«Signore e signori... ehm!... Sulla nostra nave... ehm!... è appena accaduto... ehm!... un evento increscioso... un evento di eccezionale gravità... ». Con ogni probabilità il comandante era il marinaio più placido, meno votato all’avventura di tutto il Pacifico, e passava la maggior parte del tempo chiuso in cabina a dipingere all’acquerello paesaggi che copiava da cartoline. Paonazzo per l’emozione, non osò guardare i passeggeri mentre annunciava: «Hanno rubato i gioielli di Lady Bramson!». Un fulmine a ciel sereno. A bordo di un grande piroscafo queste parole avrebbero scatenato un’agitazione febbrile e una ridda di commenti. Ma a bordo del Gordon c’erano solo sei passeggeri, ciascuno dei quali rimase impietrito al proprio posto, con la fronte imperlata di sudore e la sensazione che gli altri sospettassero di lui.
Georges Joseph Christian Simenon (1903 – 1989) was a Belgian writer. A prolific author who published nearly 500 novels and numerous short works, Simenon is best known as the creator of the fictional detective Jules Maigret. Although he never resided in Belgium after 1922, he remained a Belgian citizen throughout his life.
Simenon was one of the most prolific writers of the twentieth century, capable of writing 60 to 80 pages per day. His oeuvre includes nearly 200 novels, over 150 novellas, several autobiographical works, numerous articles, and scores of pulp novels written under more than two dozen pseudonyms. Altogether, about 550 million copies of his works have been printed.
He is best known, however, for his 75 novels and 28 short stories featuring Commissaire Maigret. The first novel in the series, Pietr-le-Letton, appeared in 1931; the last one, Maigret et M. Charles, was published in 1972. The Maigret novels were translated into all major languages and several of them were turned into films and radio plays. Two television series (1960-63 and 1992-93) have been made in Great Britain.
During his "American" period, Simenon reached the height of his creative powers, and several novels of those years were inspired by the context in which they were written (Trois chambres à Manhattan (1946), Maigret à New York (1947), Maigret se fâche (1947)).
Simenon also wrote a large number of "psychological novels", such as La neige était sale (1948) or Le fils (1957), as well as several autobiographical works, in particular Je me souviens (1945), Pedigree (1948), Mémoires intimes (1981).
In 1966, Simenon was given the MWA's highest honor, the Grand Master Award.
In 2005 he was nominated for the title of De Grootste Belg (The Greatest Belgian). In the Flemish version he ended 77th place. In the Walloon version he ended 10th place.
Nice collection of short mysteries written by the creator of Maigret, set in an African location. Sometimes the solution was predictable but I enjoyed them anyway. Beautiful descriptions.
5 racconti, tutti ambientati in luoghi che probabilmente Simenon ha conosciuto nel lungo periodo di vita in viaggio per il mondo. Tutti con un colpevole che misteriosamente viene smascherato alla fine del racconto, grazie all'intervento di una persona risolutiva. Sicuramente il primo (Lo scalo di Buenaventura) e il terzo (Il poliziotto di Istanbul) sono tra i più riusciti, per la capacità di riflettere molto bene il clima del luogo (Panama, Istanbul misteriosa) e per la trama narrativa.
I cinque racconti raccolti in questo volumetto aiutano il lettore ad approfondire, magari dopo il punto d'ingresso ideale che ritengo essere Cargo, il lato esotico della scrittura di Simenon: inutile dire che, come accade spesso entrando nell'immenso mare magnum della produzione di uno degli scrittori più prolifici di sempre, i racconti poggiano su esperienze che l'autore visse concretamente. In particolare, come ci informa il libro in un piccolo commento di presentazione, Simenon nel 1935 ha "praticamente fatto il giro del mondo", e dalla moltitudine di impressioni riportate nel corso di questi viaggi la sua penna instancabile ha tratto, tra il '38 e il '39, queste cinque storie, ambientate ora su una nave, ora su un aereo che sorvola l'Africa, ora nel minaccioso mondo della malavita sudamericana e tutte centrate intorno ad un mistero, un delitto, un qualsiasi enigma da sciogliere. Tutto interessante sulla carta, se non fosse che Simenon, in altre sedi incredibilmente capace di dosare il ritmo del suo narrare (basta pensare a un capolavoro come La neve era sporca), finisce per far precipitare in modo davvero troppo rapido l'intreccio di quasi tutti i racconti verso la conclusione, magari a sorpresa, col risultato di lasciare in bocca a chi legge il sapore amaro di tanti tagli che, dietro le scene, hanno dissanguato una storia che avrebbe avuto bisogno di sostegno ulteriore - e quindi, concretamente, di qualche altra pagina. Il risultato è, in ogni caso, sempre interessante e mai meno che leggibile; il quarto racconto in particolare tocca vette che l'autore raggiunge più spesso nei romanzi, e potrebbe entrare senza problemi in un'ipotetica antologia del Simenon autore di racconti brevi. Ci troviamo quindi forse di fronte ad un'uscita solamente for fans, ma indubbiamente sempre gradevole. Simenon, che ha scritto così tanto da concretizzare l'espressione iperbolica "versare fiumi di inchiostro", non può sempre correre, come fa in molti dei suoi romanzi: a volte zoppica, però sempre con eleganza.
Sempre racconti di grande maestria. Manca la dolcezza della provincia francese, la piccola Parigi, ma restano i grandi dialoghi e il gusto divertente per lo sprezzo dei buoni sentimenti. Consigliato agli amanti delle belle donne dal cuore marcio.
Georges Simenon, ispirato dai suoi viaggi in giro per il mondo, nel 1938 ha scritto i cinque “racconti esotici” raccolti nel volume “La linea del deserto”. Ambientati in luoghi ben lontani da Parigi - teatro della maggior parte della sua produzione -, questi piccoli gioielli della letteratura poliziesca narrano le vicende di personaggi indimenticabili e bizzarri. Il mio preferito è il commissario Bédavent (“Un delitto in Gabon”) che, per ripararsi dal caldo africano, passa il tempo sotto l’ombra di tende di bambù, sdraiato sulla sua amaca a fumare la pipa e a tentare di leggere per l’ennesima volta “La signora di Monsoreau” di Dumas. Viene però interrotto dalle visite continue di vari seccatori, bisognosi del suo aiuto per risolvere il mistero inquietante in cui sono coinvolti. Bédavent accetta la sfida, ma è intenzionato a sbrogliare il caso come piace a lui: supino, dall’alto del suo comodo giaciglio.
Cinque racconti scritti fra il 1938 e il 1939: i primi due davvero buoni, gli altri più tirati via. Nell'ambito della pubblicazione dell'opera omnia di Simenon, frattaglie comprese, tuttavia, è una raccolta discreta, di godibile lettura.