Anno Domini 1233. Dopo aver preso parte alla crociata di Federico II, il nobile Oderico Grifone, ormai diventato uomo, fa ritorno alla dimora di famiglia, una grande magione nella campagna di Napoli. Il rientro, tuttavia, non è dei più felici. Sua sorella, Aloisia, è stata data in sposa a un uomo di dubbia reputazione, mentre Fabrissa, una giovane aristocratica con la quale Oderico, prima di partire per la Terra Santa, aveva intrecciato una storia d'amore, è promessa a un altro. Come se non bastasse, la famiglia sembra essere caduta in disgrazia e il castello, un tempo ricco e prospero, versa ora in uno stato di abbandono. Pur non riuscendo a comprenderne il motivo, Oderico intuisce che la madre, il padre e il fratello minore gli nascondono qualcosa. Qualcosa che riguarderebbe il feudo dei Grifoni, una collina sulla quale in molti vorrebbero mettere le mani a causa di un antico segreto custodito tra i suoi fitti boschi. Nel tentativo di risollevare le sorti della famiglia, Oderico resterà coinvolto, suo malgrado, in una serie di efferati delitti che sembrano avere uno stretto legame col più grande motivo d'orgoglio del suo casato: la nobile arte della falconeria.
Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, soprattutto per la rivista specialistica Analecta Pomposiana. Molte delle sue ricerche riguardano l'abbazia di Pomposa, con speciale attenzione agli affreschi medievali che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e dell'Apocalisse.
Sul fronte della narrativa ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte. Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria Writers Magazine Italia[3].
Il suo primo romanzo, Il mercante di libri maledetti, è un thriller medievale che ruota intorno alla figura di Ignazio da Toledo, mercante di reliquie mozarabo, e a uno sfuggente manoscritto intitolato Uter Ventorum, in grado secondo leggenda di evocare gli angeli. In realtà questo volume è uno pseudobiblion come il Necronomicon citato da H.P. Lovecraft[4]. Per il successo conseguito da questo romanzo l'autore ha ricevuto il 24 novembre 2011 il premio What's up Giovani Talenti per la cultura[5].
Nell'ottobre del 2012 pubblica La biblioteca perduta dell'alchimista con protagonista ancora il mercante Ignazio da Toledo e a partire dall'agosto dello stesso anno Rex Deus. L'armata del diavolo, ebook a puntate poi pubblicato in cartaceo con il titolo L'isola dei monaci senza nome.
Nel tempo libero Simoni organizza eventi culturali di taglio letterario.
"𝕃𝕒 𝕗𝕒𝕞𝕚𝕘𝕝𝕚𝕒 è 𝕦𝕟 𝕠𝕣𝕥𝕠 𝕔𝕙𝕖 𝕣𝕚𝕔𝕙𝕚𝕖𝕕𝕖 𝕦𝕟𝕒 𝕔𝕦𝕣𝕒 𝕔𝕠𝕤𝕥𝕒𝕟𝕥𝕖."
Quella dei Grifoni è una nobile famiglia che vive in un castello tra le selve di Napoli. Aldelmo Grifone è il capofamiglia, una persona arcigna ed autoritaria, con la passione per la caccia e la falconeria, com'è da tradizione familiare. Il primogenito Oderico, crociato di ritorno dalla Terra Santa, trova il maniero in pessime condizioni ed assiste ad una serie di delitti, legati ad un antico segreto della sua famiglia...
Un romanzo intrigante e ricco di mistero, che accompagnerà il lettore alla scoperta di un segreto, che monopolizza l'attenzione di diverse persone sulle proprietà dei Grifoni. Il libro è diviso in tre parti, ognuna delle quali si apre con precisazioni sull'anatomia ed il comportamento di alcune specie di falchi. I personaggi sono ben caratterizzati ed assumono tutti un ruolo importante, tant'è che le vicende narrate vengono presentate dal punto di vista del protagonista della scena stessa. I capitoli sono molto brevi e si leggono in un soffio. I vari spostamenti vengono anticipati attraverso la citazione del luogo in cui avvengono i fatti. La lettura è scorrevole, anche se si trovano termini ricercati e specifici, non sempre dal significato immediato. La trama è molto coinvolgente ed il racconto è attraversato da un continuo sentore di mistero, caricando le scene di suspense ed attesa, che verrà svelato soltanto nelle pagine finali. Io, come al solito, non sono riuscita ad intuire chi fosse l'assassino, ma ho invece colto un altro elemento importante nella storia, in quanto i misteri sono più di uno. Marcello Simoni ha poi ben contestualizzato il suo giallo, ambientandolo al tempo di Federico II, tra i quartieri medioevali di Napoli ed avvalendosi di personaggi storici realmente esistiti. Interessante anche la parte dedicata all'arte della falconeria: felicissima dell'introduzione dei cappucci per coprire la testa dei falchi durante l'addestramento, perché la cigliatura mi ha alquanto rattristata e non ne conoscevo l'esistenza... Un libro ben scritto che si fa leggere con piacere.
Con quest’ultima avventura travolgente Simoni si conferma il mio autore preferito: il libro è breve, ma tra le sue pagine si vive e respira la Napoli medievale.
I personaggi sono un caleidoscopio di qualità umane — il coraggio e la testardaggine di Oderico, l’invidia di Landolfo, la fierezza di Aloisa li rendono estremamente vividi. Ho amato la celebrazione di questo rapporto fraterno, rovinato dal dubbio e dalla lontananza e faticosamente recuperato. Anche comparse minori, come l’intrigante badessa e l’arzilla nonna di Fabrissa, sono ben caratterizzate e memorabili.
Di contro, tutti i misteri vengono risolti nell’ultimo capitolo, lasciando solo l’epilogo per districare gli ultimi nodi, riallacciare la sotto trama di Al-Qalam alle vicende principali e fare il punto di ciò che accade ai vari personaggi. Avrei preferito qualche pagina in più alla fine per distaccarmi da questa storia pienamente soddisfatta.
Lulu' - per RFS . A mio avviso i romanzi storici sono sempre affascinanti e se pieni di intrighi, sicuramente acquistano un valore aggiunto proprio con una ambientazione storica curata. Quindi non potevo che amare e lasciarmi coinvolgere da questa storia così carica del sapore dell’epopee medievali e delle ballate antiche. Alla fine, però, scoprirete che per un soffio è mancato il totale idillio. Ma non voglio spoilerare la mia stessa recensione quindi ecco ciò che mi ha trasmesso questo romanzo.
La storia che ci narra Marcello Simoni ha molti ingredienti validi: una bella ambientazione e una interessante carrellata di personaggi con una buona caratterizzazione. Cosa c’è di meglio, infatti, di una rocca antica circondata da una misteriosa e immacolata foresta a pochi passi dalla splendida e vivace Napoli di Federico II? Se a questo aggiungiamo magnifici palazzi e opulenti paesaggi non si può negare che l’ambientazione sia di tutto rispetto. Al centro della narrazione troviamo un’ antica stirpe, quella dei Grifoni, il cui capofamiglia custodisce un oscuro segreto. In questa nobile schiatta la principale attività è la falconeria di cui i membri sono esperti e si avvalgono dell’aiuto di un arabo che da sempre è al loro servizio. Dell’antico casato resta però ben poco quanto il figlio primogenito, Oderico, torna dalla Crociata in Terra Santa al seguito di Federico II. Infatti oltre le antiche mura vivono solo la madre e il padre di lui, ormai anziani e avvizziti, senza servi e sull’orlo della rovina. Sua sorella Aloisa è stata data in sposa a un membro di una famiglia ricca di strozzini di Napoli, i Castagnola, mentre il fratello è monaco. Un ulteriore duro colpo Oderico lo riceve quando apprende che la bella Fabrissia, sua amata, è stata promessa al fratello del marito di sua sorella. Per risollevare il suo casato al nostro ex crociato non resta che rimboccarsi le maniche e farsi aiutare dall’enigmatico Al-Qalam che è venuto con lui dalla Terra Santa, portando con sé una misteriosa reliquia. Con una trama solida fra intrighi, congiure, omicidi e misteriose bestie mitologiche la vicenda procede a ritmi serrati, senza battute di arresto e avrebbe potuto meritare il massimo nei miei voti se mi avesse suscitato quel fremito indomito in più che mi aspettavo. Tutto è pregevole e ben strutturato, ma non mi ha risvegliato dentro quel battito animale che attendo da questo genere di romanzo. Per questa piccola pecca non sono riuscita a dargli il massimo, seppure non neghi che sia una gran bella storia, intrigante e perfettamente contestualizzata.
Thriller storico carino, sicuramente non impegnativo, adatto ad un pubblico adolescente. Lettura molto scorrevole, praticamente è un dialogo continuo, le parti descrittive sono ridotte al minimo, in pieno stile Simoni. Avendo letto altri suoi libri, non mi aspettavo nè di più nè di meno.
Se, come dice lo stesso Simoni, lo si prende per un romanzo d'avventura, alla Salgari o alla Dumas, va benissimo, è puro intrattenimento. Una discreta trama, con una discreta ambientazione, personaggi piuttosto piatti quando non macchiettistici, scorre velocemente ed è pure abbastanza breve. Insomma, basta non pensare di aver davanti un erede di Umberto Eco (come sbandierato in copertina) e andrà tutto bene, se vi piace il genere. Diciamo due stelle e mezzo, arrotondo a tre perché c'è ben di peggio (ma anche ben di meglio, nel genere storico).
Il castello dei falchi neri di Marcello Simoni è un'avventura che tiene con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina. Simoni si conferma un maestro del thriller storico, riuscendo a mescolare in modo sapiente un ritmo serrato e pieno di colpi di scena con una ricerca storica meticolosa e affascinante.
Oderico Grifone torna a casa dalle crociate insieme al saraceno Al-Qalam, suo amico fraterno da quando Oderico gli ha salvato la vita (come dite? Sembra anche a voi di vedere Kevin Costner accanto a Morgan Freeman e di sentire Bryan Adams che canta Everything I do – I do it for you? Esatto, anche a me). Al suo arrivo al castello di famiglia tutto è cambiato: i suoi famigliari lo credevano morto e sono pieni di debiti, sua sorella è andata sposa al losco Rogerio Castagnola, e la sua amata Fabrissa è promessa al fratello di Rogerio, Goffredo. Riuscirà Oderico a scoprire chi trama contro la sua famiglia, e qual è il segreto che nasconde suo padre? Ho fatto un po’ di fatica nel cominciare questo romanzo, sia perché l’inizio è davvero identico a Robin Hood, principe dei ladri e mi sentivo presa in giro, sia perché lo stile, che vuol essere medievaleggiante, in diversi punti è francamente ridicolo (ho perso il conto di quante volte i personaggi dicono “A onor del vero”, anche in contesti in cui chiaramente non c’entrava granché). Per il resto la storia è comunque abbastanza gradevole, sebbene i personaggi negativi siano delle vere e proprie macchiette, piuttosto tagliati con l’accetta. Ho inoltre avuto l’impressione che il finale sia stato abbastanza frettoloso e arrangiato, come se l’autore si fosse accorto troppo tardi di aver quasi esaurito le battute a sua disposizione e quindi dovesse rapidamente concludere le diverse linee narrative che aveva imbastito. In generale, insomma, un romanzo senza infamia e senza lode, che si legge grande sforzo ma che non lascerà neanche gran traccia nella memoria.
Napoli, anno 1233, un figlio creduto morto, Oderico Griffone, ritorna dalla Terra Santa dove è stato per seguire Federico II che vi si è recato per una crociata. Sua sorella che si credeva amata dal marito scopre di essersi ingannata, il ricco feudo sta andando in rovina, l'amata Fabrissa, promessa sposa di Oderico, ora è promessa ad un altro uomo. Landolfo Griffone, monaco, si dimostra geloso, vigliacco e forse corrotto. Aldelmo Griffone mostra tanta rabbia ed odio verso il figlio maggiore. Che cosa è successo nei cinque anni in cui Oderico è stato lontano da casa? Perché tutti coloro con cui la famiglia Griffone ha dei debiti muoiono per gli artigli di un rapace? La famiglia Griffone addestra falchi da sempre, ma quell'animale gigantesco e mostruoso appartiene a loro? Oderico è davvero innocente? Che cosa vogliono i fratelli Castagnola dalla famiglia Griffone? Perché il padre di Oderico si è indebitato coi due strozzini e ha dato in sposa la figlia Aloisa al maggiore dei due? Che cosa nasconde la tomba che si trova nella selva della famiglia Griffone di origine longobarda? Marcello Simoni non delude mai e riesce a mescolare personaggi inventati con persone davvero esiste, grazie alla sua maestria e allo studio della storia. Un ennesimo capolavoro scritto dal mio autore preferito.
1233. Il nobile Oderico Grifone dopo avere partecipato alla Crociata di Federico II torna da adulto nelle proprietà di famiglia nella campagna di Napoli. Trova un mondo a lui nuovo con tanti misteri e la sua famiglia in misteriose difficoltà. Dovrà indagare, combattere i cattivi d turno, cercare di riconquistare una suo vecchio amore, ed alla fine scoprire un mistero a lungo nascosto. Il tutto sullo sfondo della nobile arte della falconeria, di cui la sua famiglia è padrona. Il racconto è tipico di Simoni, con continui colpi di scena, avvenimenti che si riconcorrono senza respiro. Solida la base storica, con la storia di Napoli Medievale ed interessante scoprire i rapporti (non buoni) fra Napoli e l'Imperatore. Anche le note sulla falconeria son un'altra chicca (la citazione dal De Arte Venandi cum Avibus ... un mito). Gran romanzo, da leggere tuto d'un fiato e poi sempre piacevole leggere del Medioevo Italiano.
Letto in cinque giorni, solo questo dovrebbe bastare a dire quanto siano avvincenti e fluidi i romanzi di Marcello Simoni. Questi l’ho trovato particolarmente intenso; la trama si svolge in pochi giorni, forse questo lo rende ancor più incredibile. Il finale lascia l’amaro in bocca, ma nemmeno troppo. Wow.
Paragonarlo a Eco è un'eresia. Non comprendo le recensioni entusiastiche sinceramente. Personaggi scialbi e scontati. Non mi ha lasciato nulla se non la perdita di tempo.
Oderico Grifone è rientrato a Napoli dopo aver preso parte alla crociata in Terra Santa con a capo Federico II di Svevia. Rivedere la propria famiglia non è come immaginava, non lo attendono né abbracci né tantomeno elogi per “essere tornato vivo”.
Madonna Engilberta arretrò di un altro passo. «E… com’è possibile?», mormorò. «Tu dovresti essere morto!».
Una madre che non ha mai sopportato il distacco e tantomeno la morte del figlio maggiore; un padre che si è dovuto rassegnare alla nuova condizione economica dopo le tasse messe da Federico II; Landolfo, devoto a Dio, che non ha mai nascosto di voler soffiare a Oderico la primogenitura. Per quest’ultimo motivo, si può sperare che un fratello non faccia ritorno?
«Dove credi di andare?»
«A porgere i miei omaggi all’unico membro di questa famiglia che, prego Dio, serbi ancora nei miei confronti un briciolo di affetto».
Aloisia, la sorella, è rimasta la stessa, con un’immutata adorazione per Oderico. Tuttavia, non è più l’unico amore, visto che ha contratto matrimonio uno degli uomini più belli e potenti di Napoli, Rogerio Castagnola. Difatti il ricongiungimento è emozionante e per un istante il Grifone si sente “a casa”; non ha le stesse attenzioni dal cognato che inizia a mostrare un’altra faccia, quella vera, del mascalzone, poco di buono…
Le priorità di Oderico ora sono ritrovare Fabrissa – la ragazza con la quale ha intrecciato una relazione amorosa prima di partire per la Terra Santa – e scoprire la verità sulla decadenza della propria famiglia. La prima verità arriva subito e in modo doloroso: Fabrissa è promessa a un altro mentre le ricerche che riguardano gli investimenti fatti dal padre scoperchiano un vaso di Pandora con conseguenze… mortali.
Usurai e usurpatori, tutto per un terreno e le “risorse” di cui è dotato. Chi vuol mettere le mani sulle proprietà dei Grifoni e a quale prezzo sono disposti ad arrivarci?
Fate attenzione, guardatevi intorno e alzate gli occhi… sarà una bella sorpresa scoprire chi è il mandante e chi il sicario degli omicidi.
Cari lettori, sapete resistere alla penna di Marcello Simoni? Io, personalmente, no! La sua prosa continua a incantarmi ancora dopo tante letture, come le ricerche attente che traspirano da ogni scritto e le perfette trame che riesce a intrecciare, ogni volta, in un preciso contesto storico.
Sono attirata dalla falconeria – di cui mi ha fatto innamorare una mia amica che si diletta a far volare rapaci – e da Federico II, probabilmente, da quando ho scoperto, da piccina, di condividere i natali con l’imperatore. Non nego che questi due elementi hanno fatto sì che mollassi tutto e mi infilassi con prepotenza tra le pagine, e confermo che Il castello dei falchi neri è davvero un capolavoro. Aggiungere altro sulla trama significherebbe lanciare inutili spoiler che vi guasterebbero la lettura; vi consiglio di leggerlo perché, come sempre, l’autore vi porta al finale con “la rivelazione” che ribalterà ogni vostra certezza. Sicuramente, come Oderico, farete la conta con le dita delle mani – escludendo i palesi innocenti – per capire chi è l’assassino. Ora, vi chiedo: innocente si è fino a prova contraria, no? Pensateci, ma soprattutto andate a leggere!
La definizione di "thriller ad ambientazione storica", in luogo di "romanzo storico", non è casuale. La storia, infatti, fa solo da contorno alla vicenda. I personaggi principali, così come i fatti narrati, sono di fantasia e i dettagli che fanno rivivere il periodo sono veramente pochi. Non il massimo per gli amanti del genere.
A parte questo, il libro è godibilissimo. La storia è avvincente e lo stile, semplice ma preciso, fa scorrere benissimo la lettura. Anche in questo caso, qualche dettaglio in più non mi sarebbe dispiaciuto (ad esempio nel lessico), ma fatico davvero a criticare uno stile così asciutto e scorrevole come quello di Simoni.
Segnalo infine qualche possibile imprecisione nella gestione del punto di vista. Qua e là sembra che si passi all'improvviso da una focalizzazione interna al narratore onnisciente. Niente comunque che infici in alcun modo la lettura o la renda meno interessante.
Il successo di Simoni come romanziere storico di spicco è quindi meritato (pur essendo al momento, a mio modo di vedere, esagerato il paragone con Eco in copertina) e questo libro ne è un'ulteriore conferma.
Un libro ambientato nel 1233. Il nobile Oderico Grifone dopo avere partecipato alla Crociata di Federico II torna da adulto nelle proprietà di famiglia nella campagna di Napoli. Trova un mondo a lui nuovo con tanti misteri e la sua famiglia in misteriose difficoltà. Dovrà indagare, combattere i cattivi d turno, cercare di riconquistare una suo vecchio amore, ed alla fine scoprire un mistero a lungo nascosto. La lettura è scorrevole anche se ci sono alcuni termini particolari. Mi è piaciuto molto il luogo dell’ambientazione e le descrizioni dei luoghi, gli usi medioevali e con ottimi accenni all'arte della falconeria. Per me ⭐️⭐️⭐️1/2
citazione" perché nessuno, a suo giudizio, poteva dirsi davvero libero. Nemmeno l'imperatore o il papa. Nemmeno il più spensierato dei vagabondi. C'erano sempre ostacoli a frapporsi tra ciò che si desiderava fare e quel che si poteva realmente ottenere. Ostacoli che lasciavano ben poco spazio alla facoltà e al tempo di raggiungere i propri scopi"
Come sempre non mi delude mai. Questa volta più breve, ma non per questo meno valido degli altri. Il suo stile è inconfondibile, aulico, ma mai incompressibile. Qui ho trovato anche molta ironia, soprattutto nella costruzione di alcuni personaggi.
Il libro si legge veramente bene, scorrevole e ricco di terminologie accurate. Si nota la grande ricerca storica, nella descrizione dei fatti e dei luoghi, in una trama per nulla scontata. Complimenti all'autore.
Per essere una delle ultime letture di questo 2025 è stato un po' deludente. Scrittura scorrevole e lineare ma priva di bellezza, poche descrizioni, personaggi anonimi. Un classico "libro da ombrellone"... peccato che io lo abbia letto a dicembre
Fantastico, l'ho letto in 2 giorni. Forse mi ha coinvolto emotivamente tanto per farne una recensione degna di questo nome. La miglior cosa é lasciarsi trasportare dalle parole!
3,5. molto scorrevole, tanti dialoghi. peccato che non mi facciano impazzire i romanzi storici ma di per sè molto bello, semplicemte non nei miei gusti.
Questo romanzo storico si legge benissimo, dovuto soprattutto al fatto che le descrizioni sono poche e il tutto si regge sui dialoghi. Avrei forse gradito più dettagli sull'ambientazione della Napoli del 1233, inoltre i personaggi non sono molto approfonditi, ma ciononostante la lettura è molto piacevole.