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STORIE (LIBRI III - ERODOTO
La genialidad de Heródoto consistió en aunar una larga tradición –relatos genealógicos, narraciones fundacionales, noticias de periplos, especulaciones geográficas y relatos etnográficos– para poner al ser humano en el centro de reflexión del nuevo género de la historiografía.
El libro tercero de la Historia se ocupa de la triunfal campaña de Cambises en Egipto, con cuya dominación los persas pasan a ser dueños de toda el Asia conocida por los griegos, y, ya en plena África, contra Etiopía y el oasis de Sivah. Heródoto subraya la causa remota de las Guerras Mé el propósito persa de hacerse con un imperio universal y sus ansias de conquista que les llevarán al fatal enfrentamiento con los griegos. Se pone de manifiesto el carácter perverso de Cambises, que en Egipto arrasa con lo sagrado y lo profano. El resto del libro narra la conquista persa de la isla de Samos, la muerte accidental de Cambises, la entronización de su sucesor Darío y las primeras medidas organizadoras y represivas del nuevo monarca.
En el libro cuarto prosigue el expansionismo Darío ya expresa su deseo de atacar a Grecia, pero antes sojuzga a escitas y libios. En la descripción de ambas campañas Heródoto aplica una técnica ternaria, recurrente en todo el libro y ya en los libros segundo y tercero en el caso de Egipto, con arreglo a la cual se indican en primer lugar las causas de la campaña, se exponen después la etnografía y la geografía del país y se concluye con el desarrollo de las operaciones militares.
El libro tercero de la Historia se ocupa de la triunfal campaña de Cambises en Egipto, con cuya dominación los persas pasan a ser dueños de toda el Asia conocida por los griegos, y, ya en plena África, contra Etiopía y el oasis de Sivah. Heródoto subraya la causa remota de las Guerras Mé el propósito persa de hacerse con un imperio universal y sus ansias de conquista que les llevarán al fatal enfrentamiento con los griegos. Se pone de manifiesto el carácter perverso de Cambises, que en Egipto arrasa con lo sagrado y lo profano. El resto del libro narra la conquista persa de la isla de Samos, la muerte accidental de Cambises, la entronización de su sucesor Darío y las primeras medidas organizadoras y represivas del nuevo monarca.
En el libro cuarto prosigue el expansionismo Darío ya expresa su deseo de atacar a Grecia, pero antes sojuzga a escitas y libios. En la descripción de ambas campañas Heródoto aplica una técnica ternaria, recurrente en todo el libro y ya en los libros segundo y tercero en el caso de Egipto, con arreglo a la cual se indican en primer lugar las causas de la campaña, se exponen después la etnografía y la geografía del país y se concluye con el desarrollo de las operaciones militares.
- GenresNonfiction
Paperback
Published June 27, 1984
About the author
Herodotus
1,715 books835 followersHerodotus (Greek: Ηρόδοτος) (c. 484 – c. 425 BC) was a Greek historian and geographer from the Greek city of Halicarnassus, part of the Persian Empire (now Bodrum, Turkey) and a later citizen of Thurii in modern Calabria, Italy. He is known for having written the Histories – a detailed account of the Greco-Persian Wars. Herodotus was the first writer to perform systematic investigation of historical events. He has been described as "The Father of History", a title conferred on him by the ancient Roman orator Marcus Tullius Cicero.
The Histories primarily cover the lives of prominent kings and famous battles such as Marathon, Thermopylae, Artemisium, Salamis, Plataea, and Mycale. His work deviates from the main topics to provide a cultural, ethnographical, geographical, and historiographical background that forms an essential part of the narrative and provides readers with a wellspring of additional information.
Herodotus has been criticized for his inclusion of "legends and fanciful accounts" in his work. The contemporaneous historian Thucydides accused him of making up stories for entertainment. However, Herodotus explained that he reported what he could see and was told. A sizable portion of the Histories has since been confirmed by modern historians and archaeologists.
The Histories primarily cover the lives of prominent kings and famous battles such as Marathon, Thermopylae, Artemisium, Salamis, Plataea, and Mycale. His work deviates from the main topics to provide a cultural, ethnographical, geographical, and historiographical background that forms an essential part of the narrative and provides readers with a wellspring of additional information.
Herodotus has been criticized for his inclusion of "legends and fanciful accounts" in his work. The contemporaneous historian Thucydides accused him of making up stories for entertainment. However, Herodotus explained that he reported what he could see and was told. A sizable portion of the Histories has since been confirmed by modern historians and archaeologists.
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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
May 11, 2025
Questo secondo volume (Libri III e Libri IV) è molto più disperisivo rispetto al volume precedente ma vi si narrano varie storielle interessanti.
Libro III
Cambise, Sahahanshah dell'Impero Persiano si appresta ad invadere l'Egitto, narrandone le motivazioni dell'Invasione e come quest'ultima avvenne. Tramite l'aiuto di alcuni Arabi (Erodoto ritiene l'Arabia un Regno unificato ma non è corretto) che lo aiutano ad attraversare una via nel deserto considerata impraticabile riesce ad aggirare le Forze Egizie e a sottometterli abbastanza facilmente. In seguito, dopo la vittoria, Cambise programma di conquistare anche Cartagine e l'Etiopia ma entrambe le spedizioni falliscono. Importante la spedizione contro l'Etiopia, siccome essa non era stata preparata accuratamente, infatti Cambise vi si cimenta siccome si considerava insultato dal Re d'Etiopia. Il risultato è il fallimento della spedizione a cui Cambise deve rinunciare quando i suoi soldati pur di sopravvivere nel deserto iniziano a mangiarsi l'un l'altro.
Il periodo che Cambise passa in Egitto coincide con l'inizio della sua follia. Il suo disprezzo delle tradizioni Egizie lo porterà ad inimicarsi gli Egizi, prima profanando la tomba del Faraone Amasi (che era faraone prima dell'invasione dell'Egitto ma che era già morto quando esso fù conquistato) e schernendone il cadavere. Poi con l'uccisione del Dio-Toro Api e la fustigazione dei suoi sacerdoti. Interessante notare l'equivoco tra Cambise e gli Egizi. Una volta tornato dalla spedizione fallimentare contro l'Etiopia, negli stessi giorni era stato trovato il nuovo Toro-Api. Cambise confuse i festeggiamenti per Api con l'idea che gli Egizi stessero festeggiando la disfatta di Cambise in Etiopia, ordinando di uccidere tutti coloro che festeggiavano.
Poi ripudierà ancora le tradizioni Egizie, aprendo antiche tombe ed esaminando i cadaveri. "entrò nel tempio di Efesto e derise molto l'immagine del dio", "entrò anche nel santuario dei Cabiri in cui non è lecito entri altri che il sacerdote, e bruciò perfino le immagini dopo averle derise".
Questi avvenimenti sabotarono le relazioni tra il popolo Egizio e i Persiani anche dopo la morte di Cambise, che furono in seguito disprezzati e visti come una forza d'invasione, in quanto il Re Persiano non si era nemmeno dichiarato Faraone. Per questo poi Alessandro Magno fù accolto come liberatore e salvatore dagli Egizi.
Accaduto ciò, Erodoto mostra come la follia di Cambise costerà caro al suo Impero narrando tre delitti da lui commessi. Egli, dopo un sogno mal interpretato fa uccidere suo fratello Smerdi che si trovava in Persia in quanto egli vide in sogno suo fratello che regnava al suo posto e che ''toccava con la testa il cielo'', visto ciò mandò il suo uomo più fidato, Pressaspe ad ucciderlo. Poi fece uccidere la Moglie-Sorella, e in seguito, in un momento di follia uccise il figlio di Pressaspe davanti ai suoi occhi.
In seguito tenterà di uccidere anche Creso (di cui si parla nel libro I), ma "Creso balzato in piedi corse fuori. E quello, poiché non poté colpirlo ordinò ai servi di prenderlo e ucciderlo" ma i servi, una volta catturato lo nascosero a Cambise. Una volta che Cambise scoprì che Creso fosse sopravvissuto se ne rallegrò e lo richiamò al suo servizio, ma i servi che avevano disubbidito ai suoi ordini furono uccisi, non ci saranno ulteriori notizie riguardo a Creso.
Mentre Cambise rimaneva in Egitto commettendo follie due Magi si ribellarono contro di lui. Uno era uomo fidato di Cambise. La morte di Smerdi (fratello di Cambise) aveva aperto la possibilità di sovvertire Dario, inquanto la notizia della morte di Smerdi era rimasta nascosta alla popolazione Persiana. Questo Mago di nome Gautama aveva una vaga somiglianza a Smerdi e riuscì a farsi insediare sul trono, ordinando all'esercito che si doveva ubbidire a lui e non a Cambise. La maggioranza dei Persiani ingannata deciderà di seguire il Falso Smerdi che consolidò il suo potere ed estrometterà Cambise.
Cambise si pentirà in seguito di aver ucciso suo fratello Smerdi, avendo mal interpretato il sogno, e a causa di ciò si vide privado del suo Impero, e poco dopo morì.
Interessante come Erodoto affermi che il regno del Falso Smerdi, avendo preso il potere con l'inganno e per 7 mesi lo mantenne avesse elargito ai suoi sudditi in tutto l'impero grandi benefici (Erodoto parla di esenzione dal servizio militare per tre anni ma non dice altro) e che alla sua morte tutti gli abitanti dell'Asia lo rimpiasero, tranne i persiani.
In seguito, venendo scoperti, una congiura guidata da un gruppo di uomini incluso Dario, futuro Re di Persia verranno uccisi, e Dario, proveniente da un altro ramo della famiglia Achmenide (la stessa di Ciro e Cambise) riesce a farsi proclamare Re.
Tuttavia Dario sarà costretto a sedare varie rivolte in tutto l'Impero, di cui la più importante è la riconquista di Babilonia (da cui i Magi ribelli provenivano).
Ci sono anche altre storie in questo libro III, Policrate, Democede, il dottore greco che curerà Dario, nozioni sui popoli arabi, Indù,
Libro IV
Questo libro è più dispersivo e narra la spedizione di Dario contro la Sciza, che si concluderà con il fallimento ma anche con la fortuna dei Persiani, che non vedranno il loro esercito distrutto dai nomadi. L'esercito di Dario si salva per miracolo. Infatti Erodoto dà una spiegazione riguardo agli eserciti a cavallo della Scizia: La questione importantissima che è stata da loro risolta è che nessuno, una volta che li abbia assaliti, riesce a sfuggire loro, e che se essi non vogliono essere scoperti nessuno è in grado di sorprenderli. E difatti, uomini che non hanno né città né mura fortificate, ma anche portano con sé le proprie case e sono tutti arcveri a cavallo e vivono non d'agricoltura ma di allevamenti di bestiame e hanno le loro case su carri, come potrebbero non essere invincibili e inattaccabili?, questa frase è una premonizione di ciò che saranno Attila per l'Impero Romano e Temujin Gengis Khan per quasi tutto il mondo conosciuto, come si può fermare un Orda Nomade? Solo la morte di questi stessi Imperatori ha permesso che essi non conquistassero il mondo intero. Anche Marco Polo quando parla di regioni non ancora conquistate dai Mongoli (come il Giappone) egli da già per certo che esse saranno un giorno conquistate, in quanto la loro avvanzata non può essere fermata da nulla.
Interessanti anche le descrizioni degli Iperborei, delle Amazoni, la circumnavigazione dell'Africa (in cui si da un interessante descrizione di molti animali africani che Erodoto non ha visto ma che sono corretti, e congettura riguardo agli ''uomini e donne selvatiche'' che si crede siano Gorilla) la prima attestazione di Licantropia, il Dio-Uomo Salmoxis venerato dai Traci. Il libro si conclude con il mito e la fondazione della città di Cirene in Libia, di cui Erodoto da una descrizione dettagliata.
Libro III
Cambise, Sahahanshah dell'Impero Persiano si appresta ad invadere l'Egitto, narrandone le motivazioni dell'Invasione e come quest'ultima avvenne. Tramite l'aiuto di alcuni Arabi (Erodoto ritiene l'Arabia un Regno unificato ma non è corretto) che lo aiutano ad attraversare una via nel deserto considerata impraticabile riesce ad aggirare le Forze Egizie e a sottometterli abbastanza facilmente. In seguito, dopo la vittoria, Cambise programma di conquistare anche Cartagine e l'Etiopia ma entrambe le spedizioni falliscono. Importante la spedizione contro l'Etiopia, siccome essa non era stata preparata accuratamente, infatti Cambise vi si cimenta siccome si considerava insultato dal Re d'Etiopia. Il risultato è il fallimento della spedizione a cui Cambise deve rinunciare quando i suoi soldati pur di sopravvivere nel deserto iniziano a mangiarsi l'un l'altro.
Il periodo che Cambise passa in Egitto coincide con l'inizio della sua follia. Il suo disprezzo delle tradizioni Egizie lo porterà ad inimicarsi gli Egizi, prima profanando la tomba del Faraone Amasi (che era faraone prima dell'invasione dell'Egitto ma che era già morto quando esso fù conquistato) e schernendone il cadavere. Poi con l'uccisione del Dio-Toro Api e la fustigazione dei suoi sacerdoti. Interessante notare l'equivoco tra Cambise e gli Egizi. Una volta tornato dalla spedizione fallimentare contro l'Etiopia, negli stessi giorni era stato trovato il nuovo Toro-Api. Cambise confuse i festeggiamenti per Api con l'idea che gli Egizi stessero festeggiando la disfatta di Cambise in Etiopia, ordinando di uccidere tutti coloro che festeggiavano.
Poi ripudierà ancora le tradizioni Egizie, aprendo antiche tombe ed esaminando i cadaveri. "entrò nel tempio di Efesto e derise molto l'immagine del dio", "entrò anche nel santuario dei Cabiri in cui non è lecito entri altri che il sacerdote, e bruciò perfino le immagini dopo averle derise".
Questi avvenimenti sabotarono le relazioni tra il popolo Egizio e i Persiani anche dopo la morte di Cambise, che furono in seguito disprezzati e visti come una forza d'invasione, in quanto il Re Persiano non si era nemmeno dichiarato Faraone. Per questo poi Alessandro Magno fù accolto come liberatore e salvatore dagli Egizi.
Accaduto ciò, Erodoto mostra come la follia di Cambise costerà caro al suo Impero narrando tre delitti da lui commessi. Egli, dopo un sogno mal interpretato fa uccidere suo fratello Smerdi che si trovava in Persia in quanto egli vide in sogno suo fratello che regnava al suo posto e che ''toccava con la testa il cielo'', visto ciò mandò il suo uomo più fidato, Pressaspe ad ucciderlo. Poi fece uccidere la Moglie-Sorella, e in seguito, in un momento di follia uccise il figlio di Pressaspe davanti ai suoi occhi.
In seguito tenterà di uccidere anche Creso (di cui si parla nel libro I), ma "Creso balzato in piedi corse fuori. E quello, poiché non poté colpirlo ordinò ai servi di prenderlo e ucciderlo" ma i servi, una volta catturato lo nascosero a Cambise. Una volta che Cambise scoprì che Creso fosse sopravvissuto se ne rallegrò e lo richiamò al suo servizio, ma i servi che avevano disubbidito ai suoi ordini furono uccisi, non ci saranno ulteriori notizie riguardo a Creso.
Mentre Cambise rimaneva in Egitto commettendo follie due Magi si ribellarono contro di lui. Uno era uomo fidato di Cambise. La morte di Smerdi (fratello di Cambise) aveva aperto la possibilità di sovvertire Dario, inquanto la notizia della morte di Smerdi era rimasta nascosta alla popolazione Persiana. Questo Mago di nome Gautama aveva una vaga somiglianza a Smerdi e riuscì a farsi insediare sul trono, ordinando all'esercito che si doveva ubbidire a lui e non a Cambise. La maggioranza dei Persiani ingannata deciderà di seguire il Falso Smerdi che consolidò il suo potere ed estrometterà Cambise.
Cambise si pentirà in seguito di aver ucciso suo fratello Smerdi, avendo mal interpretato il sogno, e a causa di ciò si vide privado del suo Impero, e poco dopo morì.
Interessante come Erodoto affermi che il regno del Falso Smerdi, avendo preso il potere con l'inganno e per 7 mesi lo mantenne avesse elargito ai suoi sudditi in tutto l'impero grandi benefici (Erodoto parla di esenzione dal servizio militare per tre anni ma non dice altro) e che alla sua morte tutti gli abitanti dell'Asia lo rimpiasero, tranne i persiani.
In seguito, venendo scoperti, una congiura guidata da un gruppo di uomini incluso Dario, futuro Re di Persia verranno uccisi, e Dario, proveniente da un altro ramo della famiglia Achmenide (la stessa di Ciro e Cambise) riesce a farsi proclamare Re.
Tuttavia Dario sarà costretto a sedare varie rivolte in tutto l'Impero, di cui la più importante è la riconquista di Babilonia (da cui i Magi ribelli provenivano).
Ci sono anche altre storie in questo libro III, Policrate, Democede, il dottore greco che curerà Dario, nozioni sui popoli arabi, Indù,
Libro IV
Questo libro è più dispersivo e narra la spedizione di Dario contro la Sciza, che si concluderà con il fallimento ma anche con la fortuna dei Persiani, che non vedranno il loro esercito distrutto dai nomadi. L'esercito di Dario si salva per miracolo. Infatti Erodoto dà una spiegazione riguardo agli eserciti a cavallo della Scizia: La questione importantissima che è stata da loro risolta è che nessuno, una volta che li abbia assaliti, riesce a sfuggire loro, e che se essi non vogliono essere scoperti nessuno è in grado di sorprenderli. E difatti, uomini che non hanno né città né mura fortificate, ma anche portano con sé le proprie case e sono tutti arcveri a cavallo e vivono non d'agricoltura ma di allevamenti di bestiame e hanno le loro case su carri, come potrebbero non essere invincibili e inattaccabili?, questa frase è una premonizione di ciò che saranno Attila per l'Impero Romano e Temujin Gengis Khan per quasi tutto il mondo conosciuto, come si può fermare un Orda Nomade? Solo la morte di questi stessi Imperatori ha permesso che essi non conquistassero il mondo intero. Anche Marco Polo quando parla di regioni non ancora conquistate dai Mongoli (come il Giappone) egli da già per certo che esse saranno un giorno conquistate, in quanto la loro avvanzata non può essere fermata da nulla.
Interessanti anche le descrizioni degli Iperborei, delle Amazoni, la circumnavigazione dell'Africa (in cui si da un interessante descrizione di molti animali africani che Erodoto non ha visto ma che sono corretti, e congettura riguardo agli ''uomini e donne selvatiche'' che si crede siano Gorilla) la prima attestazione di Licantropia, il Dio-Uomo Salmoxis venerato dai Traci. Il libro si conclude con il mito e la fondazione della città di Cirene in Libia, di cui Erodoto da una descrizione dettagliata.
October 31, 2024
El texto que funda la ciencia que tiene por nombre su título. Aunque no es del todo científico su método, es el comienzo, así que es un texto de referencia obligatorio para los interesados en esta área del conocimiento.
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