"Se avete il desiderio di capire la meccanica quantistica, dovete essere pronti a un viaggio in un mondo sconfinato e bellissimo. Per questo è nata questa mia pratica guida all'autolesionismo di gruppo, per perderci nei meandri più torbidi della meccanica quantistica. Ma, d'altra parte, Bohr disse: 'Se uno non è rimasto scioccato la prima volta che ha sentito parlare di fisica quantistica, allora non ha capito niente'". Gabriella Greison, la "rockstar della fisica", ha scritto la prima guida per approcciare la meccanica quantistica, questa teoria così caparbiamente in contrasto con il nostro senso comune. E allora quale modo migliore per spiegarla che immaginarsi di parlarne con Isaac Newton, grandissimo scienziato, per carità, ma esempio assoluto di quel modo di ragionare "classico" che questa nuova teoria mette in discussione, e che tutti quanti ci portiamo dietro quando pensiamo al mondo attorno a noi. Insomma, se riesce a convincere lui... Col suo stile sempre chiaro e preciso, Gabriella Greison spiega a Newton e a tutti noi il principio di indeterminazione di Heisenberg e il paradosso del gatto di Schrödinger, l'esperimento della doppia fenditura e l'"entanglement" quantistico, il dualismo onda-particella e la catastrofe ultravioletta. Mostra come grazie a questa teoria funzionino molti oggetti di uso quotidiano quali, fra gli altri, il laser, la chiavetta USB e il lettore dei codici a barre. Ma soprattutto ci fa assaporare questo sapere così contro-intuitivo, incomprensibile e "inutile" da risultare irresistibile per tutte le menti curiose e anticonformiste.
Gabriella Greison è una fisica, scrittrice, drammaturga e attrice teatrale italiana. Si laurea in fisica nucleare presso l'Università Statale di Milano con una tesi sullo studio sperimentale della propagazione di elettroni veloci in una camera a vuoto. In seguito ha lavorato per due anni presso il centro di ricerche École polytechnique di Palaiseau a Parigi. È direttrice del primo Festival della Fisica in Italia. Si occupa di divulgazione scientifica per diversi programmi radiofonici nazionali, ha condotto ed è ospite di programmi di approfondimento scientifico. Da marzo 2019 collabora con La Repubblica, scrivendo di fisica e scienza.
Mi spiace per la dott.ssa Greison di cui si percepisce chiaramente la passione per la Fisica ma a mio parere non ha doti di divulgatrice. Il precedente "L'incredibile cena dei fisici quantistici" non mi era piaciuto né per stile né per capacità espositiva ma questo testo è a mio avviso peggiore. Il testo è confuso, pieno di ripetizioni (addirittura a pag. 105 la stessa identica frase è ripetuta due volte a distanza di poche righe). Per chi ha una preparazione in fisica la descrizione di alcuni personaggi appare quasi macchiettistica e quella dei concetti a livello di "Forse non tutti sanno che..." da Settimana Enigmistica; chi invece è un neofita e cerca di capire troverà pochissime informazioni chiare e dubito che rimarrà affascinato dal mondo quantistico. Questa ovviamente è solo la mia opinione.
Ho ricevuto questo libro in regalo, è scritto molto bene ed è ricco di spunti teorici inerenti alla fisica quantistica. È stata una lettura difficile per me che non sono preparata in materia , piuttosto lo consiglio a chi mastica bene queste tematiche. Gabriella sembra una personalità affascinante. Il dialogo con alcuni scienziati è simpatico (ma impegnativo ugualmente!)
"Anche questa è arte", dice ad un certo punto Gabriella. Vero, perché è un libro che parla di immaginazione, del possibile, tra passato, presente e futuro, tra conosciuto e non, tra conosciuto e conoscente. È andare oltre il confine. Apre mondi, Gabriella, fa appassionare e poco importa se non si capisce la fisica, ti viene voglia di leggere, di sapere, di non fermarti, di viaggiare, di scoprire. Risveglia cose antiche, come quella volta che alle elementari sono andata a dire alla maestra a dire che il Ferrero Rochet è fatto come la Terra, con crosta terrestre, magma e nucleo. Sembra così, di incontrare persone che guardano al mondo come bambini, con la stessa magia negli occhi. Letto per strada, in metro, sulle scale mobili, prima di iniziare a lavorare, con arresti improvvisi per sottolineare, con sorrisi.