Accetta di amare Ajme Williams
In lista da quando è uscito, è il primo di quattro libri che raccontano dei fratelli Strong.
Questo è sull’ irreprensibile Ryan.
Kellie e Ryan lavorano insieme. Ryan Strong è il direttore esecutivo dell’omonima azienda di famiglia, Kellie è la sua assistente. Durante il tentativo di allargare gli interessi dell’azienda in Europa, Ryan afferma al suo pari francese, col quale intende collaborare e che è per le aziende di famiglia,che è fidanzato con Kellie e che presto si sposeranno. Entrambi si sono sempre imposti di non andare oltre il rapporto lavorativo per cui dover fingere li mette davanti ad un cambiamento Che li costringerà a guardarsi l’un l’altro in maniera differente. Effettivamente le motivazioni sono blande e tutta la trama è un po’ telefonata,però devo ammettere che viene raccontata davvero benissimo.
Tutti i personaggi sono davvero tridimensionali e non soltanto i principali,ma anche i secondari. In pratica posso già capire che tipi sono i fratelli di Ryan ,i personaggi che si andrà a incontrare nei prossimi libri. La nonna proprietaria dell’azienda è davvero un portento e Noah l’ultimo dei fratelli,uno spasso . Tutta la trama è calcolata in base alle altre e già si intravede qualcosa delle successive.
Tornando ai personaggi principali troviamo Ryan stakanovista,completamente dedito all’azienda, che non concede nulla quasi al privato,un po’ per paura,un po’ per quello che ha visto nel padre quando ha perso l’amore della sua vita, quella che era sua madre.
Certamente è un po’ un cliché,però egregiamente raccontato, anche in maniera piuttosto divertente e ironica ; il pov alternato permette di far capire quanto sia diametralmente opposto ciò che di lui si vede all’esterno, da quello che invece c’è nel suo intimo.
Kellie è la controparte un po’ tenerina. Efficientissima come assistente ma comunque in qualche modo affezionata alla famiglia strong con la quale lavora da un po’ , romantica ma disincantata al tempo stesso. Le vicissitudini fra i due sono alternate dai giusti alti e bassi senza mai sfociare nell’angst .
Stilisticamente ho trovato il giusto eros, il giusto romanticismo e la giusta ironia… forse il secondo epilogo poteva evitarlo.
⭐️⭐️⭐️⭐️