A tamaño natural es una disección única de una de las relaciones más sagradas y conflictivas entre seres humanos, las paterno-filiales, en un juego de espejos y referencias que aborda este apasionante tema desde la filosofía, el arte, la religión, la historia o la mitología.
Desde la historia de Marc Chagall o el sacrificio extremo de Abraham, en estas páginas hay también hijos que han negado su origen, que han tratado de borrarlo, como la hija del criminal de guerra que no puede hacer más que una elección total: negarse para siempre la capacidad de engendrar, para acabar con el legado del odio.
Erri De Luca atraviesa, con su mirada personal y su experta sensibilidad, los nudos que unen de por vida a padres e hijos, a veces desde el rechazo del afecto o el cuestionamiento de las generaciones precedentes y la ingratitud, a veces desde el aprendizaje, el reconocimiento y la aceptación.
Upon completing high school in 1968 Erri De Luca joined the radical left-wing movement Lotta Continua. After the organization's disbandment he worked as a blue collar at the Fiat factory in Turin and at the Catania airport. He also was as a truck driver and a mason, working in job sites in Italy, France and Africa. He rode relief convoys in Yugoslavia during the war between 1993 and 1999.
He is self-taught in several languages including Ancient Hebrew and Yiddish.
De Luca is a passionate mountain climber. A reclusive character, he currently lives in a remote cottage in the countryside of Rome.
Although he never stopped writing since he was 20, his first book is published in 1989, Non ora, non qui (Not now, not here). Many more books followed, best sellers in Italy, France and Israel, his work being translated and published in Spain, Portugal, Germany, Holland, USA, Brazil, Poland, Norway, Danmark, Romania, Greece and Lithuania. He has himself translated several books of the Bible into Italian like Exodus, Jonah, Ecclesiastes, Ruth, and explored various aspects of Judaism, as a non-believer.
In France, he received the France Culture Prize in 1994 for Aceto, arcobaleno, the Laure Bataillon Award in 2002 for Tre cavalli and, also in 2002, the Fémina Étranger for Montedidio, translated in English as God's Mountain. He was a member of the jury at the Cannes Festival in 2003.
Erri De Luca writes regularly for various newspapers (La Repubblica, Il Manifesto, Corriere della Sera, Avvenire), and magazines.
"No he dejado de ser hijo de ese padre que murió a mi edad de ahora. Aunque pueda morir mayor que él, no dejo de ser hijo. No conozco el escalón profundo de la paternidad que produce el salto generacional. Desconozco su tamaño natural."
Mis irreales expectativas tienden a jugarme en contra...este libro es una prueba de ello. Cuando leí la sinopsis me esperaba poder ahondar en la relación padre e hij@s, una que ha sido poco analizada en la ficción y, al ser un libro de historias cortas, dando oportunidad de observar distintos matices de la misma.
El libro se divide en 9 historias, siendo la mejor, en mi opinión, la que da nombre al libro, que es la que ahonda en la interacción entre Abraham e Isaac, al momento en que ambos se acercan para cumplir la voluntad de Dios: el momento de realización de Isaac y las reflexiones que da respecto al mismo son, al menos, interesantes.
"»¿En qué clase de persona se convierte alguien que mató a gente inerme durante la guerra y luego debe fingir una existencia normal? Ponerse la máscara de alguien inofensivo: ¿tan fácil resulta volver a mezclarse con los demás? ¿No se traiciona a sí mismo, no siente que capitula al representar la normalidad? »Se dice: manos manchadas de sangre. Las suyas están limpias, cuidadas. La sangre no ensucia, pero en cambio acusa."
"El crimen del soldado" ahonda en como afectan los crímenes de los padres a los hijos, pero también en como los hijos se pertenecen a sí mismos tanto como a los padres: como su identidad se forma con ellos y, descubrir que tus padres no son o que creías, deja huella, sin importar lo buena o mala que fuera la relación previa.
"Las misiones extremas exigen la disolución de los lazos más íntimos. Pero incluso al obedecer a la llamada, nada impide al corazón el dolor del desgarro.
Al final, es un libro que pudiese haber recortado la cantidad de historias y profundizar en lso lazos, buenos y malos, que presenta en los mejores cuentos.
A Erri De Luca non posso dare meno di tre stelle perché la sua prosa e la sua attenzione per la semantica e la linguistica mi incantano tutte le volte, lasciandomi estasiata. E però, in questo collage di intenzioni, non vedo una realizzazione completa, ma solo un compendio dei temi ricorrenti dell’autore che si correlano l’uno con l’altro un po’ a forza. Bellissimo Il torto del soldato, una conferma.
Questo è il secondo libro di De Luca che leggo e sono felice di aver seguito tale suggerimento. Nonostante io sia un'appassionata di lunghi romanzi pieni di descrizioni di luoghi, fatti e personaggi, riesco ad apprezzare l'essenzialità di De Luca, perché con poche parole dice comunque tanto. Non sono frasi buttate lì a casaccio, hanno un loro valore, un significato profondo, diverso per chiunque le legga. Questo libro è una raccolta di storie, raccontate in prima persona dall'autore, di padri e figli e del legame spesso indissolubile che c'è tra loro, che si voglia o no: «In queste pagine unisco storie estreme di genitori e figli. Ne sono estraneo a metà: senza essere padre, sono rimasto necessariamente figlio.» Padri buoni, cattivi, incapaci, obbedienti, tutti hanno lasciato un'impronta sui loro figli, loro adesso devono decidere cosa farne, se metterla in mostra o cercare di nasconderla o addirittura cancellarla del tutto. Emozionante, ricco di significato nonostante la brevità, una lettura su cui ricordare e rimuginare.
Sicuramente molto affascinante la scrittura, a conferma di quello che pensavo avendo letto Montedidio. Però, dal punto di vista di contenuto, questo libro mi sembra un po’ un’accozzaglia. Il tema centrale è il rapporto padre-figlio, introdotto da una bella riflessione dell’autore sul suo caso personale. Onestamente non ho ritrovato appieno il tema in tutti i racconti: alcuni mi sono sembrati un po’ forzati.
A gusto personale, troppi riferimenti alla Bibbia. Il torto del soldato, invece, è stato davvero molto bello.
Esistono i libri e sono belli, brutti, emozionanti, travolgenti, noiosi. Poi ci sono quelli di Erri De Luca che non assomigliano a nessun altro genere di libro e restano i più belli di tutti.
Non è il primo libro che leggo di Erri De Luca e, come sempre la sua scrittura mi affascina, direi che per me è ammaliatrice. Gli argomenti che affronta poi non sono mai banali ed è come se lui si mettesse a nudo di fronte a te e ti costringesse a guardarti dentro. Qui si parla del rapporto tra padre e figlio, di cosa vuol dire obbedienza, rispetto, amore, complicità…. E si parte addirittura daAbramo… Nel rifacimento poi di un altro testo, bellissimo per altro che Erri aveva scritto dal titolo “Il torto del soldato”, lui affonda il suo bisturi sul peso che, volente o nolente, il figlio innocente di un criminale non pentito deve portare. Come se si sentisse macchiato e sconvolto dallo stesso sangue!!!
"A GRANDEZZA NATURALE" di Erri De Luca L'argomento è importante: genitori e figli, un nodo che stringe, a volte costringe, che si scioglie a fatica, a volte si riannoda con una fatica ancora più grande. Le parole sono dense, opportune, di aria e di suoni. Chiudo il libro e vorrei altro ancora. La fame di parole non è placata. La sete di pensieri non è soddisfatta. "Qualcuno chiede ogni tanto che n'è stato di quel tempo, cosa ha lasciato. Rispondo: il vuoto, quello del buco degli ombrelloni tolti a fine estate, profondo, pure bello a vedersi, prima che la sabbia lo ricopra senza lasciare il segno." (da "A grandezza naturale/ Un'espressione artistica")
A grandezza naturale è un libro importante, uno di quelli che ti strappa molto più di una riflessione. Ti estrania dal comodo contesto della lettura e ti trasporta nella tua coscienza, a dialogare con i tuoi ricordi, per trovare una corrispondenza con le sensazioni impresse dall'autore su carta. Sono felice di aver scoperto questo autore, di aver recuperato gran parte delle sue opere.
Nel rapporto con i padri ci può essere un lascito del non detto, non fatto o non fatto abbastanza, come nel ritratto del padre di Chagall: "La commozione messa a strati di colore proviene da un rimorso e da una gratitudine tardiva". Con questo ritratto De Luca apre la sua raccolta di racconti da leggere a piccoli bocconi, perché alcuni sono davvero amari e c'è bisogno di tempo per digerire e andare avanti nella lettura. Tutti crescendo sciogliamo i nodi affettivi, soprattutto quando diventiamo genitori a nostra volta: "Diventerà padre, passaggio che fa scordare e slega dallo stato di figlio". Ci ribelliamo ai padri, cresciamo e ci allontaniamo, arriviamo persino a rinnegare, per poi scoprire che "... non si diventa più grandi né minori di chi ci ha preceduto. Ci si trova alla fine in un ritratto a grandezza naturale."
Titolo: A Grandezza Naturale Autore: Erri De Luca Pag: 123 L’autore parte da una sia da una riflessione che da una osservazione chiedendosi il perché. L’osservazione di un dipinto di un pittore Francese, in questo caso figlio intento a raffigurare suo padre a grandezza naturale seguendo un cogente approfondimento dei suoi scritti fatti non solo dai suoi diari. L’autore osserva il suo vissuto sia nel rapporto con il padre sia che non è diventato padre. La riflessione profonda ed importante è quella che lega come nella metafora del nodo al centro composto dalle estremità opposte che grazie a un lavoro riflessivo, si uniscono formando così un legame molto stretto tra padre e figlio. Dove i figli debbono prendersi cura dei genitori posizionandoli a grandezza naturale ponendoli sullo stesso piano anche sapendo che a cuor suo, non è diventato padre, quello che distingue l’essere padre porta con sè caratteristiche di responsabilità protezione cura e misure di educazione. La considerazione nuova del figlio è quella di comprendere il vero concetto del dare peso al padre e alla madre quale compito di adulto completo. Ho trovato questa lettura davvero unica nel suo genere per gli accostamenti storici biblici per andare a capire l’origine di quei comportamenti che ancora oggi sono considerati contemporanei in cui le questioni dirimenti sono sempre in auge ed compito di ognuno è quello di dirimere e fare chiarezza. Ne consiglio vivamente la lettura.
El libro son un conjunto de relatos con un hilo común: las relaciones entre padres e hijos. Son relatos llenos de vida. Toca muchos temas: el judaísmo, la pobreza, la desigualdad, las luchas sociales "Yo tenía zapatos y otros niños no, esa enseñanza no me abandonará nunca".
El pintor Chagall comparte páginas con Adolfo Eichman visto desde su hija (nazi q gestionó deportaciones de judíos a campos de concentración), con Abraham e Isaac, con su propia historia...
Los hijos rompen con los padres y luchan por tener su propia identidad. Se convierten en algo diferente a ellos. Aprenden de lo que ven, acciones de los padres q quedan como mensaje. Las culpas y errores de los padres no recaen sobre los hijos, hacen lo q pueden y los hijos deben construir su propia vida, pasando sus propios desiertos. No es partidario de las corrientes psicoanalistas.
Me ha gustado el ver relaciones diferentes a las típicas. En el libro no encuentras historias muy comunes... Es abrirte a otras relaciones desconocidas, al menos para mí. Interesantísimo. En algunos momentos difícil de leer. Se requiere cierto nivel de lectura y de saber. Tuve q buscar alguna palabra, releer algunos párrafos.. pero lo recomiendo tanto a hijos como a padres.
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Acquistato per caso e un pò sulla fiducia per l'autore, questo libricino non mi ha deluso e si è rivelato molto piacevole. Il tema trattato, attraverso una raccolta di piccoli racconti, è il rapporto genitore/figlio, indagato attraverso i secoli e a partire da Abramo e Isacco, continuando con il rapporto di una figlia col padre, rivelatosi poi un boia nazista, fino ad arrivare al rapporto padre/figlio per eccellenza, rappresentato da Dio e suo figlio sacrificato in croce. L'autore "rimasto figlio" , come specifica nel testo, non avendo vissuto l'esperienza della paternità, racconta anche del legame personale con suo padre e degli insegnamenti ricevuti, dove il superfluo lascia il posto a favore dell'essenza, un pò come - aggiungerei - fa lui con la sua scrittura. De Luca non è mai banale ed in poche righe raggiunge e condensa profondità ed intensità come pochi sanno fare. Il testo, secondo me, non è tra i suoi migliori, ma regala in alcune frasi delle emozioni profonde, e questo rappresenta sempre e comunque il tratto distintivo di un capolavoro.
"Da te, dovevo dirgli, da te ho preso e lasciato, restando figlio tuo, cranio da cranio, libri, vino e montagne"
"A grandezza naturale" è una raccolta di brevi ritratti di genitori e figli scritto da Erri De Luca e pubblicato da Feltrinelli, per la collana I Narratori, nel 2021.
9 racconti di genitori amorevoli e giusti, ma anche di genitori impreparati ed egoisti; e di figli grati e innamorati, ma anche di figli orfani e incompleti.
Racconti autobiografici, verosimili e anche biblici in cui viene sviscerato il primo vero legame che tutti conosciamo.
Quello tra genitori e figli è un rapporto sproporzionato alla nascita ma che con gli anni ritorna a grandezza naturale.
Secondo approccio con le opere di Erri De Luca. Fatico a entrare nella sua scrittura, che a tratti mi appare come poco fluida. Serie di storie di breve durata che non contribuiscono a generare un legame particolarmente solido con il libro, dati i continui cambiamenti della narrazione. Il tema centrale del rapporto padre-figlio sarebbe potuto essere affrontato in modo piu profondo e con riflessioni piú attente o intime, che solo in alcuni tratti ho reputato interessanti e coinvolgenti. Le restanti storie appaiono troppo fugaci, quasi alla ricerca forzata di aggiungere un capitolo in piú. Forse avrei preferito meno capitoli ma più storia.
5/10 Prescindible y superficial. Pese a que De Luca tiene sobrado dominio de la prosa certera, el contenido de estos ensayos tiene la profundidad de un charco, pese a que pretende ofrecerle una carga filosófica que no encaja.
Nada de "historias extremas", puesto que incluso la narración central, la de la hija nazi, suena a impostada. En general, Erri De Luca demuestra no haber sondeado el tema que le ocupa. Ni de cerca ha sabido experimentar en sus carnes (ni usando la imaginacion) toda la dimensión agónica del pathos familiar.
Es un tema tan tratado en novelas que, por comparación, este libro solo suena a obviedad. Pese a ello, la prosa seca es efectiva.
Un flusso di coscienza misto a piccoli racconti su un travagliato rapporto con il padre. In questo particolare momento della mia vita riceve 5 stelle. L’adolescenza può lasciare buchi grandi. Quante volte ci allontaniamo da un genitore per allontanarci da noi stessi? Che diritto abbiamo a giudicare una persona che ci ha cresciuto per 20 anni per eventuali sbagli commessi sul percorso? De Luca è stato un figlio (a suo dire) mediocre e un mancato padre. Ecco che nascono delle riflessioni storiche/culturali e personali con un taglio tipico dell’autore.
un libro breve ma intenso sul rapporto con la figura paterna da parte di un autore che padre non è diventato ed è quindi 'rimasto' figlio. de luca è uno scrittore 'ingombrante', leggere un libro per me è come sentire la sua voce e vederlo leggere, non so se sia un bene o un male, ma leggere la storia dell'incontro in montagna me lo ha fatto immaginare protagonista. è la parte del libro che ho preferito .
Inconfondibile lo stile e l'armonia del racconto di Erri de Luca. Il rapporto padre figlio raccontato in modi diversi, da Abramo e Isacco, al suo personale con il padre verso il quale nutre molto rispetto, continuando con storie di genitori ingombranti, con il racconto di Gesù e così via... Una narrazione affascinante con molti spunti storici, culturali, religiosi che caratterizzano la scrittura di Erri de Luca
Un'interessante riflessione sul rapporto padre figlio (e perché no, sul più generale rapporto genitori - figli) che però non ha la pretesa di farsi saggio e pertanto di essere assertivo. È come se Erri mettesse a nostra disponibilità storie per farci fare un'idea tutta nostra dell'argomento, come un'opera d'arte dovrebbe essere. Non che il suo punto di vista non emerga, ma è liberante e allo stesso tempo provocatore. Istiga il lettore ma non gli indica la strada da seguire.
Un court ouvrage où de Lucca réfléchit sur une thématique qui lui est chère : la filiation. Lorsqu'on parle de l'écriture de Erri de Lucca, on parle de dépouillement. C'est concis et limpide. Mêlant souvenirs personnels et fragments d'une histoire collective, les courts chapitre nous font voyager en Russie avec Chagall, à Naples évidemment, et dans l'histoire des religions. Un auteur presque inqualifiable que je prends plaisir à lire parce qu'il nous amène sur des chemins insoupçonnés
Pochi racconti e brevi riflessioni, si parla di figli e genitori e distanze abissali. Letto nello stesso pomeriggio subito dopo il suo autografo sotto il titolo, quindi vale di più. La storia centrale, quella della figlia che scopre che il nonno non è nonno ma padre, e non è padre ma genocida nazista, vale tutto il librino. Bello leggere frasi cesellate per essere lette.
Des textes très courts, parfois accompagnés de photo de grands tableaux, de citations etc.. Erri de Luca parle de la paternité, en citant notamment des passages de la Bible comme le fameux sacrifice d'Isaac. Des remises en question sur la fiabilité du père, de son passé, et l'impact de ses choix sur le futur de ses enfants. C'est un peu court, mais très agréable à parcourir.
E' un libro che va letto: la prosa di De Luca è sempre magica perché le parole stesse vengono utilizzate in maniera secondo me eccellente. Penso di rileggerlo per gustarne di più i passi profondi e toccanti usati per la sua riflessione su quei nodi che legano i padri ai figli: a questo scopo padri e figli importanti,come Abramo e Isacco, Chagall e suo padre, passando attraverso la storia della figlia di un boia nazista per arrivare al culmine con Dio e suo figlio. Anche i passaggi della sua storia di figlio , a mio avviso sono raccontate col suo stile profondo e poetico, mai sterile o vuoto.
Chiara come l'acqua, forte come roccia, sincera come un pezzo di pane. Questa volta De Luca affronta storie di famiglia, di padri, di legami di sangue, di lingue straniere che contengono segreti e passato. Stupendo.
La quarantina scarsa di pagine che compone “Il torto del soldato” sono, probabilmente, le più belle e emozionanti che ho letto quest’anno. Il resto dei racconti un po’ meno accattivanti ma sono rimasta folgorata da quello spezzone.
"Il n'existe pas dans la nature de volonté plus forte que celle d'une femme. Nous employons le même verbe vouloir pour le masculin et le féminin, mais c'est une erreur. Il en faudrait uniquement un pour elles."
Bellissimo saggio sul rapporto tra genitore (Padre) e figlio. Con la classica erudita e poetica prosa, De Luca tratteggia esperienza personale, intima, con quelle più famose dei personaggi storici e biblici. Una Lettura emozionante.