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LA COPA DORADA I

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Padre e hija deciden volver a casarse, y sus respectivas parejas serán la joven Charlotte y el príncipe Amerigo, sin saber que ambos han sido amantes en el pasado. Adam y Maggie continúan la misma vida de antes, haciéndose compañía y coleccionando obras de arte, a pesar de que ahora tienen otro vínculo que atender.

346 pages, Unknown Binding

First published November 10, 1904

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About the author

Henry James

4,580 books3,952 followers
Henry James was an American-British author. He is regarded as a key transitional figure between literary realism and literary modernism, and is considered by many to be among the greatest novelists in the English language. He was the son of Henry James Sr. and the brother of philosopher and psychologist William James and diarist Alice James.
He is best known for his novels dealing with the social and marital interplay between émigré Americans, the English, and continental Europeans, such as The Portrait of a Lady. His later works, such as The Ambassadors, The Wings of the Dove and The Golden Bowl were increasingly experimental. In describing the internal states of mind and social dynamics of his characters, James often wrote in a style in which ambiguous or contradictory motives and impressions were overlaid or juxtaposed in the discussion of a character's psyche. For their unique ambiguity, as well as for other aspects of their composition, his late works have been compared to Impressionist painting.
His novella The Turn of the Screw has garnered a reputation as the most analysed and ambiguous ghost story in the English language and remains his most widely adapted work in other media. He wrote other highly regarded ghost stories, such as "The Jolly Corner".
James published articles and books of criticism, travel, biography, autobiography, and plays. Born in the United States, James largely relocated to Europe as a young man, and eventually settled in England, becoming a British citizen in 1915, a year before his death. James was nominated for the Nobel Prize in Literature in 1911, 1912, and 1916. Jorge Luis Borges said "I have visited some literatures of East and West; I have compiled an encyclopedic compendium of fantastic literature; I have translated Kafka, Melville, and Bloy; I know of no stranger work than that of Henry James."

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Gresi e i suoi Sogni d'inchiostro .
701 reviews14 followers
September 11, 2022
Ma la bellezza immensa, incomparabile addirittura, della nostra posizione, non sta forse nel fatto che non << dobbiamo >> fare proprio niente al mondo? Niente all’’infuori di quella cosa comune, necessaria, quotidiana che consiste nel non essere più stupidi del necessario.

Qualche giorno dopo la conclusione di questa lettura, mi trovo seduta alla scrivania dinanzi a un computer rumoroso ma funzionante con una penna in mano, a rivedere ciò che avevo riportato nei miei appunti da cui non riesco a farne a meno, - mi aiutano ad essere concentrata, a riporre nero su bianco qualunque pensiero -, chiedendomi se questa volta avrei potuto ridurre intere pagine fitte di riflessioni in due o tre pagine di Word, o riflettere ancora qualche istante in più, oppure semplicemente depennare ciò che non è necessario.
Ho deciso di smaltire la pila della vergogna, da quant’è è subentrata la pandemia. Ho abbracciato questa sfida personale per puro e semplice svago, divenuto poi un modo di essere o per sopravvivere, nel mio cammino di lettrice. Ho deciso allora di conoscere autori che non conoscevo, leggere opere di cui non ne sapevo nemmeno l’esistenza, come anche quelli piccolissimi e illeggibili… mentre trascrivo queste parole al margine dentro la mia testa, mi chiedo se questa non sia la cosa più vera su me stessa che motiva le mie giornate. Pondera le mie scelte, ma, soprattutto, mi induce a raggiungere la felicità. Si, perché per essere semplici risme di carta, i libri sono per me la vita. La letteratura dà forma e sostanza alla mia banalissima esistenza, poiché è qualcosa che mi piace tantissimo e per cui lotterò con tutta me stessa per diffondere il suo forte messaggio.
E se non dovessi riuscirci non avrebbe importanza. Perché scrivo questo? Perché sono nata in un ambiente famigliare in cui la lettura non è il passatempo per eccezione. I libri sono semplici mazzi di carta, che non hanno alcun valore. Alcuna anima. Ma non per me, che non appena siede sulla sua poltrona preferita si immerge in luoghi di infinita bellezza. Nei libri ho scovato la mia identità, ho creato quella bolla di certezze e felicità che mi induce ad andare avanti, senza guardarmi indietro nemmeno per un’istante. Dunque, perché rammaricarsi, se gli altri non riescono a comprenderti? Ognuno di noi è bello, nella sua atipica diversità.
Questo lungo e insensato discorso, di cui mi rendo conto nessuno mi ha chiesto, nasce come riflessione attenta all’emozioni scaturite da una lettura tendenzialmente ostica ma affascinante come quella di La coppa d’oro. Nessuno mi costringe a fare niente, men che meno a leggere romanzi che potrebbero apparire come una noia mortale. Ma se non ci si butta, nel bel mezzo della mischia, come si conoscono i rischi? Come arrivare alla mente – o al cuore? – di chi scrive, se non leggendo di lui e del suo figlio di carta? Questo è l’ennesimo esempio, nonché la pura verità, di ciò che ho esalato da un elisir opprimente come questo, un lungo sospiro di alienazione che mi ha tenuta lontana dall’arroganza, dalla cupidigia. C’era un uomo, il Principe, che aspirava ad essere magnifico non prendendo le cose per quello che effettivamente sono ma accettando qualunque limite imposto. Avrebbe potuto lasciar perdere, ma non aveva alcuna possibilità. Il mondo lo avrebbe risucchiato e fatto a pezzi.
Una volta avviato un progetto, credo sia difficile tirarsi indietro. Perlomeno per me, che sono sempre stata una ragazza ordinata ed equilibrata, pianifica la sua vita con cura e zelo e non intende fermarsi finchè non arriva fino in fondo. Credo si tratti di ostinazione. Ma se non fossi stata così ostinata, non avrei potuto leggere un romanzo come questo! Cosa vi fa credere che leggere La coppa d’oro sia stato come camminare spensierati, lungo il viale dei Ricordi? Lo so. Perché l’ho letto, allora? Perché non riuscivo a smorzare la sete di curiosità. Un fastidiosissimo tarlo che stava nutrendosi della mia linfa vitale, del mio organismo. Ci sarebbe voluto del tempo, ma prima o poi avrei fatto anche io parte di questa storia. E questa impressione è stata veritiera, dopo aver valicato lo scoglio delle prime centocinquanta pagine. Mi sembravano così irraggiungibili, zeppo di nozioni filosofiche… e questa coppa? Il suo era un elemento dal significato simbolico o una semplice figura gettata fra le pagine? Gli americani di James sono così romantici che vedono il mondo in ogni forma e sfaccettatura. Sono dotati di un forte animo romantico da cui mi è stato possibile scorgere follie da cui è possibile riconoscersi, piaceri innocenti senza alcuna punizione divina, il godere di tali piaceri senza incorrere in alcun ostacolo. Con audacia e nobiltà accettando nell’evoluzione l’idea di creare un’epoca futura che avrebbe corrisposto a un certo equilibrio personale.
Anche se non avrei dovuto sorprendermi, anche in La coppa d’oro emergono molti dati concreti (troppi pensieri riguardanti la società del secolo, il suo << funzionamento >>, l’approccio dell’individuo e il suo modo di relazionarsi con essa ), il cui risultato è stato però a dir poco soddisfacente. Il principe, Charlotte, Maggie erano possessori di certi valori che li esprimono mediante il negare qualcosa, scoprendo e conoscendo non solo la società circostante ma se stessi, il loro modo di relazionarsi. I quali sono perennemente preoccupati per la loro sorte e di chi la definisce: e l’ansia e la paura di non essere mai abbastanza, di non poter far sentire la propria voce in mezzo a un coro di suoni e frastuoni. Ma nonostante tutto, così vicini alla mia anima da permettermi di sentirli. Il mio interesse nei loro riguardi divenne sempre più insistente man mano che la loro saggezza, i loro desideri oppressi spiccassero, nel bel mezzo di resistenze che ne allentano la bellezza, smorzano qualunque resistenza, qualunque ostilità. Simbolicamente e metaforicamente, infatti, ci è offerto tutto questo da una coppa dorata che tuttavia ci scopre in un’immobilità dettata dalle convenzioni o dalle condizioni. James pondera certi cataclismi con saggezza, ma allietando il tono estremamente greve con elementi comici, spesso rincuoranti, in cui il matrimonio è già una buona meta per raggiungere la felicità. Scandagliare la nostra identità, una propria coscienza. L’umiltà cozzava con la scienza e la mancanza di pregiudizi spalleggiati dal denaro. E, alla fine, si ricavano piccoli agglomerati che conferiscono una certa lietezza. L’equilibrio resiste alle trasformazioni che persistono e trionfano. La felicità intesa come realtà utopica impossibile da raggiungere ma di non toccare, anche se per poco tempo
Leggere Henry James è come mettere a nudo la nostra anima. Le mie reazioni, come << conseguenze >> a momenti di procrastinazione varia, mostrano come alla fine tutto ciò assume una certa importanza, rappresenta più di un oggetto quello del “parlare” di società del 1800 in un romanzo, ma sono anche consapevole che quando mi imbatto in questo tipo di letture non posso non approfittarne ad osservare il tutto con maggior criticità. Quasi sempre in luoghi in cui l’anima si perde, si riflette, risponde a richiami e ammonimenti vari che celano trappole insidiose, immagini prese da meccanismi e comodità vaste, simbolismi che aiutano a comprendere e a recidere il passato.
Se questo romanzo l’avessi letto in un momento in cui di tempo a disposizione non ne avrei avuto, quello cioè fondamentale per poter alternare questa lettura con altri romanzi, non credo che avrei potuto portarne a termine la lettura con costanza e concentrazione come invece è accaduto. Perché, seppur scritto bene, uno spaccato politico e sociale dell’epoca che c’è stata in cui si assapora la debole incolore emozione delle cose, la disgressione di ogni cosa, l’orrore di un mondo circostante completamente diverso da quello attuale, tante pagine di troppo appaiono sprecate, fin troppo eccessive, quasi incomprensibili poiché entità piccolissima che non riesce a implodere in un unico splendido agglomerato. Ma solo in forme di persistente abnegazione, frustrazione, sentimenti contrastanti proiettati in un mondo di cui l’autore lo impreziosisce di magia e lirismo, quasi un magnifico apice di apoteosi giunto troppo in fretta. Sospeso in una grande e dorata isola in cui l’intimità, i gesti del cuore stonano con il grigiore di cui è inzuppato ogni cosa.
Requisito fondamentale di questo romanzo l’assetto economico che confluiscono nel realizzare e idealizzare quella disamina utile ad esprimere qualunque intento di evasione, differenti nel tempo e nello spazio.
Dalla natura arcaica come la rude architettura di un palazzo, il freddo spirare dei suoi personaggi, non poté non avvolgere le mie membra stanche finché il colore intenso di una nuova storia non avesse schiarito le stanze buie della mia anima. Non avrei potuto comportarmi diversamente: questo era senz'altro vero. Ma questo mio girovagare fra esperienze di vita di donne eccentriche e strambe, nevrotiche e insoddisfatte sotto diversi punti di vista, atipiche ed originale sotto altri, era stato lo stesso impulsivo, quasi repentino, come chi in una stanza affollata e calda avrebbe potuto servirsi di una fiala dall'acuto profumo nascosto in un fazzoletto. Ed io non nutrivo alcun desiderio di cambiare atteggiamento. Mista a questo infinito fascino, ad una discrezione quasi impersonale, che per qualche nanosecondo mi fece credere che quello che avrei letto mi avrebbe dato poco, la sensazione di una libertà sconfinata che nel romanzo di James funge da scudo a paradigmi e concezioni della società ottocentesca, così dolce e pacata in sé, sfociava a volte in manifestazioni bizzarre. Le donne che non facevano niente per se stesse, attendevano in atteggiamento di graziosa passività che un uomo passasse per la loro strada e le provvedesse di un particolare destino. La donna, l'individuo di sesso femminile aveva per l'autore l'impressione di avere propositi tutti suoi e, se espansive di emozioni, etichettate come seccatrici e avventuriere. Io, che sono un’emancipatrice incallita, ho notato questi strani modi di porsi; ho notato tutto quello che accadeva nel romanzo di James. E se l'orgoglio era talmente utile per valorizzare alcune categorie della condizione umana, la letteratura e i libri un mezzo primordiale per vivere. Una fievole luce che molti non riescono, o, non vogliono ravvivare. Incatenati a non poter seguire un sentimento, una passione onesta come una bellezza indefinibile che circondava l'aura lucente di ogni figura, in una terra ancora veduta e sentita in modo imperfetto, che mi si è stesa dinanzi come una terra promessa in cui l'amore del bello è confortato da un sapere senza fine.
1 review
February 22, 2024
Illeggibile, se mai dovessi leggere il volume II sarà solo perché avrò dimenticato lo strazio che é stato l'arrivare all'ultima pagina del volume I.
Spero questa recensione mi impedisca anche solo di pensare di farlo.
161 reviews2 followers
March 5, 2022
I will do a full review after finishing Volume 2. However, Volume 1, The Prince, seems to me to be much more readable than Volume 2, The Princess, in that it has more action and dialogue. Volume 2 seems to be much more in the head of the the Princess: much internal turmoil and speculation discussed in longer and longer sentences and paragraphs.

In The Golden Bowl James returns to a theme trod by many others (particularly Jane Austen): how does a penniless man or woman survive in a world dependent upon wealth for status and freedom. Here we have two such characters: Amerigo, the Italian Prince whose family glories are in the past and Charlotte, an American woman of very limited means. Into their lives comes the Ververs: America's first billionaire and his daughter. How does the yearning for status and financial stability intersect with love? Can the best of intentions go terribly wrong?
Profile Image for Valeria Fun.
136 reviews2 followers
December 21, 2025
Es un libro bastante pesado, la historia si esta buena pero no muy bien contada.
Primero hablan de casarse y en el capitulo siguiente y sin avisarte ya estan casados y en el siguiente ya tienen un hijo.
Tiene una narrativa muy descriptiva que aburre, el libro podria tener la mitad de las hojas o menos si dejamos lo interesante
Profile Image for Melissa.
337 reviews21 followers
April 28, 2017
I had to put myself and this book out of our misery.
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

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