RECENSIONE SEMISERIA NUMERO UNO
Di questo libro farò due recensioni.
Potete leggerne solo una, o entrambe, o saltare l'una e l'altra.
Faccio un gioco a ritroso nel mio tempo perduto vacante, fin dove ovviamente la memoria mi permette.
Perché i libri letti durante il periodo di vacanza restano indissolubilmente legati al luogo in cui ci hanno accompagnato.
In ordine rigorosamente sparso lungo i miei ultimi decenni, ma anche molto più indietro.
Pertanto.
C'è Orgoglio e pregiudizio sotto un ombrellone palma di un'isola greca.
Un Dracula di Stoker in Abruzzo dividendo il grande comodo letto con la mia seconda figlia piccolina di tre anni, la luce tenue del paralume non distraeva il suo sonno innocente di bambina.
L'homme qui rit davanti al mare di Corsica
E L'idiota di Dostoevskij in montagna.
Emma Bovary eoni fa quattordicenne, Costa Azzurra letto in originale, in due giorni - ininterrottamente - senza mai smettere, senza mai uscire dalla mia stanza, come una febbre, mentre di là le voci dei grandi in casa si affannavano a vivere, discutere, brigare e sbrigare, per quanto mi riguardava ero immersa nella campagna francese, dondolata da un calesse che mi portava dal mio amante.
Sempre da giovane ragazza sulle brucianti dune sarde dell'oristanese un libro molto pop La figlia di Mistraldi Judith Krantz strappato ad un'amica che lo aveva portato con sé, mi sorprese per la sua bellezza.
Quest'anno N. Di Ernesto Ferrero ha passato lo stretto (di Messina) e suo malgrado (ma magari N. era contento di uscire dal grigiore cittadino) si è affacciato al blu profondo dello Ionio, all'ombra di un'Etna che cominciava a fare le bizze.
Chissà se la biblioteca cui appartiene e che mi concede i prestiti sapesse quanto N. è stato maltrattato, salato, bagnato, macchiato di crema solare, rischiato di dimenticare sul lettino al sole, mi vergognerò a restituirlo in quello stato.
Ricordarsi dei titoli dei libri letti in vacanza vi riporterà immediatamente nei luoghi in cui li avete letti, amati, odiati, chiudete gli occhi e in un attimo come una macchina del tempo sarete vicini o a centinaia migliaia di chilometri di distanza dalla vostra vita reale quotidiana, quelle sensazioni remote intatte e conservate nella mente.
Che quando mi trovo in posti belli, innanzi a panorami che fanno tremare per la loro bellezza leggere un libro però mi sembra sempre uno spreco, di vita, di tempo.
Perché c'è l'urgenza e lo spasimo di riempirsi gli occhi, fare scorta di bellezza, profumi, colori, esperienze, che la "magia dell'esotico" presto finisce e resta solo nel ricordo, quel ricordo che deve dare forza e nutrimento mentale per i tempi grami che attendono, per i lunghi mesi invernali.
To be continued recensione numero due.
RECENSIONE SERIA NUMERO DUE
Come promesso :-) ecco recensione seria numero due perché in quella numero uno nulla avevo detto del libro in sé.
N.
Si intitola così questo romanzo, una lettera maiuscola e un punto.
Se non si legge la quarta di copertina o non si è esperti di araldica il titolo nulla fa intuire del suo contenuto.
N. come Napoli?
N. come simbolo dell'azoto?
N. come Nord?
No.
N. come Napoleone.
Racconta dei cento giorni del suo ritiro obbligato all'isola d'Elba come un prepensionamento che l'imperatore scelse per sé, abidcando dal trono di Francia.
Apparente buen retiro...nell'isola del tormento.
L'uomo - il vincente - nel soggiorno elbano mostra il fianco, ma il suo carattere resta indomito e sotto la cenere, celato dietro un'apparente inattività, continua a brillare una fiamma.
Napoleone è ammaccato ma vegeto e desideroso di tornare sulle scene del mondo.
Il narratore è Martino Acquabona bibliotecario elbano, schivo e solitario a cui viene affidata la catalogazione della biblioteca di Napoleone: 2378 libri suddivisi in tante casse che arrivano dalla Francia, opere che il vinto ha scelto personalmente la vigilia della partenza dal castello di Fontainebleau verso l'Elba.
Sono opere dagli argomenti interdisciplinari: architettura, topografia, strategia tra i quali gli scritti del famoso stratega Vauban, i sommi greci e latini, storia, scienza, trattati di astronomia, chimica, botanica, trattati di astronomia, tutto lo scibile per un uomo dalla curiosità strabordante.
Il bibliotecario è da sempre fortemente antinapoleonico e da lontano cova verso l'imperatore un odio profondo vedendo in lui solo ill tiranno che per piegare stati ha sacrificato migliaia di uomini, che lascia dietro di sé nuvole di polvere.
Immagina di ucciderlo, architetta piani mentali per compiere un reicidio che tutta Europa vorrebbe ma non osa.
Ma la prossimità con il tuo nemico preferito gioca brutti scherzi.
Accade anche nella vita reale.
Conoscere un mito e soprattutto in un momento di crisi, frequentarlo nel suo quotidiano potergli parlare, saggiarne da vicino l'intelligenza, l'occhio vivace, fa vacillare le certezze di odio e il risentimento metafisico svapora lentamente, si finisce, a volte, per subire il fascino di chi si odia
E così Ernesto Ferrero ci fa entrare nella psicologia di un personaggio distante dall'immagine iconografica dei libri di storia, lontana dai campi di battaglia, in un microcosmo dove emerge l'uomo più che l'insaziabile conquistatore, messo mirabilmente a confronto con Alessandro Magno, l'altro conquistatore dell'antichità.
Libro Strega nell'anno 2000, direi assolutamente ben meritato.