Bologna, Ospedale Maggiore. Grazia Negro è ancora stordita dall’anestesia per il cesareo eppure sorride. Finalmente, a dispetto di tutto, è quello che ha scoperto di voler essere: una madre. Basta con le indagini, basta con i morti, basta con la caccia ai mostri. È felice. Ma un attimo dopo capisce che qualcosa non va. Un’infermiera le porta via la culla con le gemelle appena partorite, mentre un agente spinge il suo letto fuori dalla stanza. L’Iguana, il pazzo assassino che anni prima aveva preso di mira gli studenti dell’università, è scomparso dalla struttura psichiatrica in cui era detenuto, lasciando due morti dietro di sé. Era stata Grazia a catturarlo. Per questo trasferiscono lei e le bambine in un luogo segreto. E per questo conducono lì anche Simone, il suo ex compagno, il giovane non vedente che l’aveva aiutata nell’indagine. Però non è sufficiente. Ci sono zone buie, in questa storia, che nascondono sorprese molto pericolose. Nessuna fra le persone coinvolte nel caso è al sicuro.
Carlo Lucarelli was born at Parma, the son of a physician. He was interested in literature and theatre when he was young, and studied Literature and History. Nowadays he lives in Mordano near Bologna.
Already in his years of study, during his research for his thesis subject he got in touch with the material for his first two books, which take place during the time of fascism and the years immediately after the war. In Italy he became well known quite soon because of these two books, and it was only a matter of time before he quit his academic activities and turned to his career as an author and all other sorts of activities, such as writing plays, film scenarios, radio-plays and, moreover, singing in a Post-Punk-Band called "Progetto K".
He is a frequently invited moderator on an Italian television programme about crime (Blu notte misteri d'Italia). As a journalist he works for several newspapers and magazines, such as il manifesto, Il Messaggero and L'Europeo. He has written more than twenty novels, including Almost Blue, (City Lights, 2001) and numerous short stories. Together with Marcello Fois and Loriano Macchiavelli he founded "Gruppo 13", a collective of crime-writers in the region Emilia-Romagna.
Bologna è sempre lì, con il piazzale dei taxi e il suo caos cittadino.
" Di solito non lo fa, il turno di giorno, preferisce quello di notte, quando la città è più magica, e sarà anche un luogo comune ma è vero. La gente che si incontra col buio è più strana, imprevedibilmente strana, anche più pericolosa, va bene, ma sicuramente incuriosisce di più di quella del giorno, che è strana e pericolosa pure lei, ogni tanto, però in modo prevedibile. Più banale, ma anche più nervoso, più schizzato, più cattivo."
Grazia Negro è in aspettativa. Ha scelto di diventare madre. Ha avuto le sue gemelle,con parto cesareo e senza un compagno. Ha fatto da sola, tosta e irrisolta come sempre.
Simone, il suo ex, ha scelto di tralasciare la musica, i suoni, perché il rumore del recente passato lo opprime. Si dedica a esorcizzare il dolore. È solo. Tiene a bada i ricordi sfiancando il corpo così che i pensieri tacciano. Ha scelto di viversi "dentro", barricato in se stesso.
Esistenze assestate nel quotidiano che improvvisamente vengono scombussolate dall'imprevisto: Alessio Crotti, alias l'iguana, il feroce serial killer, è scappato ed è tornato in circolazione.
Riparte la caccia, con volti noti e nuovi protagonisti.
A parte il sicuro piacere di leggere di nuovo Grazia e Simone, non c'é tanto altro in questo libro, che piú che un giallo mi sembra una commedia degli equivoci e soprattutto manca di un qualsiasi tipo di investigazione, perché il colpevole era, secondo me, chiaro dall'inizio, e anche se proprio non dall'inizio, almeno dal ritrovamento del cadavere nella betoniera. Detto questo, magari é colpa mia che passo l'estate a leggere i gialli e poco puó ancora stupirmi. Peccato perché di solito Lucarelli é una sicurezza.
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Si legge bene, scorrevole. Ma la storia non l'ho trovata né particolarmente avvincente, né originale. Speravo in un maggiore approfondimento dei personaggi.
Non è soltanto a partire dal titolo che Leon è un libro decisamente musicale, ma più che a una singola canzone - persino più di quella dei Melancholia (una delle eliminazioni da X Factor più sorprendenti di sempre) che ha regalato il titolo al romanzo - Leon mi ha fatto pensare una un intero album, di quelli che una volta si compravano su cassetta o CD e di cui personalmente ho perso l'abitudine da quando il sottofondo musicale lo imposto su Spotify.
Di alcuni artisti, quelli che per me sono stati negli anni punti di riferimento, mi ha sempre affascinato la composizione dell'album: poteva trattarsi di un filo conduttore, di una linea comune nella comunicazione o più semplicemente mi colpiva la semplice (si fa per dire) decisione sulla successione dei brani. Una sorta di alchimia difficile da raggiungere fra pezzi più agitati e ballate, per dire.
Ecco, Leon - di cui cercherò di non spolierare nulla, perché sarebbe un delitto - mi ha fatto pensare ad un album proprio per le differenti velocità e situazioni che presenta. L'ambientazione è naturalmente quella bolognese, e non potrebbe che essere così se si considera che per i "lucarelliani di ferro" Leon segna il ritorno di Grazia Negro - che ha appena dato alla luce due gemelle - e di Simone, l'altro protagonista buono di Almost Blue, ragazzo non vedente che della musica avvertiva ogni battito e che proprio con l'udito compensava la disabilità visiva. Torna, naturalmente, anche l'Iguana, il serial killer che proprio Grazia e Simone avevano incastrato, ma oltre a questo proprio non posso andare: come nell'album immaginario a cui facevo riferimento, i ritmi narrativi calano e si accendono come un maestro del thriller sa fare, la profondità dei colpi di scena ti fa chiudere di botto il libro (per riprenderlo un minuto dopo) e, come spesso capita, il brano conclusivo è quello che rimane nella memoria.
Leon sorprende fino all'ultima pagina e francamente è difficile chiedere di più a un romanzo certamente di genere ma con alcuni agganci al reale e al sociale che valgono il prezzo del biglietto. Ne citerò solo un paio: il modo in cui Lucarelli ha deciso di raccontare dei personaggi in periodo Covid e il numero di telefono sul cofano di un tassista bolognese.
Finito alle 4:30 del mattino. Che libro stupendo, che tensione montante, che sequenza finale da urlo. Un impareggiabile Maestro! Così tanto in così poche ore...
Ritornano i personaggi di Almost Blue - ma le vicende sono apprezzabili anche da chi non lo ha letto - in 200 pagine che scivolano via in mezzo pomeriggio, con una narrazione limpida e una struttura solida che creano e accrescono la tensione, piazzando colpi di scena strategici con una pianificazione matematica. O, meglio dire, geometrica: un'ulteriore evidenza della maestria di Lucarelli, che però diventa paradossalmente un potenziale punto debole, soprattutto per chi è avvezzo a lettura intensiva di noir. Un'analisi più approfondita (e con spoiler) su naufragar.it/2021/12/12/recensione-le...
Lucarelli torna a visitare i personaggi di "Almost Blue" dopo vent'anni, come ci sono tornato io a distanza di una decade dalla mia lettura di quel romanzo così macabro e ricco di spunti. Difficile scrollarsi di dosso la sensazione di un "revival" di cui forse non c'era bisogno, ma il mistero della trama (che all'inizio si muove adagio) dà il meglio di sé nella seconda metà e rivela una costruzione del romanzo non imprevedibile ma comunque interessante. La marginalità di un personaggio originale di Simone si fa comunque sentire, e l'ingresso di nuovi personaggi non riesce a coprirne la mancanza.
Torna Grazia Negro e il mio amato Simone... Ambientato nella Bologna che amo, le sue piazze, i suoi odori e colori, con personaggi bolognesi reali come il taxista RedSox inseriti nel racconto. Si legge velocemente anche grazie ai continui colpi di scena che ti obbligano a proseguire nella lettura e mantengono la tensione alta fino alla fine. Bellissima anche la colonna sonora
Quando mi viene il "blocco del lettore", niente come un giallo "vecchia maniera" riesce a smuovermi. Questo poi è ambientato a Bologna e tanto basterebbe a ottenere un effetto rilassante, distensivo.. Se poi ritornano Grazia e Simone (che avevo amato in Almost Blue), sebbene con meno smalto e più complessi.. insomma, una mestierata che però intrattiene.
Deutsche Übersetzung erschwert Zugang zu dem Thriller & seinem Potential
Ein weiterer Thriller aus der " Ispettore Grazia Negro-Reihe " von Carlo Lucarelli. Carlo Lucarelli wurde 1960 in Parma/Italien geboren. Heute lebt er nahe Bologna. Schon früh interessierte ihn alles aus dem Bereich Theater und Literatur. Seine Studien führte er in diesem Bereich durch. Jedoch standen der Wunsch zum Schreiben für ihn wohl meist im Vordergrund. In seinen mitunter düsteren Roman-Reihen, konstruiert & stellt der Autor seinen Lesern, immer wieder erfolgreich, die unterschiedlichsten Protagonisten vor.
Das Coverbild zeigt einen grünen Echsenschwanz. Der Titel mit gelb-gün unterlegter Farbe geschrieben, springt mir sofort ins Auge.
Mein persönliches Leseerlebnis Erzählstil, Charaktere, Spannung, Logik Das 208 Seiten umfassende elektronische Leseexemplar liegt mir vor. Der Klappentext hatte mich sehr neugierig auf diesen Thriller gemacht. Die ersten Kapitel lasen sich relativ flüssig & die Szenen waren gut verständlich erzählt. Leider hat sich dieser EIndruck dann in der Folge nicht weiter bestätigt. Immer wieder musste ich Kapitel neu lesen, um den Sinn des mir Erzählten, erfassen zu können. Die letzten Seiten der Geschichte waren dann wieder flüssig & nachvollziehbar lesbar. Spannungsbögen oder Cliffhanger wurden hier nicht als Werkzeug zur Hilfe genommen. Eine Kapiteleinteilung wurde nicht vorgegeben. Die deutsche Übersetzung ist an einigen Stellen leider unverständlich und nicht nachvollziehbar ausgeführt worden.
Zusammenfassung: Die deutsche Übersetzung dieses Thrillers ist leider nicht so geglückt. Mitunter gibt es seitenlange, unverständlich erzählte Ereignisse, die schwer einzuordnen bzw. zuzuordnen sind. Wurde dieses Buch von unterschiedlichen Übersetzern bearbeitet? Die qualitativen Schwankungen in der deutschen Übersetzung, erschweren die Beurteilung des Thrillers, sehr.
Fazit: Ein neuer Thriller, der mit großem Potential angekündigt wurde, diesem jedoch nicht gerecht werden konnte. Eine Sternebewertung fällt mir schwer, da mir nicht klar ist, ob die deutsche Übersetzung, in ihrer Kommunikation, der italienischen Orginalvorlage entspricht.
Um jedoch einen Überblick zu meiner Meinungsbildung transparent zu machen hier eine Beurteilung einzelner Gesichtspunkte:
Cover: schön anzusehen, macht neugierig: 4* Personen: hinreichende Vorstellung : 3* Storyline: schwer zu beurteilen, da wenig Übersetzungsstärke: 3* Spannung: 2,5* Lesefluss: 3* Insgesamt: 15,5 * ergibt eine Gesamtnote von: 3,1 * Lesesterne
ISBN: 978-3852568638 FORMATE: elektronische Ausgabe & Paperback SEITENZAHL: 208 VERLAG: FOLIO DEUTSCHE ÜBERSETZUNG: Karin Fleischanderl VERÖFFENTLICHUNG IN DEUTSCHLAND: 13. September 2022
Sequel diretto di Almost Blue, scritto però più di vent’anni dopo: nel mezzo, altri romanzi con protagonista l’ispettore Grazia Negro, che però io non ho letto. Non ne ho sentito la mancanza: c’è qualche accenno ai casi passati seguiti dalla protagonista (oltre a quello dell’Iguana, al centro di Alomst Blue), ma nulla che possa impedire lo scorrere di questa storia se non li si conosce.
Più o meno, l’impressione che ne ho avuto è la stessa del primo, anche se qui il passaggio tra prima e terza persona mi è sembrato meno estraniante: il libro non è male, ma non mi ha esaltato. Ho individuato il colpevole praticamente subito, però questo non mi ha impedito di appassionarmi alle vicende abbastanza da voler continuare lo stesso. Meno interessanti i capitoli narrati da Simone, meno originali e più confusi. Il finale è un po’ affrettato, magari ci avrei speso qualche pagina in più, però forse è solo un gusto mio.
Stesso commento di Almost Blue circa l’ambientazione bolognese, che si sente molto, specie nei capitoli del tassista (che esiste veramente ed è davvero un personaggio su Twitter) e di sicuro può essere goduta da chi conosce bene la città e da chi ci vive: devo ammettere che le descrizioni mi hanno causato un po’ di dispiacere per non potermi annoverare in questo numero.
Menzione speciale per la citazione di South Park: si vede che Carlo Lucarelli è un uomo di cultura!
Ritorna Grazia Negro, la super-investigatrice che in Almost Blue si è trovata a fronteggiare un pericoloso e misterioso killer soprannominato l'Iguana. Senza fare troppi spoiler, sembrerebbe che sia ritornato a tormentarla ora che è diventata madre di due gemelle. Sarà quindi costretta a fuggire e a reincontrare Simone, il giovane ipovedente coiivolto nella indagine sull'Iguana. Romanzo molto breve, sempre inquietante come per Almost Blue che, insieme al film, aveva terrorizzato gran parte delle mie notti durante la lettura e nei giorni seguenti. Lucarelli è un maestro del genere, sia nella scrittura di libri, di serie tv, di podcast o trasmissioni. La scrittura è incalzante, inquietante in un crescendo di misteri e ansia pura.
Lucarelli scive molto bene, e anche in questo romanzo breve è un piacere scivolare tra le sue pagine, passando da un punto di vista all'altro fino alla conclusione. Come è un piacere riavere in scena i personaggi di Almost Blue (per me) dopo davvero tanti anni. Ma qui il testo è più breve di quanto avrei desiderato e forse questo rende un po' più prevedibile qualche passaggio - solo per questo le stelline sono quattro e non cinque.
Un buon seguito deve mantenere quanto di buono mostrato nel primo capitolo e convincere, sparigliando le carte per non essere troppo prevedibile, con la nuova storia. Lucarelli con Léon ha fatto un grande lavoro: le atmosfere e i personaggi di Almost Blue ci sono, così come un gustoso plot-twist che, lo ammetto, non avevo visto arrivare da lontano. Un bel thriller, un po' breve forse, ma godibilissimo.
Breve ma necessaria premessa: "Almost Blue", il libro che apre la serie di Grazia Negro e Simone, è il mio libro preferito, quindi mi approcciavo a questo libro con un mix di angoscia e terrore di rimanere delusa. Non è ai livelli di Almost Blue, perchè è più moderno e meno angosciante, ma devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita, un giusto mix di terrore, tenerezza e lacrime (e qui mi taccio per evitare spoiler). Le pagine 52 e 53 le ho rilette un sacco di volte, sono stupende.
Un ottimo Lucarelli, che riprende alcuni dei suoi personaggi più amati e li scaraventa in un nuovo incubo. Una storia che all'inizio ti sembra di conoscere ma che cambia di pagina in pagina, perché non è una storia ma un incubo per l'appunto e si sa quanto questi possono essere infidi. I ruoli cambiano, mutano di pagina in pagina; quello che pensi di aspettarti non arriva. Quello che non ti aspetti esce dalle righe del bravissimo scrittore. Ormai uno dei maestri mondiali del genere.
Ben scritto e con tutti i tempi giusti, ma con qualche difetto. Perché il killer vuole quello che vuole proprio da Grazia Negro? Non si capisce. Non mi è piaciuto, inoltre, l'utilizzo di artifici triti e ritriti per tenere in piedi la storia. Un esempio: il rapporto sullo stalker che arriva in tempo ma che, guarda un po', viene ignorato da chi dovrebbe leggerlo. Da uno come Lucarelli ti aspetteresti una cura maggiore per i dettagli e un'attenzione alle motivazioni.
Come posso dire quanto è bravo Lucarelli a rigirarsi il lettore, irretirlo nella ragnatela dei preconcetti, e dargli la botta finale in meno di 200 pagine, senza spoilerare? Non posso. E non si può iniziare il libro e andare a dormire senza averlo finito. Ottimo anche aver scoperto con l'occasione Léon e le altre canzoni dei Melancholia.
Un thriller che scorre veloce, forse anche un po' troppo. Alla tanta tensione ottimamente creata da Lucarelli, vero maestro nell'arte, forse non si affianca una caratterizzazione dei nuovi personaggi che avrebbe potuto essere più approfondita. Bello però rileggere di Grazia e Simone, per chi come me ha amato Almost Blue.
Attirato dall'autore e dal titolo di una canzone che ascolto spesso quando vado a correre, ho trovato questo libro piacevole da leggere. Un po' per la storia, un po' per la scrittura di Lucarelli che mi ha trascinato pagina dopo pagina. Non l'ho divorato, come si fa spesso coi gialli, ma me lo sono gustato.
Primo libro di Lucarelli che leggevo, quindi le aspettative erano alte. Forse troppo alte? Purtroppo credo che fra una settimana lo avrò già dimenticato, in quanto ho trovato la trama abbastanza prevedibile.
Mezza stella in più per spirito campanilistico. Libro ben scritto coinvolgente e scorrevole, si divora in poche ore, proprio perché ha un ritmo serrato.