This book was an awesome read. So many pictures and interesting facts to absorb. Reading this made me think about how much Road to El Dorado seemed to be based of this exactly, haha. AWESOMEE.
Questo libro ha nutrito una mia remota fascinazione. Dalla prefazione di Italo Calvino: "Una domanda non cessa di travagliare Montezuma da quando gli spagnoli sono entrati nei suoi territori: sono gli dei della profezia, questi stranieri? La mitologia azteca racconta di un dio detronizzato, Quetzalcoatl, esiliato oltre l'Oceano; quando il dio esule ritornerà sarà la fine dell'impero messicano e dei suoi dei, l'inizio di una era nuova. Se i bianchi sono i figli di Quetzalcoatl tornati dall'Occidente, allora è inutile opporsi a loro. Ora, i bianchi esercitano poteri mirabili e terribili, comandano al tuono e al fulmine [...], ma nello stesso tempo dimostrano una scomposta e avida rozzezza: le prime qualità sono riconoscibili come divine, le seconde basterebbero a rivelarli come umani. Attorno a questo dubbio si concentrano tutte le incertezze di Montezuma". E ancora: "A questo punto arrivano gli stranieri, figli di una civiltà che da millenni conosce e usa i meccanismi del potere nel bene e nel male, che ha visto molti imperi sorgere, diventare invincibili, crollare. Basta che il loro sguardo si posi sulla piramide di marmo splendente perché questa riveli crepe, brecce, nidi di serpenti, termitai. Gli occhi di Cortés sanno distinguere da lontano ogni minima incrinatura dell'edificio e scegliere il punto in cui far leva. La vera grande disparità fra loro, più ancora che nelle lame di Toledo contro le schegge di ossidiana, nei cavalli e nelle armi da fuoco ignoti ai Messicani, sta nel fatto che Montezuma, capo di un impero modellato sull'ordine del firmamento e sull'equilibrio di forze degli dei, si sente insicuro, in balia di un universo precario; mentre Cortés che s'inoltra in un mondo in cui tutto gli è ignoto, tiene saldamente in mano cause ed effetti, mezzi e fini."
La storia di Montezuma raccontata dall’interno, per quanto possibile, del paradigma culturale e religioso Azteco. Nell’edizione italiana, la splendida prefazione di Italo Calvino mette a fuoco l’aspetto politicamente attuale di una storia incredibile: gli Aztechi hanno perso lo scontro con gli Spagnoli non perché meno “avanzati”, ma perché paralizzati dall’impossibilità di agire di fronte al rivelarsi della natura contraddittoria del reale.