Parcheggiamo in uno spiazzo di montagna, chiudiamo in auto le preoccupazioni e il ritmo frenetico della vita lavorativa e cominciamo a camminare. A volte confondiamo la camminata con una prestazione sportiva: procediamo a testa bassa, veloci, in gara con il tempo, sacrificando l’attenzione verso ciò che ci circonda. Ma accomodando il passo e respirando un’aria diversa dal solito ci renderemo conto di essere in una zona di frontiera tra la spontaneità della natura e il mondo degli uomini. E allora rallentiamo, guardiamoci intorno e assaporiamo ogni fruscio: perché quando un essere umano entra in un bosco con diffidenza non viene accolto, mentre chi si lascia coinvolgere dalla natura viene invitato a danzare con lei.
Francesco Boer apre il sentiero e ci guida in questa passeggiata che abbraccia tutti i paesaggi e tutte le stagioni. Lo sguardo non è solo quello del naturalista: i fiori che ci indica sono astri in un cielo verde, nel letto del fiume insieme alle acque scorre il tempo, il bruco si trasforma in farfalla in un processo di metamorfosi e rigenerazione, le erbe officinali trasmettono sapienze antiche, l’ululato del lupo mette a nudo le nostre paure. Ogni cosa è un simbolo: il senso della natura si completa in noi grazie al suo valore simbolico. Non è lei a essere diversa; sono la nostra mente, il nostro cuore, la nostra anima che passo dopo passo imparano a cogliere sempre più significati, a partecipare dei suoi doni.
Accompagnato da numerose illustrazioni, realizzate da chi, prima di noi, ha subito l’incanto della bellezza della Terra, questo libro si ispira alla famosa massima di Bernardo di Chiaravalle – «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà» – e si rivela un manuale di autoconsapevolezza e riscoperta della natura e della sua simbologia. Fermiamoci dunque a contemplare i riflessi del lago che si confondono con la realtà e scaliamo la montagna, là dove la terra sfiora il cielo, per poi scendere verso il mare: la spiaggia è un confine dell’anima e ogni granello di sabbia ha una storia da raccontare.
Sono nato nel 1980. Ho studiato da ragioniere, ma poi mi sono perso per strada, inseguendo i simboli come un bimbo che corre dietro alle farfalle.
Abito a Selz, in provincia di Gorizia. Crescere e vivere vicino al confine mi ha dato la possibilità di comprendere che la realtà non è risolvibile in una visione univoca. Il mondo è fatto di contrasti e sfumature, non c’è una verità unica ma tante voci diverse. Voci che possono cercare di sopraffarsi l’una contro l’altra, oppure accordarsi in un coro armonioso. Forse è anche per questo che sono affascinato dal mondo dei simboli, un argomento che studio da anni in tutte le sue sfaccettature. L’espressione simbolica è infatti una costante dell’essere umano. Nei simboli si può trovare un tratto comune a diverse culture, che permette di tracciare linee che uniscono in un significato affine fenomeni storici distanti sia nello spazio che nel tempo. Il simbolo poi è anche il fulcro che permette di collegare conoscenze che in genere vengono divise in materie di studio diverse: psicologia e storia, arte e natura, religione e scienza.
Dal 2012 ad oggi ho scritto più di venti libri, alternando saggistica e narrativa, spesso anche mescolandole. Se scrivo molto non è per esporre nozioni dall’alto di una cattedra di carta. Al contrario, per me la scrittura è uno strumento per raggiungere nuove scoperte: il diario di un viaggio verso altre realtà, una ricerca continua che riserva sempre nuove sorprese.
Forse è un libro per bambini, oppure l'autore non si è mai, ma proprio mai, approcciato al contesto ecologista, agli animal studies, all'antispecismo e/o ai simbolismi, perché questi ultimi sono trattati con una banalità, una velocità e una ovvietà che trovo imbarazzante, sempre se rivolti ad una persona adulta, che magari si è persino già approcciata a libri di semiotica ben più approfonditi. Il libro, inoltre, trasuda antropocentrismo da tutti i pori, anche se probabilmente l'autore neanche se ne rende conto. Noi siamo parte della natura, anche con le nostre storture e problematiche; credere che solo l'animale umano sia distruttivo è problematico; i nidi d'uccello sono meravigliosi perché "naturali", le case in cemento fanno schifo perché "artificiali", e così via. Non lo ritengo un libro da buttare, ma non posso non ritenerlo superficiale, e onestamente anche un po' troppo pieno di frasi vuote e banali. Mi sono fatta ingannare dal titolo, dalla copertina e dalle recensioni, ma non lo consiglierei.
Il titolo mi ha fregata. Già la parola "Manuale" dovrebbe indicare ricchezza di informazioni: ci troviamo di fronte uno sproloquio delirante che non ha aggiunto nulla alla mia vita e anzi, mi ha tolto 19 euro e del tempo prezioso. Scrivo con la speranza di dissuadere qualcun'altro dal leggere questo libro.
Ho acquistato questo libro attirato soprattutto dal suo titolo meraviglioso, citazione di Bernardo di Chiaravalle, e aspettandomi di trovare una buona filosofia unita ad una divulgazione accattivante. Purtroppo ne sono rimasto davvero deluso: il testo in questione non mi ha soltanto annoiato ma a tratti quasi irritato, e capita molto di rado. Ho trovato l'insieme eccessivamente prosaico, superficiale e costruito soltanto di un'infinità di figure retoriche che letteralmente strabordano da queste pagine e rendono la lettura veramente stucchevole. Il tutto sembra avvolto su una retorica spicciola e un vago filosofeggiare fatto di commenti banali e talvolta paternalistici. Alla fine del libro la sensazione è stata quella di aver assistito ad un lungo discorso da conferenza che in realtà non mi ha dato davvero nulla, se non una grande ridondanza di frasi ad effetto neanche troppo profonde. Unico lato positivo: paragrafi microscopici e tante immagini, si legge in un pomeriggio. Un gran peccato, avevo molte aspettative se non dall'autore (che non conoscevo) almeno dalla casa editrice.
Un libro che mi ha colpito moltissimo! Davvero unico nel suo genere. Mi ha ricordato sin dalle prime pagine “The Journal” di Henry David Thoreau. Posso dire che già il titolo, con la celebre citazione di San Bernardo da Chiaravalle, mi aveva conquistato all’istante. Il libro è una raccolta di riflessioni, molto poetiche e fortemente simboliche, sulla natura. Il testo è arricchito da splendide illustrazioni che ti accompagnano lungo tutto il viaggio e posso dire che sono state davvero un balsamo per l’anima. È un testo semplice ma allo stesso tempo profondissimo, motivo per cui dovrebbe essere letto a scuola! Io continuo a regalarlo a tutti i miei amici e alle persone a me care perché è un libro che merita tantissimo.
Ahimé prima delusione dell'anno. Il punto di partenza è molto interessante: la natura che ci circonda non è solo qualcosa da classificare in modo scientifico ma assume ancora più valore se noi riusciamo ad interpretare il simbolismo collegato alle piante, agli animali, ai paesaggi che incontriamo in mezzo ai boschi. Purtroppo, l'ho trovato banale e superficiale. Probabilmente, le persone che pensano che il latte nasca direttamente nei cartoni possono trovare degli spunti interessanti ma a me (e apro a caso una pagina del libro) frasi del genere non trasmettono nulla: "D'altronde ogni albero ha una personalità propria, un'anima da scoprire. Non è soltanto la forma delle foglie, o il colore della corteccia. E' qualcosa di più, un'essenza che si coglie lentamente, solo dopo una lunga e attenta osservazione, e anche allora non sempre si saprebbe definirla a parole." oppure "Alcuni laghi custodiscono un'isola al loro centro. L'acqua la circonda e la protegge: l'isola è il tesoro del lago, come la perla dentro l'ostrica. [...] Anche dentro di noi c'è un lago. L'anima riflette in sé il mondo che osserviamo, come se fosse uno specchio. L'alba ci accende di speranza, mentre il tramonto ci stempera nella malinconia di un sogno che svanisce" Ripeto, non sono il target giusto di questo libro: io mi rigenero nella natura e credo di saperla apprezzare e, in minima parte, anche ascoltare. Probabilmente se letto insieme a dei bambini può fornire spunti interessanti. Un plauso e un merito alla veste grafica curata e ricca di immagini.
Un libro che mi ha lasciato qualche perplessità, che alterna un lirismo coinvolgente a banalità e ovvietà evitabili. Il tema del simbolismo e del suo ruolo nel nostro rapporto con la natura è molto interessante e nel complesso si tratta di lettura piacevole, condita da illustrazioni pregevoli. Certo, mi aspetto di meglio, questo sì.
L'ho adorato, un libro da assaporare, da leggere con calma, come quando sali per un sentiero di montagna e ti godi il percorso senza cercare la vetta, ma godendo il fruscio del bosco, i lamponi e i mirtilli lungo il sentiero, e poi per caso arrivi alla cima.
Molto poetico e sicuramente affascinante per come coniuga miti e boschi. Una letture di quelle che alleggeriscono l'anima e in questo periodo ce n'é proprio bisogno.
Un poetico affaccio sulla vita naturale in ogni sua forma: prima attraverso piccoli approfondimenti secondo habitat, poi attraverso una passeggiata in essi.