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Annette

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Questo libro ha due scopi: raccontare un'ossessione che descrive, a suo modo, il nostro tempo, e insieme illustrare qualcosa di eternamente umano, e cioè come il desiderio si articoli e cresca nell'impossibilità del suo realizzarsi. Annette Schwarz è una pornostar tedesca attiva dal 2002 al 2014 ed è l'oggetto di un amore incondizionato e romantico che dura da più di un decennio. Dal primo incontro con Annette alla fruizione del porno in rete come esperienza sempre più immersiva e totalizzante, Marco Malvestio delinea un'educazione sentimentale e sessuale, esplorando la pornografia sia come interesse di nicchia sia come categoria mainstream, tra narrazione e saggio, biografia documentaria e immaginazione. Dall'adolescenza all'età matura, le performance di Annette sono parte dell'uomo che il protagonista è diventato, lei stessa parte della vita.

290 pages, Paperback

Published June 30, 2021

2 people are currently reading
149 people want to read

About the author

Marco Malvestio

20 books14 followers
Marco Malvestio è nato nel 1991, ed è ricercatore in letterature comparate all’Università di Padova. Ha lavorato in Canada e negli Stati Uniti.

Ha pubblicato il saggio The Conflict Revisited. The Second World War and Post-Postmodern Fiction (Peter Lang, 2021) e Raccontare la fine del mondo. Fantascienza e Antropocene (nottetempo, 2021). Ha co-curato i volumi Italian Gothic. An Edinburgh Companion (EUP) e Italian Science Fiction and the Environmental Humanities (LUP).

Come romanziere, nel 2021 ha pubblicato Annette (Wojtek Edizioni). Nella primavera del 2024 ha pubblicato La scrittrice nel buio (Voland).

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,469 reviews2,442 followers
June 6, 2025
PORNO ERGO SUM


Jamie McCartney, The Great Wall of Vagina, 2008.

E voi volete che io mi sporchi le mani con il reale, proprio ora che l’immaginario gli è diventato così manifestamente superiore?

Alla fine del Decamerone pasoliniano, lo stesso regista poeta scrittore nei panni di Giotto, dando le spalle alla macchina da presa, recita questa frase che m’è rimasta scolpita: Perché realizzare un'opera quando è così bello sognarla soltanto?
Evidentemente non è rimasta indelebile solo a me, ma anche a Malvestio che in questo suo esordio scrive:
Annette, invece, la mia Annette, proprio perché è con me solo attraverso il lucido velo dello schermo del mio computer, mi si offre sempre nuova in un campionario sì finito di video cui attingere, ma in un campionario infinito di fantasie da sognare senza che le si debba sciupare realizzandole.
Le cose che ci inventiamo sono sempre più desiderabili di quelle che avvengono davvero.


Marcello Dudovich (1878-1962), Il tappeto rosso.

Le fantasie, il sogno, l’opera da realizzare sarebbe una storia d’amore vera, in carne e ossa, con l’oggetto del suo desiderio, Annette Schönlaub, in arte Annette Schwarz, attrice porno attiva tra il 2002 e il 2014: ma perché cercarla, perché struggersi nell’assenza, se lo streaming online permette di viverla comunque, senza l’intralcio della realtà, di modellarla secondo fantasie…
Il desiderio si articola e si accresce nell’impossibilità del suo realizzarsi.


Aubrey Beardsley, L’esame dell’araldo, per la Lisistrata di Aristofane, 1926.

Malvestio debutta qui nella narrativa (in precedenza un paio di saggi) e secondo me lascia subito il segno, scrive bene e ha una buona idea da sviluppare, la storia di un’ossessione immersa nel mondo della pornografia del terzo millennio.
All’inizio sembra voler scrivere un pamphlet a favore del porno, poi ha momenti tra il saggio e l’inchiesta sull’industria del porno, ma più va avanti e più costruisce una storia immaginaria intorno a questa attrice tedesca che si trasforma in un romanzo a suo modo avvincente. O meglio, il focus è soprattutto l’ossessione dell’io-narrante per la pornostar tedesca.


Marcantonio Raimondi, Figura femminile con dildo, ca. 1520 circa, incisione a bulino, Nationalmuseum, Stoccolma.

È più convincente quando racconta il rapporto dell’utente finale, quello che sta a casa, seduto alla scrivania o sdraiato a letto, a esplorare pagine e pagine di atti sessuali (inutile elencarli, ma la nomenclatura in lingua inglese è davvero fantasiosa. Un esempio per tutti, “edging”: dove edge significa bordo, confine, margine, limite, e quindi si tratta del controllo dell’orgasmo per ritardarlo il più possibile, avere il tempo d’incamerare più immagini possibili fino a trovare quella ‘perfetta’;) e modella immagini mentali, fantasie, sogni erotici, che saranno anche perfetti e non contaminati dalla realtà, ma Malvestio lascia chiaramente capire che sono soprattutto alla lunga frustranti e ripetitivi.
Un po’ meno bravo, secondo me, nel ritrarre l’industria del porno, che da queste pagine esce fuori come luogo d’accoglienza, fiducia, sostegno, calore umano, amicizia. Tutto il contrario di quello che tante interviste e racconti da fine carriera di chi in quell’industria è coinvolto – soprattutto se come parte performante – trasmette a chi ascolta o legge.


Johann Heinrich Füssli, Burlesque, 1770-1772, disegno, Museo Horne, Firenze.

Annette colpisce l’io-narrante – che Malvestio ci fa credere essere molto autobiografico – non solo perché predilige pratiche spinte, sembra non avere limiti: ma anche perché sembra non simulare, sembra vivere, partecipare, e godere più che recitare, e simulare (il porno è comunque una cosa molto finta e molto vera).
La questione dell’autenticità si presenta come centrale in questo romanzo che è un continuo gioco di rimandi, di parallelismi, tra la verosimiglianza del narratore personaggio e le performance della sua Annette, tra fiction e non fiction.


Statua romana di ermafrodito, 100-200 d.c., Museo del Louvre.


Rilievo romano, ca. 50 d.C., MANN, Napoli.


Priapo con il caduceo, affresco pompeiano, 89a.c. – 79d.C., MANN, Napoli.


Placchetta, arte indiana, I sec. a.C., osso, MET, New York.


Pan e la capra, II secolo a.C., Museo archeologico di Napoli.


Kylix attica a figure rosse, ca. 470 a.C., Getty Villa, Malibu, California.


Pedieus, Kylix attica a figure rosse, 510 a.C., Museo del Louvre, Parigi


Affresco etrusco, Tomba dei tori, VI secolo a.C., Tarquinia


Papiro satirico-erotico di Torino 55001, arte egizia, 1.150 a.C., Museo Egizio, Torino


Placca babilonese, II millennio a.C., Museo d’Israele
Profile Image for Laura Gotti.
598 reviews609 followers
November 10, 2021
il libro ha il pregio di essere ben scritto e di avere una bella idea di partenza, poi, francamente, a me del mondo del porno non me ne può fregare di meno quindi tutte le digressione saggistiche intorno al tema mi hanno, a tratti, annoiata.

Spiego. La storia è quella di un'ossessione, del protagonista per un'attrice di film porno, Annette, appunto. Le parti più belle sono proprio quelle in cui il protagonista racconta e ci racconta la sua ossessione per il porno e per lei in generale e quelle in cui si immagina la vita di Annette prima di arrivare al porno. Chi era, da dove veniva, come ha scoperto la voglia di intraprendere quella strada. Tutto basato sulla fantasia dell'autore che si è agganciato a qualche scarna notizia vera. Poi però ci sono intere pagine su registi o film porno o storia del porno che a me hanno solo creato fatica nel girar le pagine.

Lo scrittore è bravo, ha talento, ha idee. Di sicuro non condividiamo le passioni.
Profile Image for Sara.
184 reviews77 followers
July 27, 2021
Annette è la storia di un’ossessione, di una passione unilaterale vissuta attraverso più schermi e che inaugura (diventandone presto presenza totalizzante) l’educazione sentimentale e sessuale di un adolescente che diventa uomo. L’oggetto del suo desiderio è Annette Schwarz, pornostar attiva dal 2002 al 2014, e che col suo ritirarsi dalla scena ha cancellato ogni traccia. Marco, il narratore-protagonista, è un uomo padovano di trent’anni, intrappolato nella miseria di uno stage sottopagato presso una casa editrice, fino a quando gli si profila la possibilità di scuotere il torpore del suo quotidiano: colmare le zone buie della storia di Annette, facendo ricorso e a documenti reali e, soprattutto, all’invenzione.

Ad analizzare sul piano dei generi dove si inserisca il romanzo di Malvestio, si fa prima a escludere cosa non sia: Annette è un romanzo, saggio, romanzo-saggio, auto-fiction, meta-narrazione, “un romanzo a tratti pornografico sul porno” (cit). Attraverso il ricorso a documenti reali, interviste e i numerosi film porno citati, l’Annette del libro, pur frutto di un inganno romanzesco più volte dichiarato, ci appare come incredibilmente reale, e non appiattita per rispondere unicamente al desiderio maschile del protagonista (anche questo dichiarato). No, Annette in questo romanzo sorride, si diverte, spinge i limiti del suo desiderio in territori ignoti, dalla sua adolescenza lavorando e studiando come infermiera, fino alle prime scene girate a Monaco appena compiuti i diciotto anni e all’apogeo della sua carriera raggiunto poi negli Stati Uniti. Annette è bellezza e libertà irraggiungibili, e se amare è l’atto di inventare questo romanzo è davvero una lettera d’amore che dice l’indicibile e rende visibile l’invisibile.

Quello di Marco Malvestio è un esordio potente, che interseca sul piano stilistico e narrativo tre rette di invenzione-finzione: il porno, l’amore e la scrittura. E lo fa magistralmente.

“E voi volete che io mi sporchi le mani con il reale, proprio ora che l’immaginario gli è diventato così manifestamente superiore?”
Profile Image for Tommaso.
78 reviews13 followers
March 5, 2022
Questo romanzo di Malvestio si colloca all’apice di un processo di confronto tra pornografia e letteratura che giunge a combaciare con un momento storico in cui il porno è entrato forzatamente e pervasivamente nella quotidianità di gran parte della popolazione. Tutti la consultano, tutti la consumano. La pornografia rappresenta ormai l’educazione sessuale e talvolta sentimentale dei giovanissimi. “Annette” prima di essere una disamina contemporanea sul rapporto che i millennials hanno con il porno – e che è in realtà un’indagine sull’umano, soprattutto sull’umano del XXI secolo – è un’opera letteraria inedita, proprio nel senso di nuova, diversa da molte altre che pure trattano lo stesso tema. Il romanzo si inserisce in una precisa linea evolutiva che – se escludiamo Antonio Moresco, Aldo Nove e Walter Siti, che mostrano pornografia nei propri romanzi, pure interpretandola intellettualmente e investendola di significati che Gianluigi Simonetti ha definito “spirituali”, non appartengono alla generazione che ha visto il porno diventare fenomeno di massa – potremmo far cominciare da “Dalle rovine” di Luciano Funetta, far proseguire per “L’amore ai tempi di Batman” di Massimiliano Parente, e far puntare poi su “Candore” di Mario Desiati. Annette è se vogliamo un’assimilazione e un rigetto di tutte queste esperienze finora elaborate dalla letteratura italiana contemporanea in relazione alla pornografia.

Malvestio riesce a sovrapporre le dinamiche finzionali della pornografia a quelle della narrativa. Mi spiego. Quella del gioco tra realtà e finzione nel porno è un vecchio status del genere: è un’interpretazione che accade veramente; è una finzione, frutto di tagli, scritture, regie esterne, ma reale. Per usare una suggestiva perifrasi, “si fa davvero per finta”. Marco Malvestio se vogliamo utilizza lo stesso modulo di fiction nel suo racconto. A guisa del Walter Siti di Scuola di Nudo, in cui gli elementi autobiografici della persona che diceva io talvolta coincidevano con la persona il cui nome era scritto sulla copertina del libro, talvolta no, Marco Malvestio assimila quella stratificazione di finzioni propria del porno e prova a immetterla nella forma romanzo. La persona che dice io è ossessionata da una pornostar chiamata Annette Schwarz, attiva dal 2004 al 2014; ora immagina la sua vita, ora cerca fonti certe per ricostruire la sua biografia, impostando due binari di rappresentazione. Dove non arrivano le ricerche, arriva la fantasia, che è fluida e contraddittoria; dove non arrivano le ricerche, arriva la mitopoiesi privata. Nelle scatole cinesi della collisione tra finzione e verità del porno, il desiderio si sclerotizza: la dietrologia pornografica diventa un ulteriore piano analitico. Spesso il narratore esplicita che quello che ci ha raccontato è solo frutto della sua immaginazione, ma non sempre. Possiamo interpretare che Malvestio ricalchi, con la prosa creativa, quei format pornografici in cui al termine di una scena particolarmente brutale, viene inserita una rassicurante clip che mostra gli attori e le attrici scherzare insieme prima di andare sotto le docce, a dimostrazione del loro totale consenso alle pratiche poco prima registrate. Insomma, Malvestio in Annette fa “davvero per finta” come un pornostar.

Al di là del gioco formale ci sono anche statement abbastanza manifesti. Malvestio fotografa lo stato della pornografia e del desiderio, oggi. Supera Bataille, Deleuze, Guattari, spogliandosi di qualsiasi teoretica del desiderio, facendo perno su un dato empirico condivisibile da tutta una generazione: «e voi volete che mi sporchi le mani con il reale, proprio ora che l’immaginario gli è diventato così manifestamente superiore?», scrive – per interposta persona, con l’io narrativo del romanzo – e più avanti: «Annette non ha bisogno del porno, io invece sì. Senza la pornografia esisterei a metà; senza l’immaginazione digitale, la mia immaginazione sarebbe arida, inesistente», e infine «Che poi, sia chiaro, io non ce l’ho col porno, il problema non è il porno, ma il desiderio; il porno è solo una delle forme che questo desiderio prende». Il desiderio di cui ci parla il narratore di questo romanzo è una brama dell’irraggiungibile che matura, brutalmente in una post-umanità dell’erotismo. L’interazione sessuale uomo-macchina, che Malvestio descrive così: «Quando dico fare l’amore con il computer non lo intendo metaforicamente; quella del porno online è un’attività, un processo che ha delle peculiarità molto distinte da quelle del sesso normale. Quando guardo del porno online, la principale caratteristica di cui faccio esperienza è il costante, continuo ritardo del piacere – andare online, trovare sito, scrollarlo, aprire e chiudere i vari tab, aprire link ulteriori e aggiornare la pagina […] A differenza del sesso in carne ed ossa […] qui l’attesa del piacere è letteralmente il piacere…»
Ecco, se già Gregorio Magini in “Cometa” aveva lambito questa tematica, inserendola in un complesso più ampio di riflessione sulla condizione esistenziale dei millennials tra stimolo costante del desiderio e tecnologia pervasiva, Malvestio in maniera forse più cruda centra il punto sulla condizione della libido in relazione all’immaginario. La realtà delude in ogni sua forma, anche quella più patinata, l’immaginazione e l’eterotopia, soprattutto sessuale, ha distrutto il realismo. Questo è un problema che è primariamente generazionale e, per riflesso, letterario e artistico: è uno scisma critico. Se la pornografia di massa ha generato una completa distanza tra la realtà e l’immaginario, in una dimensione storica in cui il secondo ha superato il primo in maniera ineguagliabile, quello che ne consegue è è un cortocircuito del desiderio. Il gioco tra realtà e immaginazione, tra verità e fictio, è la quaestio centrale di “Annette”. In questo, la portata critica del testo è enorme: si parla tra le righe di stato dell’arte del romanzo. E la domanda che il libro pone è solo apparentemente annichilente, può aprire invece nuovi orizzonti di ricerca narratologica: cosa può essere il romanzo adesso che la realtà appare così deludente e scabra?
Profile Image for Carmine R..
631 reviews94 followers
November 8, 2024
La stolidità del desiderio

"E dunque, amare il porno significa amare l’impossibile, ma l’amore per l’impossibile è per sua natura irrealizzabile. Il mio amore per Annette si nutre proprio di questo, del fatto di non avere alternative allo spiarla, come Polifemo con la ninfa Galatea; posso osservarla, sezionarla, collezionarla, senza che questo implichi mai la sua trasformazione in un oggetto reale, ma proprio per questo il mio amore per lei continua a essere così forte e puro. La tensione verso l'irraggiungibile mi spinge ad andare avanti, perché se la raggiungessi non saprei che farmene."

"I miei non sanno che sto scrivendo queste pagine. Se pure mai usciranno, fatico a pensare di riuscire a parlargliene. Come potrei? Sono persone serie, gente che lavora, che si è affannata nel farmi studiare e che è già silenziosamente insoddisfatta delle mie scelte professionali; con che coraggio potrei dire loro che sto dedicando il mio tempo libero a una pornostar tedesca su cui mi segavo a quattordici anni?"

"E voi volete che io mi sporchi le mani con il reale, proprio ora che l'immaginario gli è diventato così manifestamente superiore?"

Il primo aspetto - traumatico, inutile trincerarsi - è che Marco Malvestio tiene un anno più di me. L'autore gode una lucidità di pensiero così affinata e affilata, finanche vertiginosa nel mettere a nudo determinate paranoie insite nel quotidiano, da trasmettere un senso di fastidio. E dire che io, al più, mi diletto a scribacchiare su Goodreads mentre il cane mi sommerge di loffe.
Il secondo aspetto - sorprendente - è che nell'editoria italiana si sia deciso di ascoltare una voce notevolmente in controtendenza rispetto alle narrazioni mainstream; forte di una scrittura acuta e appassionata, mai patinata, che non si mostra pavida nel discendere dentro i meandri della più pulsante carnalità.

E' invero chiaro che Malvestio, nel raccontare di questo trentenne ingabbiato in una routine che presagisce l'insignificanza anche negli anni a venire, sfrutti l'espediente del porno per raccontare la paranoia del giovane contemporaneo; l'insoddisfazione della vita in provincia, con la condanna in partenza di un lavoro sottopagato e l'ancor più desolante conflitto generazionale che si consuma tra una famiglia medio-borghese (in qualche maniera sistemata, prossima alla pensione) e il trentenne che deve rendere conto di una realtà desolante e priva di particolari interessi. In questo scenario si insediano non solo internet e il porno, ma la forza motrice sottesa a una ossessione travestita da passione. Oceano Internet: la fiumana di contenuti che viene dispiegato dinnanzi all'utente moltiplica la tentazione e sottrae ulteriori punti di riferimento, sino a tramutarsi in un nido di appagamento per i desideri atti a compensare i vuoti. In uno di questi vuoti trova dimora l'ossessione per Annette Schwarz, pornoattrice tedesca attiva dal 2002 sino al 2014.
Malvestio imbastisce una sorta di auto-fiction, in bilico tra romanzo e saggio, che tratteggia un suo alter ego alle prese con il difficile bilanciamento tra la presa di coscienza di questa ossessione e la sopravvivenza quotidiana, mentre Annette lievita pagina dopo pagina, guadagnando vita propria in quell'incessante e fatidico lavoro di ricerca, raccordo di informazioni e speculazioni da parte del protagonista.
Un'opera originale per soggetto e approccio, capace di raccontare l'oggetto di un desiderio attraverso un percorso disperatamente romantico, finanche consolatorio: poiché l'atto di creare qualcosa, l'arte, è per definizione una finzione in essere; e se l'immaginazione permette l'arte, allo stesso tempo è depositaria delle aspettative che non attecchiscono mai nel reale.
Un cortocircuito insanabile dall'alba dai tempi; e oggi, forse, ancora di più.
Profile Image for Antonella.
118 reviews19 followers
September 19, 2021
Assolutamente consigliato se vi interessa l’argomento.
Assolutamente sconsigliato se vi disturba la descrizione esplicita di rapporti.

La struttura ibrida ha una costruzione davvero interessante. Un bellissimo esperimento, ne vale la pena.
Profile Image for Raffaele Calvanese.
59 reviews2 followers
July 18, 2021
Storia di un'ossessione. Ma anche saggio sul porno online. E anche molto altro.
Profile Image for Svalbard.
1,144 reviews68 followers
January 17, 2023
"Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo"
(Zio Paperone e molti altri)


Libro che mi è stato consigliato su Goodreads da un utente che aveva letto una mia recensione, e scoperto la mia passione (puramente letteraria) per la scrittrice erotica Una Chi.

In effetti, non si tratta di un romanzo erotico nel senso tradizionale del termine; dal punto di vista letterario, anzi, è un testo piuttosto difficile da inquadrare e non è erotico, nel senso che le descrizioni di eventi sessuali, pur abbondanti, non sono messe lì per eccitare. Il giovane autore racconta la sua vita, interamente trascorsa sotto il segno della passione per la pornografia; all'ombra di questa passione si interroga sulla sua sessualità, sul ruolo che la pornografia abbia nella vita di molti e nella società contemporanea, non solo sotto il segno delle abitudini sessuali, e soprattutto da quando il successo di certi siti tipo Pornhub l'hanno in qualche modo sdoganata. Già questo basterebbe a rendere il testo di grande interesse; ma in realtà non si tratta che della cornice. Il cuore della narrazione è invece Annette Schwarz, una pornostar tedesca che l'autore pone al centro dei suoi desideri e della sua passione, al punto da cercare strenuamente notizie su di lei e, dove le informazioni biografiche mancano, da immaginarsele. Il testo quindi finisce per essere sospeso tra realtà e fantasia nella ricostruzione del percorso esistenziale di una persona contemporanea e vivente, ma della quale il mondo e lei stessa, ritiratasi dal porno nel 2014, sono estremamente avari di informazioni.

Ovviamente non si parla solo di lei ma anche di tutto l'ambiente che la circonda e in cui lei lavora; attrici, attori e registi (tra gli altri, naturalmente, Rocco Siffredi, che le facilitò il grande salto tra Europa e USA); quindi molte utili informazioni per chi sia interessato all'argomento. Dopo la parentesi americana la Schwarz ritorna in Europa, e dopo qualche altra produzione e aver gestito per qualche tempo un sito personale e semiamatoriale, misteriosamente scompare dalle scene, gettando l'autore del libro nello sconcerto se non nella disperazione (non fa mistero di nutrire per lei una sorta di ossessione; o forse, chissà, ne è veramente innamorato). E così il libro pare chiudersi di nuovo ricorrendo all'immaginazione per descrivere il suo addio alle scene.

Ma dopo una sitografia sulle fonti della sua opera, quando ormai sarebbe ora di mettere la parola fine, l'autore ci sorprende con un ampio poscritto. Ebbene, per un insieme di fattori fortunati, o quasi, riesce ad incontrare Annette nella sua casa di Monaco di Baviera, per intervistarla nella veste di giornalista di Vice.
Dopo un'attesa estenuante ed emozionata, la prova dei fatti non regge il confronto col sogno e il desiderio; si trova infatti davanti una persona dimessa, quasi banale. Anche le risposte che dà alle sue domande sul termine della carriera di pornostar non dicono nulla di più di quanto non avesse già sospettato ed immaginato; non ci sono stati eventi traumatici, né matrimoni con personaggi ricchissimi che hanno posto come condizione l'allontanamento dalle scene e l'anonimato; molto banalmente, l'esperienza l'aveva fatta, quel mondo le era venuto a noia, ed era giunto il momento di passare ad altro (la classica afflizione delle ragazze che, a una certa, decidono di mettere la testa a posto; quante ne abbiamo conosciute, senza nemmeno essere pornostar… Loro diritto, ci mancherebbe, ma che tristezza…). Nella fattispecie il fidanzamento con uno scialbo italiano programmatore di siti internet e un negozio di fiori. Memorabili le parole con cui Malvestio descrive l'incontro - scontro con la realtà: "Non che non fossi disposto ad accettare una certa maggiore prosaicità da parte di Annette - ma questo no, non questa casa anonima, il fidanzato coglione, il mestiere da fioraia, che nel migliore dei casi è una professione manuale e faticosa che costringe Annette a sporcarsi di terra e graffiarsi con le spine, ma che nel peggiore è hipsteria bovaristica propagandata con l'hashtag #flowerartist".

In conclusione un libro scritto molto bene, che è evidentemente tributario nello stile e anche nella verve polemica a Trevisan (del resto sono tutti e due veneti) e che racconta molto di un mondo del quale si parla o si vuole parlare molto poco, nonostante tutti lo frequentino e sia diventato una presenza fantasmatica e irrinunciabile della società contemporanea, e che quando se ne parla se ne parla male, giusto per rimarcare la distanza tra noi e lui (in mano alla mafia - ragazze costrette, usate e abusate che poi sistematicamente finiscono male - latore di cattivi comportamenti e di disinformazione sistematica sulle cose sessuali - eccetera) anche quando ci si chiama Martin Amis o David Foster Wallace, autori la cui saccente sentenziosità in merito è giustamente più volte rimarcata da Malvestio.

(Comunque sono andato a cercare del materiale su Annette Schwarz per verificare se fosse davvero così indimenticabile - niente di che, poca roba e anche piuttosto vecchia, al limite dell'inguardabile per chi è ormai viziato dall'alta definizione. Ammetto che molta della sua filmografia sia ormai troppo irreperibile per farsi un'idea precisa, ma non ne ho tratto impressioni memorabili. Poi, si sa, al cuore non si comanda - e nemmeno a quell'altro che abita qualche piano più in basso).
Profile Image for Clervie.
102 reviews9 followers
August 3, 2021
"Essendo la vita umana priva di scopo, non è certo una colpa inventarsene uno."

Questo libro è diverso da qualunque cosa io abbia mai letto. Marco Malvestio delinea la storia di amore e ossessione di un uomo per una pornostar, intrecciando elementi del saggio e del romanzo, ricostruendo minuziosamente la vita della sua adorata Annette mentre invita il lettore a far parte delle sue riflessioni sulla natura ineffabile del desiderio. Cercando disperatamente Annette, il Marco che costituisce l'io-narrante della storia, è infondo alla ricerca di se stesso.

Nonostante verso la fine del libro tutto lascia presagire una conclusione anticlimatica, il finale mi ha lasciata con una sensazione di amarezza e disillusione - a prova del fatto che il desiderio è massimo nella sua impossibilità di realizzarsi.
Profile Image for Sylvie19.
178 reviews9 followers
January 24, 2025
Questo libro per me è stato un esperimento, o l’avrei odiato profondamente o mi sarebbe piaciuto un sacco.
Il tema era quantomeno controverso, 280 pagine sulla passione smodata di un uomo per il porno e una pornostar in particolare, Annette.
Ebbene, al netto di qualche lungaggine di troppo e della necessità di un editing più accurato, me lo sono proprio goduta.
Scritto molto bene, a suo modo appassionante.
Profile Image for Gennaro Duello.
Author 7 books21 followers
July 20, 2021
La stessa ossessione che l’autore ha per Annette Schwarz, io l’ho avuta per Alice Cortesi. Anche lei, come Annette, sparita nel nulla. Non ho potuto fare a meno di guardarmi dentro leggendo Malvestio.

ANNETTE SCHWARZ, DOVE SEI?

In una recente disamina sullo stato delle cose nel mercato editoriale, Andrea Donaera su minima&moralia ha scritto: “Il genere letterario” è “soltanto un espediente, un canto di sirena” perché “i libri belli da leggere” sono quelli dove “poesia, prosa, generi e non-generi coesistono”. E in questa definizione “liquida” della letteratura, un libro come “Annette” di Marco Malvestio (Wojtek, 2021, 290 pp.) rientra alla perfezione. È un romanzo ma anche un saggio, ha elementi di finzione ma anche una struttura che simula l’autofiction. È un libro bello. Il motore della storia è la grande ossessione dell’autore-io narrante per Annette Schwarz (in foto), pornostar esperta in pratiche fuori dal comune. Le sue peculiarità principali durante la sua attività: il pissing e il bukkake, la forma più profonda di umiliazione in quel periodo storico – tra il 2002 e il 2011 – che ha spinto il porno verso il suo estremo. Annette Schwarz è stato quindi un nome fondamentale nel genere, un nome che ha rappresentato l'avanguardia e che ha inevitabilmente mancato di superare le barriere del mainstream, come invece è successo a Sasha Grey e Valentina Nappi, citate nel romanzo proprio per essere state più attente a una certa cura nella comunicazione all’esterno che alla materia viva del porno.

“Questo non è un romanzo”, scrive Marco Malvestio, “questa è una lettera d’amore che prende qui e là le forme del romanzo per vedere quello che altrimenti non riuscirei a vedere”. E così l’autore utilizza la letteratura per immaginare quello che è stato di Annette Schwarz, completamente sparita dopo il suo ritiro dalle scene, riempendo i vuoti della sua biografia: la sua genesi come pornoattrice con l’esordio nel giorno stesso in cui ha compiuto 18 anni, la sua doppia vita come infermiera a Magonza, l'incontro con Rocco Siffredi nelle vesti di mentore – "Ti serve un agente. Se vuoi arrivare da qualche parte in questo ambiente, ti serve un agente" – fino all’esplosione negli Stati Uniti e l'ingresso nell’olimpo del cinema a luci rosse. E con la vita ricostruita di Annette Schwarz si alterna quella dell'io narrante, il Marco del romanzo che non per forza è il Malvestio autore: una persona incapace di vivere nel mondo reale, tra amori mai realmente corrisposti, sperimentazioni sessuali sempre più audaci, orgasmi furiosi che sospendono tutto quello che c'è intorno e un atteggiamento nichilista nei confronti del mondo del lavoro e infine della vita.

“Quello che non ho potuto e non desidero esperire di persona, posso immaginarlo in queste pagine, sapendo che, per quanto perfetto possa essere il ritratto che di Annette ne emergerà (tanto perfetto da includere anche qualche difetto), potrò in ogni momento disfarlo e rifarlo da capo, e così all’infinito. Essendo la vita umana priva di scopo, non è certo una colpa inventarsene uno.”

Il romanzo conserva anche diversi gradevoli, se non proprio irresistibili, sbalzi di temperatura. Tra tutti, la scena che porta il protagonista a Cerea, nel mezzo del Veneto, sulle tracce di un uomo che ha intenzione di disfarsi di una ventina di scatoloni pieni di DVD porno, “un relitto grigio come la facciata di casa sua”:

“Non posso fare a meno di chiedergli: «Ma come hai fatto a mettere insieme tutta questa roba?». L’uomo ridacchia, agita la mano. «Un po’ oggi, un po’ domani…».

“Annette” arriva al finale amaro (attenzione ai post-credit) con lo sforzo di chi ha compiuto un’impresa titanica: restituire al lettore la giusta empatia, la meritata compassione nei confronti di un uomo che il mondo fuori non ci penserebbe due volte a masticare e sputare via come "incel". Sarebbe un azzardo, un errore, una violenza. Perché in fondo Annette, e torniamo ancora alle parole dell'autore, "è la solita vecchia storia, un grande classico da Petrarca a Ted Bundy – un giovane uomo si innamora di un fantasma, e ne paga le conseguenze”.

https://www.fanpage.it/cultura/annett...

Profile Image for Valentina Santandrea.
Author 3 books7 followers
January 11, 2022
Non è un romanzo e neanche un vero e proprio saggio, ma un personalissimo progetto dell'autore, fuori da schemi narrativi e viaggi dell'eroe triti e ritriti.
Si tratta della ricostruzione (in parte romanzata e in parte documentaristica) della vita e della carriera della pornostar per cui l'io narrante (che non identificherei completamente con l'autore) nutre una vera e propria ossessione.

In mezzo, insight e punti di vista sul porno, che per i non fruitori come me sono nuovi: chi sono i professionisti di riferimento, quali sono le tecnologie usate, che impatto ha la fruizione del porno sulla vita quotidiana. Interessanti gli interrogativi che apre, che non sempre coincidono con letture femministe dell'argomento in cui mi sono imbattuta in passato, ma proprio per questo sono degni di essere considerati, vista l'emersione della pornografia nella vita quotidiana.
Probabilmente non è il suo scopo, ma lo sguardo dell'autore normalizza il desiderio femminile.

Una segnalazione ai potenziali lettori va fatta: sono descritte scene di sesso estremo che potrebbero disturbare. Sicuramente per un pubblico adulto.
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January 6, 2023
Autofiction un po' saggio, un po' romanzo, basato su documenti reali ma anche inventato, un libro sul desiderio postmoderno della generazione che ha sdoganato la pornografia. L'io narrante è ossessionato da Annette Schwarz, e ne ripercorre la carriera con continue digressioni. Un esperimento metanarrativo interessante: una scrittura energica, un mix riuscito tra invenzione e finzione. SI.
5 reviews2 followers
January 29, 2024
Il libro di Malvestio è un saggio camuffato da romanzo, con un protagonista ossessionato; il che non sarebbe un problema. Ma la disomegeneità delle parti mi ha reso la lettura molto aspra e a tratti difficile. Un libro che poteva essere editato meglio.
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