo colore, partendo da zero e andando alla ricerca delle sue sfumature, delle sue verità e di se stessa, scavando a fondo ad una vicenda buia, fatta solo di nero e di ombre.
Una storia che inizia molto prima della prima pagina di questo libro, nel 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale. Una parte della nostra storia che per quanto buia non deve essere dimenticata e per questo, come sostiene la Caboni, non possiamo tingerla di grigio, piuttosto possiamo associarla al nero, come gli strascichi di quel periodo che sono arrivati ai giorni nostri, creando dei veri e propri traumi in chi li ha vissuti, anche in parte. La Caboni, attraverso questo libro, ha voluto che noi ricordassimo quel nero angosciante, arricchendolo però con tante altre sfumature, affinché ricordassimo anche che oltre il buio abbiamo tanta luce.
Con Stella si inizia un percorso, uno di quelli che non sono stati tracciati in precedenza, che non ha uno scopo preciso ne tanto meno una fine. Lei si ritrova a non sapere più chi sia e con la voglia di lasciare tutto ed andare via. Ma, come se dal profondo del suo cuore lo sapesse, prima di lasciarsi il passato alle spalle tutto, fa tappa nella sua casa di infanzia, la casa degli zii, nella quale l'aspetta una bellissima caccia al tesoro, lasciatole da suo zio e che in qualche modo cambia il suo destino.
E' così che Stella ha sempre affrontato la vita, come se questa stessa fosse una tela. Come se ogni parte di se stessa fosse fatta di colore e da esso si facesse guidare. Ci ritroviamo con lei quindi a brancolare, ad andare a tentativi, finché non scopriamo ciò che è sempre stata destinata ad essere e fare: trovare se stessa e la verità, attraverso i colori e la loro importanza. E' come se attraverso essi, e grazie ad essi, si spianasse la strada verso la parte più profonda di se stessi/e, come se rispecchiassero quello che siamo e come ci sentiamo. Ogni colore, in questa vicenda, è come se fosse una briciola nel bosco di Hansel e Gretel, ci guida e ci orienta in questa caccia al tesoro, partita dalla Stazione di Venezia e che si inoltra nelle zone più profonde dell'anima e della storia.
E forse lei non ha tanto torto, perché è vero che i colori fanno parte della nostra vita in modo quasi totalizzante. Rispecchiano il nostro umore e, allo stesso tempo, influiscono su esso. Cambiano il nostro modo di vedere e percepire le cose, ci trasmettono emozioni e sensazioni. Sono un po' il nostro riflesso, no? Ed in qualche modo contribuiscono a mutarlo. Colori diversi, sfumature diverse, idee e percezioni diverse. Con loro Stella cambia, da voce alla sua anima e alla verità che si cela dietro al turbamento di sua zia e, di conseguenza, a tutti quelli che hanno fatto parte di quella storia triste ed oscura che oggi non hanno più voce ma della quale hanno lasciato delle tracce.
La lettura di questo libro è stata molto piacevole e, a tratti, intensa. La storia si sviluppa con una serie di sbalzi temporali che fanno vivere il presente, insieme a Stella; ma anche il passato insieme a Letizia, sua zia. Ed ammetto che vivere le vicende di quest'ultima per me è stato molto più emozionante ed entusiasmante, la narrazione qui è ricca suspense velata, che trasmette proprio la sensazione di terrore, dubbi sul futuro ma anche tanta speranza del contesto. Non nego che ci sono stati punti in cui ho trovato la storia un po' piatta ma l'autrice si è superata nella parte finale che mi ha lasciata in una valle di lacrime e pelle d'oca.
In conclusione, è un libro bellissimo, forse non il più bello della Caboni, che per me rimane sempre "La rilegatrice di storie perdute", ma super consigliato e merita davvero la lettura.
“I sogni dovrebbero essere sempre così.” “Così come?” “Immensi.”
“Ho pensato che tutti avessero il diritto di guardare queste opere. L'arte unisce, emoziona, l'arte ci trova perché è bellezza, e noi ne abbiamo tanto bisogno perché ci conduce alla nostra anima, ai colori della nostra esistenza. Se guarderete quei disegni a fondo, con attenzione, potrete ascoltare la loro storia. Ricordare significa comprendere, sapere, significa imparare affinché mai più si ripeta ciò che è accaduto.”
“C'erano eroi che restavano nell'ombra, tra le pieghe della storia. Ma ciò che avevano fatto non per questo era meno importante.”
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Il romanzo tratta una storia colorata, avvolgente, intensa, emozionante, ma anche sofferta, dolorosa e difficile. Esso è un Romance con l’aggiunta di tratti storici, tratta uno dei periodi più tragici e bui della storia: la persecuzione degli ebrei. Tale racconto prende ispirazione da una storia vera, ma poi è stata rivisitata in chiave romanzata e ci sono state delle modifiche.
Stella, la ragazza dei colori. Ella non vede il mondo come lo vedono tutti gli altri, lo vede attraverso i colori. e le varie sfumature. I colori, sono l’essenza delle cose, le determinano e le danno vita. Essi si trovano in ogni cosa, tutto ciò che circonda ha un colore. Per lei i colori erano tutto, con essi e una tela ella riusciva a dare vita a una meravigliosa opera d’arte. Ella riusciva a leggere sulla tela bianca, sapeva già cosa disegnare perché lei vedeva già l’immagine delineata, come se fosse già lì da sempre, ella doveva solo replicarla. Ella vive di colori e fantasia, sono il suo mondo. Purtroppo, l’arte non l’accompagnerà sempre, Stella la metterà da parte, ma si sa però che chi ha l’arte dentro, non potrà mai cancellarla davvero.
Stella attraverserà una fase di smarrimento, senso di inquietudine e inadeguatezza, dovrà affrontare delle sfide per riuscire a trovare la strada giusta. Il suo porto sicuro sarà la sua anziana prozia, Letizia, la quale la ospiterà a casa sua, le starà vicino e la aiuterà. In tale casa Stella scoprirà alcuni oggetti particolari che le ha lasciato il suo prozio, Orlando. Essi segneranno una svolta nella vita di Stella, soprattutto una valigia contenente dei colorati e misteriosi disegni. Tali disegni attraverso i colori narrano una storia e lei ha intenzione di scoprire chi li ha realizzati e la storia che si cela dietro di essi. Durante tale ricerca verranno alla luce segreti, eventi tragici del passato e scoperte inaspettate. Ella andrà alla ricerca della verità.
All’interno del romanzo si trovano arte, amore e storia.
📍Sinceramente non ho avuto un coinvolgimento totale con la storia, a volte mi sentivo in sintonia con essa mentre altre volte mi sentivo estranea. Devo dire che però ho percepito la sua essenza e mi sono immedesimato con Stella. In ogni caso ritengo che questa sia una storia molto bella e vera: ha preso ispirazione da un reale e tragico evento del passato, ma che sottolinea la forza, il coraggio, la condivisione e la solidarietà.
Basato su una storia vera, impreziosito dall'immaginazione dell'autrice e dai meccanismi tipici della finzione letteraria, LA RAGAZZA DEI COLORI racconta di Stella, una donna che lascia la vita scorrere, senza cercare di diventarne la protagonista. Stella vive in ostaggio della ragione, ma sempre ammaliata dal desiderio di dipingere, tenuto costantemente a bada, per paura di lasciare affiorare ciò che le si agita nell'animo. In una valigia di pelle consunta, la donna trova una scatola di cartone contenente dei disegni dal forte potere fascinatorio e che allo stesso tempo, rimandano al passato doloroso e misterioso di sua zia Letizia. La trama si dipana attraverso le vicende della giovane e quelle di sua zia, legata ad un campo di concentramento per bambini di Hitler.
LA RAGAZZA DEI COLORI è la storia del viaggio di Stella alla scoperta dei dolorosi fatti accaduti durante gli anni della giovinezza di Letizia e contemporaneamente la sua evoluzione verso una maggiore coscienza di sè, fino al ritrovato coraggio di abbracciare la vita.
"I colori la investivano, l'accoglievano e lei, all'improvviso, li sentì scorrere dentro, come un tempo. Erano come racconti. Erano i colori del mondo."
Bello il costante richiamo all'arte, vista come condivisione.
Il messaggio custodito tra le maglie della trama, insegna che rinnegare ciò che siamo può solo renderci infelici, mentre è auspicabile capire come riuscire ad esprimersi al meglio e senza paura.
Stella è un'artista amante dei colori; in un periodo difficile della propria vita, nel quale il grigio sembra farla da padrone, la ragazza decide di tornare nella casa di famiglia custodita dalla zia Letizia. Stella si imbatterà, nella villa, in una curiosa caccia al tesoro organizzata dallo zio prima della sua morte. Tra indizi e strani oggetti Stella ritroverà delle tele, appartenenti al passato, delle quali non si capiscono gli autori. Grazie all'aiuto della zia, che dopo un iniziale sconvolgimento decide di fare chiarezza su una vicenda che la tormenta da anni, Stella scoprirà che le tele si riferiscono a una vicenda accaduta nel periodo nazista presso il paese di Nonantola. Una storia di bambini e speranza che daranno modo a Stella di uscire dall'apatia nella quale rischiava di impelagarsi. Ho trovato molto interessante e ben strutturata la trama del libro, sebbene abbia trovato un po' inverosimile il colpo di scena finale, e consiglio la lettura dell'opera di Cristina Caboni che resta una delle mie autrici italiane contemporanee preferite.
La ragazza dei colori di Cristina Caboni, romanzo di narrativa pubblicato da Garzanti il 30 settembre. Non avevo mai avuto modo di leggere questa splendida autrice e un po’ me ne vergogno avendo in libreria alcuni dei suoi libri acquistati d’impulso e poi rimasti lì senza essere toccati. Ma questa era la storia giusta per me, perché i colori fanno parte della vita di chiunque, ma se insegni arte non essendo un’artista impari ad amarli un pochino di più ogni giorno e così mi sono ritrovata sommersa dalla storia di Stella e da quella ancor più toccante di Letizia, due donne che si vogliono un bene dell’anima e devono solo trovare il modo di comunicare senza filtri. L’arte può essere un buon veicolo per dire tante cose senza bisogno di parole quindi eccoci qui con il mondo dei colori.
Deze recensie is eerder verschenen op Koukleum.nl.
Het verhaal begint met een proloog die je meteen nieuwsgierig maakt naar de rest van het verhaal. Wat heeft Orlando aan Stella geschreven? Waar heeft hij over gelogen? Het maakt mij zo nieuwsgierig dat ik alleen maar snel de pagina om kan slaan om verder te lezen.
De hoofdstukken beginnen altijd met een omschrijving van een kleur en het gevoel wat die kleur oproept. Dit hebben we vaker gezien in de boeken van Caboni. In ‘De magie van het parfum‘ deed ze dit al met de omschrijving van een bloem aan het begin van ieder hoofdstuk. Dit zorgt er voor dat je meteen een gevoel krijgt bij het hoofdstuk, aangezien je door de kleur meteen een gevoel hebt welke richting het hoofdstuk uit gaat.
De personages zijn goed uitgewerkt, hierdoor krijg je een goed beeld van ze. Vooral Stella zie ik tijdens het lezen levendig voor me. En dat maakt het lezen altijd extra aangenaam. Caboni heeft sowieso een beeldende schrijfstijl, waardoor ik onder het lezen ook het gevoel had alsof ik met Stella meeliep in het verhaal. Hierdoor beleefde ik de gebeurtenissen intenser en merkte dat ik het boek moeilijk aan de kant kon leggen.
De hoofdstukken waren van een redelijke lengte. Ik merk zelf altijd dat ik normaal gesproken korte hoofdstukken prettiger lezen vind, maar bij dit boek merkte ik dat de lengte absoluut geen probleem was en ik toch iedere keer weer snel aan een nieuw hoofdstuk begon.
Als haar oom haar een koffer vol tekeningen als cadeau achtergelaten heeft, besluit Stella op onderzoek uit te gaan waar deze tekeningen vandaan komen. Haar tante reageert hier erg fel op. Er blijkt iets bijzonders met deze tekeningen te zijn. Als lezer krijg je dan een tweede verhaallijn te lezen, namelijk over Letizia tijdens de tweede wereldoorlog. Hierdoor weet je op een bepaald moment al meer over het verleden van Letizia dan Stella, en kun je de reactie van Letizia op de tekeningen begrijpen.
Door het onderzoek naar de tekeningen merk je dat Stella ook een verandering doormaakt en zich meer durft open te stellen, was ze in het begin van het verhaal nog radeloos omdat haar houvast verdwenen was. Gedurende het verhaal, merk je dat ze hierin veranderd en de toekomst onverschrokken tegemoet durft te zien en bepaalde kansen met beide handen aangrijpt.
De twee verhaallijnen weet Caboni op een mooie manier samen te brengen, en hierdoor sluit ze het verhaal op een mooie manier af.
“Una volta, i colori erano una bussola, li sentiva sotto la pelle, li vedeva sulle persone. La circondavano.”
Stella Marcovaldi, una giovane donna che ama molto la pittura, torna a Bardolino dalla zia Letizia, dopo essere stata licenziata. Perde l’ultimo treno per raggiungere la località lacustre e conosce Alexander, un medico tanto affascinante quanto misterioso. Il biglietto del treno è un regalo dello zio Orlando, marito di Letizia, morto da poco: le ha lasciato tanti pacchetti in giro per casa in una sorta di caccia al tesoro, come quelle che le organizzava quando era bambina. Proprio uno di questi regali, alcuni disegni molto colorati e significativi, fanno star male la zia. Stella capisce che c’è qualcosa che non le ha raccontato legato a quei disegni e cerca pian piano di capire la verità, che risale al passato della donna, quando era molto giovane e faceva la maestra a Nonantola: lì in una villa del paese sono stati accolti dei bambini profughi ebrei, Letizia insieme a tutti gli abitanti li hanno protetti ed aiutati in tutti i modi possibili, rischiando la loro stessa vita. Stella affronta questa ricerca nel passato della zia con tutte le sue energie e rituffandosi nella sua passione, che aveva accantonato, la pittura: i colori tornano ad essere suoi amici ed a svelarle emozioni, che non ha mai avuto il coraggio di vivere fino in fondo. Un libro carino e scorrevole, con un finale, a mio avviso, un po’ scontato o comunque presumibile. Sono rimasta affascinata dalla storia vera di Nonantola, nella nota dell’autrice ci sono molti riferimenti bibliografici per approfondire la vicenda. Mi è piaciuto anche che ogni capitolo sia abbinato ad un colore, che viene descritto nelle sue caratteristiche e nelle sensazioni che dona.
“Il dolore è negazione. Se lo lasci dilagare si prenderà tutto e poi non resterà nulla. Si può contrastare solo con il bene, con la gioia. È come il colore bianco: diluisce, esalta e il bene deve essere così, meravigliosamente efficace.”
Molto bello, penso che si meriti 5 stelle. Ogni volta che concludevo un capitolo mi veniva voglia di continuare a leggere. Mi è piaciuta l'ambientazione, una grande villa antica da cui si scorge il lago di Garda, prevalentemente nella stagione autunnale. Toccante la parte dei bambini ebrei in fuga, la storia reale che c'è dietro ma anche quella di fantasia. Anche la storia romantica che fa da sfondo al racconto mi ha colpita, non l'ho trovata banale o insulsa, anzi piuttosto realistica, e per chi ha vissuto un'esperienza simile porta a riflettere. Insomma, un buon libro con una bella storia e personaggi significativi.
"Guardò l'orizzonte e le sembrò di sentire un richiamo. Era qualcosa di indefinito, vago, eppure molto seducente. Il desiderio di andare avanti nella sua vita stava assumendo le dimensioni della necessità. Aveva voglia di spazio, di meraviglia, voleva cose nuove e belle. Ma una cosa era desiderarle, un'altra, ben diversa, riuscire a trovarle. Nel mezzo c'era uno spazio nel quale, lo sapeva, poteva perdersi. Le sarebbe piaciuto avere la forza di buttarsi senza pensare. «Se solo non esistessero le conseguenze...» sussurrò."
"Il pensiero che sua zia si fosse tormentata per decenni e ancora adesso non fosse riuscita a superare il passato le gelò il sangue."
"Erano tante le cose di sé che non condivideva con nessuno. Le sarebbe piaciuto il contrario, ma dentro aveva un nucleo duro, oscuro, impenetrabile. Un luogo che era solo suo, nel quale riversava l'infelicità, il dispiacere. La rabbia. Un luogo che l'avrebbe tenuta sempre separata dagli altri. Sempre sola."
"In lei c'è sempre stata una fragilità che adesso si è accentuata. Forse è per via della sua arte, fatto sta che è sempre più triste."
Questo romanzo parla di SPERANZA, FIDUCIA, SOPRAVVIVENZA e SALVEZZA. Il modo delicato e poetico che ha l'autrice di scrivere, ci porta a vivere tante emozioni. Ci racconta di un fatto realmente accaduto, purtroppo dimenticato, durante il periodo fascista. La storia di un intero paese che aiutò bambini e ragazzi ebrei a fuggire dal loro triste destino. Romanzo che alterna capitoli ambientati ai giorni nostri a capitoli in cui si rivive la vita di Letizia. Mi sono emozionata, ho scoperto avvenimenti documentandomi a mia volta su questi fatti. Ringrazio l'autrice per aver dato luce a questo pezzo di storia (se pur in modo romanzato).
A malincuore assegno solo due stelle. In primis perché ho impiegato una mezza eternità per portare a termine la lettura a causa della poca scorrevolezza e poi perché non ho per niente apprezzato la ridondanza delle varie situazioni e le coincidenze un po' troppo inverosimili che man mano accadono tra i personaggi. Anche la storia d'amore è abbastanza ridicolizzata da continui cliché e surrealismi. L'aspetto storico è invece l'unica cosa che salvo, avrei però gradito qualche capitolo in più del pov di Letizia.
L'autrice non ha certamente bisogno di presentazioni e vi dico subito che questa è una storia meravigliosa, piena di dolorosa intensità e struggente bellezza. Se siete in cerca, quindi, di motivi per leggere La ragazza dei colori io ve ne fornisco ben cinque. ----------------------------------------------------------------------------- 1 - Se amate l'arte, i colori e pensate che questi abbiano un certo valore terapeutico, questo libro fa proprio per voi. In questo testo c'è tutta la magia che l'arte e l'uso dei colori può trasmettere. I colori non sono qualcosa di statico, un semplice fenomeno percettivo, ma è qualcosa di vivo, vibrante, vitale. Il colore può rappresentare caratteri, momenti di vita, della storia, influenzare umori e sensazioni e l'arte diviene uno strumento espressivo, terapeutico e di catarsi. Un leitmotiv magico e affascinante che permea l'intera storia e apre ogni capitolo e ci raccontano di come i protagonisti stanno vivendo la propria storia personale.
Sapeva che disegnare, soprattutto per un bambino, equivaleva ad aprirsi. Immortalare le proprie emozioni, i timori, i bisogni, i sogni, era un modo semplice ed efficace per dargli un ruolo. Le emozioni affluivano al foglio, così potevano essere affrontate. 2 - Per chi crede nel coraggio e nella resilienza, nella capacità di affrontare la realtà, facendo i conti con i fantasmi del proprio passato. Una storia di salvezza che dimostra come da situazioni difficili e irrazionali possono comunque nascere dei fiori meravigliosi se si decide di non arrendersi. Quando si avevano problemi, l’ultima cosa da fare era evocare i dispiaceri. Non ne sarebbe venuto niente di buono. 3- Per chi ama l'historical fiction, con trame che si intersecano a fatti storici che mostrano aspetti sempre nuovi di un passato che non smettiamo mai di conoscere a fondo. La ragazza dei colori tocca, seppur in maniera romanzata, una vicenda reale che sconoscevo completamente, quella del paese emiliano di Nonantola, i cui cittadini furono persone attive durante la resistenza contro l'Olocausto, aiutando a nascondere gruppi di ragazzi ebrei, facendoli passare come propri figli, per poi organizzare il loro passaggio in Svizzera.
4- Per chi si lascia prendere da personaggi intensi, forti e carismatici, che affascinano anche per la loro fragilità. La ragazza dei colori ci regala due protagoniste femminili appartenenti a due epoche diverse, a menti della vita differenti legate a doppia mandata da eventi passati che verranno a galla per essere affrontati. Letizia e Stella sono zia e nipote. La prima è affranta per la morte del marito, l'uomo che ha amato per una vita e senza il quale fatica adesso a trovare il proprio baricentro. Stella è la nipote, richiamata come fosse la sua ultima volontà dello zio Orlando. Una ragazza che sta affrontando una fase difficile della sua vita, in cui sembra aver perso tutto e non sa più chi è, o quale direzione prendere. Una volta, i colori erano una bussola, li sentiva sotto la pelle, li vedeva sulle persone. Un nuovo inizio è quello che ci vuole, ma prima ci vorrà un momento di riflessione e transizione, in un posto dove il passato e il presente si incontrano, un modo per ritornare alla vita e con lei anche Letizia.
5- Per chi ama Cristina Caboni e la sua scrittura intensa ed evocativa. E' innegabile la capacità dell'autrice nel tessere storie che toccano il cuore attraverso l'analisi di umane fragilità, rapporti come l'amore e l'amicizia, situazioni che mettono a nudo la capacità di ognuno di reagire e lottare per il bene.
Quando ho tra le mani una storia di Cristina, ho il cuore che batte a 1000. So già che mi porterà a sognare paesaggi meravigliosi e scoprire misteri irrisolti. I suoi libri sono come piccoli gioielli inestimabili, unici e rari, e io non posso farne a meno. È un porto sicuro per quando perdo la bussola.. e con le sue parole ritrovo sempre la strada di casa. I personaggi dei suoi libri sono tutte donne forti, intense e sognatrici, all’esterno fragili e minuscole, ma internamente delle guerriere; Devono solo trovare il modo e il momento giusto x sconfinare. Stella, la protagonista della storia mi ha invitata in un mondo fatto di colori e meraviglia (io che vesto sempre di nero), ma anche il nero è un colore..anche se, come afferma Letizia, è solo per le persone che vogliono adagiarsi nella loro comfort zone. E’ vero, grazie Letizia e Cristina..questa vostra affermazione è un portale per un nuovo modo di pensare ! Alexander, l uomo cupo, misterioso e passionale che troviamo al fianco di Stella mi ha fatto sciogliere e battere il cuore. Non del tutto sincero.. ma sempre costante, schietto e spavaldo. L’ho amato e desiderato ! Letizia e la sua storia mi hanno fatto piangere, commuovere e sperare di ricevere qualche informazione in più sugli avvenimenti del passato, del suo passato.. sia a livello romanzato sia quello storico. Era come bere acqua fresca e ne volevo sempre di più, bramavo ogni dettaglio, ogni sensazione.. ogni nuovo avvenimento che l’autrice raccontava. Ed è per questo che ho dato 4 stelline anzichè 5. Per quanto mi sia piaciuta la storia, in questo libro ho sentito che mancava un qualcosa.. ho trovato il romanzo un po’ troppo frettoloso nel raccontare e descrivere gli avvenimenti del passato. I capitoli finali sono quelli piu emozionanti e piu belli, mentre la prima parte del libro l ho trovata molto lenta e abbastanza anonima, mancava un pizzico di energia in più. I collegamenti tra passato e presente, e la ricerca del tesoro di Orlando sono meravigliosi. Ma avrei preferito assaggiare molto di più il passato di Letizia e la storia di Nanantola. Molto probabilmente mi sbaglio in quanto sarebbe diventato più un documentario che un romanzo.. Ma avere più informazioni sul passato seppur romanzate, forse non avrebbe guastato. Come per altri suoi libri, mi sarebbe piaciuto leggere più parti del passato misterioso di Letizia e Orlando, piuttosto che assistere al vittimismo di Stella, seppure mi sia piaciuta molto come protagonista.
Il passato oscuro di Alexander, e la sua famiglia? Si avrei destinato altre pagine al suo mistero.
In ogni caso un libro che vede la vita a colori, rimarrà assieme a tutti i suoi fratelli sulla mia mensola, pronto a regalare viaggi a qualunque persona vorrà leggere la sua storia.
Stella, è una ragazza in fuga verso Bardolino dove vive la sua prozia Letizia, una signora novantenne. Durante il suo soggiorno però trova una valigia piena di disegni fatti da bambini. Stella perciò decide di scoprire il perché ci siano questi disegni a casa della sua prozia e chi li ha realizzati.
Questo romanzo è ispirato a una storia vera, per questo mi ha incuriosita sin da subito. L'intento di Stella era quello di rimanere in questa cittadina per poco tempo e poi ripartire per poter iniziare una nuova vita, ma scopre questa valigia con dei disegni che la incuriosiscono in quanto sono fatti con colori che su di lei hanno un forte impatto emotivo. Stella viene attirata dai colori di questi disegni, perché ha sempre avuto un'attitudine per l'arte e la pittura, che ha provato però a sopprimere, in quanto le ricordavano il padre assente dalla sia vita. La ragazza chiede a Letizia spiegazioni riguardi ai disegni, ma la donna si chiude in un silenzio ostinato. Stella perciò decide di indagare e scopre che quei disegni portano a una storia che risale alla Seconda Guerra Mondiale. Apprende che Letizia da giovane ha lavorato come maestra in piccolo paese dell’Emilia Romagna, che ha cercato di proteggere e salvare molti bambini ebrei in fuga dai nazisti. Questo romanzo si sviluppa su due linee temporali. La linea temporale del passato narra le vicende di Letizia, e la linea temporale del presente viene raccontata da Stella. Per sottolineare l'importanza dei colori, ogni capitolo si apre con una descrizione di un colore e delle sue caratteristiche. Ogni colore trasmette sensazioni diverse in quanto ogni persona percepisce un colore in modo diverso. Questo è un romanzo ...meraviglioso, molto commovente e ci porta a conscere un altro pezzo della nostra storia.
🏡💔Stella, una giovane donna di ventisei anni, si trova ad affrontare un periodo difficile. Dopo la perdita del suo lavoro, va a rifugiarsi nella villa della vecchia zia Letizia. Tuttavia, ciò che sembrava essere solo una sistemazione temporanea, si trasforma in qualcosa di molto più profondo e significativo.
🎨📜La svolta avviene grazie ai piccoli regali lasciati da suo zio Orlando, ora defunto, che Stella scopre disseminati per tutta la casa. In particolare, c’è uno di questi doni che cattura la sua attenzione: una serie di disegni creati da piccole creature in un tempo non così lontano. Si tratta di bambini ebrei fuggiti dalla Germania e protetti dagli abitanti del piccolo paese italiano di Nonantola.
🕵️♀️🧭Questa storia, finora a me sconosciuta, diventa un filo conduttore nella vita di Stella, di sua zia Letizia e dei piccoli protagonisti dei disegni. Attraverso la ricerca dei legami tra sua zia e questi bambini, Stella inizia un percorso di scoperta di sé stessa. Si rende conto del profondo significato che la pittura ha nella sua vita e dell'importanza dei legami speciali che il destino pone sul nostro cammino, legami che non possono essere ignorati.
📚✨Nonostante le tematiche profonde trattate nel romanzo, la lettura scorre leggera e coinvolgente. L'autrice riesce ancora una volta a trasportare il lettore in un mondo immersivo, coinvolgendo tutti e cinque i sensi.
📖🌟Questo libro è un'esperienza emotiva e sensoriale in grado di lasciare un’impronta indelebile nella mente e nel cuore del lettore. È un libro che consiglio vivamente a chiunque sia alla ricerca di una storia toccante e coinvolgente.
Questo libro parte con Stella, la sua storia, il suo talento e amore per l'arte che però decide di lasciare per paura di diventare come suo padre. Ma una volta rimasta senza lavoro e senza macchina decide di scappare all'estero ma passando prima dalla Pro zia, così si reca in stazione, dove si imbatterà in Alexander, un dottore anche lui in viaggio per allontanarsi da un evento passato, per usare il biglietto che il suo pro zio le aveva regalato prima di morire e così tornerà a Bardolino della Pro zia Letizia dove le sorprese dello zio non sono finite, ha preparato una vera e propria caccia al tesoro che porteranno l'autrice a raccontare anche una seconda storia, la storia di Letizia la sua Pro zia.. La storia è così bella, leggera piena d'amore nonostante per lo più è ambientata durante la deportazione degli ebrei da parte dei fascisti. Ogni capitolo di questa storia inizia con un colore e la spiegazione dell'emozione che questo suscita, la percezione che ne abbiamo. L'arte è da sempre il metodo più semplice e veloce con cui un bambino, una persona possa comunicare senza parlare e in questo libro lo si capisce bene soprattutto quando saranno dei disegni ad aiutarla a raccontare la storia di milioni di persone. Penso davvero che mi sia rimasto nel cuore, per la condivisione, la bontà e il sentimento che si respira dalla prima all' ultima pagina. Ricorderò particolarmente una frase che penso diventerà Come un mantra per me "ogni difficoltà se affrontata nel modo giusto diventa un opportunità". E poi anche la filastrocca dei colori primari potrebbe sempre tornarmi utile con i bambini 😜 Super consigliato!
"La ragazza dei colori" è un romanzo di Cristina Caboni, ambientato in due momenti storici: la seconda guerra mondiale e i giorni nostri. I personaggi sono ben descritti e permettono al lettore di immedesimarsi in loro, pur non comprendendoli fino in fondo dal principio e pur non avendo grandi sfaccettature su cui soffermarsi. La scrittura è semplice e adatta a tutti; la storia è interessante. Il ritmo, mai troppo veloce, è adatto alla vicenda narrata. Un romanzo piacevole e soprattutto appassionante nella sua parte storica in quanto porta all'attenzione di molti la storia vera di un gruppo di bambini ebrei ospitati e nascosti in un piccolo paese che in questo modo ridona loro una speranza e la vita. Ci sono tante storie che non bisogna dimenticare, legate a uno dei periodi più bui e difficili della nostra storia, e quello raccontato in questo libro è uno di quelli. Apprezzo sempre quando si prende sputo da fatti realmente accaduti per creare un racconto, che poi diventa un'opera di fantasia per via dei dettagli e arricchimenti vari pensati dall'autore, perché mi permettono di conoscere e documentarmi su fatti che altrimenti avrei ignorato. Per quanto riguarda la parte ambientata ai giorni nostri invece non ho provato lo stesso trasporto e la stessa passione: troppi non detti e una storia piuttosto piatta.
Mi è piaciuta molto la scrittura dell'autrice, è il primo che leggo, e anche la storia che ha pensato e raccontato all'interno di un storia vera, che non conoscevo.
Un pochino scontato il finale, non banale per carità, ma appena Alexander dice di essere di origine ebraica, e data la reazione della zia all'inizio del libro quando lo vede, diciamo che il mio pensiero è andato subito al fatto che potesse essere l'erede del bambino Elia di Villa Emma. Diciamolo, era anche troppo triste ed ingiusto che il bambino di cui questa donna, straordinaria e generosa, si era presa la responsabilità non facendogli affrontare il viaggio con gli altri, fosse l'unico finito ad Auschwitz e non salvato.
Quindi confermo le mie 5 stelle perché davvero mi è piaciuto l'intreccio tra realtà e finzione, mi hanno incuriosito e appassionato gli argomenti trattati e la scrittura della Caboni è veramente una carezza al cuore.
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8! Una storia commovente, intima e delicata. in cui i colori hanno un potere evocativo. Due protagonisti Stella ed Alexander che si incontrano casualmente, ma poi scoprono di essere legati da un passato familiare di cui erano all’oscuro. Una vita da ricostruire, un lavoro da trovare e qualche ferita da sanare. Fra i libri dell’autrice questo è’ quello che mi ha coinvolto meno, un po’ troppo romanzata la storia, pur apprezzando lo stile. “Mi piacciono i colori. Tutti ne siamo condizionati. Sono ovunque. Abiti, cibo, oggetti. I colori ci circondano. Ci siamo immersi. Il cibo più amato è rosso, quello meno appetitoso, verde.”
Un libro che ho letto in modalità audio libro ma che avrei voluto avere in forma cartacea per sottolineare le spiegazioni sui colori e alcuni passi.
Un intreccio di vite e di storie, il passato della seconda guerra mondiale che torna prepotente nella memoria e nella vita di una signora. Drammi, domande e coscienza vengono affrontati grazie a della casualità che si intreccia ad un destino scritto.
La storia dei bambini ebrei scortato, rastrellati vibra nelle pagine ed emergenze tutto il dolore e terrore di quegli attimi. Uno spaccato di storia che merita sempre uno spazio letterario anche in un romanzo quasi “d’amore”.
Che agonia! Non finiva più… Io l’ho trovato banale e prevedibile. In tutte le sue sfaccettature. La scrittura ricamata, mielosa e poco coinvolgente. La protagonista di una banalità che mi ha persino innervosito; sembra che l’autrice abbia cercato in tutti i modi di dare un risvolto di mistero, di trovare un escamotage per tenere incollato il lettore alle pagine…in realtà è venuto fuori un racconto scontato e poco intrigante. Mi ha commosso solo una parte, verso il finale, quando a Letizia viene dato pubblico merito per quanto fatto durante la guerra.
Lo stile narrativo è scorrevole e coinvolgente, questo ha permesso di entrare subito all'interno della storia.
La cosa che cambierei è il finale, che a mio parere è risultato troppo frettoloso e poco descrittivo. Avrei preferito una maggior attenzione per questi due punti.
Mi è piaciuto anche l'accostamento tra passato (raccontando la storia dal punto di vista di Letizia nei riguardi del nazismo) e presente (con la vita e peripezie di Stella)
I fatti realmente accaduti che hanno ispirato il romanzo sono tra le pagine più tristi della storia e l'autrice riesce a rendere bene la drammaticità di quegli eventi. Ho apprezzato meno la trama : fumosa e inconsistente fino a quasi metà libro. Fortunatamente dalla metà in poi coinvolge e si riscatta
I capitoli di Stella non mi hanno entusiasmata e lei non mi è piaciuta come protagonista; inoltre, ho capito quasi subito il ruolo di Alexander nella storia. Però devo dire che la storia di Nonantola è stata molto toccante e interessante quindi tre stelline solo per quella e per lo stile della Caboni che non delude mai.
Da molto tempo non mi capitava di essere coinvolta in questo modo da in libro, neanche dai precedenti di Cristina Caboni che è una scrittrice meravigliosa e una oratrice ancora migliore. Adoro andare alle presentazioni dei suoi libri e sentirla parlare. Questo libro ha superato tutto ciò che di buono ho attinto dai suoi libri e dai suoi racconti, è il migliore in assoluto.