En 1933 el escritor irlandés Maurice Walsh atrajo la atención del director John Ford, al publicar en Estados Unidos El hombre tranquilo. La historia del boxeador norteamericano que regresa a su Irlanda natal para hallar la paz, y la encuentra en brazos de una mujer pelirroja de fuerte carácter, sería llevada al cine en 1952, con John Wayne y Maureen O’Hara. Hoy, casi setenta años después, el éxito de la película ―uno de los grandes títulos de Ford― ha ensombrecido la novela en la que se inspiró, un bestseller mundial hasta hace poco inédito en español. Esta es la historia de amor entre el hombre tranquilo y la joven pelirroja, pero hay mucho má naturaleza exuberante donde pervive la leyenda, y la amistad de un grupo de hombres y mujeres que han luchado en el ira por la independencia de su país. Esta edición conmemora el centenario del nacimiento de Maureen O’Hara, en homenaje a la gran actriz irlandesa.
Maurice Walsh was an Irish novelist best known for the short story The Quiet Man which was later made into an Oscar-winning movie directed by John Ford and starring John Wayne and Maureen O'Hara. Walsh was born in 1879 in Ballydonoghue near Listowel, Co. Kerry, Ireland. He was one of Ireland's best-selling authors in the 1930s.
In parecchie recensioni ho letto che il libro contiene cinque racconti, ma questa descrizione non mi soddisfa. Piuttosto direi che il libro raccoglie cinque storie intrecciate tra loro e interdipendenti: non avrebbe senso leggere l'ultima storia prima della seconda e così via.
Sono cinque racconti d'amore e dedizione alla propria patria. Uomini tenaci, perseguitati da ombre senza perdere in sensibilità, si confrontano, scontrano, incontrano con donne coraggiose e libere. Tutti i personaggi femminili, oserei dire finalmente, hanno uno spessore e una volontà proprie. Sarà che Erin, l'Irlanda, è un personaggio femminile, ma le donne di questo libro mi hanno conquistato tutte. Le storie d'amore non sono ritrite e i racconti sono abbastanza lunghi da avere ciascuno una propria dignità. Un mosaico di storie davvero eterogeneo in cui tutte le tessere combaciano.
After spending years in America, Shawn returns to Ireland not for wealth or glory, but for peace and a sense of belonging. He’s shaped by the values of his homeland—honor, family, and resilience. His quiet demeanor is often misunderstood as weakness, but in reality, it reflects a deep self-assurance and dignity. This is most evident in his confrontation with Big Liam O'Grady, where Shawn demonstrates that real strength lies not in brute force but in standing up for one’s principles with grace and determination.
His relationship with Ellen, Liam’s sister and Shawn’s eventual wife, further showcases his character. Shawn’s patience and understanding win her over, illustrating his capacity for love and kindness. In many ways, he embodies the ideal of a man at peace with himself, able to navigate conflict and relationships with integrity.
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Cómo siempre que la echan en la tele, ayer volví a ver El hombre tranquilo, una de mis películas favoritas. Siempre me recuerda mi infancia, cuando veía las películas de John Wayne con mi padre.
La película está basada libremente en uno de los cinco relatos que componen El hombre tranquilo de Maurice Walsh. El libro sigue a un grupo de combatientes del IRA y como rehacen su vida después del conflicto, rodeados de personajes entrañables, de mujeres fuertes y decididas y paisajes mágicos con aguas cristalinas en las que pescar, haciendo de la misma Irlanda un personaje más.
En la película se cambiaron los nombres de la mayoría de los personajes, se añadieron muchos más y se eliminaron casi todas las referencias políticas aunque el relato que da título a la película, El hombre tranquilo, para mí el más bonito de los cinco, se refleja bastante fielmente.
A pesar de ser un libro bastante bonito, me quedo con la película 😍😍
Se divide en 5 partes diferentes: 0. Prologo- 4/5 1. Y llego la hija del capitán - 3.75/5 2. Al otro lado de la frontera- 4/5 3. El hombre tranquilo - 3.5/5 4. La joven pelirroja - 4/5 5. Dublín, ciudad perversa - 3/5 3.73 - 4
Si legge veramente a fatica: è stato difficile tenere la testa incollata alle pagine e spesso mentre leggevo mi ritrovavo a chiedermi: dove sono i protagonisti? Qual è il contesto? Che cosa stanno facendo? Anche i dialoghi, che solitamente hanno la bellezza di essere immediati, qui richiedono attenzione perché l’autore non crea un botta e risposta chiaro, ma sovente le risposte sono dei modi di dire e quindi tu stesso devi intuirne il significato.
L’unica cosa che trovo carina e che quindi salvo dell’intero libro è com’è strutturato. Si inizia con un’introduzione ai personaggi, ovvero ti troverai di fronte ad una schiera di nomi e soprannomi. Si passa ad un prologo nel quale viene fatta una sorta di introduzione alla vicenda ed il pregresso. Infine approderai su 5 racconti che vedranno protagonisti di volta in volta qualcuno dei personaggi presentati all’inizio. La cosa carina è che i racconti sono a sé stanti, ma troveremo sempre gli stessi personaggi, a volte in veste di protagonisti, a volte aiutanti, a volte in ruoli del tutto marginali. I racconti sono in ordine cronologico, quindi ha senso leggerne uno di seguito all’altro, ma non sono consecutivi potrebbero passare anni tra una storia e l’altra. In ogni racconto si parla della nascita di un amore, ma spesso la conclusione è aperta e saprai l’epilogo solo leggendo il racconto successivo.
Spezzo una lancia a favore delle protagoniste femminili che qui non sono semplicemente oggetto dei desideri dei protagonisti uomini, ma si tratta di donne di carattere ed indipendenti, insolito per un romanzo scritto nel 1935.
Questo romanzo è perfetto per la trasposizione cinematografica e difatti proprio il film diretto da John Ford ha fatto vincere l’Oscar al regista nel 1953 e mi sono ripromessa di vederlo, ma quanto a libro non mi sento proprio di consigliarlo.
3.5 ⭐ All'inizio non mi stava piacendo granchè, più che altro un problema di aspettative: pensavo fosse incentrato molto più sulla narrazione storica degli scontri tra irlandesi e inglesi e invece mi sono trovata davanti 5 storie d'amore. Lo scopo era quello di immortalare l'identità nazionale irlandese prima che venisse sopraffatta da quella inglese e posso dire che Walsh è riuscito nell'intento: emerge infatti tutto il carattere patriottico e il senso dell'onore attraverso le vicende di cinque uomini dell'IRA che s'innamoreranno di donne dotate di carattere e ironia, tutte personificazioni della Patria. Soprattutto mi sono fatta trascinare dalle descrizioni dei paesaggi e delle tradizioni rurali che evocano immagini calde e accoglienti, come un whisky gustato al tepore di un camino.
Este volumen corresponde al título originalmente publicado como "Green Rushes"e incluye 5 historias independientes e interconectadas que comparten personajes y una magnífica ambientación. El trasfondo histórico es el de la Guerra de Independencia de Irlanda en los años 20, la vida sencilla y hogareña, y el mundo de leyendas de la tradición que da cuerpo al alma irlandesa. La más recordada de las historias, y curiosamente la más breve, es la protagonizada por Paddy Bawn Enright y Ellen Roe, su amada pelirroja, que fue adaptada al cine por John Ford y protagonizada por John Wayne y Maureen O'Hara. La película, una comedia romántica del Hollywood clásico, no obstante, no ofrece lo que ofrece la novela de Maurice Walsh.