Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il mulino del Po #1

The Mill on the Po: God Save You

Rate this book
The Mill on the Po trilogy has been called the “epic of the common man,” intended—in its author’s own words—“to poeticize a century and to celebrate the tenacious humility of the little people of Italy, who have kept faith…and refused to be crushed by the almost overwhelming burden of their history.” The trilogy’s central theme is the birth of Italy as a nation; its central figures are Lazzaro Scacerni and his family, their mill on the river Po, and the river itself—stately, savage, source of both life and death.God Save You begins in the convulsive final years of the Napoleonic Wars. For a solitary act of heroism, Lazzaro Scacerni receives a treasure of pillaged jewels and establishes Saint Michael’s Mill on the Po. In the subsequent years, he and his family fight forces both natural and social—floods and famine, smugglers and scoundrels—in a determined, at times heroic, battle for sustenance and survival. Captivating from the first word to the last, God Save You is an auspicious beginning to Bacchelli’s capacious and passionate masterpiece, The Mill on the Po.

370 pages, Paperback

First published January 1, 1938

6 people are currently reading
362 people want to read

About the author

Riccardo Bacchelli

73 books4 followers
Riccardo Bacchelli was an Italian writer.

His first novel was "Il filo meraviglioso di Lodovico Clo’" (The wonderful thread of Lodovico Clo). Then he wrote "La città degli amanti" (The City of Lovers). He was one of the founders of the Bagutta Prize. His more popular work was "Il mulino del Po" (The Mill on the Po), (1938–1940). A film from the novel was released in 1949.
Later novels from 1967 to 1978 include: "Il rapporto segreto" (The secret relationship), "Afrodite: un romanzo d'amore" (Aphrodite: a love novel), "Il progresso è un razzo" (Progress is a rocket) and "Il sommergibile" (The submarine).

Riccardo Bacchelli was a member of the Royal Academy of Italy. He was awarded the Knight Grand Cross of the Order of Merit of the Italian Republic in 1971.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
41 (37%)
4 stars
47 (43%)
3 stars
15 (13%)
2 stars
4 (3%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Malacorda.
604 reviews289 followers
October 18, 2018
Se è vero che ogni libro che leggiamo deve essere uno spazio in cui rifugiarsi, allora facile rispondere alla domanda: quello in cui mi sono più rifugiata è quello che mi è piaciuto più di tutti in assoluto. E tra l'altro è stato abbastanza comodo rifugiarcisi dentro, trattandosi di tre tomoni bei corposi: "Il Mulino del Po" di Bacchelli.

Correva l'inverno del 2008, avevo iniziato il libro da poco tempo. Proprio la sera dell'antivigilia una scossa di terremoto aveva squassato tutto il nord Italia, e l'epicentro era - quasi - esattamente sotto la sedia su cui sedevo io. Pochi danni ma una paura da non dirsi. E così per alcune settimane il mio rifugio in senso materiale è stato il vano della finestra della cucina: in piedi accanto al termo, tra due poderosi muri in sasso, con la giusta luce e con un davanzalone della giusta altezza per trasformarsi in leggìo, ho trascorso ore e ore leggendo in quella nicchia da cui, all'occorrenza, era cosa molto veloce e semplice infilare la porta.

Parallelamente, mi sono rifugiata nel San Michele, tra le assi di legno calafate, la polvere e il profumo della farina, i rumori degli ingranaggi che piano piano lavorano anche di notte. Nei miei ricordi lo ho trasformato in un ricovero prettamente notturno e invernale.

E poi, come già mi son trovata a scrivere più volte tra i miei appunti e recensioni, impossibile non innamorarsi di uno come Lazzaro Scacerni, uno che quando si affaccia alla porta della stanza, la paura scappa fuori dalla finestra; uno che se dovesse esser mai condannato per qualche crimine, pretende di essere capace di leggere da sé l'atto della sua condanna.

Aspetto non secondario, mi piace rifugiarmi nelle storie del passato più che nei racconti avveniristici o completamente fantasiosi: sono storie più avvolgenti ed ho come la sensazione di riuscire ad orientarmici meglio.

Il ricordo stesso è già di per sé un rifugio, ora che il mulino se l'è portato via la piena (piena del Po, piena del tempo…) e anche il vano di quella finestra è stato venduto, insieme con il resto della casa. Gli anni sono passati eppure a volte sono ancora alle prese con gli stessi dilemmi. Ed in effetti, il vizio di rintanarmi in un libro non lo perderò mai.
Profile Image for Nico.
16 reviews4 followers
October 16, 2018
Con la recensione di questo libro approffitto per ringraziare tutti coloro che condividendo le proprie letture ed opinioni mi stanno facendo conoscere delle storie straordinarie. E questa storia proprio non la conoscevo. Il fascino dei mulini mi ha catturata e quando sono arrivata a leggere la fine del San Michele, avrei voluto poter ricominciare tutto daccapo in un’epoca precedente anche a Lazzaro Scacerni, per saperne ancora di piu’ di questo mondo. I protagonisti di queste tre generazioni di Scacerni mostrano un’intensita’ di carattere a cui l’emozione non puo’ restare indifferente. Ed ecco, che proprio quando si entra in sintonia col personaggio, ne arriva un altro a farci compagnia, che sembra quasi un mondo diverso, eppure uguale. Ma non ci sono solo i mugnai in questo romanzo, c’e’ anche l’Italia che si e’ appena formata e la sua storia. Quella raccontata nei libri di storia che si imparavano a scuola, ma sotto una nuova luce; la voce dei Mugnai, dei contadini, di quelli che la storia l’hanno fatta ma che la storia spesso dimentica.
Certo il volume intimidisce anche i piu’ coraggiosi, se non altro al lato pratico dovendone sostenere il peso durante la lettura, ma un libro cosi’ ricco non poteva certo essere ridotto in un bigino. Letto tutto d'un fiato.
Profile Image for Claudio Di Leva.
98 reviews1 follower
September 28, 2021
Avendo visto che c’era un refuso nella mia recensione l’ho corretto, ma invece di salvare ho cancellato tutto … Ora tenterò di riscriverla sperando di riproporre allo stesso modo le mie impressioni che avevo espresso in precedenza.
Ho impiegato quasi due anni a leggere questo libro, ho pensato molte volte di abbandonarlo, ma non riuscivo a staccarmi dal racconto effettivamente molto lungo, troppo, e molto dispersivo per tutte le digressioni fatte dall’autore, digressioni sicuramente interessanti, ma che rallentano il fluire del romanzo e, secondo me, poco utili al racconto stesso
Allora ho barato, saltando le parti che ho ritenuto non necessarie per arrivare al triste epilogo.
Ho amato tantissimo i personaggi di questo libro, orgogliosamente integri, schietti, analfabeti ma ricchi di una cultura semplice ed onesta. Ho provato pietà per Coniglio Mannaro per le sue disgrazie e per il triste epilogo della sua vita, e ho pianto per la morte di Lazzaro, protagonista assoluto del libro, la cui fine, e quella della sua adorata compagna, è raccontata da Bacchelli in due pagine di una bellezza assoluta
Profile Image for Loscrittorucolo.
219 reviews6 followers
August 22, 2018
Grandissimo affresco della vita sul Po attraverso tutto il XIX secolo, attraverso la storia della famiglia Scacerni, mugnai sul Po. Non sapevo nemmeno che i mulini di cui si parla fossero sul fiume, cioè in pratica barche.
Storia avvincente, anche se le parti di analisi socio-politica a volte sono un po' prolisse e noiose. Lettura ovviamente impegnativa (sono 1170 pagine, con un font nemmeno tanto grande), ma ne vale assolutamente la pena.
Mi ha deluso solo il finale, un po' buttato lì e inutilmente nero.
Profile Image for Marta Folgarait.
700 reviews9 followers
October 12, 2018
Di non facile lettura ma interessante e avvincente la saga della famiglia Scacerni nel periodo che va dal 1812 al 1918. Ma non è finita.... Andiamo avanti con il secondo volume
Profile Image for Eustachio.
703 reviews72 followers
July 13, 2012
Una lettura sgradevole di cui avrei fatto volentieri a meno.
No no, così non va. Qual è l'accostamento corretto di parole? Eccolo: CAZZO, SÌ, L'HO FINITO!

Sapete quali sono i problemi di questo libro? Che è il primo di una trilogia. Una trilogia di tre libri (già!). Per un totale di duemila pagine. Manco l'autore russo più prolifico. Manco fosse Proust. E poi Bacchelli si perde, fa questi mono-blocchi di infodump, giri di parole immensi, periodi lunghissimi (Henry James scrive come un bambino delle elementari al confronto) e poi puff!, compare un dialogo. Fermi tutti, un dialogo! Ma chi parla? Boh. La maggior parte delle volte è un botta e risposta lunghissimo dove l'autore fa di tutto per non dirti chi dice cosa a chi, così devi tornare indietro e individuare il nome dei personaggi entrati in scena - nome che sicuramente è nascosto o messo lì sotto forma di una perifrasi persa tra una data e un evento storico.
So cosa avviene di importante, ma al minimo dettaglio cado. Non mi viene neanche voglia di impegnarmi: e non è che faccia tutto schifo (ci sono cose belle, una fra tutte la leggenda del Diavolo Magrino, un racconto completamente a parte), ma la volontà dell'autore di straripare, di allungare una storia che poteva essere lunga comodamente la metà, rovina per forza il resto.

La cosa spassosa è che non mi fermerò qui, visto che devo leggere anche gli altri. Ricorderò la metà di quello che succede, ma ci proverò.
Profile Image for Don Mario.
344 reviews54 followers
September 1, 2024
Mi sono preso qualche giorno per riflettere, ma recensire adeguatamente questo capolavoro resta una sfida al di sopra delle mie capacità. In molti momenti ho pensato: "Manzoni incontra Dumas". La pacatezza e la profondità di Manzoni, con la sua attenzione alla vicenda storica, si fondono qui con il senso dell'avventura e la consapevole abilità di intrattenere, tipica di Dumas.

Questo romanzo, pur lunghissimo, offre di tutto: avventura, amore, guerra, briganti, sfortuna e nobili sentimenti. Come Manzoni, Bacchelli sceglie di narrare le storie umili di persone umili. Talvolta si scusa dicendo che i suoi eroi non si sarebbero espressi come lui li faceva parlare, ma doveva in qualche modo tradurre per il lettore il loro linguaggio rozzo.
I personaggi sono belli, spesso sorprendenti nella loro complessità. Uno tra tutti spicca per complessità: Giuseppe Scacerni, protagonista del secondo volume. Un personaggio che inizia suscitando antipatia, poi viene rivalutato, disprezzato di nuovo, fino a farci approdare a una comprensione più profonda e pacata delle sue qualità, difetti e tormenti interiori. Alla fine, si sospende il giudizio su di lui. Forse questo è il messaggio principale del romanzo: gli esseri umani (tutti!) sono più complessi di quanto sembri a prima vista, e ogni giudizio rischia di essere parziale e spesso ingiusto.

Ci sono però alcuni difetti: le digressioni storiche, per quanto interessanti e talvolta brillanti, risultano eccessivamente dettagliate e lunghe, per noi che viviamo a quasi due secoli di distanza. In alcuni momenti avevo la sensazione di star sfogliando un quotidiano di metà Ottocento. Inoltre, il terzo volume sembra perdere lo smalto iniziale, mi è parso meno brillante e vivace. La mia ipotesi è che l'autore, via via più sicuro di sé, si sia lasciato sfuggire un pizzico di pedanteria e di moralismo, che prima aveva sapientemente evitato.

Si potrebbe considerare la lunghezza un difetto, ma come diceva Thomas Mann, quando una storia è bella, ad abbreviarla ci perderebbe. Mi chiedo se abbia senso leggere un solo volume dei tre, in fondo presentati come storie complete. Ovviamente dipende dai gusti del lettore. Personalmente, al me stesso di un anno fa, arrivato alla fine del primo volume, avrei consigliato di continuare senza esitazione.

Infine, tra i pregi aggiungerei la fede serena, sicura e talvolta sfacciata dell'autore. Egli narra con magnanimità le posizioni diverse dalle sue, ma con il sorriso di chi sa che Dio è più grande delle piccinerie umane. Il romanzo offre numerosi esempi di quella santità quotidiana ammirata da papa Francesco: quella di persone semplici e buone per le quali la fede è il fondamento naturale della vita.

Mi chiedo perché non sia molto più famoso questo autore. A scuola non ricordo di averlo studiato. Forse perché cattolico? O perché sbeffeggia liberali, massoni e socialisti? Magari per motivi di peso letterario che non so valutare. Io lo consiglio caldamente: un rasserenante long reading da portare avanti senza fretta.
3 reviews
January 23, 2023
Credo di essere un forte lettore, vale a dire una di quelle persone che legge una cinquantina di libri all’anno, anche se pochi di letteratura. Del libro di Bacchelli ne sono venuto a conoscenza solo a 40 anni, ed è tutto dire! Su questo libro è caduta una mannaia che ne ha troncato di netto la vita, la circolazione e la notorietà. E pensare che la rai ci ha fatto pure uno sceneggiato! Il mulino del Po è a tutti gli effettiun classico dimenticato, una pietra miliare lasciata all’incuria del tempo, un reperto archeologico coperto dalla polvere. Per caso, avendolo visto in un anonimo mercatino di libri usati dalle mie parti, l’ho acquistato per leggere la storia che raccontava. E se si parla di storia, questo libro è frutto di una ricerca sulle fonti d’archivio che secondo me non ha eguali per quanto riguarda la letteratura italiana: il lavoro di ricerca è stato immenso, a fatica mi rendo conto dello sforzo che Becchelli deve aver profuso per scrivere certe pagine. Questo sforzo dovrebbe, da solo, valere la lettura. La storia è una saga di una famiglia di mugnai del Po ferrarese, che attraversa un secolo di fatti descritti e raccontati con una dovizia e accuratezza tali da accostarla a un libro di storia locale. Le gesta raccontate sono intessute di umanità e amore per il territorio, di descrizioni di oggetti e lavori da decenni oramai dimenticati, e tutto gira attorno alla famiglia degli Scacerni. L’accuratezza è tale che ci si immedesima facilmente con i braccianti e proletari di quella parte del ferrarese. Forse, la caratteristica che rende questo libro un testo del secolo scorso, poco adatto al lettore contemporaneo sono le digressioni moraleggianti sparse qua e là lungo le pagine. Questo è il solo aspetto negativo che vi ho trovato, sintomo di un certo campanilismo culturale che ha contraddistinto persino i maggiori esponenti culturali del nostro paese. Detto questo, la mole può far paura, me ne rendo conto, ma non posso che consigliare la lettura di questo classico.
Profile Image for Nicolò Meroni.
3 reviews
October 8, 2022
Romanzo storico ambientato in una parte d'Italia (Legazioni Pontificie e nello specifico Ferrara e la sua provincia sul Po, anche post unitario) pochissimo citate nella storia da programmi scolastici e pure universitari.
Seppur da lettore tipicamente lento, ho potuto sfruttare il secondo lockdown per concluderlo in un mese, godendo appieno di alcune pagine straordinarie.
Attualmente romanzo ingiustamente sottovalutato (che non viene ristampato da circa 10 anni), il programma ministeriale di letteratura italiana non aiuta non inserendo almeno qualche estratto straordinario di questa magnifica opera.
Profile Image for Paul.
425 reviews1 follower
November 27, 2023
At times a thrilling page turner, yet sometimes didactic and plodding. Enjoyable historical drama that follows the fortunes of one man as the memory of Napoleon's doomed adventure in Russia fades and nationalism for the new idea of "Italy" comes to the fore.
Displaying 1 - 12 of 12 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.