“Quando abbastanza soldi sono abbastanza?”
Alla fine di questa lettura sono perplessa. L’analisi che fa la Pancheri con tanto di numeri incrociati è sicuramente rigorosa, giornalisticamente ineccepibile.
Ma se scelgo di leggere un libro per capire quella parte degli States che mi sfugge non sono sicura che questa lettura mi abbia aiutata. Mi spiego meglio: mi sembra che il punto di vista dall’autrice sia troppo uguale al mio, che invece temo sia frutto di pregiudizi e incomprensioni verso un fenomeno che mi vede curiosa ma anche un po’ ignorante.
Da figlia dell’Europa quando devo pagare una assicurazione sanitaria salatissima a mia figlia che va a studiare in America mi viene il nervoso e comincio a sproloquiare sulla sanità che è un diritto e non un privilegio, difendendo il welfare del vecchio Continente contro il sogno americano che privilegia l’individuo e lascia indietro chi non ce la fa. Però mi rimane la voglia di comprendere anche il punto di vista loro. Per questo forse la lettura precedente, di Francesco Costa "Questa è l'America" mi aveva aiutato di più, spiegandomi la mentalità Americana e i meccanismi, per noi poco comprensibili, di quel grande Paese.
Certo che quando discuto con parenti in casa che hanno vissuto e lavorato negli Stati Uniti, uso proprio i ragionamenti della Pancheri, anzi esagero pure, il meglio che utilizzo per chiudere loro la bocca è: “un paese che genera i Terrapiattisti non ha un futuro”, ben consapevole comunque di quanto invece sia una terra del “tutto è possibile”, un paese che ha le risorse per creare il vaccino contro il Covid in sei mesi (ma che poi usa gli studi di una coppia di Turchi, che non avrebbero avuto accesso negli Stati Uniti grazie ai divieti di Trump…) e potrei continuare così, all’infinito. Insomma, rimango confusa e ignorante quanto prima.
Cinque stelle per l’analisi, ma tre per l’utilità personale. Una media di quattro.
L’autrice divide alla fine “i buoni dai cattivi”, nonostante il libro esca prima dei fatti di Capitol Hill, anche se dopo la vittoria di Biden.
E su questa suddivisione del mondo io comunque non sono mai d’accordo.