Bari, 2010. È la vigilia di una torrida estate e pochi eventi italiani, tranne i vicini Mondiali di calcio, sembrano scuotere il ritmo levantino della città. Il sole è già alto quando due abitanti della Barivecchia si presentano in questura, con l'aria di essere uscite per la prima volta da quelle antiche mura. Lolita Lobosco, finiti i rituali del mattino - le spremute d'arancia e la vista del mare - arriva sul posto di lavoro come sempre di buon umore. Se non fosse per quelle due presenze inquietanti, venute apposta per lei, Lolita sarebbe già a sbrigare la montagna di pratiche che si sono accumulate sulla scrivania. Sabino Lavermicocca, bel pescatore con il vizio delle fujtine amorose, è scomparso nel nulla. Indagando nel mondo sotterraneo e omertoso annidato nel cuore di pietra della medina barese, Lolita si imbatterà in una serie di inquietanti personaggi che la condurranno fino in Montenegro. Affiancata dall'insostituibile Tonino Esposito e dal sedicente sciupafemmine Antonio Forte, la commissaria Lobosco si troverà così invischiata in una pericolosa rete di criminali e sfruttatori.
Some time ago I saw the television transposition of the books on Commissioner Lolita Lobosco and I didn't like it, so I decided to read the books. Usually, if the movie isn't good, the book is good, and vice versa. In this case, however, it did not happen, and I did not like the book too. The investigation part is really reduced to a minimum and a large part of the book revolves around the gastronomic and love cravings of Lolita Lobosco, a very "sui generis" police commissioner, surrounded by very unlikely and stereotyped colleagues and friends. Even the technique of peppering many dialogues with sentences in the Bari dialect has now become a bit boring, since it was inaugurated by Camilleri with Inspector Montalbano tens of years ago. At the time it was an exceptional gimmick, but it is now inflated. As well as the fashion of inserting local recipes every 5 or 6 pages, also now very used and in the end annoying. All in all a quick book to read, but which leaves nothing in the end.
Un romanzo giallo che vede come protagonista il commissario Lolita Lobosco, un personaggio divertente, pieno di problematiche femminili. Il romanzo è ambientato a Bari, e nasce forse come fan-fiction dei giallo di Camilleri, tanto che all'inizio della carriera Lolita Lobosco è stata assegnata come agente di polizia ai suoi primi incarichi proprio alla questura di Vigata, e nutre un debole per Salvo Montalbano. È sempre bello leggere romanzi ambientati in Puglia, e Gabriella Genisi ci fa vedere la Bari della delinquenza con un occhio più scanzonato di quello cupo e pessimista di Guido Guerrieri. Continuerò a leggere la serie, anche se temo che Lolita possa perdere un po' la sua leggerezza trovandosi davanti a casi sempre più tristi. Alla fine c'è un'appendice con alcune classiche ricette pugliesi, alcune conosciute, altre meno. Sicuramente da provare la crudaiola con la ricetta di Lolita (anche se pure io la faccio molto buona) 😜
Lolita Lobosco si trova a indagare sulla scomparsa di un giovane promettente calciatore: tutti gli indizi portano a una fuga in Brasile, ma Lolita non ci vede chiaro e approfondisce. Personaggio splendido, spregiudicato e selvaggio, questo commissario con la quinta di reggiseno "mi piace assai". Oltretutto la sua apparente rudezza viene mitigata da altri tratti, diciamo così, molto più "umani". Bello. Sto già cercando il terzo per leggerlo.
Cassandra Gold - per RFS . Benvenute fenicette nella calda e afosa Bari, a vegliare sull’incolumità dei cittadini, troviamo l’irruenta e affascinante Lolita Lobosco, commissario del luogo. Lei, guidata dal famoso Montalbano, impara la metodologia di investigazione e molto di più. L’amore per il suo lavoro, la pietà per chi soffre e la sua delicatezza nel rispetto delle tradizioni della propria terra, le convenzioni sociali e le sue regole non scritte sono i parametri sul quale basa le sue indagini.
Lolita, reduce da un matrimonio fallito e una relazione lasciata a metà, ha bisogno di una nuova occasione. Va con i piedi di piombo, sebbene comprenda di non dover allontanare chi sembra tenere a lei. In una delle tante mattine assolate, nota una donna che la spia vicino al commissariato; nonostante il parere dei suoi sottoposti Lolita capisce di non poter ignorare chi le sta chiedendo aiuto. Così la segue entrando in una Bari parallela; una di quelle zone della città che ha occhi e orecchie dappertutto. Là troverà una storia di miseria, tristezza e crudeltà. Vedrà delle donne in cerca d’aiuto a causa di un uomo scomparso, donne che per natura ed esigenza non possono chiedere chiaramente l’intervento della polizia. Il nostro commissario comincerà così un nuovo viaggio, che la porterà alla scoperta di una dimensione non ancora conosciuta.
Un giallo entusiasmante, che mi ha colpito soprattutto per le descrizioni dei luoghi e dei personaggi rappresentati. I colori descritti in esso, come il rosso ciliegia delle labbra delle donne, o il giallo del sole, riuscivano ad arrivare dritti al lettore, quasi che una tela invisibile, potesse rappresentare le scene dense, appassionanti o crudeli che fossero. Lolita è la voce narrante e con le sue vicende ci conduce per mano nel suo mondo, fatto di eventi ineluttabili, che ci riportano a una letteratura verghiana, in cui l’inevitabilità delle condizioni esistenziali è un caposaldo di vita. Il mondo moderno nella società attuale così raccontata, si sposa molto bene con la narrazione degli eventi legati alle tradizioni e ci mostra uno spaccato interessante e curioso, condito con la simpatia dell’autrice che, per arricchire la sua già frizzante narrazione, ha inserito alcune ricette della cucina locale nelle ultime pagine del romanzo.
Un libro quindi leggero ma non troppo, comunque con un finale commovente e triste, tipico della letteratura verghiana, che a tratti si condisce di toni noir un po’ malinconici. Complimenti all’autrice!
Questo romanzo parte in quarta per poi perdere terreno clamorosamente. La vicenda principale mi ha lasciato ben sperare sin da subito perché intrigante e perché ambientata in una Bari Vecchia raccontata benissimo. Il problema principale è sempre la protagonista, Lolita, che a questo giro si manifesta per quello che è: metà femme fatale fatta di stereotipi e metà ‘cozzala’ che si rivolge a chiunque usando termini ed espressioni non particolarmente ricercate, rese con una scrittura di non immediata comprensione. In questo libro però c’è un upgrade dato che dà libero sfogo, senza mezzi termini, a quello che inizialmente potrebbe sembrare razzismo ma che a mente lucida si capisce essere ignoranza. Parlando di parrucchieri Lolita che fa sapere che:
“Invece adesso dal parrucchiere ci trovi di tutto, femmine maschi eccetera, tutti insieme in una promiscuità che non so voi, ma a me non piace per niente. E non mi riferisco agli eccetera, quelli mi vanno benissimo.”
Faccio molto fatica a non provare intolleranza e superiorità nei confronti di un personaggio che parla di eccetera, dicendo che le vanno benissimo, quindi non andrò oltre e lascerò due stelline per rispetto nei confronti degli alberi che sono stati abbattuti per stampare il libro.
Dopo aver molto apprezzato il primo romanzo di questa serie, mi sono subito buttata sul secondo volume. Devo dire che però non sono riuscita ad appassionarmi a questo libro come al primo, anzi. Ho infatti trovato la storia troppo simile al primo volume, ma con in meno quel guizzo di novità e di freschezza. Questo ha fatto sì che il romanzo mi sia risultato abbastanza prevedibile e anche noioso, per cui in certi momenti non avevo nemmeno voglia di leggerlo. Lolita Lobosco, la protagonista, è rimasta l’unica cosa che mi è piaciuta del romanzo, i suoi atteggiamenti sono stati in grado di strapparmi più di una risata, però comunque mi ha entusiasmato di meno rispetto al ricordo che avevo da inizio mese.
Nel complesso un libro inferiore al suo precedente e per questo mi ha lasciato alquanto l’amaro in bocca. Peccato.
Nel primo avevo trovato la protagonista insopportabile e infarcita di luoghi comuni, invece pian piano sta venendo fuori una personalità sfaccettata e tormentata, alcuni tratti continuano a disturbarmi ma voglio vedere come procede. Inutile secondo me il rimando, frequente, a Montalbano, Lolita può tranquillamente camminare con le sue belle gambe anche senza appoggiarsi al celebre commissario
Incuriosita dall’annuncio di una nuova fiction, approfitto dell’estate per anticiparla “su carta”. Avrei fatto meglio ad aspettare la fiction, mi sa. Scritto maluccio – e tutta questa confidenza con Montalbano, anche no.
"Giallo ciliegia" è il secondo romanzo di Gabriella Genisi con protagonista Lolita Lobosco. Anche in questo caso la storia si svolge a Bari ai giorni nostri e racconta della scomparsa di un certo Sabino Lavermicocca su cui il commissario Lobosco è chiamata a indagare. Ben presto la storia che sembrava piuttosto semplice si complica fino ad arrivare in Montenegro. In questo libro ritroviamo dei personaggi ricorrenti che ancora una volta sono poco profondi ma che sono descritti in modo esauriente per ciò che è necessario alla storia. Per quanto riguarda i personaggi specifici di questo episodio, trovo che vi sia una maggiore volontà di descrizione, forse perché strettamente funzionali alla buona riuscita della trama gialla. La narrazione e il linguaggio sono semplici. Il ritmo non è mai troppo lento. Anche in questo romanzo, ho fatto fatica ad appassionarmi, senza mai riuscire a farmi coinvolgere del tutto. Il fatto che soprattutto la protagonista sia poco complessa caratterialmente non mi aiuta ad apprezzare la storia, mentre trovo che la trama gialla sia interessante, anche se poi il finale non mi ha esaltato.
Una lettura gradevole e leggera per una storia che di giallo non ha molto in quanto - una volta che si riesce ad arrivare al cuore del problema e a capire quale sia visto che per arrivarci ci vuole quasi metà del libro! - la soluzione risulta scontata sin dalle prime battute. La parte del leone, anche questa volta, è la vita di tutti i giorni del Commissario Lolita Lobosco di cui seguiamo più le vicende personali che quelle direttamente legate al “mistero” da risolvere. Questa volta è la scomparsa di un ragazzo, peraltro denunciata con una certa difficoltà dai suoi familiari, la vicenda che dovrebbe essere l’asse portante del libro e che, anche questa volta, presenta sin da subito ben chiara la sua soluzione. Una lettura che scorre veloce, di pura evasione, piacevole ma di certo non estremamente brillante e avvincente anche se di sicuro migliore rispetto al primo libro della serie. In coda al libro una serie di ricette a tema ciliegie, in linea con il titolo. Effettive tre stelle e mezzo.
" ... Molta roba inutile, appunto e non sarei Lolita Lobosco se seguissi i regolamenti alla lettera, e pazienza se rischio la disciplinare una volta di più ..." Il personaggio di Lolita Lobosco è complesso ben descritto, ma la storia in sè lascia un po' a desiderare pensandoci bene è più che altro sesso e cibo che investigazione.
Secondo appuntamento con la commissario Lobosco! Personaggio che adoro e che mi fa amare tutto il libro tanto da leggerlo in mezza giornata. Ambientato tra Bari e "Barivecchia" ci troviamo a dover risolvere l'enigma della sparizione di un bravo ragazzo. Come al solito le intuizioni del commissario, il suo infrangere le regole e l'aiuto dei suoi amici Forte e Danilo(che solo amico non è) fanno si che anche stavolta il caso viene risolto con un finale molto triste. La scrittrice scrive in prima persona e con vocaboli anche in barese stretto da far così diventare simpaticissima la storia e la sua protagonista, Lolita, con la sua situazione sentimentale davvero lunatica e con il passato che le blocca il cuore. Amo tantissimo queste indagini e non voglio dire di più per evitare lo spoiler... Una cosa però la posso dire ☺️ alla fine di ogni libro sono riportate delle ricette davvero deliziose ed ho deciso che un giorno di questi mi ci metto e le provo!!
Trochę lepiej było w porównaniu z pierwszą częścią. Nadal w świecie książki występuje zjawisko jakim jest, że zdrady zdarzają się z niesamowicie dużą częstotliwością, ale tym razem zostało przybliżone życie w Bari, co było dla mnie intrygujące. Ciekawa również była historia związku Czarnogóry z organizacjami przestępczymi (na Internecie okazało się, że to prawda!).
Lolita wreszcie skupiła się bardziej nad czymś innym, niż nad jej sytuacją sentymentalną, przez co śledztwo było ciekawe, aczkolwiek z bardzo dużą dozą uproszczeń. Rozwiązanie z kolei było po prostu mocno szokujące. Jeszcze nigdy nie trafiłam na coś takiego, a mam za sobą sporą ilość obejrzanych kryminałów.
Oczywiście nie zabrakło różnego rodzaju dygresji, ale ostatecznie widać, że lektura miała być lekka i przyjemna i taka właśnie dla mnie była, przez większość czasu.
Ho letto questo secondo libro con lo stesso interesse del primo. La storia sembra scorrere più lentamente, ed è ambientata tra Bari e Barivecchia due mondi opposti che sembrano non potersi “mischiare” anche qui Lolita fa affidamento al suo infallibile intuito, portando a galla una struggente verità. Come per il primo va avanti anche la vita personale del commissario con nuovi incontri e relazioni finite, ad ogni libro mi sembra di conoscere sempre di più questa donna dura ma fragile al tempo stesso.
Consiglio vivamente questa serie per ora,sempre mantenendo il pensiero che avevo del primo cioé che deve essere letto sopra i 15 anni. Mi é piaciuto piú il secondo libro,del primo,avendo anche casi diversi su cui indaga Lolita,la protagonista A differenza del primo fa discorsi molto piú brevi e meno dettagliati delle ricette che cucina che si trovano nel primo libro,e inserisce pezzi piú lunghi sulla sua vita personale. Spero che la serie continui cosí.
Lentissimo. Riesce ad essere noioso anche quando la storia diventa interessante. O forse è solo colpa dello stile dialettale adottato e che ho trovato particolarmente irritante. Uno dei pochi casi in cui l'adattamento televisivo è riuscito meglio del libro (e comunque ho resistito solo per due puntate :P ).
Mah! Ho preferito la serie televisiva e con questo ho detto tutto. Il personaggio di Lolita Lobosco non mi è simpatico. Delle donne investigatrici Vanina Guarrasi di Cristina Cassar Scalia è la mia preferita, ma anche Imma Tataranni di Mariolina Venezia non è male. Darò ancora una possibilità a Lolita, solo perché la lettura scorre veloce.
Rispetto al precedente, si procede molto più lentamente. Buona parte del libro serve a conoscere di più i personaggi, mentre la parte "gialla" sembra quasi essere marginale.
Sarebbe stato più interessante non concentrare tutta l'azione nell'ultimo capitolo e nell'epilogo.
Lolita è una tipica donna barese che torna alle origine e vuole risposte. Personaggio forte in vesti diverse dal solito. Cerca anche di ritrovare l’amore
Lettura sempre piacevole e ironica. Per me troppo sbilanciata sui monologhi di Lolita, in qualche punto dispersivi, rispetto alla parte dedicata all’indagine