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Lettere dalla Kirghisia

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“Ho assistito al miracolo di una società nascente, a misura d’uomo, dove ognuno sembra poter gestire il proprio destino e la serenità permanente non è un’utopia, ma un bene reale e comune.” “Basta saper immaginare un’isola, perché quest’isola incominci realmente a esistere.”

136 pages, Hardcover

First published January 1, 2004

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About the author

Silvano Agosti

31 books6 followers
Silvano Agosti è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e poeta italiano.

Dopo aver viaggiato giovanissimo per l'Europa in autostop, e in seguito in tutto il medio oriente e l'Africa del Nord, ha frequentato dal 1960 il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (dove aveva come collega di studi Marco Bellocchio e Liliana Cavani), diplomandosi nel 1962. Il suo corto La veglia è stato premiato con il Ciak d'oro (come migliore allievo) dal Presidente della Repubblica. Con la borsa di studio ottenuta grazie a questo premio[1], Agosti sceglie di andare a Mosca presso l'istituto statale di cinema dell'Unione Sovietica per la specializzazione in montaggio, studiando contestualmente l'opera di Ejzenstejn.
Dopo aver collaborato alla sceneggiatura, ai dialoghi e al montaggio nonché alla realizzazione del commento musicale insieme a Ennio Morricone su incarico di Bellocchio per il film I pugni in tasca, nel 1967 Agosti ha esordito nella regia cinematografica con il lungometraggio Il giardino delle delizie, film che a sua volta si avvale delle musiche di Ennio Morricone. Il giardino delle delizie fu invitato all'Expo universale di Montreal come uno dei dieci migliori film prodotti nel mondo in quell'anno, nonostante la censura cui fu sottoposto in Italia.
Dopo aver realizzato NP il segreto (1970), con Irene Papas e Francisco Rabal, convince Nicola Piovani a intraprendere la via di compositore del commento musicale cinematografico.
Da metà anni settanta si avvicina alla tematica della follia realizzando Matti da slegare con Marco Bellocchio, Sandro Petraglia e Stefano Rulli. La pellicola è stata girata all'ospedale psichiatrico di Colorno, presso Parma, e propone una nuova interpretazione del rapporto cinema-verità, documento e fiction incentrato sul tema dell'istituzione manicomiale.
Come produttore, Agosti ha poi fondato la casa di produzione 11 marzo Cinematografica, cooperativa che produrrà tutti i suoi film, che vengono tutti invitati al festival internazionale di Venezia (Quartiere in concorso nel 1986).
Sul piano dell'attività letteraria, Agosti ha firmato diversi romanzi e testi di poesia. Fanno parte della sua produzione: L'uomo proiettile(candidato al Premio Strega), Il cercatore di rugiada(candidato al Premio Strega), , Uova di Garofano, La ragion pura, Il giudice, La Vittima, L'assassino, Il semplice oblio(candidato al Premio Strega), , Lettere dalla Kirghisia, Il ballo degli invisibili; la trilogia poetica Nuvole, Incanti, L'estro armonico; i racconti Chiaro di luna e i manuali Breviario di cinema, "Come realizzare un film senza denaro o per capirci meglio senza spendere neppure un euro".
Per la Rai ha realizzato la serie: 30 anni di oblio e 40 anni di oblio con i materiali da lui stesso girati nel decennio 1968 - 1978.
Agosti ha collaborato ad alcuni programmi televisivi di Fabio Volo.
Da quarant'anni, alternando viaggi in India, negli USA e in Canada, vive e lavora a Roma.
Attualmente lavora come proiezionista presso il cinema da lui gestito.
Da tre anni ha fatto domanda ufficiale all'Unesco e alle Nazioni Unite chiedendo che l'Essere Umano venga proclamato Patrimonio dell'umanità.

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14 (6%)
1 star
19 (9%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for FenrirFree .
70 reviews86 followers
April 24, 2026
Ho una relazione d'amore e odio per questo libro di Silvano Agosti: In adolescenza ero molto idealista e sognatore, quando scoprii Silvano fu amore a prima vista... ho affrontato successivamente anni in cui l'umanità mi ha deluso profondamente, e con i miei pensieri negativi e cinici diedi via questo libro, azione di cui oggi mi pento. In questi ultimi anni, anche con tutto quel che sta accadendo, sono tornato a credere nell'umanità grazie al mio perseverare nella strada luminosa della cultura, e quando i miei pensieri sono ritornati alle Lettere dalla Kirghisia, ne ho dedotto che lo avevo scartato dalla libreria con un giudizio sbagliato; Giudicavo un testo utopico con troppa concretezza del presente, mentre il testo è lì per essere semplicemente un bel pensiero e al massimo ispirare qualcosa, come se fosse legna da ardere, fondamentale per il focolare ma destinata ad incenerirsi per far sì che si ottenga calore.
Profile Image for Dvd (#).
530 reviews99 followers
November 5, 2017
Paulocoelho^2 (paulocoelho al quadrato)

Lavorare tre ore al giorno (puntando alle due).
Andare a scuola al parco, giocando.
Imparare 4 lingue a scelta.
Non avere bisogno di armi.
Non avere bisogno di polizia.
Fare all'amore quando si vuole. Con chi si vuole. Romanticamente.
Andare tutti a coltivare l'orto. Insieme al nonno.
Guardare tutte le sere un film con i vostri paesani che sorridono. Sorridono. E sorridono, per ore.
Avere politici che occupano poltrone aggratis, pacatamente.
Vedere ladri e assassini che si pentono da soli.
Dare cibo, case e servizi a tutti i cittadini. Aggratis.

No, signori, per avere tutto questo, e molto di più, non serve Mastercard. Basta prendere l'aereo e andare a trovare Silvano A., nell'empireo dove risiede, e chiedergli come raggiungere la mitica Kirghisia.

Non capirete, probabilmente, e sbalordirete. Non preoccupatevi. E' capitato anche a me in un giorno d'inverno sul treno, quando sono passato dallo straordinario racconto di quell'utopia storica che fu l'imperatore Giuliano a questa demenziale città ideale abitata da esseri che sono tutto, fuorché umani.

La complessità del mondo e, in piccolo, dell'uomo buttate nel frullatore e ricomposte in un omogeneizzato monocolore e monogusto, confezionato in un simpatico scatolotto dal design alternativo.

Prendere Platone e Moro, farne la parafrasi per poterli vendere al supermercato. Non per niente la chiusura di queste 140 pagine con carattere 24 e interlinea 6 (a spanne) spetta a un intellettuale utopista del calibro di fabiovolo. Sì, avete capito bene. Fabiovolo.

L'apice? Quando l'etereo Silvano chiede (stupidamente) alla sua guida come farebbe la Kirghisia, avendo abolito per legge tutte le armi (sepolte in un parco didattico per mostrane le brutali ossa), a cavarsela di fronte alla minaccia di una qualche cazzuta potenza straniera.

Non c'è problema, dice la guida, “Grecia capta, coepit victories. La Grecia catturata, catturò i suoi vincitori. Come? Con la cultura. Qualsiasi popolo venendo a contatto con noi, si convincerebbe di quanto è semplice vivere in uno stato di permanente serenità. Li aspettiamo.”

Eh già. Che stupido che sono, con il mio acume occidentale (Silvano, sei fantastico!), non ci sarei mai arrivato a questa conclusione. Anche perché mi pareva di ricordare che i Romani, della Grecia, avessero fatto un'altra delle province dell'Impero. Da sfruttare nè più nè meno come le altre. Radendone al suolo parecchie città (pur avendone apprezzato molto usi e costumi prima di spianarle, ovviamente).

Eh, sono smemorato... sono anche ingenuo e arido. E materialista, cinico, ignorante, complicato, simpatico, arrogante, pessimista, infelice, avido, invidioso, contento. E tante, tante altre cose che mi portano a essere un uomo. E a ridacchiare senza pudore di queste demenzialità.

Sono un uomo che cerca di essere il migliore possibile, ogni giorno. In questa realtà, però, con i piedi ben piantati per terra. Non per aria. Non nell'etereo, dove tutto s'appiattisce, si banalizza, si semplifica e svanisce in fuffa.

Lassù, dove volano fabiovolo, paulocoelho e silvanoa. .........

P.S. E un altro capolavoro che si va ad aggiungere alla mia personale Top Ten dei libri più indegni mai letti in vita mia...
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
May 1, 2014
Lettere dalla Kirghisia è un libro consigliato dalla mia mitica libraia Cristina, un libro da “passa parola” che ha raccolto tanti giudizi entusiastici. Quindi non mi sento così sereno nell’affermare che non l’ho per nulla apprezzato, perché non è così semplice (per me almeno) andare contro corrente. Mi domando cosa ci possono aver trovato le tante persone che se ne sono innamorate, cerco di mettere in discussione la mia posizione, ma alla fine non trovo risposte diverse.
A me non è piaciuto perché è un libro semplicistico, banale, scontato, ripetitivo. Ci sono pochissime idee ripetute tante volte in un volume di poco più di 130 pagine, scritte con un carattere che io presbite posso leggere anche senza occhiali. Agosti è consapevole che sta parlando di una utopia, e consapevolmente afferma che il suo obiettivo è quello di gettare un seme, di stimolare un pensiero, di favorire un cambiamento anche piccolo che metta in discussione un modo di vivere occidentale che sempre più si allontana dai ritmi naturali e dal “rispetto per l’uomo”. Tutto ciò è sicuramente condivisibile e gli fa onore. Ma la favoletta della Kirghisia è piatta, non suscita passione, non apre il cuore, apre solo il cervello. Un bel saggio di economia sulla possibilità di lavorare tutti per lavorare meno, o sulla trasformazione da una economia basata sulla crescita ad una economia basata sulla felicità avrebbe convinto di più i cervelli, e aperto i cuori nella medesima misura. Oppure una bella favola come “il Piccolo Principe” avrebbe mosso i cuori con più energia, senza filosofeggiare tanto sulla possibilità (al momento difficile da realizzare) di lavorare solo tre ore al giorno.
Insomma, una brutta copia dell’ “Elogio dell’ozio” che Bertrand Russel pubblicò nel 1935, che non entra nel merito né dei temi economici né di quelli esistenziali (esiste la felicità se sei felice tutti i giorni?) e si limita a dipingere una immaginaria società dove i miglioramenti che vengono concepiti (“la cappa per mantenere sempre la primavera” e “i marciapiedi che si muovono”) sono assolutamente in contraddizione con la logica del cambiamento e sembrano invece la manifestazione di una scienza e una tecnica volte a stravolgere i naturali limiti delle cose. Io preferisco svegliarmi ogni giorno e scoprire un tempo diverso, soleggiato, piovoso, caldo e freddo: è ancora una di quelle cose che mi fa prendere i “miei” cinque minuti ogni mattina per pensare come è bella da vivere la vita che abbiamo.
Profile Image for Francesco Trabalzi .
7 reviews
May 25, 2021
La lettura di questo libriccino è una carezza sul cuore. Non ha la prestesa di un trattato filosofico, ma in poche pagine possiamo trovare un amore smisurato per l'essere umano e la sua libertà in tutte le sue forme, a partire dalla creatività, scoperti dal velo delle consuetudini occidentali. E' uno sguardo su un mondo alternativo, migliore per certi versi a quello nel quale siamo immersi, al quale ognuno di noi può tendere mettendo in discussione le certezze (imposte) di questa epoca e compiendo una piccola rivoluzione interiore. Quanto meno ci mette nella condizione di riflettere sul nostro "assurdo" modo di vivere. Solo per questo vale la pena di leggerlo.
Chi pensa di trovarvi una descrizione dettagliata di una società alternativa alla Utopia di Thomas More rimarrà deluso, ma non credo sia questo l'intendo dell'opera, troppo sintetica, che, a parer mio, resta quello di provocare una piccola, leggera, soave, scossa della propria coscienza.
Profile Image for Roberta.
2,035 reviews341 followers
July 24, 2018
Che inutilità. Forse dovremmo lasciare le utopie ai filosofi greci. La cosa migliore che posso dire del libro è che è scritto a caratteri grandi, molto grandi, per cui finisce prestissimo ed è agevole anche per chi ha problemi di miopia. Per chi ha letto La macchina del tempo, questi kirghisi mi ricordano tanto gli Eloi. Ho sperato fino all'ultimo che uscisse qualche Morlock a banchettare, ma nulla.

Profile Image for Mimonni.
450 reviews29 followers
December 19, 2017
tra i libri iniziati e non finiti, altri ripresi e sbocconcellati qui e là, questo “lettere dalla kirghisia” è l’unico che sono riuscita a terminare ( complice il suo esiguo volume e i caratteri grandezza libro di lettura di prima elementare ).
Libro strapieno di ottimismo letto in un periodo un po’ no, e non apprezzato molto.
Profile Image for Walter.
32 reviews5 followers
November 3, 2021
È qualche giorno che ho un fiore blu sul petto, fare l’amore non è mai stato cosi bello e onesto, lavoriamo due ore al giorno e valoriamo molto la natura e la cultura del sonno. Quando uno di noi cade in depressione una grande quantità di gente si raduna intorno a lui e tutti ballano per giorni finché il depresso esce dalla sua immobilità e si unisce incominciando a ballare anche lui. E nascono gli amori, ricordo una donna di novant’anni si lamentava dicendo che gli uomini preferivano corteggiare le più giovani quelle di ottant’anni. Che bello essere arrivato qua, grazie molte, come sono felice, qua non ci sono più macchine e televisori e la gente cammina libera senza chiudersi in scatole di ferro. Io oggi mi sederò ancora in questo parco di primule col mio fiorellino blu sul petto, felice di fare l’amore con tutti ma non con chiunque.

Stasera con noi o senza di noi verrà il tramonto e sarà magnifico.
22 reviews
October 24, 2024
Un saggio che usa lo stratagemma delle lettere agli amici per immaginare una società fondata sull’umanità e non sul profitto. Una società che sembra utopica ma è talmente semplice da applicare nelle nostre vite che a pochi viene in mente di farlo. Agosti ha il merito di farci sognare, di cercare di risvegliare in noi la creatività e l’amore per noi stessi e per gli altri. Una società anarchica che fa paura al potere a cui interessa solo farci vivere esistenze misere e cupe. La Kirghisia ci chiama attraverso l’amore è la vitalità dei rapporti umani sta a noi rispondere per dare una svolta alle nostre vite in catene.
Profile Image for Luca.
6 reviews
October 19, 2025
Questo libro mi lascia in sospeso tra l'adorazione e il completo rifiuto. Mi piace interpretare l'intento dell'autore come un inno dedicato all'essere umano. Un modo per provocare il lettore, facendogli capire, attraverso questo viaggio in una società inesistente i profondi problemi della nostra vita. Spesso ritenuti normali ad una prima occhiata, ma oggettivamente assurdi ad un pensiero più approfondito. L'autore mette soprattutto in risalto il benessere delle persone che nella nostra società attuale è messa in secondo piano.
5 reviews
January 9, 2026
Caro Silvano, che ho avuto il piacere di frequentare. Una mezza stella anche solo per la bontà della tua persona. Questo libricino non sarà un capolavoro, ma ci si legge un po' della tua anima alta. Mi ricorda qualcosa dei tuoi racconti, della tua poesia, dei documentari. L'intento è come sempre raccontare un possibile mondo migliore. Che non è un mondo dove si ha di più, bensì un mondo dove si corre meno e si ama tanto.
Profile Image for Elisa.
66 reviews2 followers
April 17, 2018
It's a very quick and light read, but the idea behind it is very interesting and deep. I found myself wanting more details and more pages to read as I approached the end of the book. It feels idealistic and idyllic from time to time, but it definitely made me question what's wrong with our perception, our world, our way of life, our needs. So what now?
Profile Image for Seamus.
22 reviews
September 18, 2019
Si legge rapidamente, ma resta dentro.Una descrizione di un paese immaginario che però prende spunto da semplici considerazioni sul nostro modo di vivere, sul nostro subire politiche e comportamenti che non fanno in realtà parte della nostra natura.Ci si chiede, quindi "perchè?" viviamo così. Non si danno soluzioni politiche, il senso è che una vera rivoluzione deve avvenire prima dentro di noi.
Profile Image for Eliana Pompei.
43 reviews
November 8, 2021
Mi ha dato un senso di pace e speranza leggere questo libro, e l'autore é davvero una persona eclettica
Profile Image for Laura.
15 reviews
Read
October 16, 2024
Piccola perla che dona serenità e ispirazione per creare una società come quella della Kirghisia ☀️
1 review
May 8, 2023
Lettere della Kirghisia è un grande libro, che ti cambia la vita se sai interpretarlo. Purtroppo pochi ci riescono, per riconoscere la magnificenza di un'idea, una mente ormai arresa all'impossibilità di un cambiamento giustifica questo libro come un'utopia, quindi inutile dargli credito.
Profile Image for ClaudiaBiEnne.
211 reviews9 followers
Read
August 20, 2016
Sospendo il giudizio.
Alcune idee interessanti in un testo che complessivamente mi fa pensare ad un Gianni Rodari per adulti.
Profile Image for Virginia Milletti.
47 reviews
January 21, 2018
Silvano Agosti, l'autore, alla domanda sull'esistenza o meno della Kirghisia, risponde affermativamente: esiste nei nostri cuori.
Ma se davvero esiste nei nostri cuori, è ora che si trasferisca nella nostra mente e poi ancora, nelle nostre mani. Perché un Paese in cui i politici abbiano uno stipendio pari a quello che avevano prima di entrare in politica, è possibile; un Paese in cui ci sia senso civile e si raccolgano le cartacce da terra è possibile; un Paese in cui non si debba lavorare tutto il giorno e siano assicurate le condizioni minime di vita è possibile.
Il libro è solo una metafora, il prospetto di una vita migliore. Non va preso alla lettera, ma grazie ad esso si può guardare un orrizzonte diverso.
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