Le buche delle strade di Roma sono portali dimensionali. Se ci finisci dentro, ti sposti in altri universi, pieni di sorprese, avventure e divertimento. È quello che succede a un padre e a una figlia, che si perdono, inseguono e ritrovano, in una storia surreale e poetica, comica e commovente, fantastica e satirica, fino a un colpo di scena finale che ribalta tutto. Da uno degli astri nascenti del fumetto italiano, già al fianco di autori come Sio e Giacomo Bevilacqua, una graphic novel destinata a conquistare un pubblico vasto, intergenerazionale.
Davide "Dado" Caporali nasce, poi cresce. Attualmente è ancora in vita e per riuscirci scrive e disegna fumetti per diverse case editrici, tipo per Feltrinelli, Shockdom, Salda Press e Star Comics. In passato ha collaborato con Bonelli, per la realizzazione della serie Attica, di Giacomo Bevilacqua. Possiede anche una pagina su Instagram seguita da circa 210 mila persone, dove pubblica delle strisce umoristiche in stile Slice of Life. Una volta ha visto Saturno da un telescopio.
Il finale molto carino e fa anche riflettere tutto il resto della storia un grande punto di domanda non mi ha fatto impazzire e trovo che altri libri di questo fumettista siano nettamente migliori. Ripeto il finale molto carino e merita forse più di tutta la storia. Avrei preferito fosse più approfondito forse.
Storia autoconclusiva abbastanza breve, con uno stile semplice, ma caratteristico. Sembrerebbe non particolarmente originale, anche se simpatiche le scelte di trama, ma è tutta orientata al bel messaggio finale. Lo consiglio molto ai genitori.
Questo cosiddetto Plot Hole non è altro che un ammasso di materia grigia sprecata, un esperimento fallito di narrazione che tenta disperatamente di emulare il genio cinico di Rick e Morty. Tuttavia, dove la serie originale opera con la precisione di un laser protonico, questo libro agisce con l'eleganza di una clava arrugginita. Siamo di fronte a una brutta copia, sbiadita e priva di mordente. Tenta di cavalcare l'onda del nichilismo cosmico e del caos interdimensionale, ma manca totalmente di quella coerenza interna che perfino il più folle degli universi deve possedere. È come osservare un cadavere rianimato male: i movimenti sono scattosi, la voce è stridula e il risultato finale è solo una patetica parodia della vita. I personaggi si muovono attraverso buchi di trama che l'autore vorrebbe far passare per espedienti narrativi brillanti, ma che io classifico semplicemente come sciatteria intellettuale. Mentre io mi sforzo di eliminare ogni variabile d'errore dai miei reagenti, qui l'errore è elevato a sistema. Non c'è originalità, solo un parassitismo letterario che cerca di succhiare linfa vitale da un'opera superiore (il già citato lavoro di Dan Harmon e Justin Roiland) senza averne né la profondità né la crudeltà necessaria. In breve: un'anomalia narrativa che meriterebbe di essere incenerita in un reattore a fusione per evitare che contamini ulteriormente il panorama editoriale del 2026. Se cercate scienza e nichilismo, tornate ai miei appunti. Se cercate satira interdimensionale, guardate l'originale. Questo libro è solo un corpo senza organi che tenta goffamente di camminare.