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Cara Cina

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Per Goffredo Parise, la Cina è un poema composto da "molti, quasi infiniti versi". Quando ci si prova a leggerli, questi versi, si fa un po' di fatica, anche perché, a prima vista, sembrano tutti simili e si può essere presi dalla noia. Ma, se al posto della "chiara, limpida, matematica e apparentemente esatta ragione" ci si affida a "due strumenti apparentementi ambigui e oscuri come la discrezione e l'intuito", ecco che la noia scompare e si scopre che 1 cinesi sono un popolo che possiede naturalmente quella qualità che si può conquistare, e con grande spreco di energie, soltanto storicamente. Questa qualità è lo stile". In Cara Cina, primo dei suoi libri di viaggio, Parise ausculta lo stile dei cinesi, non solo nei suoi aspetti più espliciti, come la pratica della calligrafia e quella della cucina, ma soprattutto in molti dettagli acciuffati con la forza di un intuito sempre vivo. Parise è un viaggiatore che ha scelto di essere indigente: nel suo bagaglio ci sono esclusivamente "gli occhi per vedere, il cervello per riflettere, il caso e infine la propria persona, con quanto possibile di lampante e di oscuro". Da Canton a Hong Kong, fermandosi a Pechino e a Shangai, più che sui luoghi fisici, il reporter si sofferma sulle persone. Ne ricava molti dialoghi che costituiscono lo scheletro di questo libro magro. Sono davvero memorabili sia l'incontro in un ospedale tradizionale con una dottoressa che pratica l'agopuntura da persona più bella che mi sia capitato di vedere da quando sono in Cina"), sia la visita a una scuola, nel corso della quale sperimenta la consistenza corporea dei fanatismo, impersonato dal direttore ("E' la prima volta nella mia vita che vedo il fanatismo politico: è ripugnante e pietoso al tempo stesso, ma fa paura"). in entrambi e opposti casi, la flessibilità e la leggerezza degli strumenti conoscitivi di Parise rendono possibile la difficile arte della conoscenza.

235 pages, Paperback

First published January 1, 1966

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About the author

Goffredo Parise

80 books22 followers
Goffredo Parise è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, saggista e poeta italiano.
Nasce a Vicenza l'8 dicembre del 1929; la mamma Ida Wanda Bertoli, ragazza madre, cerca con grandi sacrifici di riempire il vuoto della mancanza del padre. Nel 1937 muore il nonno e la madre sposa il giornalista Osvaldo Parise, direttore del «Giornale di Vicenza»; il piccolo Goffredo, sempre alla ricerca di una figura paterna, gli si affeziona ed è ricambiato e Parise dopo otto anni lo riconosce come figlio.
Goffredo appena quindicenne partecipa alla resistenza in provincia di Vicenza; finita la guerra frequenta il liceo e in seguito si iscrive a vari indirizzi universitari senza arrivare mai ad una laurea (sarà laureato «ad honorem» solo nel 1986 dall'Università di Padova).
Tramite alcune conoscenze il padre adottivo lo introduce al mondo della carta stampata. Goffredo incomincia a scrivere per quotidiani come «l'Alto Adige» di Bolzano, «l'Arena» di Verona e il «Corriere della Sera» e in questo periodo il giovane capisce la sua vera passione: l'inclinazione a scrivere storie. Parise nel 1950 si trasferisce a Venezia e in una stanza in affitto scrive il suo primo libro, il «cubista» Il ragazzo morto e le comete, pubblicato dall'amico Neri Pozza (il quale però suggerisce cambiamenti che Parise si rifiuta di fare).
Dopo un'iniziale stroncatura sia dalla critica sia dal pubblico, Parise pubblica nel 1953 il libro La grande vacanza, con una lusinghiera recensione sul «Corriere della sera» di Eugenio Montale: «...affascinato dall'abilità di Parise e dal suo calarsi nell'infanzia senza modi nostalgici e crepuscolari»; questo libro viene definito nel 1968 da Carlo Bo autentica poesia.
Nel 1953 si trasferisce a Milano, dove lavora alla casa editrice di Livio Garzanti, e dove conosce Leo Longanesi che lo incoraggia a continuare a scrivere. Con il romanzo Il prete bello (1954), lo scrittore acquisisce grande notorietà non solo in Italia, ma, con decine di traduzioni, anche all'estero. Intanto, è diventato amico di Eugenio Montale e Nico Naldini; si sposa il 29 agosto 1957 con Mariolina Sperotti, detta «Mariola», giovane vicentina. Testimone di nozze è l'amico Giovanni Comisso.
Cominciano gli anni di spostamenti e viaggi. Tornando a Vicenza, incontra Guido Piovene, del quale diventa amico, scoprendo però di non voler più tornare nella sua città. Dopo una vacanza a Capri, è indeciso se tornare a Milano o a Venezia o andare a Roma, dove vive un altro amico, Carlo Emilio Gadda, del quale diventerà nel 1964 vicino di casa (in via della Camilluccia). Nel 1956 pubblica Il fidanzamento e nel 1959 Amore e fervore (che poi verrà intitolato Atti impuri). Nel 1961 fa un lungo viaggio in America, dove Dino De Laurentiis vorrebbe che scrivesse un film per il regista Gian Luigi Polidoro. È insieme colpito e deluso da New York, ma soprattutto è affascinato dai viaggi e, appena uscito Il padrone (1965), visita la Cina, il Laos, il Vietnam, la Malesia, e di nuovo New York, Londra, Parigi, Giacarta, Tokio, Mosca (reportage in parte raccolti postumi in Lontano).
È ormai uno scrittore affermato e frequenta intellettuali, scrittori, registi e pittori nella Roma degli anni Sessanta. Ma i suoi punti di riferimento sono Gadda e Moravia, e poi nel 1963 ha incontrato Giosetta Fioroni che considera la sua nuova compagna (con la moglie il matrimonio è naufragato da tempo). In occasione de Il padrone è passato da Garzanti a Feltrinelli, e qui pubblica anche Il crematorio di Vienna (1969). Intanto ha scoperto una casa nel bosco di Salgareda, nel trevigiano, e riesce a trovare il modo per comprarla. Escono I sillabari, il primo volume nel 1972 presso Einaudi e il secondo nella collana «Medusa» di Arnoldo Mondadori Editore, che raramente pubblica italiani, ma nella quale Parise voleva essere incluso perché vi aveva letto i suoi amati Ernest Hemingway e William

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Lorenzo Berardi.
Author 3 books267 followers
December 26, 2011
This is the sort of book about China which gets dust and damp on the Italian second hand bookstalls. And it's such a pity as Goffredo Parise was an excellent although semi-forgotten journalist with wondeful writing skills.

Parise visited China in the 1960s only for a few days, but was able to get more about this huge and elusive country in those ideologically driven days than great Italian foreign correspondents of the recent past (Ostellino, Biagi).

The book is concise but organized very well, pointing out a range of topics Parise managed to investigate on rather than trying to put them in the chronological frame of his visiting trip.
Chinese medicine, theatre and night life, factory work and salaries, psychology and Chinese catholicism, life in the countryside, women condition under socialism, history and politics this is a selection of what the author writes about here and always in a convincing way.

Parise visited (or rather was brought to) Bejing and Shanghai, Nanking and Hong Kong, stressing out the kindness, elegance and style of the Chinese people he met, but also expressing his own skepticism for the miracles of socialism he was told and his own distaste for the party hierarchies.
This is a honest, fair and open minded account of China which was a pleasure to read.

Ah, what this book could have been with some decent editing!
It's really a pain in the eyes seeing how the Longanesi guys treated "Cara Cina" back in 1968. The Chinese currency "yuan" was translated into "yen" (I hope no one at the Chinese Communist Party noticed this horrible Japanification), while the "Yin and Yang" became the "Inn and Yang". No better treatment was reserved to the "Big Ben" in London which is here miswritten "Big Bell".
Poor Goffredo Parise! He definitely deserves a new mispelling-free edition of this forgotten gem.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
February 17, 2019
Un salto indietro al 1966 e a una Cina in piena rivoluzione culturale vista da un reporter italiano particolarmente attento (spesso ci si scorda di questa veste di Parise). Questo libro è una macchina del tempo: colpiscono soprattutto le osservazioni di Parise sullo "stile" e sulla purezza del popolo cinese, pur a fronte del "lavaggio del cervello" della propaganda maoista e dell'ambiguo odio per l'America. Decisamente affascinante raffrontare queste note con quanto possiamo comprendere della Cina di oggi, un "pianeta" del tutto diverso da quello visitato da Parise.
Profile Image for nina_blublog .
497 reviews
January 6, 2025
La freschezza della percezione conferma il valore giornalistico di questo scrittore a mio avviso poco conosciuto
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