Una scorribanda nella storia, un tour libertino e spumeggiante che ci mostra come una corrente sotterranea di ribellione abbia sempre attraversato i secoli, concentrandosi proprio nel punto ancora oggi più controverso di tutti: il sesso.
Dodici ritratti di donne consapevoli del proprio valore, eroine moderne e spregiudicate che hanno saputo piegare con irriverenza il mondo ai loro sogni. Dodici storie così stranamente vicine a noi, nelle aspirazioni e nei desideri.
Signore della notte, cocotte, lucciole, scarlet ladies, meretrici, filles de joie, cortigiane, escort. Ma anche poetesse, letterate, spadaccine, amanti, filosofe, self made women. Dalla Gerico della Bibbia alle strade patinate di Hollywood, dall’antica Grecia alla Venezia rinascimentale, passando per la Parigi post-rivoluzionaria e la Berlino di Hitler, queste sporche donnine conquistano città, re e generali, scrivono bestseller, diventano milionarie. Fanno paura e affascinano, perché distruggono le norme del vivere civile, eppure cercano disperatamente, e qualche volta inventano di sana pianta, un ascensore sociale prima di loro inimmaginabile. Bisogna però essere disposte a stare al di fuori da ogni canone e regola, o, addirittura, infrangerle tutte. Con precisione e leggerezza Lia Celi racconta dodici storie di prostitute che sono state in grado di conquistarsi un anticipo sulla libertà del xx secolo, dodici Bocca di rosa pronte a tutto pur di decidere del loro destino. C’è chi, come Frine, finisce per diventare l’immagine scolpita della dea dell’amore e chi, come la piccola Su Xiaoxiao, rinuncia al proprio sposo per non comprometterne la reputazione. C’è chi mente alla famiglia per colonizzare il Far West, come Pearl De Vere, ex sartina e in realtà signora dei bordelli di Cripple Creek, Colorado e chi cambia vita e identità, come Pelagia che finì i suoi anni da uomo e in povertà; chi raggiunge il lieto fine delle favole (sposandosi) e chi di favole non ne vuole sapere: meglio ingannare gli uomini e provare a salvare una vita.
4.5⭐ Un libro veramente interessante sotto tutti i punti di vista. Siamo abituati a giudicare malamente le prostitute, come ci viene imposto dalla "morale", per via della loro professione eppure questo libro propone queste seduttrici sotto una nuova luce, sono donne che non hanno accettato il loro convenzionale destino di semplici mogli e madri e si sono reinventate a modo loro. Dodici donne straordinarie che a modo loro hanno fatto la storia nel bene e nel male, ma soprattutto nel bene. Ammetto di essere rimasta affascinata da tutte le storie presenti in questo libro e da ognuno di esse c'è un piccolo insegnamento da cui trarre il massimo. Ma quello fondamentale, secondo me, è che non bisogna mai vergognarsi di sé stesse e che se vogliamo raggiungere i nostri obbiettivi bisogna lottare spesso contro tutti ma alla fine ne varrà la pena. Unica pecca: il linguaggio troppo colloquiale e informale ma penso che sia una scelta volta ad alleggerire l'argomento del libro e a renderlo più "leggero".
Argomento molto interessante, approfondito in maniera intelligente, ma lo stile troppo colloquiale, quasi televisivo, non mi ha fatto impazzire. A tratti sembrava quasi la sceneggiatura di un voice over di un servizio di "Striscia la notizia", con la battutina o la similitudine atta a strappare un sorriso: non ce n'era bisogno secondo me.
4.5 Interessante, ben ricercato, brillante - alle volte troppo, per me che non amo la battuta a ogni costo. Ma con un’attenzione per vite misconosciute che mi ha incantato: la mia nuova eroina è Églé, la prostituta di strada che ha dato degli imbroglioni imbecilli ai giudici del Terrore, e lezioni di dignità ad aristocratici timorosi in carcere.
Dal vecchio testamento ai giorni nostri: Lia Celi racconta la storia di 12 donne che si sono distinte nella professione più vecchia del mondo. Si tratta principalmente di una carriera scelta con pragmatismo, in tempi in cui una donna non sposata valeva poco o niente, o quando i tempi erano così duri da far vacillare la moralità di molti.
Ne esco col bisogno di leggere di più su La Païva.
"Narra una leggenda che, tre giorni prima della sua morte, nell'ottobre 1705, all'ex cortigiana si presenta il diavolo. Tanti anni prima le aveva dato il dono della seduzione irresistibile. Ora è venuto a riscuotere il prezzo pattuito, la sua anima. Ninon gli confessa che non ha nulla da dargli: è atea e non ha mai creduto nell'esistenza dell'anima. E, per inciso, nemmeno nell'esistenza del diavolo. Scornato e destabilizzato, il povero Mefistofele lascia la casa di rue de Tournelles. Forse si becca pure in testa un osso lanciato dalla finestra."
𝓛𝓲𝓪 𝓒𝓮𝓵𝓲, 𝓠𝓾𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓹𝓸𝓻𝓬𝓪 𝓭𝓸𝓷𝓷𝓲𝓷𝓪
🇮🇹 C'è Rahab che, rischiando la pellaccia, nascose due spie israelite nella propria casa poco prima della conquista di Gerico; c'è Frine, ad ispirare gli artisti del suo tempo e diventare nientepopodimeno che Afrodite in Terra; c'è Hedwig Porschütz, eroina poco nota ai molti, che non si fece scrupolo di rischiare la propria vita per tutelare quella di un gruppo di ebrei nella Germania nazista; ci sono Veronica Franco ed Harriette Wilson che abbracciarono la carriera letteraria quando questa era ancora considerata fin troppo scandalosa per una donna. Di queste e di altre sei donne, appartenenti ad epoche differenti, racconta il libro di Lia Celi. Cos'hanno in comune? La professione. Una delle professioni più vecchie al mondo, tra l'altro; a tutti gli effetti, la sola a lungo concessa ad una donna, che per necessità o desiderio, si fosse trovata alla ricerca di un'indipendenza economica. I nomi per definirla sono molti: dal greco 𝘱𝘰𝘳𝘯𝘦, a meretrice, passando per il comune prostituta, il volgare puttana, l'elegante cortigiana, il moderno escort; a volte per noia, certamente per professione e senza mai celare una certa passione (volendo semicitare De André), queste donne hanno fatto la storia a discapito dei tentativi, da parte di contemporanei corrotti dal moralismo, di insabbiare le vicende che le hanno viste protagoniste. Con sguardo moderno ed ironia iperaffilata, Celi ci restituisce le loro storie e al contempo la giusta prospettiva su di esse. Popolarissime e poi reiette, dee ed un attimo dopo streghe, amate ed infine odiate - il potere più grande di questo libro è, a mio parere, l'indiretta denuncia d'ipocrisia rivolta alla società e alla sua secolare maschera perbenista. Ciò che di queste donne amiamo è ciò che l'uomo del loro tempo non gli ha perdonato: l'esser state capaci di raggirare le leggi imposte dal patriarcato per riappropriarsi di quel potere che è stato loro strappato alla nascita per il mero fatto di esser nate con la coppia di cromosomi sbagliata.
Il contenuto è decisamente interessante: se quella stella finale manca, è però per un semplice motivo. La forma. Se è gradevole (tanto) il linguaggio quotidiano e moderno con cui la Celi tratta l'argomento di donne d'altri tempi, la punteggiatura che utilizza non lo è altrettanto: trovare un punto fermo, alla fine di un periodo, all'interno di una parentesi non è così funzionale.
A metà tra un saggio e un libro di racconti. Consigliato soprattutto a chi ama la Storia, ai curiosi e a chi ha voglia di leggere un saggio ironico, scorrevole e non troppo impegnativo.
Originale, molto ben documentato e scritto. Avevo sentito la presentazione della autrice in un programma radiofonico e mi era incuriosito il libro, non mi ha deluso, brava!
A Tizenkét pillangó tizenkét kurtizán története, akik a maguk korában maradandót alkottak, még ha társadalmi szinten megvetettség is volt a jutalmuk érte. De utat törtek, és talán mi, mai “rendes nők” is sokat köszönhetünk nekik a jogaink kiharcolásában. Érdekes és tanulságos történetek ezek, melyek között van, aki pont a prostitúciós tevékenysége kapcsán tudott több zsidót is megmenteni a II. világháborúban, mégis közel hatvan évnek kellett eltelnie, hogy a teste áruba bocsátása miatt ne tagadják meg a tetteit.
A szöveg azon túl, hogy részletes képet ad mind a korról, melyben az adott nő élt, és az életét is igyekszik minél pontosabban bemutatni, rengeteg szarkasztikus és ironikus kiszólást is tartalmaz. Ugyan számomra ezek nem felnevetős humorok voltak, de mégis sokat hozzátett, hogy Celi a saját hangját is belevitte a könyvbe.
Ho sempre pensato che l'emancipazione femminista sia archetipicamente un'emancipazione del corpo, che è poi parte della più grande dimensione dell'emancipazione sessuale. In questo libro questa idea viene confermata, ribadita, dimostrata, urlata a gran voce. Chi urla sono 12 donne, da una prostitua di Gerico, città vicina all'antica Gerusalemme, passando per una poetessa giapponese, fino a una donna che ha nascosto cittadini ebrei in casa propria ai nazisti. Le loro storie raccontano una imperturbabile volontà di scegliere sul e del proprio corpo. Spogliandolo, mettendolo in vendita, facendone uno strumento politico che resta impresso nelle menti e nei cuori di chi sarà testimone della loro esistenza. Ma si sa, le donne devono lottare il doppio per avere ciò che spetta agli uomini e nel caso di queste "sporche donnine" anche il triplo. L'eroicità delle loro azioni viene svalutata e disconosciuta perché non può essere accettato che un gesto indiscutibilmente eroico e così pieno di valori giusti venga attribuito a chi vive con un codice valoriale così "impuro", lussurioso e quindi immorale per i più. Il loro destino è quello di essere dimenticate, ma non per sempre se ci sarà qualcuno che legge e tramanda le loro storie.
Questo libro mi è stato gentilmente regalato dal mio ragazzo con esplicita nota "è proprio fatto per te". Inutile dire che aveva ragione.
Un viaggio nel tempo e nella geografia ci fa incontrare e conoscere queste "sporche donnine" giudicate spesso come l'ultimo gradino della scala perché prostitute, ma allo stesso tempo abili strateghe, impavide e coraggiose. Le prime femministe che hanno osato lottare e provare a godere di una libertà che per le altre donne era solo un sogno.
Lettura estiva che mi ha tenuto compagnia sotto l'ombrellone
Resoconto godibile delle storie di dodici donne che hanno lasciato il segno. Gli episodi sono molto alla “Morgana” della Murgia, la lettura è scorrevole e piacevole, a volte un filo troppo ricco il contorno narrativo, con un certo gusto accademico per il dettaglio totalmente didascalico e superfluo, con sprazzi di femminismo un po’ basic. Comunque un buon libro.
Devo ringraziare Roberta per avermi convinto a leggere questo simpatico libriccino.
Devo però fare un paio di appunti:
1) Il titolo è fuorviante, nel senso che si parla sì di 12 prostitute ma dell'elenco posso dire che solo in un paio di casi hanno effettivamente "cambiato il mondo", mentre le altre storie sono - chi più chi meno - vicende interessanti e sicuramente significative per quel periodo ma le signorine non hanno poi fatto chissà quale rivoluzione 2) L'autrice è un'autrice di testi satirici, e di conseguenza tende a "fare la battuta per contratto". Cosa che ravviva il testo laddove la storia non è particolarmente salace, ma visto l'argomento e le vicende quasi sempre ai limiti dell'assurdo la cosa è leggermente fastidiosa. Oltretutto l'autrice ha - soprattutto nelle prime donne di cui oggettivamente sappiamo pochissimo - il brutto vizio di inserire paralleli con eventi contemporanei quasi mai riusciti, cosa che per me è oltremodo irritante.
Al di là di questo, è una piacevole e divertente carrellata nei secoli seguendo donne che si sono dedicate "al mestiere più antico del mondo" (anche se, come diceva la mia prof di filosofia del liceo, questo primato è conteso con il mestiere della levatrice. Ma è un problema tipo "è nato prima l'uovo o la gallina?") e naturalmente seguendo anche i loro clienti che, passano i secoli, ma restano sempre uguali.
Interessante la scelta delle donne da raccontare, molte delle quali poco conosciute nella cultura "di tutti i giorni".
Detto ciò, ai miei occhi i pregi del volume terminano qui.
Già dall'introduzione l'autrice delinea perfettamente la mentalità del saggio: superficiale ai massimi livelli. Le donne sono descritte brevemente, senza effettivi approfondimenti a mio parere.
Il problema principale del libro però è il linguaggio usato dalla sua autrice. Palesemente scelto per far colpo su un target che non ha voglia di leggersi un vero e proprio saggio storico, e che quindi si accontenta di qualche aneddoto raccontato con le stesse vibes semplicistiche di un articolo del cioè.
Già nell'introduzione poi vanno a monte le intenzioni di rivalutazione di queste donne da sempre viste come semplici prostitute.
In poche pagine eccoci una sfilza di "battona" "puttana" "signore della notte". Anche nel tentativo di liberare queste donne dai pregiudizi da sempre a loro associati, ecco che l'autrice le rigetta in quel baratro tramite un lessico che evidentemente voleva essere leggero e simpatico ma finisce invece con l'essere solo superficiale.
Il libro si definisce "fuori dagli schemi", ma nella sua struttura e scrittura fa di tutto per rientrarci.
Libro ironico e divertente. Idea interessante e donne tutte da scoprire. Mi hanno lasciata perplessa il tono forse un po' sopra le righe e la mancanza di una qualsiasi riflessione sulla reale condizioni delle prostitute: per quanto forti e famose e potenti, venivano costrette dalle circostanze, violate costantemente, quasi sicuramente spesso maltrattate, anche le potenti, prima di diventarlo. La strada verso l'emancipazione era costellata comunque da molto dolore.