Da quando suo padre, l'unica persona che le sia mai piaciuta al mondo, se ne è andato, Asia non fa che scappare. Ha smesso di essere la bimba sempre allegra e innamorata della vita che era per rifugiarsi dove niente e nessuno può arrivare, pensando che quello fosse l'unico modo per salvarsi. Dentro di lei il vuoto, un vortice nero che la inghiotte senza lasciarle spazio per respirare, e tanta rabbia. Una rabbia che piano piano la consuma e che è l'unica cosa che sente, quelle rare volte in cui sente qualcosa.
Da quando suo padre se ne è andato, Asia ha deciso che non ha senso credere nel futuro, e soprattutto nell'amore. Perché, questo lo ha imparato presto, niente e nessuno sarà mai all'altezza dell'idea di amore perfetto che le ha instillato suo padre. E poi è tutta un'illusione: non è vero che dura per sempre. Non è vero che ti mette al riparo dalla sofferenza e dalla solitudine. Anzi. Alla fine le persone che ami se ne vanno sempre, e ogni volta si portano via un pezzo di cuore. E allora è meglio stare da soli e basta, non affezionarsi mai a niente.
Poi però succede che nelle giornate tutte uguali di Asia piomba Claudia, lunghi capelli biondi e ricci, labbra sottili e un sorriso di quelli che portano le persone gentili. E i suoi propositi subiscono una scossa. Perché ogni volta che Asia incrocia il suo sguardo sente di non avere più il controllo di niente, nemmeno di se stessa. E allora, puntuale, torna la paura. E la voglia di scappare, di nuovo. Ma forse questa volta sarà diverso. Perché prima o poi bisogna concedersi la possibilità di emozionarsi, e di essere fragili. Di sentirsi vivi, anche se questo significa accettare il rischio di perdere tutto per un solo istante di felicità.
Il rapporto fra Asia e il padre era uno di quei rapporti padre-figlia che tutte le figlie sognano, un rapporto basato sulla comprensione, sull’istinto di protezione, sull’affetto. Poi, quando Asia è alle soglie dell’adolescenza, un brutto male le strappa il padre per sempre, e lei si chiude in se stessa, rinunciando a ogni aspirazione, a ogni incontro, alla felicità, e si lascia distruggere dalla rabbia. La rabbia di Asia, io lettrice, l’ho avvertita molto bene, insieme alla sia angoscia, alla sua paura, che la rendono una figura femminile complessa, instabile e drammaticamente vera. Quando poi, al bar in cui lavora, Asia conosce Claudia, bionda, bella, buona, e capisce che dentro di lei sta per nascere un sentimento mai provato prima, questo quadro, inizialmente, va a complicarsi ancora di più, quasi alla protagonista una vita serena sia preclusa. Fino a quando capirà, complice una lettera del padre scoperta dopo molto anni, che per vivere deve lasciarsi andare e lasciare andare certi legami e certi ricordi, col rischio di soffrire, perché non esistono luoghi in cui non si debba dire addio a qualcosa o a qualcuno per poter andare avanti. Questo di Marzia Sicignano è un romanzo emotivo e drammatico di quelli che io amo tanto. E infatti l’ho amato, seppur con qualche riserva. Nello specifico, la storia è plausibile, ma molti dialoghi fra Asia e gli altri personaggi (dal padre alla madre, passando per Claudia) li ho trovati poco credibili, troppo infarciti di belle e lunghe riflessioni quasi fossero una poesia e che nella realtà, anche dalle persone con gli intenti più altruisti, secondo me, così come sono scritte non verrebbero mai pronunciate: insomma, troppa emotività da strappalacrime, troppo buonismo, troppe parole che, per descrivere azioni e stati d'animo sarebbero state perfette, ma andavano appunto slegate dai dialoghi per rendere il tutto più realistico e meno artefatto. Ciò non toglie nulla alla bellezza di questa storia fragile e drammatica, nonché alla bravura della giovane autrice.
È il terzo romanzo che leggo di Marzia Sicignano e ogni volta mi sorprendo di quanto la sua scrittura vada maturando, da quando a diciannove anni ha pubblicato il suo primo libro. Anche questa volta non mi ha deluso, nonostante io sia di sicuro fuori dal target al quale sono dirette le sue opere. L’ho trovata ulteriormente cresciuta e ormai in grado di dosare le parole in un modo tutto suo, che ti arriva al cuore subito, senza pause e senza incertezze. Quello che mi colpisce ogni volta è la sua capacità di giocare con le parole scegliendole con cura, per comunicare un’emozione: dove altri autori hanno bisogno di un paragrafo per farti sentire qualcosa, a lei basta una frase buttata lì, in mezzo al racconto, e tu provi tutto, e ti perdi nei sentimenti dei suoi protagonisti, nei loro dolori e nelle loro mancanze. Questo è il primo romanzo dove la Sicignano non mescola prosa e poesia, come mi ha abituato in “Io, te e il mare” e “Aria“, anche se spesso alcuni passaggi hanno quella vena poetica che caratterizza la sua scrittura, e che mi piace tanto. La narrazione, molto particolare, procede in un alternarsi di presente (costituito dalle pagine del diario che Asia scrive al padre, parlando in prima persona) e passato. Quando Asia ha perso il padre, figura principale all’interno della sua famiglia, suo confidente e grande amore, si è sentita così persa, così delusa da tutto quello in cui credeva, che ha deciso di chiudersi in se stessa e lasciare tutti fuori. così Asia scappa. Da tutti, da se stessa, dagli amici, dal mondo intero. Smette di parlare del padre, se non attraverso le lettere che la psicologa la costringe a scrivere. Crede che il silenzio, l’immobilità, possano tenere la figura del padre intatta nel tempo, circondata da quell’alone di perfezione che ha sempre avuto ai suoi occhi. Vivere vorrebbe dire sottoporsi ad altri rischi, ad altre perdite: amare ancora significherebbe soffrire per una nuova perdita. È stato un viaggio profondo e toccante, come sempre, nell’animo di questa ragazza che deve imparare a vivere di nuovo, accettando tutti i pericoli insiti in ogni relazione. Complimenti alla giovane autrice che ha saputo di nuovo emozionarmi.
Hai scritto un altro libro che come un coltello taglia il burro, sì conficca in mezzo alle emozioni, ai sentimenti e alle paure. Si spinge in mezzo all'amore e lo dilania a fette. Amore contrapposto alle paure di perdita, di amare, di soffrire, ma, soprattutto di vivere. Ogni capitolo, ogni frase, carica di una violenza emozionale che distrugge appena tocca la pelle e gli occhi. Ti voglio ringraziare per tutte queste emozioni che mi hanno fatto sentire vivo. Davvero complimenti!
Da quando l'unica persona che ha amato tanto se né andata, Asia non fa altro che scappare.
Non è più la bambina che ama la vita e correva felice. Dentro di lei naviga un vuoto. L'assenza di un padre. Una rabbia la consuma giorno dopo giorno. Da quando se né andato via lei non crede più a niente, non crede in se stessa, non crede nel futuro, e sa bene che il suo cuore se né andato via con lui. E così se né sta da sola perché nessuno riesce a capire il suo dolore, la sua sofferenza, la sua mancanza le dicono tanto tutto passa, ma non può mai passare un dolore così grande anche quando un pizzico di felicità bussa alla tua porta.
Ma forse sarà diverso questa volta, questo pizzico di felicità? Tornerà la paura di sempre o saprà tornare a vivere?
Ho trovato questa lettura piena di dolore e angoscia, la protagonista Asia emana uno stato tormentato per la mancanza del padre, e io lo so bene cosa si prova a non avere più un padre nella propria vita dall'oggi al domani, un crampo alla propria vita che non andrà mai vita nonostante le giornate passano, nonostante il tempo scorre e nuovi avvenimenti accadono nelle proprie vite e questo lei, Asia lo sa bene. La paura di sorridere di nuovo la mangia viva, la paura di tante cose che lascio scoprire a voi la rendono piena di angoscia ma ha anche una grande sensibilità che emana pagina dopo pagina. Questa lettura l'ho amata tanto mi sono rispecchiata molto nella protagonista e nei suoi stati d'animo, la scrittrice ha saputo descriverli molto bene e descrivere bene anche lei stessa.
Ho preso il libro principalmente per la scrittrice, avevo letto "ovunque sia seremo insieme" e mi era piaciuto tanto che avevo deciso di dedicarlo alla mia migliore amica. Sono rimasta un po' delusa perché la forma diaristica che ha preso questo romanzo non ha soddisfatto la profondità delle riflessioni che potevano emergere trattando di un tema tanto delicato come la perdita di un padre. Frasi ripetute, molte delle quali banali e contraddittorie. Il personaggio principale, Asia, viene descritto in un modo e presentato in un altro. Metto due stelle perché alcune frasi colpiscono, però risultano ripetitive e questo fa perdere tanto allo stile di Marzia che nella sua semplicità è accattivante. In questo libro, però, si è persa nella banalità di una storia con una trama un po' già vista e una morale poco nuova.
All'inizio del libro lei cita "Questo libro è ispirato a un'emozione vera" e con semplice parole è riuscita a dar vita, nei minimi dettagli, a Quell'emozione che in pochi sanno realmente qual è. Per sfortuna io la conosco molto bene e devo dire che non sono mai stata compresa fino in fondo come da 177 pagine di pura poesia. Non starò qua a dirvi che è scritto alla perfezione e che la narrazione è qualcosa di sublime. Vi dirò soltanto che Marzia Sicignano ha creato un libro per gli incompresi e per questo devo solo ringraziarla.
Questo libro mi è stato regalato, letto per la challenge 4 libri in 4 giorni, e del plot sapevo poco. non so cosa mi aspettassi dal libro ma di certo non un trauma. Alla fine ho pianto tantissimo e anche se non sono un'amante dei finali aperti, effettivamente qui serviva. È finito con un messaggio di speranza da parte di Asia, è lei stessa a non sapere come andrà il futuro ed è giusto così. La modalità di scrittura, tra diario e flashback, era super azzeccata. Non sono una persona che comprende in prima persona cosa ha provato Asia, ma proprio per questo, il fatto che sia arrivato a pieno, è indice del fatto che la scrittura fa tanto. Consigliatissimo soprattuto in estate. (Se potete addirittura in spiaggia come ho fatto io che, senza saperlo, mi ritrovata nell'ambientazione perfetta)
Asia dopo la perdita del padre perde anche interesse per la vita stessa. La psicologa le chiede di scrivere al padre delle lettere, così da poter esorcizzare questo suo dolore nel modo giusto. Grazie anche ad un nuovo lavoro al bar Asia incontra una ragazza, di cui si innamora. Combatte con se stessa per i sentimenti che crede di sentire, che non vuole assolutamente sentire per paura di un nuovo abbandono. Il libro si divide bene tra la narrazione della vita di Asia e le lettere che lei stessa scrive al padre, scorrevole e molto carino.
Libro che è stato in grado di emozionarmi, dalla prima pagina all’ultima. Viene descritto talmente bene e dettagliatamente ció che Asia prova, che è inevitabile immedesimarsi, provare gioia, dolore, rabbia, tristezza. Il dolore di una perdita, viene descritto accuratamente, in tutte le sue sfaccettature, riportando anche le sensazioni che si provano dopo molti anni. Questo libro l’ho comprato 2 anni fa, e l’ho letto solo ora, forse nel momento più giusto, pur non avendolo programmato e non avendo letto la trama. È stato veramente emozionante. Grazie.
una via di mezzo tra un romanzo per adolescenti ed una realtà molto “cruda” della vita di una qualsiasi persona in preda ai dubbi, in balia delle proprie paure. bello il contrasto tra la narrazione e le lettere scritte dalla protagonista e tutto sommato bella la trama, non da sottovalutare nonostante la scrittrice ancora emergente
diverso dagli altri di Marzia perchè non ci sono le classiche poesie che contraddistinguono solitamente i suoi libri, ma molto carino e scorrevole. viaggio dentro se stessi
Perché il tuo scopo è piacergli. È bello avere l’approvazione degli altri, ma alla fine quello che conta è cosa ne pensi di te stessa. Tu cosa pensi di te stessa?
non ci sono parole per descrivere questo libro come vorrei. mi sono immedesimata anche fin troppo in asia pensando a come sarebbe stata la mia vita se avessi preso una strada diversa, come la sua.
«La notte è il momento in cui si è più felici, secondo me» «Perché?» «Perché ci sei solo tu, il buio, e le persone che ami. E allora vedi tutto meglio»