Angelo Crespi era il miglior esperto di serial killer, ribattezzato come il cacciatore di anime, è riuscito grazie alle sue capacità a catturare i peggior criminali seriali italiani. Fino a quel maledetto giorno, quando dopo aver perso tutto, ha deciso di smettere e di cambiare identità. Da Milano si trasferisce a Peccioli, un tranquillo paesino in provincia di Pisa. Lì da oltre vent’anni conduce una vita all’insegna dell’anonimato, dipingendo quadri su tela. Fino al giorno in cui anche tra quelle colline toscane qualcuno decide di uccidere.
Mauro Rambaldi, capitano del reparto operativo dei carabinieri, sta partendo per Roma, dove a seguito di una promozione lo attende un nuovo incarico. È costretto però a rimandare la partenza quando il PM Gaspare Brogi gli chiede di risolvere uno strano caso di omicidio. Ma quando Rambaldi arriva sul luogo del delitto, capisce che non ha a che fare con un semplice assassino, ma con una mente pericolosa che uccide con teatralità e seguendo dei rituali ben precisi.
C’è solo una persona che può aiutarlo a scoprire l’assassino. Una persona in grado di leggere nella mente di un serial killer. Il cacciatore di anime.
Bello, bello, bello.
Già quando era uscito a giugno l’avevo subito adocchiato e messo in lista, ispirata dal titolo e dalla trama (e sinceramente anche dalla copertina). Sono contenta perché è stato all’altezza delle mie aspettative.
Si parte subito con un incipit da brividi, dove l’angoscia la fa da padrona e dove il lettore si rende subito consapevole che lo attende una lettura intensa e misteriosa. Le pagine scorrono così velocemente che ci si ritrova in un attimo alla fine del libro, nonostante io abbia cercato di assaporare le pagine pian piano è stato inevitabile mantenere un ritmo lento, perché la voglia di scoprire e indagare insieme al capitano Rambaldi mi ha coinvolto moltissimo. A proposito di questo personaggio, un uomo tutto d’un pezzo che sembra non provare sentimenti e che all’apparenza non si fa coinvolgere emotivamente da niente e nessuno, è uno di quei protagonisti che invece rimane impresso a lungo. Il classico bel poliziotto, il bello e dannato, pieno di donne che non lascia trapelare emozioni, ma che conquista per la sua audacia e le sue capacità intuitive di investigazione. Oltre a proporci un’indagine piuttosto intricata e una serie di delitti frutto di un piano ben studiato e macabro, l’autore ci concede anche momenti di passione attribuendo alla figura pragmatica e rigorosa del capitano Rambaldi, anche un piccolo diversivo sentimentale. Ma non è solo la trama o il mistero che avvolge tutti i personaggi dei quali si inizia a sospettare man mano a coinvolgere, è anche la descrizione dei posti e delle dinamiche del piccolo paesino che tiene incollati alle pagine.
Una cosa che mi è piaciuta molto sono i pochissimi capitoli inseriti qua e là dove l’assassino entra in contatto con il lettore, che cerca di individuarlo da piccoli indizi senza però riuscirci. La sorpresa quando si scopre chi si nasconde dietro ai delitti è veramente tanta e nonostante si arrivi a sospettare di tutti, l’autore è davvero bravo a non farlo minimamente capire. Alla fine tutto viene chiarito e spiegato, si chiude il libro senza avere dubbi, perché tutti i pezzi del puzzle si incastrano perfettamente.
Non ho ancora deciso quale ma sicuramente metterò in lista qualche altro libro di De Marco, sperando di non rimanerne delusa.
Nel frattempo assaporo ancora un po' le belle sensazioni che questa lettura mi ha lasciato e che merita a mio parere cinque stelline.