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208 pages, Paperback
First published May 16, 2014
“L’Afghanistan è uno zoo con i leoni al potere in mezzo a una folla di uccellini. Non ci sono regole, vige solo la legge del più forte.”
“A causa del fondamentalismo il mio paese è diventato una sala giochi per i potenti stranieri. E gli afghani sono le palle da biliardo.”
Un racconto vero, senza veli, senza omissioni e senza pietà. Se vi regge lo stomaco è una lettura a mio parere molto significativa sull’Afghanistan e la sua difficile situazione. Passa il tempo e la civiltà si evolve, ma il dio indiscusso, qualunque nome gli si voglia dare, non è Dio, non è Allah né TizioCaioRedeiRe, è invece sempre il maledetto Denaro.
Solo parlando, raccontando la verità come ha fatto Farhad si può tentare di squarciare secoli di abusi, violenze, sperpero e ignoranza. E far sì che quel deserto arido fiorisca.
Intanto per aver scritto questo memoriale lo scrittore si è guadagnato la condanna a morte da parte del suo paese, se mai dovesse tornare, e l’ostracismo dalla sua famiglia.
Torno al mio romance, voglio dimenticare certe immagini.
Navillus.
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