Tredici racconti di fantasmi tornati dalla morte per cercare vendetta. Il primo di due volumi che compongono la prima edizione integrale al mondo di un capolavoro ritrovato del manga d'autore. Kamimura, maestro dell'eros e dell'horror a fumetti, reinterpreta il vasto repertorio delle leggende più inquietanti della letteratura, del teatro e del folklore giapponese. Un'altra incursione nel soprannaturale e nuovi, indimenticabili ritratti di donne: eroine dalle molteplici sfumature, fragili vittime di una società soffocante, determinate e spietate quando decidono di ribellarsi. Completano il volume due saggi di Maria Teresa Orsi e Paolo La Marca.
Primo volume interessantissimo! Queste tinte horror sono stupende, e mi piace l’idea dell’antologia di storie legate a questa categoria di spiriti vendicativi. Le prime tre notti belle, vediamo le prossime dieci!
Mi imbatto in un’altra sorprendente opera del maestro Kazuo Kamimura: "Tredici notti di rancore", edizione integrale in due volumi che raccoglie tredici storie autoconclusive, tutte legate dal tema del rancore. Si tratta di racconti ambientati nel Giappone ottocentesco, dove si mescolano crudeltà e poesia, vendetta e passione, soprattutto attraverso personaggi femminili intensi: fragili, sensuali, amorevoli, ma anche furiose, traditrici e spaventose.
Già dalla prima storia, "Oiwa e l’anno del topo", e poi con "Una straziante melodia a Tsugaru", si è catturati dal tono sospeso tra fiaba e orrore. Kamimura attinge al teatro, al folklore e alle storie di fantasmi giapponesi, con un tratto grafico inconfondibile: sensuale, poetico, torbido.
Un plauso va alla Coconino Press per questa edizione, prima al mondo a restituire l’opera col titolo originale e nell’ordine di pubblicazione. Il lavoro di ricerca è stato straordinario: dalle tavole recuperate negli archivi della National Diet Library di Tokyo fino a quelle restaurate grazie all’impegno della figlia dell’autore. La decima notte, mai pubblicata prima in volume, rivive ora in questa splendida edizione.
Consigliato a chi vuole scoprire Kamimura, magari insieme a "L’età della convivenza," o a chi ama le storie cariche di eros, morte e folklore giapponese.
Si tratta di una serie di racconti autoconclusivi che esplorano temi come la passione erotica irrefrenabile e cieca, la vendetta, senza tralasciare riferimenti fantastici e mortiferi alle ghost stories tipiche del folklore giapponese.
Se amate l’horror e la cultura giapponese, dovete assolutamente leggere questo manga. Degni di nota sono i saggi conclusivi presenti nel primo volume; nel primo saggio si spiega la storia editoriale del testo, mentre nel secondo Maria Teresa Orsi enuclea la figura dell’onryô.