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(⏬Recensione in italiano in fondo ⏬)
**Thank you Allen Lane and NetGalley for the opportunity to read this book**
Racism settles in every speech, every gesture, every choice; it’s violence being a system and is the most rooted process of eurification, where the skin colour becomes the definition of a role socially recognised to which individualities are bonded to and they are delineated within the parameters imposed by the social system, or better, imposed by the power, i.e. the white people (or people racialises as white, in the author’s terms). Because white people are racist, because they keep and make the power in a forma that discriminates and objectifies people racialised as Black. Racism must be fought, topped, and discussed, without mincing words, without being afraid to make the perpetrators shake, to point out, to recognise the “sinner”.
“The Racial Code” is a guide for anyone who wants to understand these complex dynamics and is seeking answers on how to behave in world that doesn’t want to recognise its own evilness, is a gaze deeply towards and creatively on a painful reality. It’s urgent, precious, necessary. Brave. And Nicole Rollock is an amazing author and a brilliant researches, and this non-fiction book is the proof.
Through short stories and plays, explorative texts and articles, Rollock examines and analyses racism, collecting experiences very much different from each others, opposing opinions from the voices of very week delineated and vivid characters, including a wide range of approaches to racism and how this one is shown and what are the thousand races of discrimination. Who pretend to be humble and sympathetic, who are not afraid to express their hate, who believes they know more about racism than those who are subjected to it everyday. In firms, private clubs, Christmas parties, schools, cultural circles, in the streets, among colleagues, partners, friends, strangers. Fake diversity and inclusion policies, failing projects, fallacious beliefs, a discriminating white feminism. White women and men who perpetrated a certain kind of power relations which excludes people racialised as Black, trying to maintain the status quo. But if we really want to face racism and reversing trends, we white people must be humble and honest with ourselves, to recognise our privilege and supremacy, and make choice and build even radical policies to get tangible results, aiming to a deep transformation of the current state of art.
Many people, I think, can identify themselves in the testimonies of “Racial Code” characters, and many white people can consider it a guide to fathom what really is racism, and the evil produced. As a young white Italian woman, I can only thank the author for the opportunity to learn, because this is what we should as allies, as people who consider themselves anti-racist: listen and learn as much as possible, recognising and accepting own limits and cognitive biases, and believe the witnesses.
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Il razzismo si annida in ogni discorso, in ogni gesto, in ogni scelta; è violenza che si fa sistema ed è il più radicato processo di eurificazione, laddove io colore della pelle diventa definizione di un ruolo riconosciuto socialmente al quale le individualità sono legate e limitate entro i parametri che il sistema sociale impone, o meglio il potere impone, cioè le persone bianche. Perché le persone bianche sono razziste, poiché detengono e preparano il potere in un forma che discrimina e oggettivizza le persone razzializzate. Il razzismo va combattuto, battuto, e dibattuto, senza peli sulla lingua, senza aver timore di far fremere i colpevoli, senza aver paura di puntare il dito, riconoscere i “peccatori”.
“The Racial Code” è una guida per chiunque voglia comprendere queste dinamiche complesse o cerca delle risposte su come agire in un mondo che non vuole riconoscere il proprio male, è uno sguardo profondo e creativo su una realtà dolorosa. È un libro urgente, prezioso, necessario. Coraggioso. E Nicole Rollock è una fantastica autrice e una brillante ricercatrice, e questa saggio ne è la prova.
Attraverso racconti, breve opere teatrali, testi esplicativi e articoli, Rollock indaga e analizza il razzismo, raccogliendo esperienze spesso molto diverse tra loro, opinioni anche contrastanti dalle voci di personaggi ben delineati e vividi, includendo una vasta gamma di approcci nei confronti del razzismo e come questo si manifesta e quali sono i mille volti della discriminazione. Chi si finge umile e comprensivo, chi non teme di esprimere il proprio odio, chi crede di saperne di più sul razzismo rispetto a chi lo subisce ogni giorno. Nelle aziende, nei club privati, nei party natalizi, a scuola, nei centri culturali, in strada, tra colleghi, partner, amici, sconosciuti. Politiche sulla diversità e inclusione che fingono di esserlo, progetti fallimentari, credenze fallaci, un femminismo bianco che esclude. Uomini e donne bianchi che perpetrano un tipo di relazioni di potere che esclude le persone razzializzate, cercando di mantenere lo status quo. Ma se si vuole veramente affrontare il razzismo e invertire le tendenze, bisogna essere umili e onesti con se stessi, riconoscere il privilegio e la supremazia dei bianchi, e fare scelte e costruire politiche anche radicali, per ottenere risultati concreti, mirando a una profonda trasformazione dell’attuale stato delle cose.
Tante persone, credo, potranno riconoscersi nelle testimonianze dei personaggi di “Racial Code”, e molte persone bianche possono considerarlo una guida per comprendere cosa è veramente il razzismo, e il male che produce. Da donna bianca e italiana, posso solo ringraziare per l’opportunità di poter imparare, perché questo dovremmo fare se veramente ci consideriamo anti-razzisti: ascoltare e imparare il più possibile, con umiltà, riconoscendo i propri limiti e bias cognitivi. E credere alle testimonianze.