Per molti secoli sono state ritenute interessanti solo le opere e i libri degli uomini, mentre le donne sono state addestrate a non avere talento. Sono state silenziate, dimenticate, messe fuori. La soluzione ora è ricostruire l’intero campo su cui si gioca la partita della cultura. La tesi di fondo di questo libro è: come smettere di considerare il mondo solo in termini maschili. Uscire da questa “naturalezza” e da questa “normalità” pregiudiziali non è un obiettivo polemico, ma un’opportunità critica di crescita e di confronto, anche interculturale. Per smettere di considerare il mondo e la cultura solo in termini maschili non si tratta di guardare il paesaggio culturale del Novecento, per esempio, aggiungendo anche le donne, né di ripetere la logica dell’harem, dell’aiuola, o del club per soli uomini. Bensì di far contare la presenza e l’importanza delle donne, anche quando sono state ammutolite o oscurate.
Un saggio molto interessante sul perché alle donne non sia stato dato spazio nell’ambito culturale e come fare per creare uno spazio multiculturale, non sessista e maschilista. Il volume è accompagnato da un’ottima bibliografia.
Un saggio femminista che si concentra sulla concretezza dello spazio che abitiamo. Sì, perché le donne hanno bisogno di spazio fisico e mentale per esistere.
Nella strada dei diritti, oltre a guardare al futuro, bisogna anche indagare il passato, per ridare spazio e respiro alle donne che sono state ingiustamente cancellate, nonostante il loro contributo alla società. Il lavoro di Brogi offre grande ispirazione per chi è stufo marcio di liste di nomi femminili ma vuole ritrovare uno sguardo multifocale alla nostra Storia, capace di vedere le donne e non soltanto di annotarne nomi e contorni.
Bellissimo libro, scritto con grande competenza e intelligenza. Un'analisi davvero molto lucida che si addentra nel sessismo culturale e oltre ad offrire delle sue soluzioni si tuffa nella letteratura dimenticata appartenente all'altro genere del mondo. Ho apprezzato davvero le scelte di nominare e trattare alcuni libri caduti nel dimenticatoio, che ho sempre considerato non solo di pari livello ma spesso di livello superiore ad autori ancora propinati come autorevoli, ma per piacere. Finalmente qualcuno lo dice a voce alta che le antologie scolastiche sono sessiste ad un livello estremo, non lo sopportavo da ragazzina ma niente si è mosso di un passo. Nemmeno laureandomi in letteratura ho avuto il piacere di trattare a livello universitario qualche autrice italiana, che vergogna! Ho dovuto leggere e studiare la letteratura mancata da sola, nel tempo, facendo ricerche, dando letteralmente la caccia ad alcuni perchè ormai non più pubblicati, colmando autrici pazzesche che non mi sarei mai voluta perdere! Bisognerebbe tirare le orecchie anche alle case editrici... in questo Brogi non si è addentrata ma anche loro hanno la responsabilità della dovulgazione. Non è questione di merito, come dice Brogi, perché nemmeno una Nobel come Deledda ha potuto entrare in queste antologie. Spero che l'autorevolezza di questo bellissimo testo della dottoressa Brogi arrivi agli accademici e alle accademiche, e faccia prendere coscienza di quanto sia necessario e impellente un cambiamento di rotta culturale. La letteratura ringrazierebbe se così fosse, perché si arricchirebbe di stile e di ricchezza dimenticata. Per quanto mi riguarda la ringrazio di mio, moltissimi titoli li conoscevo per fortuna, ma quelli non noti... sicuramente saranno nel mio comodino davvero prestissimo!
L'ho trovata una narrazione lucida e diretta, di scorrevole lettura. E' uno di quei testi da sottolineare e rileggere, capace di illuminare il pensiero nel senso di dar luce a qualcosa che già si agitava dentro di noi ma in ombra, mai ben definito.
"Affinchè gli altri riconoscano che il tuo lavoro esiste devi occupare uno spazio, possibilmente esterno alla cerchia domestica" ma questo è difficile "Nella terra devastata dove le donne non hanno potuto studiare nelle accademie, andare in giro da sole, decidere del proprio destino, amministrare i propri soldi, o scrivere in una stanza tutta per sè", una stanza dove pensare, dove nasceranno idee. E' difficile anche solo riconoscere quei meccanismi insiti nella società, nelle narrazioni quotidiane, insidiosi proprio perchè sentiti e risentiti "si infilano nelle nostre parole senza una vera partecipazione della coscienza".
Saggio molto interessante sullo spazio fisico e mentale che le donne hanno / hanno avuto all'interno della società. Punto di partenza per altre riflessioni sui sistemi patriarcali considerati normali. Arricchente soprattutto per i riferimenti bibliografici.
Primo libro del 2023. 💘 Leggere questo saggio è stata un'esperienza incredibile, come entrare in un mondo "dimenticato", messo da parte, volendo usare le parole di Daniela Brogi. Mi sono sentita arrabbiata, amareggiata e piena di speranza al tempo stesso. Sto leggendo tantissima letteratura femminista in questo periodo, quindi questo libro è stata una vera rivelazione per me. Perché alle donne non viene mai dato lo spazio culturale e sociale per scrivere? Questo libro ne analizza gli aspetti e fornisce le risposte, che sono intrecciate allo spazio che le donne occupano nel mondo, ma soprattutto nella loro vita. Lo stile è scorrevole e le parole vengono usate egregiamente. E' ricco di riferimenti e consigli per una lettura più ampia, e per un cambiamento radicale, che deve partire dal basso. La bibliografia finale è la ciliegina sulla torta.
Ottimo saggino che tratta della ragione che sta dietro alla mancanza di genealogie femminili nella letteratura e nell'arte. Spiega molto bene le ragioni addotte dal "paternalismo benevolo" per tenere le donne lontane dai luoghi del potere e del discorso pubblico servendosi della narrativa del merito, che - come ricorda giustamente Brogi - se usato come valore assoluto e de-storicizzato serve solo da sbarramento alle identità oppresse dall'eterocispatriarcato. Ogni tanto mi sono trovata a dover leggere più volte qualche frase leggermente convoluta, ma in generale trovo che sia un libro accessibile a chi mastica almeno un po' di femminismo e letteratura. Avrei apprezzato più citazioni da poesie/romanzi/saggi, perchè da questo punto di vista il libro è un po' carente, ma si tratta comunque di 110 pagine molto dense. Consiglierei
Una breve ma necessaria riflessione sul femminismo di ieri e di oggi, su ciò che è stato con fatica conquistato, e che oggi forse diamo un po’ troppo per scontato, e su ciò che ancora dobbiamo fare: dare alle donne lo spazio che finora non hanno avuto, non stilando sterili liste di nomi o relegandole all’atomismo, ma inserendole nel canone, chiamandole «autrici», riconoscendo il loro diverso punto di vista e, soprattutto, studiandole adottando (e/o cogliendo) le nuove prospettive che ci offrono. Si legge con piacere e in poco tempo, e dà tanti fondamentali spunti (di riflessione e bibliografici).
Saggio che vuole affrontare con una nuova prospettiva il ruolo delle donne nel passato per far sì che nel futuro ci possa essere un reale cambiamento. Vengono citati molti esempi e situazioni, in particolare si fa riferimento al mondo della letteratura. Lettura interessante e non superficiale
“«Mai vorrei essere scelta solo perché sono una donna»: e perché mai, che male ci sarebbe?, si ha voglia di chiedere a chi pronunciasse queste parole. Che male c'è, soprattutto se si è persone importanti, nell'accettare qualcosa che potrebbe servire di esempio e di auto a nostre simili piú giovani? Ma soprattutto, potremmo mai immaginarci un autore che dica una cosa simile?”
Ho apprezzato molto questo saggio, soprattutto perché riprende la tematica principale dello spazio, che è stata la prima di cui ho letto approcciandomi al femminismo con Virginia Wolf
Se avete letto "Una stanza tutta per sé", questo libro vi sembrerà una naturale, graziosa, prosecuzione, e colma di una vitalità che accende la mente. Mi dispiace non essere in grado di scrivere una recensione più compiuta, ma il libro di Daniela Brogi mi ha piacevolmente sorpresa, perché non è soltanto un catalogo di temi, problemi, titoli, ma soprattutto una "modesta proposta", presentata nella maniera più collaborativa e invitante possibile, e a questa proposta non si può fare a meno di desiderare di rispondere con entusiasmo.
Non sempre facile, ma accattivante. La tesi è che alle donne è stato impedito di occupare lo spazio della vita pubblica, e quindi anche artistica, confinandole all'interno di quello domestico. Anche quando una minoranza è riuscita a uscire da questo confinamento con le proprie produzioni creative, esse sono state sistematicamente svilite, sminuite e svalorizzate. Partendo dallo spazio creatrice delle artiste nella storia, e in modo particolare dalla difficoltà di trovarlo e farselo riconoscere, Brogi tocca diversi punti nodali delle istanze del femminismo e le affronta alla luce dell’invisibilità contro cui le donne combattono da tre millenni per emergere nei loro talenti e nella loro autorevolezza di esseri umani. La scrittura è abile, l’autrice sa di cosa parla e come presentare i suoi punti di vista, ma anche affilata e caustica, il messaggio tra le righe ai critici suona più o meno come: non me la meni! Snello ma denso di contenuti e teorie, si muove tra le citazioni di romanzi, biografie, saggi, film, opere teatrali, dipinti, installazioni per dare forza alla sua tesi, rendendolo più vivo e interessante.
𝘓𝘰 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 sarà una pietra miliare nel mio percorso verso la consapevolezza.
Accurato, argomentato con chiarezza, illuminante.
È breve, ma, nonostante ciò, l'ho letto lentamente, con grande piacere e desiderio di conoscenza, e lo rileggerò ogni volta che sentirò il bisogno di approfondire il modo e le motivazioni per cui la voce delle donne è "stata silenziata, dimenticata, messa fuori", in maniera sistematica e strutturale; per cui le donne che si sono conquistate frammenti di quello spazio, sono un esempio a conferma dell'impianto costruito sul merito usato come retorica del dominio.
È facendo esperienza di uno spazio comune, e spesso pubblico, dove ascoltarsi le une con le altre per non sentirsi piú sole che molte donne, nel corso della storia, hanno costruito le condizioni e la casa della propria indipendenza. La leggenda del successo isolato è, in molti casi, un pretesto ideologico e divisivo pienamente coerente con un immaginario maschilista (che può essere anche trasversale). E poiché il modo in cui ti raccontano e ti racconti che stai al mondo può diventare non solo la buccia ma la polpa stessa dell'identità, ecco che la narrativa per cui le donne si rubano - si devono rubare - lo spazio a vicenda, come se fossero sempre delle cortigiane in attesa di essere riconosciute dal re, ha funzionato, nel tempo, come forma o struttura di vita profonda. (p. 44)
Lo spazio delle donne è un saggio breve, ma intenso. Pregno di richiami ad altre opere di autrici, pittrici e direttrici dimenticate dalla storia. Analizza il perché le donne nei settori più disparati siano state dimenticate e le loro opere rimosse, come se le uniche storie degne di nota fossero quelle maschili. Il punto centrale è creare uno spazio tutto nostro, fisico ed interiore per poter creare e lottare. Quella, cosiddetta, stanza tutta per sé, che Virginia Woolf richiedeva per tutto il genere femminile. Ritrovare noi stesse in quella stanza. Poterci reinventare e soprattutto ricordare tutte le donne brillanti, che ci hanno preceduto.
È sempre bello leggere di cose che già sapevi e, allo stesso tempo, impararne di nuove. Brogi, voce autorevole, aggiunge qualcosa di nuovo ai discorsi sugli spazi femminili. Compara studi, testi e parla di letteratura non come spazio neutro, ma come spazio che è stato tolto, e che va ripreso. Un'analisi lucida di quella che è la realtà occidentale (e non solo) e di quanto le donne ne facciano poco parte. Consigliatissimo, sia a chi si approccia per la prima volta a temi femministi, sia per chi già ne sa tanto, ma vuole ancora imparare e conoscere, da una professoressa e scrittrice che conosce ciò che dice e non scrive di sue opinioni, ma di fatti, ridando al femminismo l'importanza che ha.
Saggio interessante e sicuramente molto utile per eventuali spunti e approfondimenti bibliografici, molto scoraggiante sotto certo punti di vista se devo essere sincera (nonostante si concluda con una nota positiva). Ho fatto un po’ fatica a concluderlo data la terminologia molto pomposa in certe parti, ma sicuramente lo riapriró in futuro e me lo terró stretto in tasca in caso di brutte litigate senza argomentazioni fondate :)
il perfetto punto di partenza per chi sul femminismo ha molte idee ma un po’ sparse e confuse. la Brogi raccoglie benissimo ogni pensiero di quello che chiamerei il femminismo 101, quella componente critica di base che tutti dovremmo avere, portando molti esempi. una lettura necessaria per tutti indipendentemente dal genere.
ho dato cinque stelle perché è ben fatto. ho adorato la scrittura leggera ma anche studiata, e i temi e gli eventi riportati. inoltre la bibliografia in cui ci suggerisce le letture da intraprendere è stata davvero la ciliegina sulla torta. bellissimo, bellissimo, bellissimo!
"Pensare l'Altro, l'Altra, è sempre, del resto, la situazione più creativa di tutte, perché ci ricorda che gli esseri umani, prima di ogni altra cosa, sono creature fatte di narrazioni, e stanno al mondo in modo differente, anche a seconda delle forme in cui si raccontano o sono raccontate".
Il movimento femminista - con tutte le sue ondate – con il passare del tempo ha fatto fare dei passi avanti sui diritti delle donne, ma la strada è ancora lunga. Oltre a guardare al futuro, però, bisogna anche scavare il passato, per dare la giusta luce alle donne che si sono distinte dalla massa e hanno segnato la storia.
Dare spazio alle donne non vuol dire cancellare parti del passato o non studiare più determinati autori, bensì offrire uno sguardo completo a quella che è la vera storia, senza ricadere in liste infinite accantonate alla fine di un capitolo di un libro o ricordarle in approfondimenti che nessuna persona leggerebbe mai.
Dare spazio alle donne vuol dire offrire un presente e un futuro più giusto, volto al dialogo, al rispetto e all’accettazione di punti in comune e non.
Dare spazio alle donne vuol dire riconoscere in ogni campo esistente, partendo soprattutto dalla scuola: anche l’istruzione dovrebbe essere più oggettiva, più inclusiva e meno patriarcale.
Il saggio accenna a molte opere di scrittrici e scrittori più o meno conosciuti ed evidenzia le differenze tra stile, contenuto e interpretazione. Si focalizza sul concetto della “stanza tutta per sé” dell’omonima opera di Virginia Woolf, sul linguaggio sbagliato e su concetti che purtroppo utilizziamo tra tutti noi, donne comprese, perché in quanto a denigrazione è stato fatto un lavoro – purtroppo – ben fatto.
Il femminismo è un argomento molto ampio, delicato e in quanto ancora attuale difficile dare un punto di fine, quindi questo non è un saggio “completo”, perché si focalizza sul concetto di spazio fisico, mentale e lavorativo delle donne.
Lo stile di scrittura è preciso e chiaro, offre grandi spunti di riflessioni grazie alle argomentazioni ben sviluppate e nonostante alcuni concetti vengano ripetuti più volte il ritmo della lettura prosegue senza nessun intoppo.
Lo spazio delle donne è un libro da leggere e rileggere per far agire le persone insieme nel bene comune e scoprire moltissime opere utili per avere ulteriori spunti di riflessione. È un ottimo modo per mettere in discussione molti aspetti anche attuali.