Paul Celan ha lasciato inedite circa trecento poesie spesso ricopiate più volte, corrette, raccolte in cartelle, datate. Composte insieme a quelle da lui pubblicate, non ne differiscono, almeno in apparenza, per qualità poetica, difficoltà di interpretazione, suggestione straordinaria. Forse, in alcune è più percepibile, meno nascosta o rimossa, l'occasione che le ha fatte nascere, piú certo il riferimento a persone, a luoghi della sua vita difficile. Fra le quarantadue selezionate per questa antologia spiccano quelle in cui le figure della madre uccisa e del figlio morto quasi sul nascere si ricongiungono nella disperazione della vita assente.
Poet, translator, essayist, and lecturer, influenced by French Surrealism and Symbolism. Celan was born in Cernăuţi, at the time Romania, now Ukraine, he lived in France, and wrote in German. His parents were killed in the Holocaust; the author himself escaped death by working in a Nazi labor camp. "Death is a Master from Germany", Celan's most quoted words, translated into English in different ways, are from the poem 'Todesfuge' (Death Fugue). Celan's body was found in the Seine river in late April 1970, he had committed suicide.
Siamo travolti dai flussi inarrestabile della nostra mente e nel nostro cuore e ci frantumiamo contro l'eterna, fissa, durissima, inamovibile realtà della natura. E' uno spirito di disperazione e di oscuro e irrisolvibile silenzio quello che emerge da questi versi di Celan: le immagini e i versi si diradano, puntano sul meno, tolgono nella vana speranza di arrivare ad un senso che ci è sottratto. E anche l'amore, questa irrazionale ed insensata illusione di serenità diviene fatto di disperate, oscure ed immobili parole: non c'è nulla di romantico, solo un movimento che scende dagli occhi di lei fino alla sua orma nel terreno, segno finale di abbandono. E' ostico, duro, difficile il verso di Celan, irrisolto e smarrito, ricco di neologismi chiusi ed icastici, sempre più breve ed impotente nelle ultime poesie di questo libro… "La morte è un fiore che solo una volta fiorisce. Ma fiorisce come nient'altro fiorisce."
Da anni entrano ed escono da casa mia alcune badanti dell'Est. Tra effettive, sostitute ed amiche delle stesse ne ho ormai conosciute a decine. La maggior parte di loro proviene dall'Ucraina "europea", essendo questo straordinario Paese suddiviso -come la Gallia di Cesare- in partes tres. L'Ucraina russofona soprattutto mi spaventa: il livello di antisemitismo (e quindi di razzismo) è tale da inquietarmi oltre ogni limite e mai dimenticherò il giudizio lapidario sul governo "corrotto" di Kiev: "sono tutti ebrei". Per "Ucraina europea" intendo essenzialmente la Bucovina -già territorio asburgico- che l'Ucraina divide oggi a metà con la Romania. Per intenderci sino in fondo, tuttavia, va detto che la regione geografica di riferimento è quella della Moldavia. Un numero imprecisato di badanti proviene da lì, in particolare dall'Oblast' di Černivci.
A Černivci, il 23 novembre 1920, nacque Paul Celan. Fosse stato uno sconosciuto italiano, chissà, oggi avrebbe potuto usufruire di una badante moldava come quella descritta da Antonio Manzini in Orfani Bianchi. Da tempo mi ripromettevo di leggerlo con un minimo di sistematicità e poiché per ogni cosa c'è il suo momento, eccomi qua: il momento è arrivato. Sono partita scegliendo a caso tra le sue raccolte tradotte in italiano. Ci sarebbe anche un Meridiano Mondadori, ma non me lo posso permettere (troppo pesante per la mia schiena).
CONSEGUITO SILENZIO: il giudizio finale danna le sue tube. ............. Questo è il momento in cui i lupi mannari non ce la fanno. Nessuno scherano più vive.
L’uomo, vero e solo, va ritto in mezzo agli uomini. ................. L’altro Più profonde ferite che a me inflisse a te il tacere, più grandi stelle ti irretiscono nella loro insidia di sguardi, più bianca cenere giace sulla parola cui hai creduto.
Anche noi vogliamo essere, dove il tempo dice la parola di soglia, il millennio giovane si alza dalla neve, l'occhio errante si calma nella propria sorpresa e capanna e stella stanno nel blu da vicini di casa, come se la strada fosse già percorsa.