Esiste ancora un lessico civile? Nel tempo in cui i confini si sono trasfigurati in muri, l’odio sembra distruggere ogni forma possibile di dialogo, la paura dello straniero domina, il fanatismo esalta fantasmi di purezza per cancellare l’esperienza della differenza e contaminazione, la libertà aspira a non avere più alcun limite, è ancora possibile pensare il senso dello stare insieme, della vita plurale della polis? Con gli strumenti teorici della psicoanalisi Massimo Recalcati attraversa con grande capacità di sintesi gli snodi fondamentali e i paradossi che caratterizzano la vita psichica degli individui, dei gruppi umani e delle istituzioni. In primo piano una divisione che attraversa ognuno di noi: difendere la propria vita dall’incontro con l’ignoto o aspirare alla libertà di questo incontro; vivere nel chiuso della propria identità o iscrivere la nostra vita in una relazione con l’Altro. Sono queste due tendenze che, con la stessa forza, definiscono la vita umana. In cinque brevi e potenti lezioni uno psicoanalista tra i più originali del nostro paese offre ai suoi lettori una nuova lettura del nostro stare insieme.
He works in Milan as a psychoanalyst and is a member of the Lacanian School of Psychoanalysis, treasuring the Title AME. Founder of JONAS (Center for Psychoanalytic Research on New Symptoms). He teaches at the University of Bergamo and at the Freudian Institute in Milan.
Cinque lezioni brevi per un lessico civile, a partire dalle puntate trasmesse su Rai Tre:
- Il confine - L’odio - L’ignoranza - Il fanatismo - La libertà.
Cinque tappe di una riflessione civica e civile, fatta anche alla luce dell’emergenza sanitaria per il Covid-19, che ha limitato la nostra libertà: “Nella rinuncia all’esercizio della nostra libertà, imposta dall’aggressività del Covid-19, non è in gioco nessun fantasma sacrificale, nessuna vocazione penitenziale, né alcun attentato alla nostra libertà collettiva, ma l’idea profonda che nessuno si può salvare da solo, che la libertà senza fratellanza è una parola vuota.”
La nostra vita è un continuo oscillare da un confine all’altro, alla ricerca di un equilibrio. Ma attenzione! “Perché vi sia vita è necessario mantenere il confine poroso senza trasformarlo in muro. Bisogna ospitare il cuore di un altro per continuare a vivere.”
“Il confine definisce un’identità e non può prescindere dalla figura dell’ospitalità. Se l’ospitalità senza identità è caos, l’identità senza ospitalità è morte.”
Un irrigidimento del confine, un suo ergersi a muro, può scatenare pulsioni forti nei confronti dello straniero, intendendo con questo chiunque sia altro da noi: l’odio, che “sorge da un’intolleranza di fronte al lutto, di fronte all’esperienza tragica e irreversibile della perdita. In questo esso assomiglia all’allucinazione: la perdita non suscita il lavoro lungo del pensiero, ma il cortocircuito dell’allucinazione che vorrebbe porre magicamente riparo alla ferita subita.”
Per giungere alla libertà, bisogna superare i limiti dettati dall’ignoranza e dal fanatismo: “Il tuo dovere è non semplificare […]. Non cancellare la contraddizione, non negare la contraddizione, ma vedere dove, all’interno della contraddizioni.”
La libertà però non è solo “libertà di”, ma è anche “libertà da”.
“Libertà è una parola fondamentale, se non la parola fondamentale per ogni lessico civile. La vita umana non è solo domanda di appartenenza ma anche esigenza di libertà, desiderio di erranza. Tuttavia, la libertà non è solo un’esperienza di liberazione, di affermazione della singolarità della propria vita, ma è anche, paradossalmente, una “condanna”. L’uomo è, infatti, come affermava Sartre, “condannato a essere libero”. L’esistenza umana è, in quanto tale, sempre condannata alla libertà.”
“Non ci sono “Io” e poi gli altri; non c’è la mia libertà da una parte e quella degli altri da un’altra. La mia libertà implica sempre quella degli altri, non è mai una libertà senza altri.”
"La tentazione del muro" di Massimo Recalcati è uno di quei libri che non lascia indifferenti. È una lettura abbastanza impegnativa, ma allo stesso tempo stimolante e affascinante. Non si tratta di un capolavoro assoluto, ma senza dubbio vale la pena di essere letto.
L'autore, un noto psicoanalista italiano, ci conduce in un viaggio attraverso il simbolismo dei muri, tanto reali quanto psicologici. Recalcati esplora con abilità il concetto di muro come barriera ma anche come rifugio, un luogo dove ci sentiamo al sicuro ma che allo stesso tempo limita la nostra libertà. La sua analisi è profonda e spesso sorprendente, anche se a volte può sembrare un po' troppo teorica e astratta.
Ciò che ho apprezzato di più del libro è il modo in cui Recalcati riesce a collegare queste idee con temi contemporanei. Le sue riflessioni sul muro come metafora per il nostro desiderio di sicurezza e stabilità in un mondo in rapido cambiamento sono estremamente pertinenti. Allo stesso tempo, il libro ci sfida a considerare come questi muri possano diventare prigioni, limitando la nostra capacità di cambiare e crescere.
Un altro punto forte del libro sono le numerose citazioni e riferimenti a opere letterarie, cinematografiche e artistiche. Questi collegamenti arricchiscono la narrazione e offrono una prospettiva multidisciplinare sul tema.
Tuttavia, "La tentazione del muro" ha anche i suoi difetti. La scrittura può essere a tratti difficile da seguire, soprattutto per chi non ha familiarità con il linguaggio e i concetti della psicoanalisi. Inoltre, a volte ho avuto l'impressione che l'autore si perdesse un po' troppo nel labirinto delle sue idee, rendendo difficile seguire il filo del discorso.
Un saggio complesso in cui Massimo Recalcati unisce i principi delle psicanalisi a riflessioni politiche e sociali, nell’analisi di cinque concetti centrali nella vita personale e collettiva: il confine, l’odio, l’ignoranza, il fanatismo e la libertà. Parlando del confine, ad esempio, si evidenzia come esistano confini tra diverse parti di noi e allo stesso tempo quelli che mettiamo tra noi e l’Altro, soprattutto se diverso e lontano. Il libro ha un lessico abbastanza tecnico ma è comunque scorrevole. Molto interessanti le riflessioni legate alla politica (sia a livello storico che di attualità) in cui si analizzano meccanismi di potere come negli autoritarismi o nei populismi. Le riflessioni sono sviluppate in modo non banale, offrendo anche sguardi nuovi su concetti noti (come l’ignoranza). Scritto veramente molto bene, forse unica pecca risulta un pochino slegato tra i vari capitoli.
Un libro profondo e attuale. Attraverso le sue parole e riflessioni Massimo Recalcati aiuta il lettore a comprendere le odierne dinamiche politiche, sociali, e umane attraverso gli strumenti della psicoanalisi. Una lettura, sin troppo breve, ricca di spunti e considerazioni mai banali supportate da un pensiero critico e intellettuale totale. Molto affascinante l’esercizio del percorrere gli articolati pensieri dell’autore, pagina dopo pagina, e dedurne delle considerazioni proprie. Particolarmente appassionanti e intensi, secondo la mia opinione, i capitoli sull’Ignoranza e sulla Libertà.
Un saggio interessante che presenta i concetti chiave del lessico civile, attraverso cinque brevi lezioni che ruotano attorno ai temi del confine, dell'odio, dell'ignoranza nei fondamentalismi, dei fanatismi e della libertà. Scopo di tale lessico è custodire i volti dei singoli, raccordare le differenze nella dimensione della comunità per trovare un equilibrio fra le due pulsioni che animano l'umano: da un lato il bisogno primitivo securitario, dall'altro l'esigenza di libertà.
non amo recalcati ma ho apprezzato molto questo saggio e l'ho divorato in un'ora. il lessico forse può essere difficoltoso ma le numerose citazioni e i riferimenti, anche cinematografici, che utilizza come esempi, rendono il testo più chiaro anche a lettori estranei al linguaggio psicoanalitico. avrei apprezzato qualche riferimento a winnicott, il discorso sui confini e sulla libertà sarebbero stati molto più incisivi se arricchiti di qualche accenno alla sua visione teorica. nel complesso l'ho trovata una lettura interessante, una riflessione su tematiche molto attuali e sempre attuali.
un libro che, se dovessero leggerlo tutti con la stessa empatia dell’autore, allora probabilmente non definiremmo più l’altro come estraneo. Un insegnamento con all’interno i nomi di tanti studiosi dove vengono espressi i loro punti di vista sotto forma di loro esempi. Un libro che potrebbe far terminare le guerre solamente attraverso 5 capitoli.
Un' intreccio tra politica e vita sociale nella visione dell' altro. Molto attuale per tutta la situazione che si vive in questi momento andando a spiegare come sia facile riuscire a giustificare un genocidio, disumanizzando e mostrando quando la politica attuale sia ben lontana dall'ideale di una politica giusta in cui ai giovani viene dato il proprio spazio
Il libro offre spunti di riflessione importanti, ma ritengo che non sia adatto a tutti, ci sono molti riferimenti a pedagogisti e filosofi importanti. È un libro che è adatto a chi ama tematiche sociali e ama i saggi
Lettura illuminante e meravigliosa. Recalcati si conferma grande oratore e professore, capace di esporre concetti anche complessi in modo semplice e diretto.
Lo scrittore ha saputo trasmettere con un linguaggio semplice e diretto interessanti tematiche della psicanalisi, peraltro inserendo interessanti riferimenti filosofici. È un libro divulgativo e destinato a un grande pubblico, certamente più un prodotto commerciale che un’opera. Tuttavia mi ha dato modo di riflettere e stupirmi. Considerata anche la sua brevità lo consiglio,
Esiste ancora un lessico civile? Nel tempo in cui i confini si sono trasfigurati in muri, l’odio sembra distruggere ogni forma possibile di dialogo, la paura dello straniero domina, il fanatismo esalta fantasmi di purezza per cancellare l’esperienza della differenza e contaminazione, la libertà aspira a non avere più alcun limite, è ancora possibile pensare il senso dello stare insieme, della vita plurale della polis? Con gli strumenti teorici della psicoanalisi l'autore attraversa con grande capacità di sintesi gli snodi fondamentali e i paradossi che caratterizzano la vita psichica degli individui, dei gruppi umani e delle istituzioni. In primo piano una divisione che attraversa ognuno di noi: difendere la propria vita dall’incontro con l’ignoto o aspirare alla libertà di questo incontro; vivere nel chiuso della propria identità o iscrivere la nostra vita in una relazione con l’Altro. Sono queste due tendenze che, con la stessa forza, definiscono la vita umana. In cinque brevi e potenti lezioni uno psicoanalista tra i più originali del nostro paese offre ai suoi lettori una nuova lettura del nostro stare insieme. “Il mio cuore è il primo nome dello straniero."
Tratta argomenti molto interessanti ma utilizza un linguaggio specifico e abbastanza complicato che ne rende la lettura po' pesante, non è un libro da leggere alla sera prima di dormire perché bisogna starci sopra con la testa
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Sicuramente un libro a più livelli che mi ha indotto a riflessioni. I capitoli più suggestivi sono "odio" e "libertà". ODIO: "scaturisce dalla disperazione (e) non è assimilabile alla passione lucida (...). Piuttosto è generato da un'assenza di risposta dell'Altro. (...) La disperazione è la forma estrema della resistenza della libertà quando la libertà viene aggredita e sopraffatta dal potere." pp. 48-49 LIBERTà: "Non possiamo mai liberarci della libertà (...)La libertà è il luogo dell'angoscia rispetto al dilemma della scelta" "Se non possiamo scegliere di essere liberi, se siamo condannati alla libertà, siamo anche la possibilità continua di trasformare il destino che gli altri hanno attribuito alla nostra vita in un'avventura nuova e imprevista"