Parigi 1859. Dopo aver tagliato i capelli e indossato abiti da uomo, la pittrice americana Swan è riuscita a farsi ammettere all'Accademia di Belle Arti. Ma il suo talento suscita gelosie e violente passioni, mentre affiorano torbidi dettagli sul suo passato… Nella seconda parte del romanzo storico di Néjib si moltiplicano gli enigmi e i colpi di scena. Le vicende di Swan si intrecciano con le vite di grandi artisti, da Degas a Manet, per raccontare l'avventura degli Impressionisti e la storia di una giovane donna che lotta per affermarsi in un mondo ferocemente maschilista.
Swan – vol.2 – Il chitarrista spagnolo è il nuovo capitolo del racconto a fumetti di Néjib, autore tunisino che si è fatto conoscere dal grande pubblico con il fumetto Stupor Mundi e con il primo capitolo dedicato alla sua protagonista Swan Manderley, Swan – Il bevitore di assenzio. In Italia arriva grazie alla Coconino Press.
Trama – Swan – vol.2 – Il chitarrista spagnolo Swan – vol.2 – Il chitarrista spagnolo racconta della passione e della tenacia della giovane Swan Manderley, arrivata a Parigi da New York, per coronare il suo sogno di entrare alla Scuola nazionale superiore di Belle Arti di Parigi. Qui, nel secondo volume della serie a lei dedicata, è riuscita a realizzare il suo sogno. Come? Tagliandosi i capelli e facendosi passare per un ragazzo.
Nel 1859, infatti, la scuola era aperta solo per gli uomini, perché era inimmaginabile che una ragazza potesse diventare un’artista affermata, al pari dei ragazzi. Ma Swan non ne vuole sapere: desidera dipingere ed eccellere nella sua passione. Complice suo fratello Scottie – uno dei pochi a sapere la verità sull’identità di Swan – la ragazza si dedicherà anima e corpo al suo sogno, suscitando le invidie dei suoi colleghi. D’altro canto, Scottie – che in realtà mantiene il segreto della sorella a causa di un vecchio ricatto – deciderà invece di abbandonare la scuola, per scoprire la gioia e gli stimoli della pittura en plein air.
La trama sarebbe abbastanza semplice se non fosse che la vita dei due fratelli – e di Swan in particolare – è tormentata da segreti del passato, ricatti, loschi nemici e bizzarri aiutanti.
Perché leggerlo Swan – vol.2 – Il chitarrista spagnolo è un fumetto storico, che lega indissolubilmente le vite dei fratelli Manderley a quelle dei grandi artisti dell’800, come: Degas, Manet, Monet, Pissaro… insomma, lo sfondo su cui Néjib muove la storia dei suoi personaggi è quello dell’arte Impressionista.
Personalmente, ho trovato la storia di Swan Manderley interessante per i messaggi che veicola: l’importanza di credere nei propri sogni e nelle proprie capacità; di non arrendersi davanti agli ostacoli e di non farsi dire da nessuno (società, cultura, individuo) cosa sia giusto o meno fare. Tale tema, a mio avviso universale, trova ancora più risonanza se si considera che la protagonista è una ragazza che, chiaramente, lotta contro gli stereotipi di genere e la disparità dei sessi.
Ciò porta, inevitabilmente, a empatizzare e simpatizzare con lei, a indignarsi circa la cultura del tempo e a riflettere su quanto, anche attualmente, ci sia ancora bisogno di fare passi avanti in merito alla questione. Nonostante la tematica importante, però, ho trovato il racconto un po’ carente in quanto a grinta e carica. È come se la lettura fosse un po’ sottotono.
La view fumettistica di Mirko Il secondo volume di Swan espande la spina dorsale del racconto (gli ostacoli che una donna è costretta ad affrontare in un ambiente esclusivamente maschile), strizza l’occhio ai sottili disagi artistici della Parigi impressionista e arricchisce le sottotrame di ulteriori epifanie, dilemmi, colpi di scena, segreti e capovolgimenti degni delle migliori soap operas. Nonostante ciò, lo stile minimalista, talvolta volutamente abbozzato, dell’autore Néjib, mantiene il flusso narrativo sempre sullo stesso binario ritmico.
Le riflessioni sull’elitismo del mondo artistico dell’epoca (spesso accostabili a numerose realtà odierne) sono pungenti al punto giusto, mentre le connessioni a eventi storici, anche se romanzati, rendono il fumetto quasi uno spaccato culturale. Vista sotto questa natura, la lettura risulta affascinante, mentre potrebbe risultare più ostica sotto il punto di vista del puro intrattenimento, una componente che non andrebbe mai sottovalutata in ambito fumettistico.
Personalmente, ho trovato lo stile di Néjib forzatamente fazioso e, a volte, persino ostentato; la staticità delle tavole non sempre rispecchia il fervore di un vibrante periodo come quello raccontato. La contrapposizione, per quanto interessante, risulta dannosa sotto il punto di vista della vivacità del racconto e trascina con sé la trama che, per quanto ricca di eventi, si trasforma in una esposizione troppo lenta dei passaggi e delle emozioni dei personaggi. È importante tenere a mente, però, che questa è l’analisi di un racconto non ancora terminato, che promette tanti nuovi scenari.
Ho trovato molto interessante l’utilizzo di una limitata palette di colori acidi lungo tutto il racconto, soprattutto quando chiamata in causa per coprire interi fondali e fare in modo che le chine dei personaggi in bianco e nero risaltassero ancora di più. Questo “tocco di classe” sposa molto bene la sofisticatezza del lettering, realizzato a mano in originale e replicato, in modo non sempre perfetto, ma quanto più vicino possibile, nell’edizione italiana.
L'opera Swan di Néjib è un vero gioiellino che non può mancare nelle vostre librerie, che voi siate appassionati del genere o semplicemente vi piacerebbe iniziarne una per provare ad approcciarvi. Di certo lo stile di disegno è particolare, quindi è come sempre un gusto soggettivo quello che colpisce l'occhio, però comprendendo un minimo d'arte ( per gli studi che ho fatto e perché a mia volta disegno ) vi posso dire che le illustrazioni, le tavole dell'opera sono impeccabili, con una buona tecnica e con una colorazione semplice ma ad impatto. Anche in questo volume ho trovato una grandissima espressività nel viso dei personaggi. Come vi dissi anche per il primo volume, una delle cose che mi ha colpito, in aggiunta alle altre, è anche la scelta di scrivere i testi in un corsivo stilografico, quasi come se ogni pagina fosse davvero scritta a mano dall'autore che vuole narrarci la sua storia. Che sciccheria ragazzi, adoro tantissimo!
𝗔𝗟𝗟𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗦𝗣𝗢𝗜𝗟𝗘𝗥!
Il secondo volume di Swan ci riporta nella Parigi del 1859 e riprende le vicende da dove le avevamo lasciate, con una Swan che ha realizzato il suo sogno dopo aver tagliato i capelli e indossato abiti da uomo, riuscendo così finalmente a farsi ammettere all'Accademia delle Belle Arti. Come saprete, a quell'epoca per le donne era difficilissimo portare avanti un qualsiasi sogno poiché la loro esistenza doveva essere devota solo a matrimonio e figli da sfornare. Inoltre affermarsi nell'arte non era ( e ancora non è ) per niente facile e nascondere sé stessa o meno non nega comunque a solite e crudeli gelosie di fare il loro ingresso e provare a sgretolare tutto. Una canzone che amo dice: "chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te", ed è una cosa che in quest'opera si vede tantissimo. Mentre Swan lotta per la sua passione, suo fratello Scottie abbandona gli studi per inseguire un amore clandestino. L'opera di Swan, però, non è solo una difficile storia con sfondo l'arte, il secondo volume ci regala enigmi e colpi di scena che rendono la lettura anche più appassionata di quanto già non sia. Inoltre chicca delle chicche è che le vicende di Swan si intrecciano con le vite di grandi artisti come Degas e Manet.
"È insopportabile vedere uno straniero giovarsi dell'insegnamento e del genio dei maestri francesi".
Tuffatevi in questa meravigliosa graphic novel, la storia di una donna che con coraggio lotta per affermarsi in un mondo totalmente maschilista. Super consigliato! Non vedo l'ora che esca il terzo volume.
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