Venezia, 1753 . Durante il carnevale Marco Leon, agente segreto dell’Inquisizione di Stato, indaga su un duplice delitto avvenuto nel teatro Sant’Angelo durante la rappresentazione della Locandiera di Goldoni. Le due vittime, un giovane patrizio e un attore della compagnia, sono apparentemente prive di legami. Ma il doppio omicidio è solo una coincidenza? O si tratta di due pedine che fanno parte dello stesso gioco? E quale può essere il ruolo di una delle famiglie più importanti di Venezia in questa vicenda? A mano a mano che le indagini procedono, tra interrogatori, inseguimenti in gondola e agguati, il caso assume tratti sempre più complessi e pericolosi. Grazie a un intuito fuori del comune e all’aiuto dei suoi uomini, Leon cerca di comporre il mosaico per trovare il colpevole di un crimine che, ne è certo, può avere conseguenze molto più devastanti di un semplice delitto, arrivando a mettere a rischio il destino stesso della Repubblica di Venezia. E quando il numero delle vittime aumenta, quello che a molti sembrava un ordinario caso di omicidio si trasforma in un grande intrigo internazionale... Tra calli, canali, maschere e qualche incursione nel dialetto, Paolo Lanzotti riesce, con grande maestria, a trasportare il lettore nella città più affascinante del mondo quando era ancora la Repubblica Serenissima , prima del suo lento ma inesorabile declino.
Venezia, 4 gennaio 1753. Al teatro Sant’Angelo, al termine di una commedia di Carlo Goldoni, vengono commessi due omicidi. Il primo è quello di Giovanni Coredo, un patrizio avvelenato sul palco da cui assisteva allo spettacolo. Il secondo è quello di Bernardo Flamini, un attore pugnalato brutalmente nel suo camerino. I due delitti non hanno niente in comune... ma si tratta davvero di una coincidenza?? Il caso è così delicato che, in aggiunta alle indagini di routine, interviene l’Inquisizione. La missione viene affidata a Marco Leon, il Leone di Venezia, colui che anni prima è stato eletto capo degli Angeli Neri, la mano segreta dell’Inquisizione... Ma persino un grande investigatore come Leon questa volta si trova in difficoltà perché ogni indizio porta in una direzione diversa: messaggi crittografati che riguardano una possibile alleanza franco-austriaca, gelosie tra attori e commediografi, relazioni clandestine, sicari di vari paesi, bambine che scompaiono dagli Ospedali di Carità.... In una Venezia caotica dove tutti indossano delle maschere per via del carnevale, l’indagine diventa una corsa contro il tempo per trovare l’unica maschera che importa: quella dell’assassino.
Non sono una grande appassionata di romanzi ambientati in altre epoche... ma il mio scetticismo è crollato già alla prima pagina. Senza quasi rendermene conto, ho lasciato il presente per ritrovarmi in una Venezia gelida, misteriosa.. una Venezia in balia di potenze estere e di minacce interne. Ho accompagnato Leon nei suoi sopralluoghi, nei suoi inseguimenti in gondola, nelle sue scelte impossibili tra lealtà per la Repubblica e coscienza interiore. Ho provato paura, dolore, orrore... ma soprattutto un desiderio irrefrenabile di leggere, pagina dopo pagina, ora dopo ora, fino ad arrivare al grande finale. Per me è un capolavoro e spero tanto che possiate dargli una possibilità.
Devo dire che la Venezia settecentesca non è uno dei periodi storici che preferisco, ma questo libro mi è piaciuto molto anche per come è stata resa l'ambientazione. Il giallo è ben congegnato e fino alla fine non sono riuscita a far combaciare tutti i pezzi; se devo fare un appunto, mi spiace che alcuni dei cattivi la facciano franca, vorrei sempre che venissero tutti puniti. Bel protagonista, tormentato, ma vero uomo d'onore. Ho visto che è appena uscito un seguito: lo leggerò sicuramente.
A dire la verità, non conoscevo affatto lo scrittore veneziano Paolo Lanzotti che con la sua scrittura impeccabile, riesce subito a entrare nelle mie simpatie. Giustamente prima ho letto la trama di questo giallo storico che ha come ambientazione una delle città lagunare più belle e forse più visitate del mondo: Venezia! Devo dire che la curiosità mi è subito scattata e ho iniziato a leggere questa storia. Non sono il tipo che legge gialli storici, non perché non amo le cose del passato, mi piacciono principalmente i romanzi attuali. Non sono il tipo nemmeno che legge i romanzi con molte pagine, forse perché a volte mi scoccia, ma in questo caso è stato diverso. Forse sono stato colpito dal modo di narrare dello scrittore che è riuscito, con la sua storia, a entrare repentemente nella mia testa. Ho letto in così poco tempo questa storia, sfogliavo le pagine con una grande velocità, nonostante, io non sia così veloce a leggere. Se posso dire ancora la mia, consiglio la lettura di questo romanzo a chi, naturalmente, ama il genere... Ma anche a chi lo ama di meno, come si è capito, nel mio caso, perché la storia inchioda il lettore dalla prima all'ultima pagina. Lo scrittore in maniera magistrale, crea una trama molto intrigante e carica di una grande suspense psicologia che ogni maestro della scrittura deve avere. Impossibile non arrivare fino alla fine!
“Venezia 1753. La prima indagine di Marco Leon, agente dell’Inquisizione di Stato” Così recita il sottotitolo in copertina, mettendo subito in chiaro ambientazione, epoca e personaggi principali. La Venezia di metà ‘700 è una Venezia in decadenza, che ha perso il suo ruolo importante nello scenario politico europeo e l’Inquisizione di Stato, comandata dal Duca Geminiani, è il braccio armato che cerca di mettere ordine nella città. Marco Leon è appunto il capo degli Angeli Neri, una sorta di corpo di agenti segreti, e si trova ad indagare su un doppio omicidio commesso durante il carnevale in un teatro veneziano. Il carnevale è, dopo la città stessa, il secondo grande protagonista del libro: Le maschere dominavano ovunque, tra damine in abito da fata e uomini vestiti da donna o da “medico della peste”. Non era una mattina speciale, per Venezia, ma il carnevale non faceva distinzioni. Dal giorno di Santo Stefano, la trasgressione diventava l’obbligo. L’esibizione, la regola. Al teatro Sant’Angelo vengono ritrovati uccisi Giovanni Coredo, un giovane della nobiltà veneziana, e l’attore Bernardo Flamini. I due crimini sembrano slegati l’uno dall’altro, ma per Leon le coincidenze sono troppe e va alla ricerca di cosa può accomunarli. Nel frattempo il Francese, una spia internazionale, incombe su di lui e sembra sempre trovarsi al posto giusto per intralciare Leon e per attentare alla sua vita. Gli intrighi si susseguono, fra documenti segreti cifrati, spie, delatori, donne di facili costumi, in un mondo dalle mille sfaccettature qual è quello del teatro, dove il commediografo Goldoni sta mettendo in scena per la prima volta La Locandiera. Per Marco Leon non sarà facile dipanare la matassa degli intrighi e scoprire la verità, addentrandosi anche nell’intimità di un’anima tormentata. Allo stesso tempo il libro accenna qua e là alla storia personale di Marco e ai suoi stessi tormenti interiori. Ci sono tutte le premesse perché la sua storia continui negli episodi seguenti.
Ci sono tutti gli ingredienti per piacere a un vasto pubblico: diversi omicidi, nebbia, scherzi carnevaleschi, attività di spionaggio, politica internazionale, costruzione ambientale stupenda, bellissime donne, amori non corrisposti oppure impossibili. I primi omicidi sono quelli di Giovanni Coredo, un patrizio avvelenato sul palco da cui assisteva allo spettacolo, e Bernardo Flamini, un attore libertino, pugnalato nel suo camerino. Entrambi nella stessa sera. Sono collegati? Leon ne è convinto. A indagare ci sarà Leon, un giovane patrizio caduto in disgrazia e ora Angelo Nero (spion). Ad aiutarlo, altre spie e informatori. L'unico elemento che ho trovato un po' fantasioso è la definizione di angelo nero come spia dell'Inquisizione. La Congregazione del Sant’Uffizio non si occupava di omicidi normali, ma di stregoneria, eresia, libri proibiti, casi dove c'entrasse la religione. Nel 1700, a Venezia, il Consiglio dei Dieci eleggeva tre Inquisitori di Stato che erano sostanzialmente delle spie, i quali non si occupavano di normali omicidi di cittadini, ma di omicidi dove fosse in pericolo lo Stato. Sovrintendere alle attività di polizia e istruire le cause era affidata ai Tre Capi del Consiglio dei Dieci. Essi erano scelti a turno tra i dieci membri titolari e duravano in carica un mese, durante il quale era fatto loro divieto di uscire liberamente da Palazzo Ducale, di passeggiare per le calli della città e di fare vita mondana. Le indagini erano condotte sulla base delle informazioni fornite dai Capi di Sestiere, dagli informatori (o Spioni) del Consiglio stesso e dalle Denunce Segrete raccolte nelle Boche delle Denuntie o Boche de Leon disseminate per la città e all'interno dello stesso Palazzo Ducale.
Un bel giallo ambientato nella Venezia di metà ‘700: due omicidi, giochi internazionali di potere, diverse forme di amore e mostruosità umana. Avendo vissuto per alcuni anni nella città lagunare, ho apprezzato molto le descrizioni sulla nobiltà, sulla politica e vari giochi di potere. La lettura scorre bene, gli indizi sono seminati accuratamente tra le pagine e la chiusura dell’indagine fa saltare la possibile conclusione a cui arriva il lettore… o almeno ha fatto saltare la mia conclusione 😅 Credo che leggerò anche gli altri di Marco Leon 😉
Bellissimo. Lo splendore storico di Venezia fa da cornice a una storia intensa e ricca di pathos. Con uno stile leggero ma coinvolgente, l’autore riesce a trasmettere fin da subito l’anima dei personaggi, creando una forte empatia che dura fino alla fine. Storia e politica, intrighi e omicidi, vizi e passioni... in questo romanzo d’esordio non manca nulla! Attendo già il secondo...
Devo confessare che il libro mi è piaciuto ma stranamente non me lo sentivo. Probabilmente ha inciso il fatto di essere sempre impegnato ad altro, orto e falegnameria, e ho impiegato un sacco di tempo per arrivare alla fine. La trama è assai ben costruita e forse in un altro momento l'avrei valitato di più
Giallo godibile e avvincente, anche grazie all'accurata e intrigante descrizione della Venezia settecentesca...intrighi, amori, lettere anonime, messaggi in codice. Tutto aiutato e favorito dal Carnevale, che permette a spie e assassini di celarsi dietro maschere e travestimenti, sfruttando a proprio vantaggio l'atmosfera di festa e i bui anfratti delle calli.
Giallo storico, con il minimo di parte storica che serve. Giallo ben congegnato, scorrevole, con spiegone finale. Ambientato a Venezia durante il carnevale nel 1700... scenario di grande fascino. Autoconclusivo ma include "gancio" per il seguito. Questo è il primo della serie. Direi buono, non eccelso.
Un bel giallo storico ricco di atmosfera nella decadente Venezia del '700. Calli sferzate dalla pioggia invernale, dame e cicisbei che si rincorrono nel buio nascosti dietro le maschere del Carnevale, cioccolate calde a rinfrancare il corpo ed intrighi più o meno innocui tra i palchi dei teatri, nei casini di gioco e nelle locande fumose. Anche la trama é ben pensata ed accelera sul finale, intrecciando e tirando i fili del racconto in un intrigante epilogo di spie, passioni e oscurità inaspettata. Eppure risulta poco trascinante, trattenuto rispetto alle emozioni che tratta, e come lettore mi sono sempre sentita a lato della storia, non dentro. Chissà, magari nei prossimi episodi si scioglie un po'.