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Una visita al Bates Motel

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Questa indagine nasce da una serie di indizi curiosi: un refuso rivelatore - Psyche invece di Psycho - nel primo trafiletto che annunciava il nuovo progetto di Hitchcock. Una statuetta di Amore e Psiche di Canova che s'intravede in una scena del film. Una sibillina dichiarazione del regista, che presentò Psycho alla stampa come un'« escursione nel sesso metafisico ». Continua con un'ispezione dei luoghi del delitto ormai disabitati: il Bates Motel e la casa arcigna in cima alla collina, che Hitchcock volle allestire come gallerie d'arte o Wunderkammern. E diventa una visita guidata che si svolge, con i brividi di prammatica, fra il bric-à-brac degli arredi cupi, e sotto l'occhio impassibile di uccelli impagliati. Una stanza dopo l'altra, il detective Vitiello - e dietro di lui, lo spirito di un Hitchcock mistagogo e sornione - ci aiutano a vedere la spettrale dimora vittoriana di Psycho come un musée imaginaire dell'erotica misterica, per le cui stanze si inseguono tre cicli mitologici infernali: Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice, Demetra e Persefone. E una scoperta sorprendente e a suo modo sinistra, alla quale tutto sommato vorremmo sottrarci. Ma forse è troppo tardi: come avremmo dovuto sapere prima ancora di aprire il libro, infatti, dal regno infero di Norman Bates non si esce con la stessa facilità con cui si entra.

251 pages, Paperback

First published October 10, 2019

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About the author

Guido Vitiello

19 books10 followers
Guido Vitiello, nato a Napoli nel 1975, è uno scrittore, saggista e docente universitario italiano. Insegna Teoria e storia del linguaggio cinematografico alla Sapienza di Roma. Ha pubblicato diversi libri, tra cui Il lettore sul lettino, Una visita al Bates Motel e La lettura felice. Conversazioni con Marcel Proust sull’arte di leggere. Collabora con testate come Il Foglio e Internazionale, concentrandosi sull’analisi simbolica e iconologica di cinema, letteratura e cultura visiva.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for sigurd.
207 reviews33 followers
February 3, 2025
questo libro, amato fin dalla copertina (nerazzurra, come tutte le cose belle), sul film che preferisco del mio regista preferito, inizia con il sottolineare un "errore" commesso dalla macchina commerciale ai tempi della sponsorizzazione del film: viene lasciato trapelare in anticipo il titolo (forse su suggerimento dello stesso regista) del nuovo di Hitchcock: Psyche. C'è molta attesa, dopo un film come Intrigo internazionale, su cosa altro si sarà inventato questo grande mistificatore. ma lo sbaglio, lo scambio di una lettera nel titolo (psyche anziché psycho), non viene smentito, per un mese Hitchcock sta in silenzio. tutto molto strano per un perfezionista come lui. Perché? semplicemente perché il film è già iniziato, e da abile stratega e genio della beffa, sta lì a godersi lo spettacolo che come un grande artificiere ha lui stesso creato. se vogliamo, psycho non è altro che una variazione della favola di apuleio. Poi sarà la volta del lungo trailer. eccolo! in piedi di fronte lo spiazzo del motel, sembra attendere con una certa impazienza il pulmino dei turisti per la visita guidata alla casa degli orrori, dove mostrerà i luoghi del set con l'aria dell'impresario edile che vuole a tutti i costi vendere la casa dove sono successe cose inaudite, e indicherà (solo ad alcuni iniziati, come Guido Vitiello) alcuni quadri e statue come tracce per leggere in modo più consapevole il film. dirà anche ad alcuni giornalisti che si tratta di un'esplorazione del sesso metafisico. (Chabrol gli tirerà dalla bocca con le tenaglie la parola metafisica). e nel film vedremo dei rimandi a cicli mitologici che irrobustiscono l'architettura già geniale del semplice thriller, tutto spavento e occhi sgranati. Vitiello ci mostra Hitchcock come un grande artista, intento a costruire non solo la sua lista di titoli, ma un'atmosfera del tutto peculiare che ha la sua impronta, hitchockiana. Tutto viene inscenato prima che le cose accadano. E anche quando le cose sono accadute, non si saranno mai del tutto rivelate. rimangono imbalsamate per anni prima di riemergere o risorgere, come fenici; prima di spaventarci con le loro orbite vuote e i loro capelli di paglia.
Profile Image for  amapola.
282 reviews32 followers
July 10, 2020
Libro molto interessante, ben scritto, ben documentato, con una parte iconografica accurata e di sostanza. Peccato che le mie carenze strutturali in materia di Arte, Psicologia, Mitologia e Filosofia mi abbiano impedito di goderne appieno. Se voi però siete più eruditi di me (ho detto più eruditi, non più intelligenti :)), allora potrete seguire questa visita con maggiore agio, così da apprezzarla pienamente. Io ho dovuto far ricorso a tutta l’autoironia di cui sono capace per arrivare alla fine, ma il problema è mio, non di Vitiello che ha fatto un lavoro eccellente.
Hitchcock mi piace moltissimo, anche se Psycho non è il mio film preferito, al primo posto io metto La finestra sul cortile e forse una visita lì mi farebbe sentire più a mio agio, chissà? Di certo sarebbe meno cupa, più divertente.
Profile Image for Federico Pani.
153 reviews8 followers
January 25, 2026
Prendetelo come un saggio e un catalogo d’arte insieme e giustificherete il prezzo del volume (38 euro). Si tratta di una ricognizione nelle stanze del Motel dove si svolge Psycho (1960) di Alfred Hitchcock: una camera delle meraviglie. Grazie a un’analisi condotta fotogramma per fotogramma, Vitiello si sofferma su oggetti che mai avremmo potuto notare da soli: quadri e sculture intessenti una rete di significati tra la storia narrata da Hitchcock e il mito. L’idea della guida turistica sul set del resto era venuta anche al regista, per promuovere il film. Inoltre, già altri si erano cimentati nell’inventariato delle opere d’arte disseminate nel film. Vitiello interseca le ricerche filologiche con quelle artistiche: dal refuso giornalistico – mai smentito da Hitchcock – che voleva che il film si intitolasse Psyché (la cui statua compare in una scena del film), al riferimento sul «sesso metafisico», tema portante del film a detta del regista, la cui chiave di lettura passa per l’agalmatofilia (la passione morbosa per le statue). Un tour denso di nozioni, com’è densa (e appagante) la scrittura di Vitiello.
Profile Image for Francesco.
Author 4 books96 followers
November 12, 2019
Il giornalista Guido Vitiello nel suo brillante saggio “Una visita al Bates Motel” (Adelphi) ci guida, in una modalità da detective letterario, nel dietro le quinte del capolavoro di Alfred Hitchcock fra indizi e sotto trame suggestive. Quella spettrale casa vittoriana in cima alla collina, con i suoi uccelli impagliati e le ombre dietro le tende, è un luogo malvagio che popola le nostre fantasie, del resto «dal regno infero di Norman Bates non si esce con la stessa facilità con cui si entra».
Profile Image for Massimo Monteverdi.
717 reviews20 followers
March 4, 2024
Se avevate qualche dubbio sulla complessità del cinema del vecchio Alfred, leggendo questo saggio dall'erudizione clamorosa li dissiperete in un istante. Soprattutto, perché non è certo che i mille riferimenti incrociati che l'autore ha scovato dalla sua indagine certosina fossero veramente intesi allo stesso modo dal regista inglese. Hitchcock non ha mai fatto mistero della sua capacità di prendere per i fondelli critici e analisti della sua arte. Che aveva un unico scopo: divertire e spaventare per un po' gli spettatori. Tutto il resto non aveva rilevanza diretta per comprenderne l'anima. Questo non impedisca a chi ne abbia voglia e cultura di scandagliare un lungometraggio come Psycho, naturalmente destinato a far parlare d'altro, oltre che dell'ossessione di Norman Bates. Un intrico così complesso di citazioni e contro-citazioni è gestito con la leggerezza sufficiente a ritenere quest'opera il testo definitivo su uno dei film più importanti del 1960.
Profile Image for Riccardo Colella.
54 reviews
July 21, 2022
Il libro di Guido Vitiello si configura come ciò che un saggio dovrebbe essere: in questo caso, un’analisi lucida, colta, approfondita e portata avanti con cognizione di causa, di uno dei più grandi capolavori che l’universo cinematografico ricordi. L’autore lo fa con competenza e passione, realizzando un’opera di grande spessore, in grado di offrire al lettore una chiave di lettura diversa, originale e affascinante. E quando Vitiello sembra portarci lontani dal film di Hitchock, verso quella che ha tutta l’aria di una vera e propria lezione di arte e filosofia, è proprio allora che, invece, si spalancano le porte del Bates Motel.
Profile Image for Cinzia.
58 reviews8 followers
October 15, 2022
Riletto dopo aver rivisto al cinema il film. Se Psycho rimane l’opera più famosa e più studiata di Hitchcock forse è semplicemente perché è intessuta, come tutti i grandi classici, di riferimenti ad archetipi che ci portiamo dietro dalla notte dei tempi.
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