Non mi interessa lo stile un po’ disordinato del racconto, mi affascina piuttosto il contenuto. Minà è stato il più grande giornalista “irregolare” che l’Italia abbia conosciuto, un entusiasta testardo, innamorato della giustizia e magari delle cause perse, in ogni caso un innovatore.
Ricordo solo che per una stagione presentò la Domenica Sportiva e , come per miracolo, saltarono fuori Astor Piazzolla come sigla, aperture sull’atletica, il calcio sudamericano e , neanche a dirlo, la boxe. Roba da stropicciarsi gli occhi per l’incredulità. Che bella tv, fresca, originale, lontana mille miglia da quella brodaglia insipida e stordente che ci viene propinata dalla tv commerciale di oggi, pubblica o privata che sia. Grande Minà
Ps: Solo Fiorello, ai tempi di Viva Radio 2, riuscì a immortalare con un’imitazione storica lo spirito di Minà : “Eravamo io, Tony Curtis, Fidel, Paco Peña, Teofilo Stevenson, Cuccureddu, i Milli Vanilli… 😂”