Non sono “solo” serie tv. Quando guardiamo uno show che amiamo ci poniamo in ascolto attento, e attiviamo delle parti di noi stessi grazie al vissuto dei protagonisti. Al tempo della pluralità di prospettiva e del sorgere di una nuova visione autoriale femminile, Eroine accompagna il lettore in un percorso di fioritura legando i dodici archetipi del viaggio dell'eroe e dell'eroina a dodici personaggi della narrativa televisiva contemporanea.
Half from Bari and half from Salento (thus 100% Pugliese, as she likes to say), Marina Pierri is a fan of weird science and fantastic fiction, fairy tales and happy endings. She is deeply fond of semiotics and story structure, which she also teaches. Marina has published three essays including her debut Eroine, focused on her theory of The Heroine’s Journey, a podcast called Soglie, and her first novel Gotico salentino. A reader, a watcher and a gamer, she currently lives in Milan and is working on her second novel.
Meh. Posso dire che pensavo meglio? Analisi non particolarmente approfondita (ma va bene, volendo, se la pensiamo in termini di divulgazione), però quella prima persona plurale ossessiva (facciamo, vediamo, noi donne, ecc. ecc.) fa un po’ manuale di auto aiuto. Forse stava già tutto in quel sottotitolo un tantino cheesy.
Femminismo + archetipi psicologici junghiani + una spruzzata di mitologia greca delle origini - il tutto applicato alle serie tv = il libro perfetto. "La possibilità di essere madri o non madri, innamorate o non innamorate, grasse o magre, stronze o adorabili, arrabbiate o strafottenti, abili o non abili, queer o eterosessuali, donne o non donne. Ogni volta che ci costringiamo a essere quello che non siamo tradiamo il Viaggio, perché il viaggio siamo noi".
Davvero interessante, profondo e potente. Mescola psicologia, mitologia e filosofia in un percorso attraverso le tappe del viaggio dell’eroina e dei suoi archetipi. Uno stimolo ad una fruizione più partecipe e consapevole di qualsiasi personaggio femminile.
Che dire di questo libro? Senza dubbio ci troviamo di fronte ad un testo parecchio originale, quanto meno nel panorama italiano.
I punti forti dell’opera sono certamente i rifermenti testuali continui con cui l’autrice accompagna e sostiene la tesi che porta avanti al momento e che arricchiscono e completano il discorso in maniera quasi sempre coerente. Questi rifermenti sono chiaramente stati molto influenti nel pensiero dell’autrice e questo è positivo; come è positivo osservare tra le autrici citate vere esponenti del femminismo intersezionale(ad esempio bell hooks).
È, inoltre, lodevole anche l’attenzione che Marina Pierri ha posto nel tentativo di creare una narrazione inclusiva, rispettosa, attenta ad identificare il privilegio e aperta anche ad un contraddittorio, in una parola intersezionale.
Detto questo il motivo per il quale questo libro per me merita solo 3/5 stelline è soprattutto legato allo stile dell’autrice che talvolta ho trovato confusionario e troppo vago e che, forse, è anche penalizzato dal confronto con gli estratti da lei citati, a volte di qualità nettamente superiore alla sua scrittura.
In sintesi possiamo dire che è un libro in cui il lavoro di ricerca e la scelta dei riferimenti sono ottimi, mentre lo è un po’ meno la voce “narrante” (a cui si deve comunque restituire il merito di aver fatto il lavoro qui citato). In conclusione un testo che consiglio certamente a tutt* coloro amano le serie TV.
Pierri's essay explores the links between tv shows and modern feminism by dipping into each interpretation through archetypes and mythology. This introduction surely seems like a promising start, however each analysis seems to barely skim the surface and not really get to the core. Given how the author lives off of tv shows I thought she would have so much to say shw would writing of the margins for each one, but I feel like any keen watcher could write a few pages about the representation of women in an iconic female-driven tv-show. Such an airy narration makes it accessible for every reader and very easily understandable, but mostly gives an idea on how one might approach a tv-show analysis in addition to a few thinking prompts per chapter. However, I would like to thank the author for recommending Westworld and Special, they sound very intriguing and have been added to my evergrowing to-watch-list. I'm looking forward to moment I'll be watching them.
DNF 35% Ho acquistato questo libro mossa dall'interesse verso il viaggio dell'eroina, dalla curiosità di vedere come gli archetipi si manifestassero attraverso i personaggi delle serie e come questo potesse riflettersi nella mia vita personale. Purtroppo, per quello che ho potuto assaporare mi è sembrato di bere un bicchiere di acqua tiepida non di Roma.
Il volume scorre molto rapidamente, in parte per lo stile scorrevole ma in parte ho avuto l'impressione che fosse volontariamente poco approfondito, per renderlo fruibile anche a chi non conosce né gli archetipi né il viaggio dell'eroina e/o non fosse particolarmente interessatə. L'autrice dichiara di voler mettere in relazione il viaggio dell'eroina, con i personaggi delle serie tv, osservate nell'ottica del femminismo intersezionale, con l'intento di proporci delle compagne di viaggio nel nostro personale percorso di fioritura personale (termine caro e noto a chi ha letto Gancitano e Colamedici e che ormai istintivamente associo a Tlon). Probabilmente, non ero la lettrice adatta per questo volume perché non ho recepito tutto questo. Anche nel capitolo della Guerriera - forse quello che ho preferito - la composizione di questi elementi mi sembra sempre un po' forzata e poco riuscita. In generale, gli elementi che ho trovato più interessanti sono state le citazioni e la bibliografia, ma mi è sembrato che venisse aggiunto poco e nonostante riconosca che ci sono libri che sono interessanti soprattutto perché offrono un trampolino di lancio verso altre letture, devo anche ammettere che perché finisca il libro-trampolino devo almeno appassionarmi alla voce di chi l'ha scritto e in questo caso purtroppo non è successo.
Forse, in futuro potrei riprenderlo in mano e sono prontissima a cambiare opinione, ma sicuramente, non sono in questo momento la lettrice adatta a questo testo e me ne sarei resa conto prima se avessi letto qualche recensione in più (colpa mia).
Un libro che mette alla prova la nostra consapevolezza di spettatrici-partecipanti, dal momento che ci confronta con riflessioni molto profonde su prodotti televisivi che talvolta consumiamo in modo superficiale. Entrare nella logica degli archetipi junghiani non è semplice, soprattutto per profane (come me), ma una volta che ci si cala nel flusso concettuale si scoprono tante sfumature sia di critica televisiva che relative all'esperienza femminile e queer che arricchiscono molto il modo in cui fruiamo delle serie TV. Seguo Marina Pierri da tanto tempo sui social e non potevo essere più soddisfatta di questo suo esordio. Eroine è sicuramente un libro che almeno a tratti rileggerò, tanto è denso e pieno d spunti.
Do 3 stelline e non 2 perché temo che l’errore con questo libro sia mio: semplicemente l’argomento trattato mi interessa meno di zero. Prima della lettura ero convinta che nel libro fosse contenuta quantomeno un’analisi femminista e/o psicologica delle eroine delle serie tv nominate nel titolo, ma così non è, in quanto nel libro è presente una lunga analisi degli archetipi personaggio femminili, argomento sicuramente degno di nota, ma che a me non è mai interessato e mi ha annoiata terribilmente. Nonostante ciò riconosco la validità dell’analisi e gli spunti interessanti al suo interno, quindi se vi piacciono queste cose leggetelo. PS. La lettrice dell'audiolibro a mio parere non è brava nella pronuncia dei nomi/parole inglesi e ciò non ha aiutato né la lettura né un giudizio positivo.
Il libro è interessante, penso che sia molto più fruibile per chi ha già un'infarinatura di psicologia in quanto non molto approfondito. I concetti esposti sono come piccole micce da cui può scaturire una riflessione. Non mi ha rapita, ma sono contenta di vedere libri simili sugli scaffali delle librerie.
Ricco di spunti interessanti anche se non particolarmente approfonditi. Pierri cita diversi saggi in modo insistente, dai quali ha tratto spunto, per cui l'ideale sarebbe recuperarli.
Purtroppo l'ho ascoltato su audible e sono stata distratta dalla pronuncia della lettrice.
Non un singolo titolo / nome di un personaggio non italiano è stato letto correttamente.
Non avrei mai potuto chiedere di più! Grazie Marina per questo volume. Oltre ad avermi fatto riflettere e avermi dato la possibilità di "vedere" molto di più, Eroine mi ha fatta commuovere spessissimo - raramente mi sono rivista così tra le pagine di un libro, soprattutto di un saggio. Che dire se non, immancabile nella libreria?
Penso che questo saggio sia un esperimento molto interessante, ma - per quanto mi riguarda - non del tutto riuscito. Ho trovato le parti filosofiche troppo difficili per me che non ho una formazione in questo ambito (ma c'è da dire che ho ascoltato l'audiolibro, con il libro sarebbe stato più chiaro, penso), le discussioni sulle serie TV che non avevo visto ho faticato a seguirle e sono stata infastidita dagli spoiler, mentre quelle sulle serie TV che avevo visto le ho trovate banali. Non so cosa mi aspettassi esattamente, ma devo dire che mi ha un po' delusa.
Mah. Devo dire che mi ha deluso parecchio. È un’accozzaglia dei libri della Murdock e di Vogler, insieme ad articoli di giornale della stampa specializzata. Non mi pare ci sia qualcosa farina del suo sacco. Il tutto scritto in modo anche confusionario. Ho dato la sufficienza solo perché mi è piaciuto il riferimento alla mitologia e si legge in un soffio. C’è di meglio in giro però, non lo consiglierei.
Interessante, anche se forse un filo sopravvalutato, almeno per chi non è di primo pelo per quanto riguarda femminismo, questioni di genere, tetto di cristallo e affini. Consigliato, decisamente non in versione Audible - personalmente, ho trovato l'interpretazione inascoltabile.
Non sono nemmeno riuscita a finirlo. Troppo scostante rispetto a quello che immaginavo di leggere dal titolo del libro. Ho davvero provato a finirlo, fallendo miseramente.
Scritto interessante, ma forse troppo dispersivo (si affrontano ben 12 archetipi che strutturano il viaggio dell'eroina in altrettante fasi) e pertanto inevitabilmente superficiale (in fondo sono solo 250 pagine). Una buona bibliografia da cui magari attingere per approfondimenti. La Pierri ha senz'altro svolto un lavoro accurato di documentazione, delegando a delle citazioni molte affermazioni forti sui vari concetti chiave. Una tecnica per sua stessa ammissione forse non propriamente vincente per un saggio "Sostengo che la pratica del passing the mic sia vitale per un dibattito culturale non appropriante e non stereotipate, sebbene farla confluire in un libro sia più complicato."
Chiudo invece con una citazione (di B. Marling) che mi ha fatto sorridere: Il viaggio dell'eroe è uno schema narrativo secolare scritto da uomini per mitologizzare gli uomini. Incita all'incidente, all'aumento della tensione, al climax esplosivo e all'epilogo. Cosa ti ricorda? E dico: un orgasmo maschile.
Una bella occasione per apprendere qualcosa di nuovo rispetto alle tematiche trattate. Parafrasando la sua chiusa, il merito più grande di questo libro è forse proprio quello di non indicare soluzioni, ma luoghi in cui scavare.
Il viaggio dell'eroe in narratologia è un modello sul quale in teoria si potrebbero richiamare tutte le storie esistenti. Inizio del viaggio, lotte e sconfitte, vittoria. Questo è limitante per il vissuto femminile (e anche maschile, in realtà) perché le donne devono anche fare i conti con una società che le schiaccia in modo sistemico, che le relega a ruoli stereotipati, che non le comprende. Per questo le storie, lette o viste in tv, hanno tanta importanza. Ci permettono di sperimentare nuovi modi di essere e di risvegliare l'eroina dentro di noi. ⠀ Grazie alla penna acuta e incalzante di Pierri scopriamo di avere bisogno di una narrazione del vissuto femminile, in ogni forma possibile. Abbiamo bisogno di vederci rappresentate per riconoscerci, per crescere. ⠀ Da Nadia Vulvokov di Russia Doll a Poussey Washington di Orange is the new black, da Eleven di Stranger Things a Blanca di Pose, Pierri analizza 12 archetipi-personaggio suddividendoli in eroine Guida e Ombra perché a seconda che le loro scelte siano accettate o meno socialmente, che facciano loro del bene o del male, le loro sorti cambiano radicalmente. ⠀ Eroine è un saggio che può regalare tanto a chiunque lo legga. Per chi scrive è un utile fonte di riflessione sui propri personaggi, per chi legge e guarda serie tv e film può aiutare a comprendere meglio le storie così da crescere insieme ai personaggi che amiamo (oppure odiamo). ⠀ Se tutto ciò non fosse abbastanza, grazie a questo saggio ho anche scoperto serie tv davvero particolari come Umbreakable e The Marvelous Mrs Maisel che altrimenti non avrei mai guardato e mi hanno davvero stupito. ⠀ Infine, vi lascio con una citazione: «Una TV che prenda a cuore una rappresentazione veramente intersezionale, smottando montagne granitiche di luoghi comuni e costruendo consapevolezza circa il proprio privilegio o la propria oppressione, può avvicinare e sollecitare istanze di parità.»
Premessa: non sono mai stata un'assidua spettatrice di serie tv. Le comincio, talvolta le lascio a metà, difficilmente riesco a immedesimarmi in qualche personaggio. Questo lavoro di Marina Pierri, però, mi ha aperto gli occhi e mi sta spingendo a diventare una spettatrice attiva, che coglie le sfumature e magari ritrova persino qualche pezzetto di se stessa in un personaggio. Mi sta aiutando a guardare alle serie tv in maniera diversa, non più come un semplice riempitivo ma come un prodotto culturale che può insegnare qualcosa. Il suo racconto del Viaggio dell'Eroina è avvincente, completo, ricco di luci e ombre. È un libro che ho letto con calma, con la volontà di assimilarne gli aspetti più importanti. Super consigliato.
Questo libro mi ha fatto compagnia durante due lunghi viaggi di treno, non avrei potuto scegliere meglio. Marina Pietro ci racconta delle “eroine” di diverse serie tv in maniera impeccabile, e lo fa utilizzando gli archetipi come riferimento. Pierri racconta dell’importanza di riconoscersi nelle eroine dello schermo, e grazie alla sua analisi ho trovato qualcosa di mio in ogni singolo personaggio analizzato. Si nota una grandissima e vastissima ricerca, una molteplicità di fonti stupefacente, e il libro è ricco di citazioni interessantissime. Ho apprezzato moltissimo l’utilizzo degli archetipi, un argomento spesso dimenticato in ambito accademico ma che rappresenta un’altra maniera di analizzare il mondo.
Ho ancora bisogno di ragionare su questo libro, in particolare sulle questioni sollevate negli ultimi capitoli che mi sarebbe piaciuto fossero approfondite di più. In alcuni passaggi ho avuto l'impressione che, nonostante lo sforzo di inclusività e intersezionalità, l'autrice abbia in mente una donna esattamente come lei quando si rivolge a chi legge (e ad esempio pensi che condivida con lei l'essere bianca, neurotipica, ecc...). Comunque lo consiglierei anche solo per la ricca bibliografia e i riferimenti a tante serie tv meno conosciute.
Ho fatto molta fatica: l’ho letto distrattamente e non mi è rimasto granché. Non mi è piaciuta la struttura del libro per archetipi: l’ho trovato macchinoso e didattico. In più c’è da aggiungere che il viaggio dell’eroe l’ho già visto, studiato e approfondito in tutte le salse e quindi il libro non mi ha portato complessivamente alcun arricchimento
Grazie a Eroine di Marina Pierri ho recuperato serie tv bellissime che avevo ignorato finora, con protagonist* che si sono liberat* dello sguardo maschile e sono riuscit* finalmente a raccontarsi per come sono, nella loro complessità, con le loro contraddizioni.
Se questo libro fosse stato scritto in una maniera più accessibile, sarebbe stato davvero una bomba! Cita esempi tratti da serie tv di donne che si sono costruite (o distrutte) da sole, ma ahimè gli eccessivi riferimenti filosofici sono stati un blocco gigantesco alla piena comprensione dell’opera.