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I CANTI DI CASTELVECCHIO

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Giovanni Pascoli ebbe un'infanzia estremamente dolorosa: suo padre fu misteriosamente assassinato quando Giovanni aveva appena dodici anni e sua madre morì l’anno successivo. Cinque suoi fratelli morirono più tardi. Studiò all'Università di Bologna sotto il grande poeta Giosuè Carducci. Nel 1879, quando aveva ventitré fu arrestato e imprigionato per alcuni mesi per aver predicato l'anarchia politica. Dopo la sua prigionia, portò i fratelli più piccoli a vivere con lui e dal 1882 iniziò la carriera di insegnante, prima nelle scuole secondarie e poi in varie università italiane, come professore di letteratura greca, latina e italiana. La prima opera letteraria di Pascoli fu un grande successo, Myricae del 1891, un volume di testi musicali brevi, delicati, ispirati alla natura e ai temi domestici, e che riflettevano i disordini psicologici dei suoi anni da studente. Un certo allentamento del tumulto interiore è evidente nel suo secondo volume, di solito considerato il migliore, Canti di Castelvecchio del 1903, una raccolta di commoventi evocazioni della sua triste infanzia e celebrazioni della natura e della vita familiare. I volumi successivi includono poemi di ispirazione classica e più formale e due raccolte influenzate da Virgilio, dall'opera di Carducci e dai simbolisti francesi: Primi poemetti e Nuovi poemetti.

434 pages, Unknown Binding

First published January 1, 1903

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About the author

Giovanni Pascoli

214 books36 followers
Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) è stato un poeta e accademico italiano, figura emblematica della letteratura italiana di fine Ottocento.

Pascoli, nonostante la sua formazione eminentemente positivistica, è insieme a Gabriele D'Annunzio il maggior poeta decadente italiano.

Dal Fanciullino, articolo programmatico pubblicato per la prima volta nel 1897, emerge una concezione intima e interiore del sentimento poetico, orientato alla valorizzazione del particolare e del quotidiano, e al recupero di una dimensione infantile e quasi primitiva. D'altra parte, solo il poeta può esprimere la voce del "fanciullino" presente in ognuno: quest'idea consente a Pascoli di rivendicare per sé il ruolo, per certi versi ormai anacronistico, di "poeta vate", e di ribadire allo stesso tempo l'utilità morale (specialmente consolatoria) e civile della poesia.

« Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro Giosuè Carducci, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l'oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l'uno e l'altra [...] »
(G. Pascoli - da Il fanciullino)
Pur non partecipando attivamente ad alcun movimento letterario dell'epoca, né mostrando particolare propensione verso la poesia europea contemporanea (al contrario di D'Annunzio), Pascoli manifesta nella propria produzione tendenze prevalentemente spiritualistiche e idealistiche, tipiche della cultura di fine secolo segnata dal progressivo esaurirsi del positivismo. Complessivamente la sua opera appare percorsa da una tensione costante tra la vecchia tradizione classicista ereditata dal maestro Giosuè Carducci, e le nuove tematiche decadenti. Risulta infatti difficile comprendere il vero significato delle sue opere più importanti, se si ignorano i dolorosi e tormentosi presupposti biografici e psicologici che egli stesso riorganizzò per tutta la vita, in modo ossessivo, come sistema semantico di base del proprio mondo poetico e artistico.
From: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giova...
http://en.wikipedia.org/wiki/Giovanni...

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Danilo Scardamaglio.
116 reviews11 followers
December 8, 2021
I temi canonici della poesia pascoliana vengono frammisti a temi nuovi, come l'interesse per la vita campagnola della garfagnina oppure un insolito interesse per l'astronomia. Ma le poesie più intense, più toccanti, sono comunque quelle relative al nido perduto ed alla morte dei genitori. Un'aurea di morte pervade ogni canto, in maniera più o meno velata: il tubare di uccelli, tuoni, temporali, tutto concorre a creare quest'atmosfera lugubre. Tuttavia qualche volta ricorre il caldo abbraccio del sole, in occasione della rievocazione dei parenti o in un loro ricordo, oppure più nuovamente nelle scene di vita quotidiana delle campagne, in quei rituali antichi che Pascoli osserva con interesse vivissimo. Le poesie maggiormente incentrate sulla vita di campagna risultano a volta però stancanti, soprattutto quando v'è un interesse troppo scopertamente naturalistico. Laddove invece è conciliato l'interesse all'intimità del poeta, per via sempre simbolica, le poesie sono molto più godibili. Il Pascoli migliore anche in questa raccolta è secondo me il Pascoli più interno, in cui maggiormente affiora il suo eterno martirio, come in "La voce". Degno di nota è anche "Il ciocco", oltre ai più noti capolavori, come "Il gelsomino notturno" ecc
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
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January 2, 2018
Non mi è piaciuto più di tanto, forse perché assomiglia tanto a Myricae e sembra una ripetizione di questa. Le stelline potrebbero essere tre, tranquillamente, solo che questa volta le poesie non mi hanno commosso più di tanto. La tematica è la stessa: la catastrofe che si è abbattuta sulla famigliola, che è la cifra per descrivere tutto il dolore umano, la crudezza dell'esistenza che divora la bellezza,la tenerezza, la delicatezza che si può leggere sul volto innocente di un bimbo.
Profile Image for Marte.
60 reviews11 followers
January 2, 2021
A me è piaciuta molto questa raccolta, si celebrano in particolare la natura, scandita dai suoi tempi, e la morte, tema ricorrente nell'opera. Un modo di scrivere lontano dai nostri giorni senz'altro, difficile, ma forte e capace di colpire il lettore.
Profile Image for Francesco.
2 reviews17 followers
August 4, 2023


Una raccolta complessa quella dei Canti, tanto a livello tematico quanto a livello stilistico. La varietà di ritmi e il gioco di questi nella composizione strofica delle liriche del Pascoli aprono spiragli di senso nuovi e sottolineano tensioni ricche di significato. Suonano incredibilmente bene i versi, che pur concentrandosi su elementi della versificazione, sintattici e retorici, altamente iterativi e schemi fissi riescono a comunicare, grazie ad un uso sensibilissimo del novenario, la variazione, facendo vibrare l'orecchio come vibrano le foglie degli olmi e dei cipressi al vento, colmi di nidi e di canti degli uccelli più diversi.

Il tema della morte continua ad essere uno dei principali fili conduttori del pensiero del poeta ma nei canti, al contrario che in Myricae, si concentra più spesso nella relazione tra microcosmo e macrocosmo, nel suo rapporto con la natura e con l'universo.
La poesia cosmica di Pascoli, che brilla per semplicità e chiarezza è profondamente onirica, irrazionale e mitica mostrando legami profondi con il pensiero del Leopardi seppure con esiti diversi e costruendo una epopea di affetti famigliari fatta di ricordi, di desiderio di lasciarsi andare nei meandri di un passato vissuto come unica possibilità di incontro con ció che si è perduto.

Protagonisti assoluti di questi versi, di queste scene, non possono che non essere gli uccelli, le piante, le piogge e le tempeste così come i monti e i fiumi.
Sebbene si tratti di simboli che comunicano con un mondo interiore articolato sull'asse del ricordo e del sogno, Pascoli tratta questi elementi esibendo una conoscenza profonda della tecnica delle stagioni, una sensibilità contadina che disegna una mappa di relazioni tra piante, stagioni, animali che collega, in maniera semplice, alla vita stessa. Simboli, ma senza pathos, esibiti nella loro realtà di campo, nel loro habitat naturale, nelle loro logiche popolari, mentre le luci (l'alba, il tramonto, le notti ) cosí come i suoni, alterano sensibilmente la realtà permettendo l'entrata del sogno e dell'irreale in maniera sottile.

E' una raccolta speciale, sicuramente non leggera e ripetitiva. Sono rimasto più volte colpito dalla maniera di Pascoli disegnare nella mia immaginazione il volo degli uccelli e il canto del fiume e come questi possano essere cosí diversi da poesia a poesia. La capacità dei ricordi e dell'immaginazione di rappresentarsi appropriandosi dei ritmi quotidiani e naturali è qualcosa di magico secondo me.

Profile Image for Antonio Imperato.
37 reviews
May 10, 2022
Canti di Castelvecchio è una raccolta decisamente difficile da giudicare nel suo complesso. Partendo dal presupposto che Pascoli, com'è ovvio ed evidente a tutti, sa scrivere (per usare un eufemismo), delle circa 70 poesie contenute in questo libro ritengo che solo un piccolo numero (non so quante di preciso. Cinque? Sei? Di certo non più di dieci) siano dei veri capolavori, poesie che mettono i brividi e fanno commuovere. Il problema è che la restante maggioranza di liriche si concentra su argomenti... non particolarmente interessanti. Pascoli, poeta dall'estrema cultura e dalla complessissima psicologia, si concentra nel 90% dell'opera nel descrivere uccellini, storie popolari, la bellezza della campagna romagnola, il tutto con ricche (e purtroppo, a volte, ridicole) onomatopee ornitologiche e con versi la cui brevità (senari, quinari, ecc.) riecheggia un tono contadinesco che a Pascoli non appartiene. Pascoli è grande ed immortale per la sua nevrosi, il suo trauma, la sua ossessione, ed è solo nella minuta minoranza di poesie in cui egli si apre a questi temi che il poeta riesce a produrre opere eccelse, che meriterebbero non 5, ma 6 o 7 stelle. Il resto del libro... è da 3 stelle. Pertanto, faccio una sorta di media ed attribuisco a Canti di Castelvecchio 4 stelle, poiché le poesie mediocri sono ben di più rispetto ai capolavori, che però non nego siano presenti, nascosti qui e là tra le pagine.
Profile Image for Aldo Marchioni.
44 reviews4 followers
November 19, 2015
A parte le due o tre poesie che compaiono nei libri di scuola, il resto è molto noioso.
Lo ammetto, non sono un lettore di poesia, le poesie che veramente mi prendono sono veramente poche: ad esempio, Il Gelsomino Notturno, qui contenuto.
Delle altre sono riuscito a leggere i primi versi di ciascuna, poi ho abbandonato.
Ci ho messo circa mezz'ora in tutto.
Profile Image for Riccardo.
282 reviews4 followers
April 14, 2021
"Sei l'umile ancella, ma regni
su l'umile casa pulita.
Minacci, rimproveri; insegni
ch'è bella, se pura, la vita.

Insegni, con l'acre tua cura
rodendo la pietra e la creta,
che sempre, per essere pura,
si logora l'anima lieta."
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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